Personalmente, auspico una riforma organica della Magistratura che, tuttavia, non credo sia dietro l'angolo.jaccos ha scritto:Sono assolutamente d'accordo con te e penso anche mauro, alla fine stiamo dicendo la stessa cosa.Kren ha scritto:No la parità ancora non c'è.jaccos ha scritto:Si ma allora le regole ci sono ma non vengono applicate.Kren ha scritto:In effetti avevo visto le domande che ponevi precedentemente ma non ho mai avuto il tempo di risponderti.jaccos ha scritto:Ok.Kren ha scritto:Un PM è un magistrato. Non è un Giudice giudicante.jaccos ha scritto:Ma scusate, oggi un pm può essere contemporaneamente magistrato (ovviamente non nello stesso processo, do per scontato che non si possa in questo caso)?capnord ha scritto:Ecco l'articolo
RIFORMA GIUSTIZIA - Più in generale, la riforma della giustizia approvata dal governo prevede la separazione delle carriere di giudici e pm, la divisione in due del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e il conferimento di maggiori poteri al Guardasigilli. Non è escluso che - secondo quanto si è appreso - il governo intenda procedere anche con un ddl sulla responsabilità civile dei magistrati. Un Cdm straordinario sarà convocato nei prossimi giorni per l'approvazione definitiva, mentre martedì si riunirà un comitato di ministri e di tecnici per approfondire i contenuti del testo del ddl.
La risposta alla tua domanda è no.
Ma può (quasi) liberamente passare da una parte all'altra (dalla magistratura requirente a quella giudicante).....
Gli avvocati penalisti da anni si battono per la separazione delle due carriere e degli uffici.
A volte gli uffici dei PM sono attaccati a quelli dei giudici.
Quando va bene sono spostati di un piano.....
Questo stato di cose non aiuta la gente (i tecnici) a pensare che i due uffici non siano del tutto impermeabili al travaso di notizie sui fascicoli dall'uno all'altro, a scapito della parità delle parti nel (giusto) processo.
Gli avvocati penalisti possono diventare magistrati giudicanti?
Poi, per separazione cosa si intende? Mi par di capire che siano già separate le carriere, o sei pm o sei giudice...
Sia chiaro, non ti faccio domande per portarti da qualche parte, sono effettivamente ignorante in materia e vorrei capirci di più...![]()
Dunque:
un avvocato può diventare magistrato ma deve superare l'esame di stato (scritti e orali) che, dicono essere abbastanza selettivo (non l'ho mai sostenuto e quindi posso solo portarti testimonianze indirette).
Ci sono poi le figure dei Giudici onorari (non togati) che non hanno sostenuto l'esame e non sono magistrati di professione. La figura più conosciuta è quella dei Giudici di Pace che, almeno dalle mie parti, è formata in gran parte da avvocati (giovani o in pensione) o da ex funzionari pubblici.
Vi sono poi i VPO (vice procuratori onorari) che svolgono le funzioni del PM in alcune udienze.
I magistrati, invece, possono smettere la toga e diventare avvocati senza necessità di affrontare e superare l'esame di stato dopo aver maturato un'anzianità di (mi pare) 8 anni di servizio.
Ci sarebbero altri casi ed esempi, ma la storia diventerebbe troppo lunga....
Quanto alla separazione delle carriere, tu dici esserci di fatto e io ti dico di si ma anche di no (punti di vista).
In realtà l'esame per entrare a far parte della magistratura è unico (per PM e Giudici). Tutti fanno parte dello stesso "ordine", sono guidati dagli stessi organismi ecc. ecc.
Di fatto un soggetto può passare dalla magistratura requirente a quella giudicante in base ad una semplice domanda al CSM (Belpi correggimi se sbaglio) che deciderà sulla base del curriculum e poco altro, senza la necessità di affrontare un'esame o qualcosa di simile.
Questo accade spesso e praticamente mai ad un magistrato viene respinta la domanda.
Un sistema serio, dal mio punto di vista, dovrebbe prevedere due carriere assolutamente separate con impossibilità di passaggi da una funzione all'altra, se non tramite un esame di stato.
Inoltre, al fine di garantire, un effettiva parità delle parti, sarebbe opportuno che gli Uffici delle Procure fossere fisicamente staccati dagli Uffici dei Giudicanti in modo da evitare passaggi di informazioni da un luogo all'altro senza possibilità di controllo da parte dei difensori degli imputati.
A parte quella dell'esame per cambiare ruolo che è l'unica differenza tra pm e avvocati difensori per diventare giudici, per il resto la normativa già pone in situazione di parità pm ed avvocati... perlomeno è quello che mi pare di capire dai vostri interventi, correggetemi se sbaglio...![]()
Potrei farti un sacco di esempi ma sarebbe lungo e senza una minima infarinatura giuridica diventerebbe difficile comprendere. Non avermene.
Sono questioni tecniche sulle quali molte sono le idee di modifica e le proposte.
Ti dico sono che organismi dell'avvocatura da anni propongono la separazione delle carriere ed altri strumenti per mettere di fatto (e non solo sulla carta) accusa e difesa sullo stesso identico piano.
Permettimi di dire che avere un'accusa ed una difesa sullo stesso piano è sinonimo di grandissima civiltà giuridica. Ciò a prescindere dall'indispensabile repressione dei reati e della ricerca dei colpevoli che sono compiti necessari di uno Stato.
Quello che cercavo di capire è com'è la situazione attuale sulla carta, per evitare le solite soluzioni all'italiana in stile codice della strada (e nessuno che controlla)...
Quello della Magistratura, attualmente, è di gran lunga il potere più forte tra quelli previsti dalla Carta Costituzionale e gli altri Organi costituzionali non hanno né la forza (aldilà delle schermaglie) né la volontà (alcuni) di porre rimedio a quello che, dal mio punto di vista, è un vulnus della nostra democrazia.
Credimi: il mio non è un discorso politico ma di merito. Sono 20 anni che si parla di riforma della Giustizia e nessuno è mai stato in grado di portarla a termine né a dx né a sx, nonostante, sulla carta, tutti, ma proprio tutti auspichino (anche i magistrati) una modifica dell'attuale situazione.
Io partirei da questo dato per cercare di capire quando, come e cosa fare.