Però vorrei fare una consideraIone: secondo me questi tornei che si giocano 3 su 5 sono diventati anacronistici e improponibili, per un semplice motivo, e cioè perché una volta chi serviva andava subito a rete e faceva il punto con le volée. Oggi questa (la pratica del serve & volley) è una rarità, non si utilizza quasi mai. Si scambia da fondo campo e poi eventualmente si fa la palla corta, sperando che l’avversario non faccia in tempo a prenderla, e se la prende si gioca il punto sotto rete o con il pallonetto.
Pertanto le partite durano molto di più (salvo che siano dominate) e spesso superano le 5 ore. Questo per i giocatori per me è disumano.
È un ragionamento giusto e andrebbe preso in considerazione.
È vero che nei tornei Slam è tradizione che si giochi al meglio dei 5 set, ed è anche una caratteristica che li differenzia dagli altri tornei e li rende più difficili (oltre al prestigio e al livello degli avversari), però alcuni provvedimenti forse si potrebbero prendere.
Una volta, ad esempio, il tie-break non esisteva: è stato introdotto proprio per evitare partite che si potevano prolungare all'infinito. Il regolamento si evolve, non è intoccabile.
Si potrebbe, ad esempio, giocare un super tie-break se si va sul 2-2, al posto del quinto set, come si fa in alcuni tornei di doppio e in tornei minori. Ma proprio per questo probabilmente verrebbe percepito come uno sminuire la "sacralità" degli Slam...
Però qualcosa andrebbe fatto. Oltretutto presentarsi al turno successivo dopo aver giocato 5/6 ore mentre il tuo avversario magari se l'è sbrigata in 3 o 4, fa una bella differenza. Non è che tutti gli incontri debbano durare uguale, ci mancherebbe, ma neanche portare allo stremo questi ragazzi è giusto, soprattutto ora che giocano molti più tornei di una volta. Per quanto ben pagati.
Non è un caso che i giocatori abbiano sempre più spesso guai fisici...