<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Svezia, la rivolta degli immigrati. In fiamme la periferia di Stoccolma | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Svezia, la rivolta degli immigrati. In fiamme la periferia di Stoccolma

a_gricolo ha scritto:
Certo, a patto che io li educhi al rispetto verso le norme della comunità ospitante. Cosa che i famosi "certi tipi di immigrati" ben si guardano dal fare.
Mah, rispettare le regole lo dobbiamo tutti, non so bene a cosa ci si riferisca.
A proposito di comunità straniere & c., ricordiamoci di Little Italy a New York.
 
a_gricolo ha scritto:
Sei davvero convinto che noi "bianchi" e "nordisti" siamo considerati da "negri" e "terroni" diversamente?

mio nonno mi raccontava come ai primi del 1900 vivesse nell'inverso della valle e di come veniva accolto sia da quelli dell'indritto, sia da quelli mezzani.
Dopo i primi 3 anni nelle scuole dell'inverso, gli ultimi 2 li fece nelle scuole mezzane e la sua preoccupazione era di avere abbastanza pietre per difendersi perché non c'era un paparino a salvarti il culo e nemmeno la polizia o le istituzioni in genere.
E si parla dello stesso paesucolo e delle sue frazioni o borgate a dirsivoglia.
E non si considerava i paesucoli vicini i cui odi traversi erano secolari.
Poi ci furono i "terroni" e di come i "terroni" guardavano con orrore i locali per usi e costumi, roba che se guardavi una "femmina" ti ritrovavi i fratelli con le roncole a casa.
E qui siamo già attorno agli anni '50.
Senza dimenticare gli abusi dei cattolici nel confronti della comunità protestante che lì furono numerosi, tanto da provocare l'emigrazione di massa o il cambio di "casacca" per salvare le piume.
Siamo in Piemonte, nell'arco di 100 anni, non 1000.

a_gricolo ha scritto:
Ma non credere che i "cattivi" siamo sempre noi e i "buoni" siano sempre loro, sempre tra virgolette.

Ma non credo nemmeno che i "cattivi" siano sempre gli altri e i "buoni" siamo sempre noi.
 
A 2 contro uno ,e per giunta armati hanno avuto la meglio, ma quando si son scagliati contro la polizia é stato diverso....video

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/londra_video_attentatori_assalto_polizia_sparatoria/notizie/283409.shtml
 
silverrain ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
Come le mettiamo con l'art. 3, primo capoverso?
perché secondo te è perfettamente attuato in Italia da italiani? No perché se è così significa che io vivo da un'altra parte.

perdonami, state parlando di cose del tutto diverse.

ovvero: una cosa è il rispetto delle regole, altra cosa la "integrazione" o la "assimilazione" di un gruppo sociale nell'ambito di un gruppo più ampio.

mi spiego: il punto originale di Stoccolma e delle periferie parigine non è se queste persone rispettano o meno le regole sociali del Paese ospitante, e nemmeno se queste persone risiedono pacificamente sul territorio mantenendo le proprie peculiarità (integrazione) oppure adottando il comportamento del Paese di residenza (assimilazione; come Rudolf Giuliani)

il punto è che intere comunità reagiscono a eventi esterni come se la polizia svedese fosse un ente straniero e il passante (armato o meno) che arrestano o al quale sparano sia "uno di loro"
questo sentirsi colpiti da ciò che colpisce uno "del gruppo" significa che quelle comunità non sono né integrate né assimilate nella società svedese, a prescindere dal fatto che rispettino in generale le regole svedesi o che non lo facciano.

in Italia se a Torino arrestano uno che viene dalla Calabria non scendono in strada i calabresi come se fossero una comunità ferita.
a prescindere dai modi, nemmeno in forma di pacifica protesta.
 
belpietro ha scritto:
in Italia se a Torino arrestano uno che viene dalla Calabria non scendono in strada i calabresi come se fossero una comunità ferita.
a prescindere dai modi, nemmeno in forma di pacifica protesta.

ehm.... sappiamo benissimo che purtroppo ci sono state e ci sono situazioni in cui le comunità scendono in piazza.
E una volta era decisamente peggio...
E, purtroppo per noi, le stesse fdo a volte ce la mettono tutta per giustificare queste prese di posizione estreme (a torto o a ragione)......
 
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Ma non credere che i "cattivi" siamo sempre noi e i "buoni" siano sempre loro, sempre tra virgolette.

Ma non credo nemmeno che i "cattivi" siano sempre gli altri e i "buoni" siamo sempre noi.

Dovresti darmi atto di non aver mai scritto niente di simile.
 
stefano_68 ha scritto:
Ricordo i discorsi che sentivo da bambino nella Torino della seconda metà anni '70; anche allora l'immigrato era additato come elemento negativo, causa dei mali, con pochissima voglia di lavorare, sporco, chiassoso, querulo, mangiapane a tradimento, scansafatiche, ladro, profittatore, opportunista, violento, testa calda, impermeabile alle buone abitudini del Torinese e diffusore delle sue cattive abitudini.
L'immigrato sì; ma dal Meridione d'Italia.
(con buona pace dei presenti, i Veneti venivano definiti "i terroni del nord") 8)

La Storia di ripete, l'uomo ha sempre bisogno di capri espiatori e di cause cui additare la responsabilità.
capri espiatori a cui additare le responsabilitá? ma dai.... tre morti con una picconata, un altro con via la testa con un machete e di ch parliamo? della Torino di 50/60 anni fa? bisognerebbe provare a pensare se una cosa del genere fosse capiata a qualcuno vicino a noi, poi vediamo...
 
Sarò ingenuo, ma ho sempre pensato che quando si và in un paese straniero ci si deve adattate ad usi e costumi di quel paese. Se non ti stà bene cambi paese. 40 anni fà era così, tutto stò buonismo non sò da dove salta fuori.
 
bumper morgan ha scritto:
integrazione?
http://www.lettera43.it/cronaca/le-radici-di-al-qaeda-in-europa_4367596257.htm

vai avanti te che a me scappa da ridere

Tutto cio' é inquietante perché quando faranno ritorno in europa in piu' dell'indottrinamento rerigioso avranno acquisito sui campi di battaglia anche l'esperienza della guerriglia, bisogna solo sperare che i servizi segreti facciano bene il loro lavoro, in caso contrario aspettiamoci ad un'ondata di attacchi terroristici in eurabia
 
capnord ha scritto:
Sarò ingenuo, ma ho sempre pensato che quando si và in un paese straniero ci si deve adattate ad usi e costumi di quel paese. Se non ti stà bene cambi paese. 40 anni fà era così, tutto stò buonismo non sò da dove salta fuori.

io che sono stato in Germania so bene che è così, o accetti o vai a casa. Purtroppo altri vengono a casa tua e pretendono di mantenere i loro usi e costumi.
Da dove salta fuori tutto 'sto buonismo?
beh...basta sentire i TG.....
cmq se vuoi te lo dico io, in privato però...sai com'è :D :D
 
Per me più che di buonismo si dovrebbe parlare di coglionaggine. In TUTTI i paesi civili gli stranieri chiedono permesso per entrare e se sgarrano si trovano alla frontiera in men che non si dica. Qui arrivano senza documenti, fanno quel cazzo che vogliono, sono intoccabili e ci sono schiere di deficienti ITALIANI a cui va bene così. Mah......
 

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