io sono d'accordo con te ma conviene con me che , allo stato attuale delle cose, il doversi informare in primis vuol dire vagliare le varie fonti, perchè con la rete gira di tutto e di più, dopo aver vagliato le fonti studiare quello che propongono per quindi giungere alla conclusione, un vero e proprio lavoro che non credo una persona possa effettuare sulle molte questioni che attanagliano la società.
Questo non vuol dire restare beatamente nell'ignoranza facendo si che altri decidano per noi, ma far funzionare al meglio l'iter che permette la nostra rappresentanza in fase decisionale.
Sostanzialmente concordo.
Diciamo che non ci sono alternative, perchè in un modo o nell'altro si sceglie
comunque, o si avallano
comunque certe scelte, in modo implicito, ad esempio tollerando.
Non è che astenendosi dal preoccuparsi di certe cose, le decisioni non vengono prese. Le decisioni vengono prese lo stesso. Scegliere di delegare Tizio significa, implicitamente, valutarlo capace di quello che è delegato a fare.
Se deleghiamo l'ingegner Tizio di costruire un ponte o una diga, lo riteniamo implicitamente capace. Non è detto che lo sia sempre, in certi campi le cose sono più complicate.
Quindi non si scappa all'onere di informarsi per quanto possibile (incluso tempo, fatica e competenze), come non si scappa quando si compra un'auto od un frigorifero.
O, peggio ancora, non si scappa quando si compra un prodotto finanziario, campo in cui l'analfabetismo e l'inconsapevolezza italiane sono un male diffuso da estirpare, ed il trincerarsi dietro i "professionisti" porta a diffusi disastri.
Per migliorare l'iter, ripeto che il giornalismo, ove fatto bene, sia un aspetto fondamentale. Appunto perchè facilita il processo informativo. Non a caso certe cose le scrivo qui. Anche se facilitare l'informazione non solleva le persone dal tenere il cervello acceso.
Ove fatto male, si riduce a banale propaganda, e modifica l'"iter" in modo non ottimale. Non dico altro visto che pare sia vietato, almeno talvolta.
Un paio di sere fa in tv misuravano le sostanze tossiche sprigionate dai cassonetti dell'immondizia, da cui stare lontani, dannose per la salute.
Indovina un po' quale pericolosissima sostanza misuravano, con un attrezzo simile ad un contatore geiger, avvicinandosi via via più al cassonetto? Anidride carbonica.
Capisci che se il livello dell'informazione è questo, "fidarsi" non è affatto una buona idea.

Così come non lo è fidarsi di un medico quando le cose vanno male.
O di chi ti vende gli investimenti se continui a perdere soldi.
Il problema dell'agenzia è reale, e si applica in moltissimi campi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_principale-agente
Cito un piccolo pezzo:
Sono inoltre presenti delle asimmetrie informative a favore dell'agente, in quanto esso è sicuramente a conoscenza di un maggior numero di informazioni rispetto al principale sul ruolo da svolgere, e può sfruttare queste asimmetrie informative tenendo comportamenti opportunistici.
La teoria dell'agenzia suppone che i comportamenti opportunistici dell'agente non siano eliminabili, e che è praticamente impossibile che esso operi nell'interesse del principale; questo genera dei costi detti "costi di agenzia":
- costi di sorveglianza ed incentivazione necessari per orientare il comportamento dell'agente
La "sorveglianza" è indispensabile. E' un costo, è vero, ma a volte il costo della mancata sorveglianza è maggiore.