Aerei Italiani ha scritto:
renatom ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
Pare si siano scontrati provenendo da direzioni ortogonali. :shock:
Pare anche che i transponder di entrambi gli aerei fossero spenti.
Se è così, prende consistenza l'ipotesi 3 tra quelle che avevo formulato qualche topic sopra.
Finché non è sicuro mi astengo da commenti...
dipende
l'AM non ha mai comunicato ufficialmente l'avionica che ha montato e non ha montato sui tornado.
parte del territorio italiano non e' coperto dai radar
parte dei radar italiani sono "sempre" in manutenzione
per errore, per comodita', per..... e' cosi'....
Boh. Non lo so. Su Repubblica.it scrivono così. sono cosciente che non lo devo prendere per oro colato:
IL BLACKOUT DEL SEGNALE
Secondo la procura di Ascoli, i due tornado, negli istanti immediatamente precedenti dell?impatto, sarebbero scomparsi dai radar. Ecco un primo dato controverso. Perché gli esperti di volo dicono che è quasi impossibile che questo accada. Potrebbe essere che la visibilità dello strumento sia stata oscurata da una montagna, ma si tratterebbe di un caso rarissimo. Lo stesso vale per un volo a quota troppo bassa. Ipotesi che, peraltro, non risulta né all?Aeronautica né alla procura militare di Verona. I due tornado, stando ai primi riscontri, volavano a circa 1800 piedi, pari a circa 600 metri (non poco se si considera che in genere un tornado può viaggiare tra i 1000 e i 2000 piedi).
E in ogni caso esistono radar secondari che prendono il segnale da un dispositivo installato sull?aereo, il transponder. Questo, quando viene interrogato, invia diverse informazioni. Può essere spento dai piloti o non funzionare per un?avaria. Difficile immaginare un guasto contemporaneo sui due mezzi: una delle ipotesi è che i piloti abbiano spento il transponder per eseguire manovre non autorizzate a bassa quota senza essere visibili ai radar. Ma nella sua relazione, l?Aeronautica sostiene che volassero bassi solo perché stavano simulando un attacco da terra.
IL GIALLO DELLA ROTTA
Lunedì, subito dopo l?incidente, l?Aeronautica aveva parlato di un semplice volo di addestramento. Ieri, in una relazione consegnata ai pm marchigiani, lo Stato Maggiore ha rettificato il tiro. Nel documento si spiega che l?incidente non è avvenuto in fase di crociera, ma durante una vera e propria esercitazione. I due caccia, partiti dalla base di Ghedi, sono andati verso l?area destinata all?addestramento. Una zona racchiusa in un trapezio che comprende tre città: Perugia, L?Aquila e Rieti.
L?area, secondo una delle agenzie che sovrintendono al controllo degli spazi aerei, era stata prenotata dalle 14 alle 15.30 del pomeriggio e dalle 18.30 alle 19.30. Dato strano, visto che i due mezzi sono decollati da Brescia rispettivamente alle 15.22 e alle 15.27 e che in tre minuti non avrebbero mai potuto essere in quella zona. Peraltro, un?ora dopo, i due caccia sarebbero usciti dall?area riservata all?esercitazione per imboccare la rotta per Pescara e poi Falconara. Ed è stato proprio allora, intorno alle 16.30, che si sono scontrati: in un tratto di cielo in cui, secondo il piano di volo, avrebbero dovuto viaggiare e non esercitarsi. Proprio per questo la procura di Ascoli ha disposto ieri il sequestro delle rotte dalle torri di controllo di Brescia e da tutte quelle competenti sulla traiettoria effettuata dai due aerei.
LA DINAMICA DELL?IMPATTO
L?Aeronautica sostiene che «l?impatto tra i due caccia è stato ortogonale, in pratica i due aerei si sono scontrati perpendicolarmente ». Se così fosse, si potrebbe ipotizzare che i due caccia stessero volando in formazione. Ma il motivo della collisione resta un mistero. Un?avaria? Una manovra non consentita? O, come invece ipotizza le procura, un errore umano?
Penso che sarà un altro caso in cui non sapremo mai la verità, però sembrano emergere alcuni elementi che non lasciano proprio tranquilli:
- probabile spegnimento dei transponder
- esercitazione svolta in area/orario non consentito
- urto ortogonale
Il tutto nelle immediate vicinanze di una città di 50.000 abitanti, pu rendendomi conto che in Italia, alle velocità a cui viaggia un aereo del genere sei quasi sempre in prossimità di un grosso centro abitato.