<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> taxi: ce la farà | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

taxi: ce la farà

bumper morgan ha scritto:
arizona77 ha scritto:
facci un 3d apposito che ti seguo....
sti st..zi pensan che tutti sian cretini....altrimenti lo faccio io.....
ci pensavo da quando ho letto di un forumista che parlava di 250 a Bologna
ieri un tassista romano ha parlato di 175k; poi, una giovane tassista romana ha affermato di aver pagato la licenza - due anni fa se ben rivordo - 110k ?

il bolognese caccia balle evidentemente
dato che sei il primo ad avermi dato del caccia balle e la cosa non mi è piaciuta, ti allego uno stralcio di un articolo del 2010, comunque ne puoi trovare anche tu. Io ho solo riportato il caso del parente di un mio amico che mi aveva parlato di quella cifra, evidentemente a Firenze è ancora più alta.

MobilPos Taxi

Tassista, ora con il tuo cellulare incassi con carte di credito!

www.taxi.mobilpos.it

Il passo più difficile è ottenere la licenza, dal momento che il loro numero è stabilito in misura fissa da ogni singolo comune. Dato che le licenze sono poche, chi ce l?ha la tiene fino alla pensione, e poi in molti casi la vende a prezzi molto elevati.

I prezzi per le varie città variano, ma sono comunque sempre molto alti, per esempio a Milano si può arrivare fino a 150mila euro, a Roma a 170 mila, addirittura nel nord est Italia fino a 200mila euro. A Firenze si possono toccare i 300mila euro.
 
certo che spendere 300.000 E.... :cry: :shock:
bisogna essere sicuri di prenderne almeno 60.000 l' anno....
che gia' vorrebbe dire di lavorare aggratis per 5 anni :!:
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
Regole della demagogia :

2) Prendersela con i pesci piccoli o medi e risparmiare sempre i pesci grossi o predatori.

http://blog.panorama.it/economia/2011/12/15/buonuscite-milionarie-paperon-de-liquidazioni/
Regola fondamentale per garantire L'IMMOBILISMO e far trionfare il CONSERVATORISMO:

- bollare come inutile e propagandistica ogni proposta di riforma, avanzando come scusa le motivazioni più disparate. Ad esempio l'esistenza dei banchieri ricchi, dei petrolieri, dei dirigenti pubblici, dei sindacati, dell'uomo nero, di babbo Natale ecc ecc. Prima di liberalizzare i taxi dobbiamo abolire i banchieri, poi se ne può parlare :D

Regole della demagogia

3) sparare paroloni genericamente negativi senza nesso preciso con il contesto della discussione ,nè della realtà : tipo ad esempio immobilismo e conservatorismo , validi per tutte le stagioni e che riguardano tutti e nessuno
Tu dici? Io dico che leggendo questa discussione non è difficile discernere chi è su posizioni conservatrici e chi è interessato a cambiare. Il conservatorismo si traduce semplicemente, in questo contesto, nel mantenere l'attuale situazione, e cioè difendere tante sacche di inefficienza che, complessivamente, portano a distorsioni rilevanti nel mercato, ad un aumento generalizzato dei costi, ad una distribuzione delle risorse iniqua ed inefficiente. Se per qualcuno è giusto che per fare il tassinaro si debbano sborsare 500milioni di lire, o per poter vendere un farmaco antidiarroico(con tanto di laurea) dover comprare una farmacia e tirar fuori qualche milione, basta dirlo.
Siccome però il conservatorismo in Italia non è di moda, chi lo è si oppone alle riforme avanzando motivazioni varie, ad esempio l'esistenza di "pesci grossi" o cose del genere. L'obiettivo è semplicissimo, parlare di tutto per poi non fare niente.

Potrei risponderti semplicemente con le parole del Principe di Salina , scritte mirabilmente dall'acuto Tomasi di Lampedusa che "chi è interessato a cambiare..." -come tu dici - potrebbe essere fra quelli che gattopardescamente vogliono -leggi hanno interesse a - cambiare tutto ut .... tutto rimanga come prima e non cambi nulla . Potrei aggiungere che questi Gattopardi e le loro "mosche cocchiere" si possono individuare facilmente fra quei "pesci grossi" di cui tu neghi la valenza e i loro tirapiedi politici e mediatici.
Potrei anche aggiungere che non ho interessi alcuni nei campi e nei settori presi di mira dalla "campagnia liberalizzatrice 2011/2012" e piccatamente respingere al mittente le accuse di "distorsore del mercato" che accampa scuse le più varie per difendere le "sacche di inefficienza" o roba del genere.

Preferisco invece scegliere il versante colloquiale e razionale che il tuo discorso contiene e con il quale mostra di scendere dal piedistallo della propaganda e della demagogia ripetitiva dei "discorzi" come tu stesso ammetti "di moda".
Le liberalizzazioni , se fatte bene e non limitate ad alcune categorie , fra le meno significative in quanto a spesa annua delle famiglie italiane, prese a pretesto dimostrativo per evitare di affrontare la vera tutela delle classe lavoratrici e popolari , sarebbero veramente utili ed efficaci.
Si pensi alla liberalizzazione dei servizi pubblici , delle imprese di assicurazione (intese come holding e non come il piccolo agente di quartiere) delle banche , dei petrolieri , delle autostrade -dove si è sempre "liberalizzato" a favore degli amici- ed altri settori chiave dove si preferisce rispettare "l'ut" mirabilmente descritto da Tomasi di Lampedusa .
Ciò non vuol dire che non si dovrebbe por mano anche ai servizi minuti come -per l'appunto- i taxi , le farmacie , le edicole, i negozi ecc. ecc. , ma che ciò andrebbe fatto, appunto, senza intenti demagogici di copertura dei grossi interessi che non si vuole (può ?) toccare e soprattutto con il coinvolgimento (non punitivo) delle categorie interessate.

Per rimanere ai taxi , potrebbe essere utile un allargamento delle licenze e la possibilità ai titolari di averne più d'una ,concertato efficacemente con questa categoria di lavoratori -perchè questo è chi passa 8 ore al giorno nel traffico di una grande città e ha a che fare con un pubblico non sempre metaforicamente educato e distinto e galantuomo- e quindi provocare una effettiva diminuzione dei prezzi e un aumento del numero di persone che possono/vogliono usufruire di questo servizio , sempre crisi economica delle famiglie permettendo. Ciò potrebbe avere anche una ricaduta positiva sul traffico e parcheggi delle città e sul livello di inquinamento , magari anche incentivando il ricorso all'ibrido e o all'elettrico per le vetture di piazza.
Se invece , come si sta facendo, si vuole indicare "manzonianamente" al popolo una categoria di semi-poveracci come un'accolita di privilegiati , padroni o -ancor peggio- padroncini , sfruttatori del popolo e delinquenti , evasori fiscali che sottraggono in questo modo i servizi sociali al popolo e provocano la crisi economica e altre panzane del genere , .....allora non ci si può lamentare degli scioperi della categoria , delle proteste e anche se qualche liberale accanito , pur non avendo interessi di bottega o di vettura da difendere dissenta fortemente.
 
ch4 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
arizona77 ha scritto:
facci un 3d apposito che ti seguo....
sti st..zi pensan che tutti sian cretini....altrimenti lo faccio io.....
ci pensavo da quando ho letto di un forumista che parlava di 250 a Bologna
ieri un tassista romano ha parlato di 175k; poi, una giovane tassista romana ha affermato di aver pagato la licenza - due anni fa se ben rivordo - 110k ?

il bolognese caccia balle evidentemente
dato che sei il primo ad avermi dato del caccia balle e la cosa non mi è piaciuta, ti allego uno stralcio di un articolo del 2010, comunque ne puoi trovare anche tu. Io ho solo riportato il caso del parente di un mio amico che mi aveva parlato di quella cifra, evidentemente a Firenze è ancora più alta.

MobilPos Taxi

Tassista, ora con il tuo cellulare incassi con carte di credito!

www.taxi.mobilpos.it

Il passo più difficile è ottenere la licenza, dal momento che il loro numero è stabilito in misura fissa da ogni singolo comune. Dato che le licenze sono poche, chi ce l?ha la tiene fino alla pensione, e poi in molti casi la vende a prezzi molto elevati.

I prezzi per le varie città variano, ma sono comunque sempre molto alti, per esempio a Milano si può arrivare fino a 150mila euro, a Roma a 170 mila, addirittura nel nord est Italia fino a 200mila euro. A Firenze si possono toccare i 300mila euro.
non volevo certo offendere nessuno, nel caso mi scuso; è che dopo aver sentito le cifre romane mi parevano esagerate i 250k di bologna; oltretutto mi sono sembrati sinceri ( ci hanno messo la faccia) ed avrebbero potuto sparare una cifra più alta
anche avrebbero avuto da guadagnare; ergo, sebbene tutto possibile, mi sono sembrate più logiche le cifre che i romani hanno dovuto sborsare.
Poi, tutto può essere.
PS: quando hanno parlato di guadagni mensili, non mi sono sembrati sinceri
 
In risposta a Key one, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa si intende per liberalizzazione del settore bancario, la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale null'altro si può fare. Gli istituti di credito sono stati tutti privatizzati, prima formalmente e poi sostanzialmente. La diffusione di sportelli bancari ha subito aumenti esponenziali e la concorrenza che oggi gli istituti si fanno è praticamente spietata, e chi ci lavora lo sa. Non esistono situazioni di monopolio, né legale né naturale data la molteplicità di operatori. La trasparenza è aumentata e l'efficienza dei singoli istituti pure. Oggi esistono banche che offrono soluzioni praticamente alternative ai c/c( carte ricaricabili con possibilità di accreditare stipendio e pensione), c/c a zero spese ecc. Forse si potrebbe fare qualcosa in tema di partecipazioni e incarichi nei CDA, ma non mi viene proprio in mente altro. Discorso diverso per Poste Italiane.
 
Io introdurrei, nel settore finanziario "liberalizzato", "spazi di sicurezza" in modo che se una tessera cade non faccia cadere tutto il disegno del domino.

L'idea :idea: è gratis, l'applicazione la lascio ai "bocconiani" :rolleyes:
 
[/quote]
non volevo certo offendere nessuno, nel caso mi scuso; è che dopo aver sentito le cifre romane mi parevano esagerate i 250k di bologna; oltretutto mi sono sembrati sinceri ( ci hanno messo la faccia) ed avrebbero potuto sparare una cifra più alta
anche avrebbero avuto da guadagnare; ergo, sebbene tutto possibile, mi sono sembrate più logiche le cifre che i romani hanno dovuto sborsare.
Poi, tutto può essere.
PS: quando hanno parlato di guadagni mensili, non mi sono sembrati sinceri[/quote]
scusami anche tu se mi sono un poco risentito, il fatto è che il valore delle licenze, almeno a Bologna è quasi raddoppiato in una decina d'anni ed anch'io quando ho sentito queste cifre sono trasecolato.
D'altronde il loro valore non credo che dipenda dalla città e dal numero di abitanti, ma dal rapporto tra il numero di taxi e la loro richiesta e perciò si può arrivare ad aberrazioni quali il caso di Firenze.
A questo punto io dell'aumento di licenze non mi sento di dare giudizi se sia opportuno oppure no, però chiedo che vengano adottati tutti gli accorgimenti possibili per far emergere e tassare i redditi evasi e voglio vedere che argomenti potranno opporre i taxisti ed i loro protettori politici
 
non volevo certo offendere nessuno, nel caso mi scuso; è che dopo aver sentito le cifre romane mi parevano esagerate i 250k di bologna; oltretutto mi sono sembrati sinceri ( ci hanno messo la faccia) ed avrebbero potuto sparare una cifra più alta
anche avrebbero avuto da guadagnare; ergo, sebbene tutto possibile, mi sono sembrate più logiche le cifre che i romani hanno dovuto sborsare.
Poi, tutto può essere.
PS: quando hanno parlato di guadagni mensili, non mi sono sembrati sinceri[/quote]
scusami anche tu se mi sono un poco risentito, il fatto è che il valore delle licenze, almeno a Bologna è quasi raddoppiato in una decina d'anni ed anch'io quando ho sentito queste cifre sono trasecolato.
D'altronde il loro valore non credo che dipenda dalla città e dal numero di abitanti, ma dal rapporto tra il numero di taxi e la loro richiesta e perciò si può arrivare ad aberrazioni quali il caso di Firenze.
A questo punto io dell'aumento di licenze non mi sento di dare giudizi se sia opportuno oppure no, però chiedo che vengano adottati tutti gli accorgimenti possibili per far emergere e tassare i redditi evasi e voglio vedere che argomenti potranno opporre i taxisti ed i loro protettori politici[/quote]
:thumbup:
 
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
 
key-one ha scritto:
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
Sono passato direttamente al nocciolo di ciò che sostieni, pur avendo ovviamente letto tutto il tuo scritto. Ho una impostazione che mi porta a concentrarmi su ciò che è concreto. In questa discussione si parla di economia, e l'economia lascia poco spazio a divagazioni. Ho chiesto che qualcuno mi fornisca una spiegazione su come il nostro sistema bancario possa condurre a fallimenti del mercato, in particolare microeconomici(situazioni di monopolio, distorsioni della concorrenza ecc), alla luce di quanto ho scritto. Visto che molti la ritengono la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale non possiamo fare nulla sui poveri farmacisti e guidatori di taxi, se ne parli.
Credito negato a famiglie e imprese vuol dire poco. Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
In risposta a Dare avere : mi dispiace molto che del mio , magari modesto , ma sudatissimo scritto tu abbia rilevato solo le tre parole liberalizzazione delle banche , tralasciando invece tutto il resto..
Per quanto riguarda le banche , vorrei che qualcuno avesse il coraggio di dirmi che il loro rapporto con le piccole e medie imprese , con i professionisti , con le famiglie , con i pensionati e i lavoratori è privo di criticità e di punti negativi suscettibili se non di liberalizzazioni , almeno di miglioramenti sostanziali. anche perchè al di là delle parole e degli slogan, è questo che conta.
Basta pensare ai crediti negati a imprese e famiglie, agli interessi attivi pressochè azzerati e a quelli passivi che sfiorano l'usura , per continuare con le spese di tenuta conto , con quelle a due cifre per semplici bonifici o giroconto , dai balzelli su dovuti estratti conto , saldi e movimenti sul denaro che è a loro affidato ecc. ecc.
Non serve neppure continuare , perchè chiunque deve avere rapporti con le banche sa perfettamente di che cosa parlo.
Se poi ci si vuole fermare alla forma , che sembra la moda del momento, insieme a quella della ricerca del capro espiatorio fra i piccoli imprenditori , allora, sì, è vero , le banche sono perfettamente liberalizzate e non necessitano di ulteriori interventi finalizzati al superamento di posizioni di forza che frenano l'economia.
Sono passato direttamente al nocciolo di ciò che sostieni, pur avendo ovviamente letto tutto il tuo scritto. Ho una impostazione che mi porta a concentrarmi su ciò che è concreto. In questa discussione si parla di economia, e l'economia lascia poco spazio a divagazioni. Ho chiesto che qualcuno mi fornisca una spiegazione su come il nostro sistema bancario possa condurre a fallimenti del mercato, in particolare microeconomici(situazioni di monopolio, distorsioni della concorrenza ecc), alla luce di quanto ho scritto. Visto che molti la ritengono la madre di tutte le liberalizzazioni, senza la quale non possiamo fare nulla sui poveri farmacisti e guidatori di taxi, se ne parli.
Credito negato a famiglie e imprese vuol dire poco. Non penso che obbligare per legge delle aziende private quali le banche ad erogare credito, in una situazione di crisi di liquidità, a tutti quanti possa essere un provvedimento di stampo liberale. E' un'ottima idea per farle fallire forse, non una liberalizzazione. Lo faccia lo Stato. Si crea un carrozzone pubblico che distribuisce soldi a tutti, così sarete contenti no?

Il nocciolo di quanto sostengo non sono (solo) le banche ,intese come filiali aperte al pubblico. ma semmai le liberalizzazioni a sensazione. Tali annunciate liberalizzazioni di settori non certo strategici dell'economia globale e nemmeno per i bilanci delle famiglie,invece di affrontare i nodi chiave del sistema, si propongono di cambiare tutto ut (affinchè) non cambi nulla per i veri settori di monopolio, i veri privilegi e le vere rendite di posizione, fra cui sicuramente il sistema internazionale delle grandi banche .
Il concreto di cui parli è questo .
 
matteomatte1 ha scritto:
...le licenze ... andrebbero restituite a fine carriera al comune di appartenenza senza alimentare questi traffici...
Su questo sono ovviamente d'accordo, a patto però (altrettanto ovviamente, direi) che all'inizio carriera non sia richiesto, per ottenere la licenza, l'esborso di una cifra colossale a fondo perduto.
Il problema in fin dei conti sta tutto lì. Io non dico che si debba santificare chi protesta e alla fine, come è sempre stato finora, "lasciarlo in pace" così che tutto continui invariato e la situazione diventi sempre più anomala e distorta.
Dico piuttosto che si dovrebbe, in questo caso come in tutti gli altri, resistere alla (forte, umana, istintiva) tentazione di giudicare sommariamente per categorie basandosi sul principio del "siccome non mi danneggia personalmente allora va bene" (atteggiamento che poi, come è ovvio, verrà restituito al mittente quando i ruoli si invertiranno) e provare invece a mettersi con onestà nei panni altrui.

In questo caso particolare l'approccio più sensato mi sembrerebbe quello di chi volesse agire senz'altro per cambiare drasticamente le cose smantellando (magari gradualmente ma sul serio) i meccanismi perversi facendo in modo, però, che coloro che si trovano giocoforza coinvolti nella fase di transizione e per tale ragione oggettivamente danneggiati non debbano prendersi delle supposte non meritate.
 
zero c. ha scritto:
...avremo un rating tra Tanzania e Kirghizistan tra poco e quindi sarà inutile anche una serie di provvedimenti che andavan presi alla fine degli anni '70...
Suggerisci quindi di passare direttamente al suicidio?
 
key-one ha scritto:
...Ciò non vuol dire che non si dovrebbe por mano anche ai servizi minuti come -per l'appunto- i taxi , le farmacie , le edicole, i negozi ecc. ecc. , ma che ciò andrebbe fatto, appunto, senza intenti demagogici...
... e possibilmente, secondo me, senza favorire la migrazione verso un mercato governato dalla legge della giungla, sicuramente "naturale" ma non necessariamente salutare.

Penso ad esempio alla liberalizzazione selvaggia degli orari dei negozi, che in fin dei conti può facilmente portare a condizioni generali di vita assai peggiori.
Un po' come se nelle fabbriche o negli uffici si dicesse che ogni lavoratore è libero di lavorare tante ore alla settimana quanto gli pare (senza alcuna garanzia di aumenti proporzionali alle ore fatte in più), di notte o di giorno e nei giorni feriali o festivi a sua totale discrezione. Lasciando intendere chiaramente che, come è ovvio, coloro che fanno meno ore saranno i primi a rischiare di essere licenziati...
I lavoratori/consumatori e le loro famiglie ne sarebbero complessivamente avvantaggiati? Ne ricaverebbero un miglioramento della qualità delle loro vite?

Per quanto mi riguarda, ben venga la liberalizzazione degli orari dei negozi, però bisognerebbe prevenire il verificarsi di pericolose e inique derive; ad esempio, stabilendo un monte massimo di ore settimanali di apertura, valido per tutti, piccoli e grandi, all'interno del quale ognuno sia libero di regolarsi come meglio crede.
 
oppure si potrebbero almeno organizzare anche dei turni fatti bene
affinche' la domenica o a Ferragosto non sia tutto sigillato specie in centro....
 
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