<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Succede a Bassano | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Succede a Bassano

a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
. Chi invece rimane, spesso e volentieri si integra alla grande... conosco personalmente un paio di famiglie di "stanziali" che lavorano regolarmente, mandano i figli a scuola e li portano al parco con gli amichetti ecc. come chiunque altro.

Il che smentisce tutto quello che hai scritto sulla mancata integrazione per colpa "nostra" che guardiamo storto gli stranieri. Certo che se il tuo ideale di integrazione è vedere un tunisino, un pakistano, un senegalese e un padovano che non si conoscono tra loro sedersi attorno a un tavolo a giocare a briscola, ti conviene sederti e procurarti qualcosa da leggere, perchè ne hai da aspettare.....
Oh ma li leggete fino in fondo i miei post o cosa??? :D :D :D
Caro "quasi" compaesano, come ho già scritto l'integrazione non è il sedersi a giocare a briscola... è far parte della comunità, condividere gli spazi, vivere nella stessa città non come estranei o peggio cercando di evitarsi reciprocamente ma come elementi dello stesso ingranaggio. Questo, ovviamente, funziona con chi qui ci vuole costruire una vita nuova.
Tra questi, ci sono quelli che hanno una certa flessibilità e volontà di adattarsi e l'integrazione gli riesce facile. Ma ci sono anche molti che, vuoi per differenze culturali, vuoi per una naturale difficoltà a trovarsi "circondati" da persone se non ostili quantomeno diffdenti, trovano delle difficoltà. Poi ci sono pure i delinquenti, questo lo sappiamo tutti.
Dico che sta a noi risolvere il problema perchè solo noi lo possiamo gestire su entrambi i versanti, non loro. Quindi, per prima cosa bisogna scremare chi delinque, questo è ovvio. E non lo si fa con la giustizia che abbiamo adesso... dato che la giustizia la gestiamo noi, è nostra responsabilità. D'altra parte il crimine va dove è più comodo operare e i rischi sono minori...
Sull'altro lato, la parte "buona" dev'essere resa partecipe alla vita della comunità in modo che si integri e che capisca davvero come viviamo noi, per trovare il giusto equilibrio tra la loro identità culturale e la nostra e capire le nostre leggi e le nostre regole di convivenza, pilastro fondamentale per un vivere civile...
 
jaccos ha scritto:
Sull'altro lato, la parte "buona" dev'essere resa partecipe alla vita della comunità in modo che si integri e che capisca davvero come viviamo noi, per trovare il giusto equilibrio tra la loro identità culturale e la nostra e capire le nostre leggi e le nostre regole di convivenza, pilastro fondamentale per un vivere civile...

Mi pare che anche tu non li leggi tanto a fondo i miei post.... ;)
Ho ripetuto fino a consumarmi i polpastrelli gli stessi concetti che dici tu: sbattere fuori i delinquenti per poter "integrare" gli onesti. Quello su cui non sono d'accordo con te (nulla di personale, eh... ;) ) è la nostra "chiusura" nei confronti dello straniero. Quella che tu chiami "parte buona" è già nelle condizioni di essere partecipe della comunità, forse anche troppo. Siamo arrivati a stravolgere le nostre tradizioni: in certe scuole a Natale non si fa più il presepe e si racconta la favola di cappuccetto rosso invece della nascita di Gesù per non "infastidire" gli alunni non cristiani..... Poi se guardi che nelle graduatorie per servizi come asili nido e simili, vuoi per il basso reddito, vuoi per la maggiore prolificità, le famiglie immigrate sono spesso davanti ai residenti. Per non parlare dell'assurdità di costruire villaggi attrezzati a spese della comunità per i Sinti..... ma scherziamo? Se sono "italiani" si mettono in coda, come gli altri!
Credimi, amico, non caricarti sulle spalle croci che non ti spettano come italiano: possibilità di integrarsi per gli stranieri non delinquenti ce ne sono, adesso la palla è nella loro metà campo, non nella nostra.
 
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
Sull'altro lato, la parte "buona" dev'essere resa partecipe alla vita della comunità in modo che si integri e che capisca davvero come viviamo noi, per trovare il giusto equilibrio tra la loro identità culturale e la nostra e capire le nostre leggi e le nostre regole di convivenza, pilastro fondamentale per un vivere civile...

Mi pare che anche tu non li leggi tanto a fondo i miei post.... ;)
Ho ripetuto fino a consumarmi i polpastrelli gli stessi concetti che dici tu: sbattere fuori i delinquenti per poter "integrare" gli onesti. Quello su cui non sono d'accordo con te (nulla di personale, eh... ;) ) è la nostra "chiusura" nei confronti dello straniero. Quella che tu chiami "parte buona" è già nelle condizioni di essere partecipe della comunità, forse anche troppo. Siamo arrivati a stravolgere le nostre tradizioni: in certe scuole a Natale non si fa più il presepe e si racconta la favola di cappuccetto rosso invece della nascita di Gesù per non "infastidire" gli alunni non cristiani..... Poi se guardi che nelle graduatorie per servizi come asili nido e simili, vuoi per il basso reddito, vuoi per la maggiore prolificità, le famiglie immigrate sono spesso davanti ai residenti. Per non parlare dell'assurdità di costruire villaggi attrezzati a spese della comunità per i Sinti..... ma scherziamo? Se sono "italiani" si mettono in coda, come gli altri!
Credimi, amico, non caricarti sulle spalle croci che non ti spettano come italiano: possibilità di integrarsi per gli stranieri non delinquenti ce ne sono, adesso la palla è nella loro metà campo, non nella nostra.
Lo so bene come la pensi a riguardo... e differiamo di poco poco... ;)

Certo, le possibilità per integrarsi dal punto di vista amministrativo-legale ci sono eccome, ma non parlo di quello. Parlo di amalgamarsi dal punto di vista della vita comune.
Qui in veneto fondamentalmente dal punto di vista dell'integrazione c'è la cultura del coltivarsi il proprio orticello... si cerca (poi non sempre si riesce) di non rompersi troppo le balle a vicenda... finchè uno sta al suo posto e non rompe i maroni, ci si ignora pacificamente a vicenda. Ma non è integrazione...
 
jaccos ha scritto:
Qui in veneto fondamentalmente dal punto di vista dell'integrazione c'è la cultura del coltivarsi il proprio orticello... si cerca (poi non sempre si riesce) di non rompersi troppo le balle a vicenda... finchè uno sta al suo posto e non rompe i maroni, ci si ignora pacificamente a vicenda. Ma non è integrazione...

Credo che sia il massimo che ci si può aspettare. L'integrazione come la intendi tu IMHO è pura utopia.
 
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
Qui in veneto fondamentalmente dal punto di vista dell'integrazione c'è la cultura del coltivarsi il proprio orticello... si cerca (poi non sempre si riesce) di non rompersi troppo le balle a vicenda... finchè uno sta al suo posto e non rompe i maroni, ci si ignora pacificamente a vicenda. Ma non è integrazione...

Credo che sia il massimo che ci si può aspettare. L'integrazione come la intendi tu IMHO è pura utopia.
Ma no, non intendo un mondo dove tutti si tengono per mano sotto il cielo azzurro e con dei coniglietti rosa che saltellano tutt'intorno... :D
Intendo una situazione un pò migliore... ad esempio quando sono stato in australia ho visto un mix di culture ben amalgamate, dove non importa più di tanto il colore della pelle o la forma degli occhi, dove i matrimoni misti sono all'ordine del giorno e ci sono tutte le sfumature possibili di "umanità"... la cultura è prettamente anglosassone e chi arriva si adegua, pur mantenendo la propria identità: ci sono chiese, moschee, sinagoghe, templi buddisti, indù, e chi più ne ha più ne metta... ma tutto è inequivocabilmente australiano...
E la chi sgarra la paga cara, anzi carissima.
Parlavo qualche mese fa con dei cugini che erano venuti a trovarmi... si stupivano di quanta criminalità organizzata ci fosse in europa, di come guardando un telegiornale si parlasse continuamente della mafia... mi dicevano che da loro l'unico rischio sono quelle poche bande di bikers che vanno in giro in harley davidson e da cui è meglio stare alla larga... e null'altro...

PS: a differenza degli USA, le armi sono ultravietate, anche le riproduzioni tipo fucili da softair. La detenzione di qualsiasi riproduzione, anche se innocua, è reato. Se hai una pistola giocattolo, la polizia (e il giudice) ti considera armato ed è autorizzata a sparare.
 
Censura sulla cultura veneta? Roma è tappezzata da parecchie settimane da manifesti che invitano a partecipare alla mostra riguardante i grandi pittori veneti:
http://www.romatoday.it/eventi/mostre/pisanello-tiziano-tintoretto-tiepolo-mostra-chiostro-del-bramante.html
 
jaccos ha scritto:
PS: a differenza degli USA, le armi sono ultravietate, anche le riproduzioni tipo fucili da softair.

scusa, ma questa da dove ti viene?
in Australia si pratica la caccia (con armi) il tiro a volto (con armi) è ammesso il collezionismo di armi da fuoco, eccetera.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
PS: a differenza degli USA, le armi sono ultravietate, anche le riproduzioni tipo fucili da softair.

scusa, ma questa da dove ti viene?
in Australia si pratica la caccia (con armi) il tiro a volto (con armi) è ammesso il collezionismo di armi da fuoco, eccetera.
Pardon, South Australia. Da quanto comunicatomi dal parentame, in città non danno nessun tipo di porto d'armi e le repliche giocattolo sono vietatissime (il softair non esiste), che viene concesso al solo scopo della caccia agli abitanti dell'outback in maniera molto selettiva. Questo è quanto dettomi da australiani...
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
PS: a differenza degli USA, le armi sono ultravietate, anche le riproduzioni tipo fucili da softair.

scusa, ma questa da dove ti viene?
in Australia si pratica la caccia (con armi) il tiro a volto (con armi) è ammesso il collezionismo di armi da fuoco, eccetera.
Pardon, South Australia. Da quanto comunicatomi dal parentame, in città non danno nessun tipo di porto d'armi e le repliche giocattolo sono vietatissime (il softair non esiste), che viene concesso al solo scopo della caccia agli abitanti dell'outback in maniera molto selettiva. Questo è quanto dettomi da australiani...

non so se esista il softair, ma per esempio esiste il paint ball
esiste anche il tiro a segno
http://www.ssaa.org.au/

che i tuoi parenti siano australiani non necessariamente vuol dire che conoscano la normativa sulle armi, se è un settore di cui non si interessano.
diamo per assodato che comunque per gli australiani un grave problema di tolleranza non c'è, anche se a questo sono arrivati dopo un passato recente (rispetto agli aborigeni) che dire vergognoso è dire poco

se ricordo bene, comunque, il primo ministro Howard che ha fatto il famoso discorso "questa è la nostra terra" è australiano, e ha avuto i suoi bravi motivi
 
belpietro ha scritto:
che i tuoi parenti siano australiani non necessariamente vuol dire che conoscano la normativa sulle armi, se è un settore di cui non si interessano.
diamo per assodato che comunque per gli australiani un grave problema di tolleranza non c'è, anche se a questo sono arrivati dopo un passato recente (rispetto agli aborigeni) che dire vergognoso è dire poco

se ricordo bene, comunque, il primo ministro Howard che ha fatto il famoso discorso "questa è la nostra terra" è australiano, e ha avuto i suoi bravi motivi

Non erano gli accoglientissimi australiani che qualche tempo fa hanno respinto in mare una nave carica di profughi norvegesi?
 
belpietro ha scritto:
profughi norvegesi???????? :shock: :shock: :shock:

Parliamo di qualche anno fa. La nave era norvegese, i profughi no....

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=12729

comunque non cambia granchè ;)
 
a_gricolo ha scritto:
vuoi che un comune cittadino vada ad attaccare bottone con l'immigrato?

beh, io domenica mattina ho preso un caffè al bar con due immigrati extra UE.
un architetto arabo e un avvocato svizzero. :lol:

l'ambientazione è prima di tutto un problema sociale, gli aspetti geografici sono un dettaglio.
 
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
profughi norvegesi???????? :shock: :shock: :shock:

Parliamo di qualche anno fa. La nave era norvegese, i profughi no....

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=12729

comunque non cambia granchè ;)

ah, mi sembrava.
gli ultimi profughi norvegesi di cui avevo memoria erano i colonizzatori dell'Islanda... e poi in australia mi sembravano un tantinello fuori rotta...
 
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
che i tuoi parenti siano australiani non necessariamente vuol dire che conoscano la normativa sulle armi, se è un settore di cui non si interessano.
diamo per assodato che comunque per gli australiani un grave problema di tolleranza non c'è, anche se a questo sono arrivati dopo un passato recente (rispetto agli aborigeni) che dire vergognoso è dire poco

se ricordo bene, comunque, il primo ministro Howard che ha fatto il famoso discorso "questa è la nostra terra" è australiano, e ha avuto i suoi bravi motivi

Non erano gli accoglientissimi australiani che qualche tempo fa hanno respinto in mare una nave carica di profughi norvegesi?

si scopri poi che erano in realta' contrabbandieri di stoccafisso..... :D
Ciao
 

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