DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
Regole della demagogia :
2) Prendersela con i pesci piccoli o medi e risparmiare sempre i pesci grossi o predatori.
http://blog.panorama.it/economia/2011/12/15/buonuscite-milionarie-paperon-de-liquidazioni/
Regola fondamentale per garantire L'IMMOBILISMO e far trionfare il CONSERVATORISMO:
- bollare come inutile e propagandistica ogni proposta di riforma, avanzando come scusa le motivazioni più disparate. Ad esempio l'esistenza dei banchieri ricchi, dei petrolieri, dei dirigenti pubblici, dei sindacati, dell'uomo nero, di babbo Natale ecc ecc. Prima di liberalizzare i taxi dobbiamo abolire i banchieri, poi se ne può parlare
Regole della demagogia
3) sparare paroloni genericamente negativi senza nesso preciso con il contesto della discussione ,nè della realtà : tipo ad esempio immobilismo e conservatorismo , validi per tutte le stagioni e che riguardano tutti e nessuno
Tu dici? Io dico che leggendo questa discussione non è difficile discernere chi è su posizioni conservatrici e chi è interessato a cambiare. Il conservatorismo si traduce semplicemente, in questo contesto, nel mantenere l'attuale situazione, e cioè difendere tante sacche di inefficienza che, complessivamente, portano a distorsioni rilevanti nel mercato, ad un aumento generalizzato dei costi, ad una distribuzione delle risorse iniqua ed inefficiente. Se per qualcuno è giusto che per fare il tassinaro si debbano sborsare 500milioni di lire, o per poter vendere un farmaco antidiarroico(con tanto di laurea) dover comprare una farmacia e tirar fuori qualche milione, basta dirlo.
Siccome però il conservatorismo in Italia non è di moda, chi lo è si oppone alle riforme avanzando motivazioni varie, ad esempio l'esistenza di "pesci grossi" o cose del genere. L'obiettivo è semplicissimo, parlare di tutto per poi non fare niente.
Potrei risponderti semplicemente con le parole del Principe di Salina , scritte mirabilmente dall'acuto Tomasi di Lampedusa che "chi è interessato a cambiare..." -come tu dici - potrebbe essere fra quelli che gattopardescamente vogliono -leggi hanno interesse a - cambiare tutto ut .... tutto rimanga come prima e non cambi nulla . Potrei aggiungere che questi Gattopardi e le loro "mosche cocchiere" si possono individuare facilmente fra quei "pesci grossi" di cui tu neghi la valenza e i loro tirapiedi politici e mediatici.
Potrei anche aggiungere che non ho interessi alcuni nei campi e nei settori presi di mira dalla "campagnia liberalizzatrice 2011/2012" e piccatamente respingere al mittente le accuse di "distorsore del mercato" che accampa scuse le più varie per difendere le "sacche di inefficienza" o roba del genere.
Preferisco invece scegliere il versante colloquiale e razionale che il tuo discorso contiene e con il quale mostra di scendere dal piedistallo della propaganda e della demagogia ripetitiva dei "discorzi" come tu stesso ammetti "di moda".
Le liberalizzazioni , se fatte bene e non limitate ad alcune categorie , fra le meno significative in quanto a spesa annua delle famiglie italiane, prese a pretesto dimostrativo per evitare di affrontare la vera tutela delle classe lavoratrici e popolari , sarebbero veramente utili ed efficaci.
Si pensi alla liberalizzazione dei servizi pubblici , delle imprese di assicurazione (intese come holding e non come il piccolo agente di quartiere) delle banche , dei petrolieri , delle autostrade -dove si è sempre "liberalizzato" a favore degli amici- ed altri settori chiave dove si preferisce rispettare "l'ut" mirabilmente descritto da Tomasi di Lampedusa .
Ciò non vuol dire che non si dovrebbe por mano anche ai servizi minuti come -per l'appunto- i taxi , le farmacie , le edicole, i negozi ecc. ecc. , ma che ciò andrebbe fatto, appunto, senza intenti demagogici di copertura dei grossi interessi che non si vuole (può ?) toccare e soprattutto con il coinvolgimento (non punitivo) delle categorie interessate.
Per rimanere ai taxi , potrebbe essere utile un allargamento delle licenze e la possibilità ai titolari di averne più d'una ,concertato efficacemente con questa categoria di lavoratori -perchè questo è chi passa 8 ore al giorno nel traffico di una grande città e ha a che fare con un pubblico non sempre metaforicamente educato e distinto e galantuomo- e quindi provocare una effettiva diminuzione dei prezzi e un aumento del numero di persone che possono/vogliono usufruire di questo servizio , sempre crisi economica delle famiglie permettendo. Ciò potrebbe avere anche una ricaduta positiva sul traffico e parcheggi delle città e sul livello di inquinamento , magari anche incentivando il ricorso all'ibrido e o all'elettrico per le vetture di piazza.
Se invece , come si sta facendo, si vuole indicare "manzonianamente" al popolo una categoria di semi-poveracci come un'accolita di privilegiati , padroni o -ancor peggio- padroncini , sfruttatori del popolo e delinquenti , evasori fiscali che sottraggono in questo modo i servizi sociali al popolo e provocano la crisi economica e altre panzane del genere , .....allora non ci si può lamentare degli scioperi della categoria , delle proteste e anche se qualche liberale accanito , pur non avendo interessi di bottega o di vettura da difendere dissenta fortemente.