<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Uccide il marito, libera dopo tre giorni | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Uccide il marito, libera dopo tre giorni

a_gricolo ha scritto:
O meglio, chiedo di nuovo a chi è del settore: un altro GIP nelle stesse circostanze avrebbe potuto ravvisare gli estremi per la custodia cautelare?

assolutamente sì.
è il concetto del "libero convincimento del giudice".
male che vada, il cittadino fa ricorso.
e altri giudici si liberamente convinceranno.
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
O meglio, chiedo di nuovo a chi è del settore: un altro GIP nelle stesse circostanze avrebbe potuto ravvisare gli estremi per la custodia cautelare?

assolutamente sì.
è il concetto del "libero convincimento del giudice".
male che vada, il cittadino fa ricorso.
e altri giudici si liberamente convinceranno.

Come supponevo, ma volevo conferma. E appunto, si torna all'applicazione della legge sì, ma ad vergam caninam. Perchè la giudice che ha scarcerato la donna è abbastanza nota qui a nordest per aver messo in libertà diversi fior di delinquenti che appena messo un piede in strada o sono entrati in una banca col passamontagna o erano importati e non li hai più visti.
 
Quanti luoghi comuni stupidi...

Viene mantenuto in carcere un IMPUTATO (non ancora condannato) solo se SI REPUTA CHE IL REATO POSSA ESSERE REITERATO.
Se i magistrati ritengono che non c'è tale pericolo per motivi validi (altrimenti il pm si oppone) l'imputato viene scarcerato e sarà ARRESTATO SOLO QUANDO sarà CONDANNATO.

Per fortuna vige ancora la presunzione di innocenza anche se molti la vorrebbero eliminare...

Ci sono altri casi in cui si viene scarcerati anche se condannati. Sono quei casi (non omicidi) in cui si viene condannati a una pena inferiore a (mi sembra) 4 anni ed il condannato era incensurato (la fedina penale intanto è compromessa e se si ripete il reato si è recidivi). Questo dice la legge.

Se vogliamo discutere che spesso capita che vengano assegnate (o non assegnate proprio) pene ridicole per reati gravi in Italia questo E' VERO e la colpa non è sempre di chi applica la legge, ma di chi la ha fatta ovviamente. Questo non esclude che ci possano essere (e ci sono ma non sono la maggioranza) dei casi in cui la pena lieve dipende da una interpretazione della legge, cosa che succede ogni qual volta si verifica una fattispecie non prevista dal diritto positivo. Penso che gli avvocati del forum possano confermare!
 
E.L.B. ha scritto:
Quanti luoghi comuni stupidi...

Viene mantenuto in carcere un IMPUTATO (non ancora condannato) solo se SI REPUTA CHE IL REATO POSSA ESSERE REITERATO.
no, le condizioni che legittimano la misura di sicurezza preventiva (e poi dipende da quale) non è una, sono tre: pericolo di fuga, pericolo di reiterazione del reato, pericolo di inquinamento delle prove.

è il "si reputa" che spesso fa la differenza tra una misura bene applicata (nel si come nel no) e una male applicata
 
E.L.B. ha scritto:
Quanti luoghi comuni stupidi...

A me non sembrano luoghi comuni nè tantomeno stupidi. Prendiamo i tre casi che ho provocatoriamente citato: Padova, Avetrana e Roma. Quali sono i parametri di valutazione? Abbiamo detto fondamentalmente pericolo di reiterazione del reato, fuga e inquinamento delle prove.
Allora, ipotizzo come potrebbe vederli un giudice:

Caso di Padova:
reiterazione del reato: difficile, a meno che la signora non avesse già un altro "compagno" da far fuori, comunque poco probabile
pericolo di fuga: la signora non ha tirato un ferro da stiro in testa al marito in un momento di disperazione, ha premeditato il tutto, compresa la simulazione del suicidio. A mio modesto avviso, è possibilissimo che prenda il volo per l'estero
inquinamento delle prove: c'è poco da inquinare, è tutto a disposizione dei magistrati e comunque è rea confessa

Caso di Avetrana:
reiterazione del reato: la povera Sarah ormai è morta, altre ragazzine da molestare in famiglia non mi sembra che ce ne siano
pericolo di fuga: l'indagato n.1 ha fatto di tutto per farsi individuare, se stava zitto non lo prendeva nessuno; e comunque in questa faccenda mi pare che la mente pensante non sia la sua
inquinamento delle prove: mi sa che lì a inquinare le prove siano altri.... vedremo

Caso di Roma:
reiterazione del reato: potrebbe essere come no, in fondo ha "solo" reagito in maniera eccessiva ad una provocazione, ma adesso è pentito...
pericolo di fuga: potrebbe anche tentare la fuga, ma è affranto dal dolore....
inquinamento delle prove: c'è poco da inquinare, il video è in mano agli inquirenti.

Sulla base di considerazioni simili sarebbero da mettere via tutti e tre, o no?
 
belpietro ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
Quanti luoghi comuni stupidi...

Viene mantenuto in carcere un IMPUTATO (non ancora condannato) solo se SI REPUTA CHE IL REATO POSSA ESSERE REITERATO.
no, le condizioni che legittimano la misura di sicurezza preventiva (e poi dipende da quale) non è una, sono tre: pericolo di fuga, pericolo di reiterazione del reato, pericolo di inquinamento delle prove.

è il "si reputa" che spesso fa la differenza tra una misura bene applicata (nel si come nel no) e una male applicata

giusto! il "si reputa" vale quando appunto queste 3 condizioni per la carcerazione preventiva non sono evidenti.
Resta però un principio di democrazia liberale serio che chi non è condannato ancora non vada in galera. Bisogna sottoporsi ad un processo che deve essere "equo" e "giusto" (e qua possiamo discutere su come non lo è quasi mai) e soltanto DOPO bisogna arrestare una persona.

Non è che a umentando le carcerazioni preventive, rendi più giusta la pena..anzi! Se però il processo dura secoli, l'unico modo per punire veramente una persona diventa la carcerazione preventiva...ma non è il modo corretto!
Inoltre se la legge fosse più precisa, darebbe meno margini di manovra per gli avvocati dei colpevoli indifendibili, i "se si reputa" diventerebbero molti meno...allora non ci lamenteremo della giustizia.
Poichè però i processi non funzionano, i cavilli legislativi sono tanti e consentono a qualsiasi avvocato di chiedere (e troppo spesso di ottenere) l'infermità mentale... noi (sbagliando) invochiamo la carcerazione preventiva come "unico modo per far scontare la pena". E' comprensibile, faccio anche io questo errore, ma oggettivamente sbagliamo.
 
E.L.B. ha scritto:
belpietro ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
Quanti luoghi comuni stupidi...

Viene mantenuto in carcere un IMPUTATO (non ancora condannato) solo se SI REPUTA CHE IL REATO POSSA ESSERE REITERATO.
no, le condizioni che legittimano la misura di sicurezza preventiva (e poi dipende da quale) non è una, sono tre: pericolo di fuga, pericolo di reiterazione del reato, pericolo di inquinamento delle prove.

è il "si reputa" che spesso fa la differenza tra una misura bene applicata (nel si come nel no) e una male applicata

giusto! il "si reputa" vale quando appunto queste 3 condizioni per la carcerazione preventiva non sono evidenti.

sono "evidenti" a chi?
mica a me o a te.
sono "evidenti" a quell'impiegato dello Stato che ha il compito di applicarle e che ha i mezzi per valutare tutte le emergenze e non solo quelle propalate dai media.
il "si reputa" vale sempre e comunque; lui reputerà: se l'impiegato dello Stato avrà lavorato bene, statisticamente applicherà le misure quando servono e quelle che servono.
se.
 
a_gricolo ha scritto:
E.L.B. ha scritto:
Quanti luoghi comuni stupidi...

A me non sembrano luoghi comuni nè tantomeno stupidi. Prendiamo i tre casi che ho provocatoriamente citato: Padova, Avetrana e Roma. Quali sono i parametri di valutazione? Abbiamo detto fondamentalmente pericolo di reiterazione del reato, fuga e inquinamento delle prove.
Allora, ipotizzo come potrebbe vederli un giudice:

Caso di Padova:
reiterazione del reato: difficile, a meno che la signora non avesse già un altro "compagno" da far fuori, comunque poco probabile
pericolo di fuga: la signora non ha tirato un ferro da stiro in testa al marito in un momento di disperazione, ha premeditato il tutto, compresa la simulazione del suicidio. A mio modesto avviso, è possibilissimo che prenda il volo per l'estero
inquinamento delle prove: c'è poco da inquinare, è tutto a disposizione dei magistrati e comunque è rea confessa

Caso di Avetrana:
reiterazione del reato: la povera Sarah ormai è morta, altre ragazzine da molestare in famiglia non mi sembra che ce ne siano
pericolo di fuga: l'indagato n.1 ha fatto di tutto per farsi individuare, se stava zitto non lo prendeva nessuno; e comunque in questa faccenda mi pare che la mente pensante non sia la sua
inquinamento delle prove: mi sa che lì a inquinare le prove siano altri.... vedremo

Caso di Roma:
reiterazione del reato: potrebbe essere come no, in fondo ha "solo" reagito in maniera eccessiva ad una provocazione, ma adesso è pentito...
pericolo di fuga: potrebbe anche tentare la fuga, ma è affranto dal dolore....
inquinamento delle prove: c'è poco da inquinare, il video è in mano agli inquirenti.

Sulla base di considerazioni simili sarebbero da mettere via tutti e tre, o no?

no no per carità! ci siamo fraintesi!!!
Secondo me è sbagliata la legge a monte che deve prevedere pene già sicure (senza sospensione nè con permessi facili) per molti reati spia.
Chi molestia sessualmente per esempio e si vede condanne ridicole o sospese...bhe è logico che un domani lo rifarà e peggiorerà sempre più facendolo dai bambini ai morti indistintamente!! Ed è solo un esempio. sta gente al primo reato deve essere arrestato da subito non scarcerato...e poi arrestato quando un domani compierà una strage
 
comunque dato che è rea confessa non c'è neanche la presunzione di innocenza a meno che ci sia la presunzione di stupidità.....
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
O meglio, chiedo di nuovo a chi è del settore: un altro GIP nelle stesse circostanze avrebbe potuto ravvisare gli estremi per la custodia cautelare?

assolutamente sì.
è il concetto del "libero convincimento del giudice".
male che vada, il cittadino fa ricorso.
e altri giudici si liberamente convinceranno.

per questo,
dipende molto dal " manico " dell' avvocato,
nell' aiutare il giudice nel suo convincimento.....
Ciao
 
a_gricolo ha scritto:
Come supponevo, ma volevo conferma. E appunto, si torna all'applicazione della legge sì, ma ad vergam caninam. Perchè la giudice che ha scarcerato la donna è abbastanza nota qui a nordest per aver messo in libertà diversi fior di delinquenti

Vabbe', cmq alla luce delle 3 condizioni citate da belpietro che determinano la necessità di custodia cautelare, qui l'unica discrezionalità del giudice è la valutazione del pericolo di fuga.
Probabile che sia logico ipotizzare - per una donna cn quelle caratteristiche - che sarebbe praticamente impossibile organizzare una fuga.

Umanamente è difficile da digerire, ma è così.
Fino al processo.
 
stefano_68 ha scritto:
Vabbe', cmq alla luce delle 3 condizioni citate da belpietro che determinano la necessità di custodia cautelare, qui è logico che la donna venga rilasciata (non so come possano determinare che non c'è pericolo di fuga, ma..).
Umanamente è difficile da digerire, ma è così.
Fino al processo.

Appunto, non è logico per niente. Non è stato un raptus, ma un omicidio pianificato. E chi pianifica un omicidio può anche pianificare la fuga. Avrei capito di più se gli avesse tirato una caffettiera in testa durante una lite...
 
Ho editato il post prima di leggere il tuo.
Ha premeditato l'omicidio, ma da lì a ipotizzare che riesca ad organizzarsi una fuga cn probabilità di successo, penso ci sia molta differenza.
POi anch'io sn dell'idea che la discrezionalità lasciata ai giudici spesso porta a delle ... c.agate pazzesche, fantozzianamente parlando.
Questo però non mi pare uno dei casi + emblematici in tal senso.
 
stefano_68 ha scritto:
Questo però non mi pare uno dei casi + emblematici in tal senso.

Anche secondo me.
Sembra (dico sembra) un omicidio da disperazione (marito invalido al 100% ex etilista, un figlio drogato,...) anche se premeditato.
Poi non è che non si farà nemmeno un giorno di galera, ci sarà il processo e tutto quanto a venire.
 
a_gricolo ha scritto:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=123314&sez=NORDEST

Ho sempre sostenuto che in Italia per finire in galera bisogna ALMENO aver ammazzato qualcuno..... mi sbagliavo.

'Nzomma... e' un caso un po' particolare. E non e' che si e' fatta 3 giorni di galera: e' in attesa di processo ai domiciliari.
 

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