<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> taxi: ce la farà | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

taxi: ce la farà

marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...Ciò non vuol dire che non si dovrebbe por mano anche ai servizi minuti come -per l'appunto- i taxi , le farmacie , le edicole, i negozi ecc. ecc. , ma che ciò andrebbe fatto, appunto, senza intenti demagogici...
... e possibilmente, secondo me, senza favorire la migrazione verso un mercato governato dalla legge della giungla, sicuramente "naturale" ma non necessariamente salutare.

Penso ad esempio alla liberalizzazione selvaggia degli orari dei negozi, che in fin dei conti può facilmente portare a condizioni generali di vita assai peggiori.
Un po' come se nelle fabbriche o negli uffici si dicesse che ogni lavoratore è libero di lavorare tante ore alla settimana quanto gli pare (senza alcuna garanzia di aumenti proporzionali alle ore fatte in più), di notte o di giorno e nei giorni feriali o festivi a sua totale discrezione. Lasciando intendere chiaramente che, come è ovvio, coloro che fanno meno ore saranno i primi a rischiare di essere licenziati...
I lavoratori/consumatori e le loro famiglie ne sarebbero complessivamente avvantaggiati? Ne ricaverebbero un miglioramento della qualità delle loro vite?

Per quanto mi riguarda, ben venga la liberalizzazione degli orari dei negozi, però bisognerebbe prevenire il verificarsi di pericolose e inique derive; ad esempio, stabilendo un monte massimo di ore settimanali di apertura, valido per tutti, piccoli e grandi, all'interno del quale ognuno sia libero di regolarsi come meglio crede.

Quoto al 100% . La legge della giungla è proprio quella a cui , molte parti (non tutte) della politica e della finanza ,e dei cosiddetti poteri forti , vorrebbero consegnare i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori affinchè si scannino fra loro e lascino ulteriore spazio di profitto.
Infatti il lavoratore autonomo ricorre quando è in difficoltà al cosiddetto autosfruttamento con il quale spera di poter recuperare e riuscire a rimanere aperto , spesso però , in un quadro legislativo e politico negativo che trascura questa componente sociale , ciò diventa impossibile.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

In condizioni normali avresti ragione, ma nel momento in cui vengono finanziate dalla BCE con tassi di grosso favore uno sforzo dovrebbero farlo, anche se so che hanno le loro obbligazioni da rifinanziare.
 
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
Sono passato direttamente al nocciolo di ciò che sostieni, pur avendo ovviamente letto tutto il tuo scritto. Ho una impostazione che mi porta a concentrarmi su ciò che è concreto. In questa discussione si parla di economia, e l'economia lascia poco spazio a divagazioni. Ho chiesto che qualcuno mi fornisca una spiegazione su come il nostro sistema bancario possa condurre a fallimenti del mercato, in particolare microeconomici(situazioni di monopolio, distorsioni della concorrenza ecc), alla luce di quanto ho scritto. Visto che molti la ritengono la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale non possiamo fare nulla sui poveri farmacisti e guidatori di taxi, se ne parli.
Credito negato a famiglie e imprese vuol dire poco. Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

Il nocciolo di quanto sostengo non sono (solo) le banche ,intese come filiali aperte al pubblico. ma semmai le liberalizzazioni a sensazione. Tali annunciate liberalizzazioni di settori non certo strategici dell'economia globale e nemmeno per i bilanci delle famiglie,invece di affrontare i nodi chiave del sistema, si propongono di cambiare tutto ut (affinchè) non cambi nulla per i veri settori di monopolio, i veri privilegi e le vere rendite di posizione, fra cui sicuramente il sistema internazionale delle grandi banche .
Il concreto di cui parli è questo .
Liberalizzazione internazionale delle banche? Diventa sempre più difficile :D :D
 
renatom ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

In condizioni normali avresti ragione, ma nel momento in cui vengono finanziate dalla BCE con tassi di grosso favore uno sforzo dovrebbero farlo, anche se so che hanno le loro obbligazioni da rifinanziare.
Certo, ma le risorse devono essere allocate in maniera efficiente. Ed erogare credito a chi non fornisce alcuna garanzia, oltre ad essere un comportamento pericoloso sotto diversi punti di vista ed irrispettoso dei correntisti, è anche inefficiente dal punto di vista economico.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
Sono passato direttamente al nocciolo di ciò che sostieni, pur avendo ovviamente letto tutto il tuo scritto. Ho una impostazione che mi porta a concentrarmi su ciò che è concreto. In questa discussione si parla di economia, e l'economia lascia poco spazio a divagazioni. Ho chiesto che qualcuno mi fornisca una spiegazione su come il nostro sistema bancario possa condurre a fallimenti del mercato, in particolare microeconomici(situazioni di monopolio, distorsioni della concorrenza ecc), alla luce di quanto ho scritto. Visto che molti la ritengono la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale non possiamo fare nulla sui poveri farmacisti e guidatori di taxi, se ne parli.
Credito negato a famiglie e imprese vuol dire poco. Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

Il nocciolo di quanto sostengo non sono (solo) le banche ,intese come filiali aperte al pubblico. ma semmai le liberalizzazioni a sensazione. Tali annunciate liberalizzazioni di settori non certo strategici dell'economia globale e nemmeno per i bilanci delle famiglie,invece di affrontare i nodi chiave del sistema, si propongono di cambiare tutto ut (affinchè) non cambi nulla per i veri settori di monopolio, i veri privilegi e le vere rendite di posizione, fra cui sicuramente il sistema internazionale delle grandi banche .
Il concreto di cui parli è questo .
Liberalizzazione internazionale delle banche? Diventa sempre più difficile :D :D

Ma non siamo in Europa ? E non dobbiamo considerare i problemi e le soluzioni solo ed esclusivamente a livello Europeo ? Non ci viene ripetuto in tutte le salse da tecnici e tecnocrati da più di 20 anni ? E quindi perchè non pensare ad un decalogo di correttezza e glasnot delle banche europee verso i loro clienti europei , piccoli , grandi o medi che siano ? O l'europa va bene solo per i banchieri e i mercanti ? :D :D :D

Saluti
 
bumper morgan ha scritto:
il governo a piegarli?
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/01/09/visualizza_new.html_41581005.html
Adesso questi signori stanno iniziando veramente a rompere le scatole, per oggi è previsto l'ennesimo blocco nel centro storico. Il Governo si deciderà a mandare la polizia per farli tornare a lavorare o comunque a non rompere le balle? Aspettiamo e speriamo.
 
se non si fanno ora ste libelizzazioni sarà una grande occasione mancata..ioo spero tengano duro...basta con sta cosa che per salvaguardare interessi corporativi di pochi debbano pagare tutta la comunità....farmacie, avvocati, notai, medici, ingegneri (e ci sono anch'io....ho pure preso il titolo, quindi sono un potenziale danneggiato), taxi...basta!!!
 
dubbioso80 ha scritto:
eddai nessuno lo sà?
Io ho capito dove vuoi arrivare. Siccome le tariffe non sono stabilite dai guidatori di taxi i prezzi non scenderebbero. Io infatti sono per assegnare un quantitativo ingente di nuove licenze e liberalizzare le tariffe.
 
matteomatte1 ha scritto:
[visto che i taxisti si definiscono imprenditori dovrebbero accettare, come qualsiasi imprenditore, il cd rischio d'impresa, ma, ripeto, il concetto di mercato e di concorrenza (e di diritti del consumatore) sono concetti sconosciuti da noi...
bel concetto di rischio d'impresa :lol:
un negoziante si è dovuto comprare il negozio per lavorare
un tassista si è dovuto comprare la licenza

da domani licenze e negozi gratis per tutti, e chi ha già pagato ..zzi suoi
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
dubbioso80 ha scritto:
eddai nessuno lo sà?
Io ho capito dove vuoi arrivare. Siccome le tariffe non sono stabilite dai guidatori di taxi i prezzi non scenderebbero. Io infatti sono per assegnare un quantitativo ingente di nuove licenze e liberalizzare le tariffe.
:shock: :shock: :shock: :shock:
comecomecomecome?

Siccome le tariffe non sono stabilite dai guidatori di taxi i prezzi non scenderebbero

giuro non sono sarcastico, si è parlato di liberalizzare le tariffe?
e se liberalizziamo tariffe e licenze, sicuro che non finirà come con le fabbriche?
un cinese che fà il tuo lavoro a meno e per più ore lo troviamo, io risparmio 5?, tu stai a casa

p.s. sta cosa delle tariffe fisse l'ho trovata su internet, ma se pure tu confermi..
 
In merito alle tariffe e ai cali di reddito derivanti dalla loro ipotetica riduzione, nonché dall'aumento del numero dei taxi in circolazione, mi è venuta in mente ieri una cosa cui non avevo pensato.

Se la licenza diventasse una cosa "normale", ossia una semplice riconoscimento formale ottenibile mediante presentazione di domanda, dimostrazione di soddisfacimento dei requisiti, esame di abilitazione e così via, ecco che il tassista NON avrebbe più bisogno di spendere 200 e passa mila euro per poter esercitare.
Di conseguenza, se non milionario, non avrebbe più alcun bisogno di andare avanti per anni ed anni a pagare una pesante rata mensile; a quel punto una eventuale riduzione delle tariffe e anche della quantità di lavoro dovrebbe essere molto più sopportabile e addirittura non penalizzante.
Insomma, se io incasso ad esempio 3mila euro al mese ma ne devo versare 1000 e più per il mutuo della licenza, nell'ipotesi che quel mutuo non ci fosse potrei benissimo accontentarmi di incassare mille euro in meno SENZA alcuna riduzione del mio reddito effettivo.

Resta ovviamente invariato il problema di coloro che si trovano (anche un po' per imprudenza) coinvolti nella fase di transizione e che, come già detto, non è giusto liquidare come capricciosi o rompiscatole.
 
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
Sono passato direttamente al nocciolo di ciò che sostieni, pur avendo ovviamente letto tutto il tuo scritto. Ho una impostazione che mi porta a concentrarmi su ciò che è concreto. In questa discussione si parla di economia, e l'economia lascia poco spazio a divagazioni. Ho chiesto che qualcuno mi fornisca una spiegazione su come il nostro sistema bancario possa condurre a fallimenti del mercato, in particolare microeconomici(situazioni di monopolio, distorsioni della concorrenza ecc), alla luce di quanto ho scritto. Visto che molti la ritengono la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale non possiamo fare nulla sui poveri farmacisti e guidatori di taxi, se ne parli.
Credito negato a famiglie e imprese vuol dire poco. Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

Il nocciolo di quanto sostengo non sono (solo) le banche ,intese come filiali aperte al pubblico. ma semmai le liberalizzazioni a sensazione. Tali annunciate liberalizzazioni di settori non certo strategici dell'economia globale e nemmeno per i bilanci delle famiglie,invece di affrontare i nodi chiave del sistema, si propongono di cambiare tutto ut (affinchè) non cambi nulla per i veri settori di monopolio, i veri privilegi e le vere rendite di posizione, fra cui sicuramente il sistema internazionale delle grandi banche .
Il concreto di cui parli è questo .
Liberalizzazione internazionale delle banche? Diventa sempre più difficile :D :D

Ma non siamo in Europa ? E non dobbiamo considerare i problemi e le soluzioni solo ed esclusivamente a livello Europeo ? Non ci viene ripetuto in tutte le salse da tecnici e tecnocrati da più di 20 anni ? E quindi perchè non pensare ad un decalogo di correttezza e glasnot delle banche europee verso i loro clienti europei , piccoli , grandi o medi che siano ? O l'europa va bene solo per i banchieri e i mercanti ? :D :D :D

Saluti
Da segnalare, a proposito di liberalizzazioni, che in base ad un accordo sul rinnovo del contratto del credito firmato ieri tra l'ABI e i sindacati gli sportelli bancari potranno rimanere aperti fino alle 20 e, in alcuni casi, fino alle 22. E' una svolta storica molto positiva a mio avviso.

In merito alla correttezza nella gestione, ai nostri istituti si può dire poco. La crisi finanziaria partita nel 2007 è dipesa dalla spregiudicatezza e dalla sete di profitto di alcune banche d'affari americane, non certo dalle nostre. Il sistema finanziario italiano è sempre stato un po' più timido verso alcune forme di speculazione, e questo è stato un bene alla luce di quello che è successo qualche anno fa. E' molto più comodo impacchettare il rischio in titoli tossici da piazzare sui mercati che accollarselo direttamente facendo credito alle famiglie e alle imprese.
 
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