a_gricolo ha scritto:Da totale profano in materie economiche, c'è una cosa che capisco meno delle altre: come mai i premi Nobel che sostengono che l'euro è buono, bravo e bello sono "autorevoli studiosi internazionali", mentre gli altrettanto premi Nobel che dicono che è una merda sono "populisti pazzi e demagoghi visionari"?
sarai digiuno di economia ma il cervello lo sai utilizzare!
giusto per esser precisi nobel per l'economia pro-euro non ne esistono.
ci sono alcuni economisti pro euro che vengono quasi tutti dalla scuola di Milton Friedman (liberisti) che hanno "rinnegato" anche il loro maestro perchè Friedman era CONTRO l'euro... ebbene si.. anche il padre dei liberisti.
belpietro ha scritto:la risposta è sempre la stessa.
per esempio, per l'autore del thread la tesi de giornalista "è bella e buona" solo perché è pubblicata su un giornale albionico (che magari il giorno prima ha pubblicato una opinione diametralmente opposta)
per altri è l'opposto.
l'altro giorno qui sopra si era commentato con (comprensibile) disprezzo la tesi di un non so chi, il quale ipotizzava di pagare di meno gli operai per rilanciare competitività.
oggi da parte degli stessi si magnifica l'idea di pagarli in lire, che poi è la stessa cosa (pagarli di meno in valore reale).
è il buffo della faziosità accompagnata alla mancanza di mezzo culturale.
la "tesi" dell'autore è supportata da dati e fatti storici conclamati.
"per altri (chi?!) è l'opposto (perchè?!)"
purtroppo la tesi secondo la quale dovremmo ridurre gli stipendi per guadagnare competitività è vera.... mi piacerebbe non fosse così ma è una legge dell'economia:
"In regime di cambi fissi quando non puoi fare una svalutazione esterna (usando il cambio) devi fare una svalutazione interna (i salari)."cit.