<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Toyota mirai ad idrogeno | Il Forum di Quattroruote

Toyota mirai ad idrogeno

Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
 
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
Facciamo che con l'H non si produce CO2 mentre col CH4 si
 
Prima che l'ignoranza porti a morte e distruzione..

www.metanoauto.com/modules.php?name=Forums&file=printview&t=9485&start=10

Saluti zanza
 
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
Facciamo che con l'H non si produce CO2 mentre col CH4 si
Localmente si, ovverossia sull'auto che lo utilizza mentre invece si forma durante il reforming del metano per produrre l'idrogeno, ed inoltre altro metano si brucia per generare il calore per la reazione e quindi globalmente si ha più CO2 dal carbonio che dal metano.
 
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.

Le bombole dell'idrogeno sono in fibra di carbonio + fibre plastiche per una ragione molto semplice. L'idrogeno riesce a permeare anche il metallo quindi per scongiurare perdite e affidabilità strutturale vengono appunto realizzati in fibre plastiche. Dimensionare una bombola invece per il metano stoccato a quelle pressioni aumenterebbe di più del doppio il peso e il costo.
 
ho letto l'articolo linkato da zanzano ed ancor di più sono convinto dell'assurdità di una fuel cell ad idrogeno se in base alle nostre normative le pressioni massime di erogazione dei gas compressi sono limitate a 216 bar.
L'autonomia di una ipotetica auto ad idrogeno commercializzata qui da noi avrebbe ancora più limitazioni di una elettrica come autonomia ed inoltre avrebbe bisogno di ritornare sempre allo stesso punto di rifornimento mentre, se venissero cambiate le normative (e le tecnologie di bombole e compressori), il metano sarebbe ugualmente favorito sia per la maggiore autonomia ottenibile che per la rete di metanodotti già esistente.
 
ch4 ha scritto:
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
Facciamo che con l'H non si produce CO2 mentre col CH4 si
Localmente si, ovverossia sull'auto che lo utilizza mentre invece si forma durante il reforming del metano per produrre l'idrogeno, ed inoltre altro metano si brucia per generare il calore per la reazione e quindi globalmente si ha più CO2 dal carbonio che dal metano.
Non è detto che l'H si ricaverà solo dal reforming del CH4.
 
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
Facciamo che con l'H non si produce CO2 mentre col CH4 si
Localmente si, ovverossia sull'auto che lo utilizza mentre invece si forma durante il reforming del metano per produrre l'idrogeno, ed inoltre altro metano si brucia per generare il calore per la reazione e quindi globalmente si ha più CO2 dal carbonio che dal metano.
Non è detto che l'H si ricaverà solo dal reforming del CH4.
conosci altri metodi industriali AD OGGI?
La dura e semplice realtà è che l'idrogeno non salverà (almeno per oggi) l'atomosfera del pianeta dalla temuta anidride carbonica e che è un PESSIMO VETTORE ENERGETICO. L'idrogeno non lo si ottiene gratis e la sua "produzione, trasporto e stoccaggio" richiedono enormi quantità di energia che potrebbero invece essere utilizzate direttamente.
 
Ci sono i generatori di gas,dall'acqua distillata producono ossigeno-idrogeno,credo per elettrolisi,però non so a che pressioni sia l'idrogeno.

Le usano per saldature su metalli preziosi
 
bellafobia ha scritto:
conosci altri metodi industriali AD OGGI?
La dura e semplice realtà è che l'idrogeno non salverà (almeno per oggi) l'atomosfera del pianeta dalla temuta anidride carbonica e che è un PESSIMO VETTORE ENERGETICO. L'idrogeno non lo si ottiene gratis e la sua "produzione, trasporto e stoccaggio" richiedono enormi quantità di energia che potrebbero invece essere utilizzate direttamente.

Mi sa che ti devi aggiornare,
1- la benzina/gasolio che usi quotidianamente È raffinato con l'idrogeno e i tutti i gas incosbusti che comporta la raffinazione vengono mestamente bruciati inquinando. Oggi mediante il reformer di questi gas producono ulteriore idrogeno portando i livelli di inquinamento di questi impianti di raffinazione ad un decimo in Giappone già funzionano. Ti ricordo che il petrolio raffinato non si usa solo per le auto quindi esce quasi gratis.
2- dal biogas dei rifiuti, dalle acque reflue, e dal compostaggio delle fattorie che di solito viene solo bruciato. Un esempio fra tanti in California a Orange County l'impianto di riciclaggio che produce gas dai rifiuti, e con quelli si autoalimenta e produce idrogeno che viene distribuito attraverso il distributore annesso. E non mi dire che i rifiuti da noi scarseggiano.
3- Per elettrolisi, vedi ad esempio l'impianto di Bolzano, che frutta l'energia idroelettrica rinnovabile che andrebbe persa durante le ore non di picco per generare idrogeno, così che le aziende energetiche possono mantenere il costo dell'energia basso perchè rientrano con la vendita dell'idrogeno creato con un'energia che appunto loro perderebbero.
4- Un solo distributore certificato da fonti rinnovabili consuma meno e non inquina affatto rispetto se invece ogni singolo utente ricaricasse la sua Ev dove non c'e il 100 % di energia rinnovabile, e ti ricordo che in Italia arriviamo solo al 30%.
5- l'idrogeno viene prodotto sul posto, direttamente nel distributore. Quasi mai viene trasportato, anzi....
 
bellafobia ha scritto:
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
U235 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Leggevo che l'auto in oggetto e' regolarmente in vendita in alcuni paesi e mi sorge spontanea una domanda.
Dato che l'idrogeno e' stoccato a 700 atmosfere in speciali bombole dal peso di 80 kg e che non esistono reti per la distribuzione del l'idrogeno e questo viene prodotto in massima parte proprio partendo dal metano, e che se si adottassero bombole da 700 atm anche per il metano l'autonomia arriverebbe tranquillamente a 1200 o 1500 chilometri, non sarebbe più logico investire meno risorse ad adeguare le stazioni di compressione del metano per auto trazione per aumentare l'autonomia anziché cercare di creare una nuova rete di distribuzione?
Oltretutto con una autonomia così elevata il metano verrebbe scelto anche dai macinatori di chilometri venendo a mancare l'obiezione della scarsa autonomia.
Insomma credo che le case facciano bene a proseguire le ricerche in tutte le direzioni, ma mettere sul mercato auto di fatto inutilizzabili al di fuori del ristretto campo d'azione dei pochi distributori realizzati mi pare un controsenso.
Facciamo che con l'H non si produce CO2 mentre col CH4 si
Localmente si, ovverossia sull'auto che lo utilizza mentre invece si forma durante il reforming del metano per produrre l'idrogeno, ed inoltre altro metano si brucia per generare il calore per la reazione e quindi globalmente si ha più CO2 dal carbonio che dal metano.
Non è detto che l'H si ricaverà solo dal reforming del CH4.
conosci altri metodi industriali AD OGGI?
La dura e semplice realtà è che l'idrogeno non salverà (almeno per oggi) l'atomosfera del pianeta dalla temuta anidride carbonica e che è un PESSIMO VETTORE ENERGETICO. L'idrogeno non lo si ottiene gratis e la sua "produzione, trasporto e stoccaggio" richiedono enormi quantità di energia che potrebbero invece essere utilizzate direttamente.
MAI SENTITO PARLARE di elettricità prodotta da idroelettrico o nucleare per poi usare l'elettrolisi? In ogni caso in Toyota capiscono 'na mazza!?
 
hpx ha scritto:
bellafobia ha scritto:
conosci altri metodi industriali AD OGGI?
La dura e semplice realtà è che l'idrogeno non salverà (almeno per oggi) l'atomosfera del pianeta dalla temuta anidride carbonica e che è un PESSIMO VETTORE ENERGETICO. L'idrogeno non lo si ottiene gratis e la sua "produzione, trasporto e stoccaggio" richiedono enormi quantità di energia che potrebbero invece essere utilizzate direttamente.

Mi sa che ti devi aggiornare,
1- la benzina/gasolio che usi quotidianamente È raffinato con l'idrogeno e i tutti i gas incosbusti che comporta la raffinazione vengono mestamente bruciati inquinando. Oggi mediante il reformer di questi gas producono ulteriore idrogeno portando i livelli di inquinamento di questi impianti di raffinazione ad un decimo in Giappone già funzionano. Ti ricordo che il petrolio raffinato non si usa solo per le auto quindi esce quasi gratis.
2- dal biogas dei rifiuti, dalle acque reflue, e dal compostaggio delle fattorie che di solito viene solo bruciato. Un esempio fra tanti in California a Orange County l'impianto di riciclaggio che produce gas dai rifiuti, e con quelli si autoalimenta e produce idrogeno che viene distribuito attraverso il distributore annesso. E non mi dire che i rifiuti da noi scarseggiano.
3- Per elettrolisi, vedi ad esempio l'impianto di Bolzano, che frutta l'energia idroelettrica rinnovabile che andrebbe persa durante le ore non di picco per generare idrogeno, così che le aziende energetiche possono mantenere il costo dell'energia basso perchè rientrano con la vendita dell'idrogeno creato con un'energia che appunto loro perderebbero.
4- Un solo distributore certificato da fonti rinnovabili consuma meno e non inquina affatto rispetto se invece ogni singolo utente ricaricasse la sua Ev dove non c'e il 100 % di energia rinnovabile, e ti ricordo che in Italia arriviamo solo al 30%.
per il punto 2 dalle biomasse e rifiuti si ottiene in prevalenza netano ed azoto, per l'energia idroelettrica si può generare solo nei momenti di richiesta accumulando l'energia potenziale della massa d'acqua per poche ore, se hanno scelto la produzione di idrogeno avranno avuto domande in zona, non è certo il solo sistema di sfruttamento ottimale della massa d'acqua; ad esempio nella mia zona esiste una centrale idroelettrica che sfrutta il salto tra il bacino del Brasimone e quello di Suviana per ottimizzare la ricjiesta di energia elettrica. Quando vi è maggiore richiesta si sfrutta la caduta dal Brasimone a Suviana mentre quando vi è un surplus viene usata per pompare acqua da Suviana a Brasimone.
Infine vi è da considerare che per avere una rete a livello nazionale occorre un progetto globale, non singoli piccoli impianti.
Infine resta il mio dubbio che, se paragoniamo un'auto a fuel cell ad idrogeno ad una equivalente elettrica che differisca solo per il sistema di stoccaggio di energia probabilmente il peso, a parità di autonomia, delle bombole e delle celle a combustibile, è maggiore per l'auto ad idrogeno che, oltretutto, non potrà ricaricarsi ad una qualsiasi presa di corrente.
Infine sullo stoccaggio di idrogeno vi è molto meno da sviluppare che non sulla tecnologia delle batterie ricaricabili che negli anni stanno aumentando di prestazioni e diminuendo di peso e di costi.
 
Scusa ch4, i dubbi su pesi e rete di distribuzione saranno sorti anche quando Barsanti e Matteucci accesero il primo motore a scoppio 155 anni fa e Carl Benz installò sul suo triciclo un motore a combustione interna. Mi sembra che da allora di strada ne sia stata fatta e non solo in chilometri. In ogni caso non cito articoli di quotidiani ma:

http://www.biologia.unipd.it/ricerca/progetti-di-eccellenza/progetto-hydrobio/
 
ch4 ha scritto:
Infine resta il mio dubbio che, se paragoniamo un'auto a fuel cell ad idrogeno ad una equivalente elettrica che differisca solo per il sistema di stoccaggio di energia probabilmente il peso, a parità di autonomia, delle bombole e delle celle a combustibile, è maggiore per l'auto ad idrogeno che, oltretutto, non potrà ricaricarsi ad una qualsiasi presa di corrente.
Infine sullo stoccaggio di idrogeno vi è molto meno da sviluppare che non sulla tecnologia delle batterie ricaricabili che negli anni stanno aumentando di prestazioni e diminuendo di peso e di costi.

Non si scappa, oggi per ogni kw di batteria si spendono circa 250 euro, quindi per una autonimia di 600 km per essere competitiva con una fcv una elettrica dovrebbe costare (escludiamo pure il peso) 30 mila euro solo di batterie. Nel 2030 dovrebbero scendere a 180 euro, cioè circa 22 mila per lo stesso chilometraggio. Il costo della Mirai, in europa costa circa 80 mila iva inclusa, lo stack delle fuel cells ne costa solo 5000, più 2500 di batteria supplementare di servizio. Quindi quello che ne fa lievitare il prezzo sono le bombole, che sono risultate affidabili a qualsiasi crash test e perfino ad un proiettile sparato da un metro, e tutto l'assembleggio connesso. Ma si sa più pezzi costruisci meno ti costa.
Inoltre non hanno il problema del tempo di ricaria, mentre ti ricordo che solo il 22% delle abitazioni dispone di una spina dove ricaricarla, e gli altri? Comprando una fcv non modifichi le tue abitudini, vai in un concessionario, la compri e il gioco è fatto. Ne più ne meno quello che fai adesso con le tua attuale auto.
 
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