<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Un piccolo quesito per i cattolici del forum. | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Un piccolo quesito per i cattolici del forum.

jaccos ha scritto:
Tu confondi in maniera molto pesante scienza e filosofia.
IN realtà quando dici "Di fatto poi alla prova empirica ciò che aveva costruito funzionava, quindi la prova del 9 era dalla sua", permettimi, hai le idee poco chiare te sul concetto di "dimostrzione scientifica" ;)

E' la filosofia che si prefigge di dimostrare qualcosa col semplice ragionamento.
Quindi Einstein era un filosofo? :p

La scienza fa approssimazioni, commette errori, ammette errori, poi prova sul campo ed attraverso il metodo scientifico valuta se un'ipotesi sia credibile o meno.
Mi pare che pure il pensiero filosofico sia "leggermente" mutato nel corso deglu ultimi tremila anni ....

Una mera ipotesi senza prova sul campo per la scienza è semplicemente una delle tante... ;)
Torniamo allora al V postulato di Euclide ... è una mera ipotesi il satellite artificiale che consente la connessione in larga banda grazie alla quale chattiamo?
 
jaccos ha scritto:
capnord ha scritto:
jaccos ha scritto:
ivanpg ha scritto:
jaccos ha scritto:
ivanpg ha scritto:
Avevo postato in quella della Nannini, ma mi sembra stia bene anche qui ;)

La cosa strana è che chi crede non chiede a chi non crede il perchè non crede.
Ma chi non crede chiede a chi crede di dimostrare l'esistenza di Dio.
Che bisogno ha di avere una dimostrazione di una cosa che per lui non esiste?
Chissà perchè :shock:
Mi sento di contraddirti abbastanza fermamente. Sono ateo e quando i credenti lo vengono a sapere il più delle volte o cercano di convertirmi, o mi sfidano sul piano dialettico-retorico (e non per bullarmi ma mai nessuno è riuscito a mettermi in difficoltà, cosa che invece mi riesce piuttosto agevolmente nei loro confronti). Spannometricamente solo un terzo delle volte accettano e rispettano il mio pensiero e quando accade ricambio di buon grado. ;)

Forse perchè io tendo ad essere un tipo che si fà gli affari prorpri e rispetto le idee degli altri. Finchè si tratta di parlare ben venga, ma non mi permetterò mai di cercare di far cambiare idea ad un'altro su qualsiasi cosa, politica , religione o altre cose. Anche perchè in definitiva per credere ci vuole fede e quella o ce l'hai o non ce l'hai. Anch'io mi pongo delle domande, non sarei una persona altrimenti e alla fine mi accorgo che la fede mi aiuta, La fede per me vuol dire credere senza aver bisogno di prove.
Poi essere ateo non vuol dire essere delinquenti, anzi conosco atei che si comportano meglio di alcuni credenti
Ciao
Ti ho solo riportato la mia esperienza che evidentemente è contraddittoria rispetto alla tua.
Ho il massimo rispetto per la tua fede e sono felice per te, di certo il mio scopo non è quello di farti cambiare idea. Semplicemente il confronto spesso è costruttivo e permette di conoscersi (se stessi) meglio... le domande che qui mi stanno facendo mi permettono di ragionare e di crescere, spero che lo stesso sia anche per gli altri, per me è così... ;)

Tu non cerchi di persuadere nessuno, ma ritieni la tua posizione ''più giusta'' delle altre perchè il metodo scientifico è quello che conta.
Questo lo dici tu, non io.

Mmmmmmmmmmmmmmm
 
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.
Nel momento in cui la scienza vuole stabilire da quale settimana di gestazione l'embrione è un essere vivente (in specifica funzione di determinati interventi), penso che se ne impicci. O no?
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.
Nel momento in cui la scienza vuole stabilire da quale settimana di gestazione l'embrione è un essere vivente (in specifica funzione di determinati interventi), penso che se ne impicci. O no?
Se per te la definizione di essere vivente ed essere umano sono la stessa cosa, libero di crederlo... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.
Nel momento in cui la scienza vuole stabilire da quale settimana di gestazione l'embrione è un essere vivente (in specifica funzione di determinati interventi), penso che se ne impicci. O no?
Se per te la definizione di essere vivente ed essere umano sono la stessa cosa, libero di crederlo... :rolleyes:
intendevo essere umano, non ho ricontrollato perché preso da una telefonata
tu però continui ad evitare certe domande ...
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
Tu confondi in maniera molto pesante scienza e filosofia.
IN realtà quando dici "Di fatto poi alla prova empirica ciò che aveva costruito funzionava, quindi la prova del 9 era dalla sua", permettimi, hai le idee poco chiare te sul concetto di "dimostrzione scientifica" ;)

E' la filosofia che si prefigge di dimostrare qualcosa col semplice ragionamento.
Quindi Einstein era un filosofo? :p

La scienza fa approssimazioni, commette errori, ammette errori, poi prova sul campo ed attraverso il metodo scientifico valuta se un'ipotesi sia credibile o meno.
Mi pare che pure il pensiero filosofico sia "leggermente" mutato nel corso deglu ultimi tremila anni ....

Una mera ipotesi senza prova sul campo per la scienza è semplicemente una delle tante... ;)
Torniamo allora al V postulato di Euclide ... è una mera ipotesi il satellite artificiale che consente la connessione in larga banda grazie alla quale chattiamo?
Dal uaar:
Una spiegazione non è considerata corretta solo perché è adeguata: una spiegazione, per essere considerata corretta, deve essere sottoposta a esperimenti in grado di confermarla e ad altri esperimenti in grado di smentirla, e solo se i primi hanno successo e i secondi no la scienza può considerare tale spiegazione veritiera, e solo ?provvisoriamente? (cioè valida sino a prova contraria).

Stai dicendo che non esiste il metodo scientifico o che anche filosofia e religione lo seguono? Ti limiti a smentire ciò che dico senza aggiungere considerazioni tue... :rolleyes:
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.
Nel momento in cui la scienza vuole stabilire da quale settimana di gestazione l'embrione è un essere vivente (in specifica funzione di determinati interventi), penso che se ne impicci. O no?
Se per te la definizione di essere vivente ed essere umano sono la stessa cosa, libero di crederlo... :rolleyes:
intendevo essere umano, non ho ricontrollato perché preso da una telefonata
tu però continui ad evitare certe domande ...
Che domande?
Cmq se ne occupano si ANCHE scienziati perchè chiamati a quel compito, ma sempre una questione di etica. Viceversa, come mai le istituzioni religiose hanno invece diritto di metter bocca in tutto ciò?
 
ivanpg ha scritto:
jaccos ha scritto:
Kren ha scritto:
jaccos ha scritto:
Kren ha scritto:
Anche il mio.
Nemmeno io ho nulla da provare ed il mio pensiero fino a prova contraria (che allo stato nessuno può dare), è altrettanto valido.
La questione per chi crede è diversa dato che a loro spetta l'onere della prova (sul perchè spetti a loro non mi ripeto ed invito a leggere indietro).
Personalmente non sono uno scassamaroni e non vado in giro a chiedere di dimostrarmi l'esistenza di dio, ma le autorità religiose di qualsiasi tipo, non solo la chiesa, vanno in giro dicendo di avere la verità in tasca. Ok, che lo dimostrino...
A me il singolo credente non da il minimo fastidio, anzi, beato lui, forse la sua vita è più facile. Quello che mi da fastidio sono appunto le autorità religiose e i fondamentalismi che cercano di evangelizzare/imporre il loro punto di vista...
Mi chiedo perché io debba provarlo e tu no.
Io, come te, non devo provare nulla. Nel momento in cui io credo e non ho alcuna intenzione di convertirti, faccio semplicemente una dichiarazione di fede e non di scienza.
Se poi tu contesti la mia fede dicendo che (per te) Dio non esiste a me sta bene. Però se vuoi convincermi dovresti essere tu a dimostrarmelo. Perché se mi dici che non esiste e mi inviti a provare la sua esistenza non posso che ribadirti che la mia è una manifestazione di fede (come la tua)........ e torniamo al discorso iniziale...... ;)
Aridaje... il mio invito a rileggersi i post precedenti non è stato colto... mi autoquoto:
Mica ho la presunzione di dire che il mio punto di vista è un dogma.
"Dio non esiste, fino a prova contraria".
Da quando l'uomo esiste non è mai stato in grado di fornire questa prova, questo mi sembra innegabile.
Tu dici che dio non è dimostrabile scientificamente, e fin qui siamo d'accordo. Poi dici che non è dimostrabile la sua assenza. E siamo d'accordo anche qua. Ripeto, per l'ennesima volta, non è possibile e soprattutto non serve a niente dimostrare che qualcosa non esiste. Altrimenti qualcuno mi dimostri che non esiste da qualche parte un elefante rosa che caga universi... poi allora ne riparliamo...
Non è una questione di fede, è una questione di razionalità.

Altri invece coi dogmi ci vanno a nozze...
Quando dico "Dio non esiste, fino a prova contraria" non ho bisogno ne di dogmi, ne di dimostrazioni, non ho bisogno di nulla. Mentre chi dice che dio senza ombra di dubbio esiste, presuppone tutta una serie di considerazioni tutte da provare... ecco perchè l'onere della prova spetta a chi dice che dio esiste...

Per me è il posto che è sbagliato, prova andare a dirlo a Lourdes, Fatima. S. Giovanni Rotondo, Medjugorje ed in altri posti del genere e vedrai che qualcuno ti risponderà ;)
A parte s. giovanni rotondo gli altri li ho visitati tutti. Di risposte o illuminazioni nemmeno l'ombra, anzi...
 
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.

Non è così. L'etica è una branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali in base ai quali giudicare giusti o sbagliati i comportamenti umani.

Inventarsi che non è oggettiva perchè "ognuno ha la sua" equivale a dire che ognuno fa come cazzo gli pare il che, appunto, è l'esatto contrario, la negazione dell'etica.

Quanto poi all'"impicciarsi" dell'etica nelle questioni scientifiche, si parte dal presupposto che la scienza non sia un Moloch autosufficiente ed autoreferenziale rispetto al pensiero umano di cui è frutto, ma che essa debba essere invece al servizio dell'uomo, e quindi prima subordinata, come tutte le altre sue attività, ad un pensiero critico su cosa sia giusto e sbagliato fare per l'uomo.

Detto questo, anche se eludi l'argomento, mi pare che abbiamo messo in luce una cosa fondamentale: ci sono degli ambiti di rilevante interesse per l'umanità su cui la scienza non ha competenza nè risposte da dare ( nè ora nè mai ), in cui il metodo sperimentale è del tutto inadeguato e fuori luogo. Uno di questi ( tanti ) ambiti è l'esistenza - o meno - di Dio. Il concetto del quale, per definizione, non ha nulla di scientifico.

Ciao ;)
 
jaccos ha scritto:
Dal uaar: Una spiegazione non è considerata corretta solo perché è adeguata: una spiegazione, per essere considerata corretta, deve essere sottoposta a esperimenti in grado di confermarla e ad altri esperimenti in grado di smentirla, e solo se i primi hanno successo e i secondi no la scienza può considerare tale spiegazione veritiera, e solo ?provvisoriamente? (cioè valida sino a prova contraria). Stai dicendo che non esiste il metodo scientifico o che anche filosofia e religione lo seguono?
Questa è una delle possibili visioni del concetto "approccio scientifico": leggittima, per carita, ma è quella che, in un certo senso, fa comodo all'Unione Atei ed Agnostici Razionalisti

Ti limiti a smentire ciò che dico senza aggiungere considerazioni tue... :rolleyes:
Io ho già espresso una mia considerazione, ovvero che non è possibile dimostrare né l'esistenza di Dio né l'inesistenza. Credenza ed ateismo sono entrambi atti di fede.

Guarda che non sto cercando di convincerti. Non sono nemmeno in grado di rispondere alla semplice domanda "Mauro, tu credi o no nell'esistenza di Dio?". Ma sono convinto che con il tuo approccio non si vada da nessuna parte, nel senso che è molto limitativo applicare metodologie buone per la fisica (come noi la conosciamo) a qualcosa che trascende completamente.

Quando metto a dormire la bimba e lei mi tiene il pollice, spesso mi capita di chiedermi: perché è nata proprio lei e non un'altra creatura? anzi, perché è nata? lascia stare la spiegazione materiale che conosciamo abbastanza bene (mica tanto, poi, altrimenti potremmo clonarci a volontà e piacimento), intendo dire "perché lei è proprio lei?" cosa la distingue dagli altri? solo una diversa interconnessione delle reti sinaptiche? solo una diversa e meramente casuale combinazione di adenina citosina guanina timina? fine o stumento? non ho il tempo per trascrivere tutto ciò che penso e che mi chiedo, ma ritengo tu possa capirlo.

ciao e buona serata
 
BelliCapelli3 ha scritto:
jaccos ha scritto:
La scienza non è chiamata a dare risposte sull'etica perchè l'etica è prettamente una questione di relazioni umane. L'etica non è oggettiva perchè ognuno ha la sua. Non è questione di facile o non facile, ma di competenza o meno di un argomento. La scienza non si impiccia di etica (ma non viceversa) perchè non la riguarda.

Non è così. L'etica è una branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali in base ai quali giudicare giusti o sbagliati i comportamenti umani.

Inventarsi che non è oggettiva perchè "ognuno ha la sua" equivale a dire che ognuno fa come cazzo gli pare il che, appunto, è l'esatto contrario, la negazione dell'etica.

Quanto poi all'"impicciarsi" dell'etica nelle questioni scientifiche, si parte dal presupposto che la scienza non sia un Moloch autosufficiente ed autoreferenziale rispetto al pensiero umano di cui è frutto, ma che essa debba essere invece al servizio dell'uomo, e quindi prima subordinata, come tutte le altre sue attività, ad un pensiero critico su cosa sia giusto e sbagliato fare per l'uomo.

Detto questo, anche se eludi l'argomento, mi pare che abbiamo messo in luce una cosa fondamentale: ci sono degli ambiti di rilevante interesse per l'umanità su cui la scienza non ha competenza nè risposte da dare ( nè ora nè mai ), in cui il metodo sperimentale è del tutto inadeguato e fuori luogo. Uno di questi ( tanti ) ambiti è l'esistenza - o meno - di Dio. Il concetto del quale, per definizione, non ha nulla di scientifico.

Ciao ;)
Scusami ma che l'etica sia oggettiva è un'esagerazione.... il fatto che ve ne sia una laica e una cristiana è già la dimostrazione che di certo non ne esiste una unica e pertanto oggettiva. E' una delle cose più soggettive e personali che esistano, basta pensare a temi come eutanasia, aborto e compagnia bella. Certo, si cerca di trovare dei punti condivisi dal maggior numero delle persone per dare delle linee guida, ma di certo non sono oggettive... infatti è una branca della filosofia, non della scienza... ;)

La scienza osserva ciò che è oggettivo e tenta di davi una spiegazione... se non è materia scientifica allora dio non è ne osservabile ne oggettivo, altrimenti rientrerebbe in ambito scientifico... e se non è ne osservabile ne oggettivo, allora non esiste, altrimenti significa che gli asini volano, il mostro di loch ness esiste... ed esiste pure l'elefante rosa che sgancia universi fumanti dal didietro. :D

Buona serata! ;)
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
Dal uaar: Una spiegazione non è considerata corretta solo perché è adeguata: una spiegazione, per essere considerata corretta, deve essere sottoposta a esperimenti in grado di confermarla e ad altri esperimenti in grado di smentirla, e solo se i primi hanno successo e i secondi no la scienza può considerare tale spiegazione veritiera, e solo ?provvisoriamente? (cioè valida sino a prova contraria). Stai dicendo che non esiste il metodo scientifico o che anche filosofia e religione lo seguono?
Questa è una delle possibili visioni del concetto "approccio scientifico": leggittima, per carita, ma è quella che, in un certo senso, fa comodo all'Unione Atei ed Agnostici Razionalisti

Ti limiti a smentire ciò che dico senza aggiungere considerazioni tue... :rolleyes:
Io ho già espresso una mia considerazione, ovvero che non è possibile dimostrare né l'esistenza di Dio né l'inesistenza. Credenza ed ateismo sono entrambi atti di fede.

Guarda che non sto cercando di convincerti. Non sono nemmeno in grado di rispondere alla semplice domanda "Mauro, tu credi o no nell'esistenza di Dio?". Ma sono convinto che con il tuo approccio non si vada da nessuna parte, nel senso che è molto limitativo applicare metodologie buone per la fisica (come noi la conosciamo) a qualcosa che trascende completamente.

Quando metto a dormire la bimba e lei mi tiene il pollice, spesso mi capita di chiedermi: perché è nata proprio lei e non un'altra creatura? anzi, perché è nata? lascia stare la spiegazione materiale che conosciamo abbastanza bene (mica tanto, poi, altrimenti potremmo clonarci a volontà e piacimento), intendo dire "perché lei è proprio lei?" cosa la distingue dagli altri? solo una diversa interconnessione delle reti sinaptiche? solo una diversa e meramente casuale combinazione di adenina citosina guanina timina? fine o stumento? non ho il tempo per trascrivere tutto ciò che penso e che mi chiedo, ma ritengo tu possa capirlo.

ciao e buona serata

Bhè oddio, quantomeno dammi una versione alternativa di approccio scientifico... è una cosa abbastanza oggettiva in realtà, anche se lo riporto dallo uaar...

Poi, questa storia che l'essere ateo è una dimostrazione di fede... questo lo dice chi crede e, perdonami, è un tentativo un filino fazioso per affibbiare caratteristiche a qualcuno senza il minimo fondamento, e ti spiego anche perchè. Tu ragioni dal punto di vista del credente, dando per scontato che dio sia un essere soprannaturale esistente. Ma dal mio punto di vista esso è ne più ne meno che un'invenzione della mente umana, come babbo natale o superman. Superman è un essere soprannaturale, eppure nessuno si azzarderebbe a dire che negarne l'esistenza sia un atto di fede, o sbaglio? Che negare l'esistenza di dio sia un atto di fede è valido solo per chi già crede, ma chi già crede non ne nega l'esistenza, quindi cade il presupposto per affermare che chi non crede fa un atto di fede. Per girare la questione, io, da ateo, non mi sognerei mai di dire che chi crede fa un'atto di creduloneria o superstizione, è una questione di rispetto. Ecco, sarebbe bello se questo valesse anche al contrario... ;)

La questione di tua figlia è estendibile a molte altre cose... il fatto è che noi esseri umani abbiamo un meccanismo psicologico che fa si che ci crediamo molto più importanti di quel che in realtà siamo. Pensiamo che tutto sia in funzione nostra quando, in realtà, l'unica cosa che abbiamo scoperto è che in confronto al resto siamo meno di un granello di sabbia a copacabana. Forse sarebbe il caso di ridimensionare la considerazione che abbiamo di noi stessi... ;)

Buona serata anche a te! :thumbup:
 
Quando dico "Dio non esiste, fino a prova contraria" non ho bisogno ne di dogmi, ne di dimostrazioni, non ho bisogno di nulla. Mentre chi dice che dio senza ombra di dubbio esiste, presuppone tutta una serie di considerazioni tutte da provare... ecco perchè l'onere della prova spetta a chi dice che dio esiste...[/quote]
Eccolo la. Che Dio esista senza ombra di dubbio è una mia, personalissima, idea che nessuno può mettere in discussione con argomenti scientifici o retorici.
Ma neanche io posso dimostrarne l'esistenza con argomenti diversi dalla fede.
Per questo, ripeto, per me, dire che Dio esiste o non esiste, equivale ad una dichiarazione di fede.
Nessuno può dire che esiste certamente o non esiste certamente. Deve, per forza, ricorrere alla fede.
 
jaccos ha scritto:
Scusami ma che l'etica sia oggettiva è un'esagerazione.... il fatto che ve ne sia una laica e una cristiana è già la dimostrazione che di certo non ne esiste una unica e pertanto oggettiva. E' una delle cose più soggettive e personali che esistano, basta pensare a temi come eutanasia, aborto e compagnia bella. Certo, si cerca di trovare dei punti condivisi dal maggior numero delle persone per dare delle linee guida, ma di certo non sono oggettive... infatti è una branca della filosofia, non della scienza... ;)

La scienza osserva ciò che è oggettivo e tenta di davi una spiegazione... se non è materia scientifica allora dio non è ne osservabile ne oggettivo, altrimenti rientrerebbe in ambito scientifico... e se non è ne osservabile ne oggettivo, allora non esiste, altrimenti significa che gli asini volano, il mostro di loch ness esiste... ed esiste pure l'elefante rosa che sgancia universi fumanti dal didietro. :D

Buona serata! ;)

Bah, caro jaccos, bisogna sapere di cosa si parla, se uno non conosce almeno i fondamenti cardinali dell'etica ( che si studia all'università, non a Topolinia ) non ci si può prendere la libertà di inventarseli a plasmarli a proprio comodo.

Per il resto credo che getterò la spugna, visto che, prevedibilmente, non si arriva a nulla ( non certo per colpa tua ). Ti lascio solo un'osservazione, su cui ti prego di riflettere.

Io sono scettico. Studio l'argomento, ma personalmente non so se riesco a credere nell'esistenza di Dio. In questo senso fatico a ritenermi cattolico, e nello stesso momento non provo alcuna ripulsa verso la posizione atea, che mi sembra essere la tua. Assolutamente alcun pregiudizio quindi.

Se c'è però un elemento, nel tuo ragionare, che può infastidire sia un credente che un ateo, è la pretesa di "vincere" dialetticamente una discussione che non può essere vinta, di dichiarare incontrovertibilmente inesistente ciò che non è osservabile scientificamente.

Questo, che tu consideri il tuo asso di briscola, e che non manchi di scrivere in ogni post, è un elemento di tua creazione originale, che finisce per pregiudicare il rispetto per chi la potrebbe vedere diversamente, e che non si riscontra nemmeno fra le argomentazioni dell' UAAR, che tu chiami in causa. Ti cito qualche brano dal loro interessante sito, su cui io stesso non trovo nulla da obiettare:

sito UAAR ha scritto:
"Questa sezione del sito UAAR è dedicata a un tema che ha sempre suscitato grandi dibattiti, ma non ha mai raggiunto alcuna conclusione. I credenti(*) non sono in grado di dimostrare che Dio esiste, i non credenti non sono in grado di dimostrare che Dio non esiste. Con un importante corollario: i secondi ritengono che l?onere della prova ricada sui primi." [...]

"Ciò che li unisce, infatti, è solo la non credenza nell?esistenza di Dio (nel caso degli atei) o il convincimento che, non essendo possibile arrivare ad alcuna dimostrazione, sia meglio sospendere il giudizio." [...]

[...]È quindi interesse dei credenti farsi carico dell?onere della prova. Talvolta rispondono che l?incapacità di dimostrare che qualcosa non esiste non significa necessariamente che non esiste. Vero. Ma vale anche il contrario: se i credenti sono incapaci di dimostrare che un dio esiste, potrebbe voler dire che probabilmente non esiste. Gli atei e gli agnostici non hanno problemi a riconoscere che non si può dimostrare l?inesistenza di Dio: anche perché, come scrive Richard Dawkins, «non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l?inesistenza di niente», vampiri e Nonna Papera inclusi.

Quindi, si può tranquillamente dire che per l'UAAR, ovvero l'autorità in materia di ateismo, la partita che stiamo giocando in questo thread finisce pari e si sospende il giudizio fino alla prossima ( interessante ) discussione.

Ed a ben guardare è proprio questa sospensione di giudizio che rende così interessante la discussione fra ( presunti ) atei e ( presunti ) credenti, perchè permette di approfondire l'argomento in cerca di punti di vista nuovi.

Un concetto che tu però apparentemente non condividi: "Dio non esiste perchè non è osservabile". Da cui si deduce implicitamente che il tuo interlocutore è sistematicamente uno scemo , e tu vinci 1-0. Non molto stimolante, in verità.

Pensaci, saluti.
 

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