Personalmente non credo che chi guida una bicicletta debba godere di impunità.
Però il codice della strada già prevedeva che il ciclista maleducato potesse e dovesse essere multato; se ciò non avveniva non è perché il codice non fosse abbastanza severo, ma perché evidentemente certi comportamenti non venivano intercettati e multati.
Mi capita spessissimo di vedere ciclisti che si producono in acrobazie varie; basta pensare a tutti quelli che diventano ciclisti la domenica e si piazzano bellamente in mezzo alla strada.
Però io non traggo alcuna soddisfazione dal sapere che quei ciclisti adesso "potrebbero" ricevere non soltanto una colossale multa ma anche una iniqua sottrazione di punti dalla patente automobilistica (e perché non una maggiorazione del canone tv?); non mi interessa affatto e nemmeno mi sembra giusto.
Io vorrei semplicemente sapere che quei ciclisti effettivamente rischiano di essere multati per quello che fanno, con sanzioni ragionevolmente commisurate alla effettiva gravità del loro comportamento.
Questa legge mette palesemente in evidenza come la logica sia sempre più assente dai ragionamenti della collettività, via via sostituita dagli slogan massimalisti. Si preferisce sapere che il tale comportamento rischia un castigo spropositato piuttosto che sapere che il tale comportamento sarà davvero intercettato e punito con un castigo equo.
Ci stiamo assuefacendo alla mentalità che pretende di legare assieme qualsiasi erba; una mentalità assai illusoria e insidiosa, perché ognuno di noi alla fine dei conti è uno di quei fili di erba.
Aspettiamo ora che qualche grande saggio si accorga che il ciclista privo di patente (bambino, adolescente, pensionato) gode di un privilegio non meritato, trovandosi automaticamente esonerato dal sacro castigo.
Bisognerà allora pensare a ristabilire la giustizia; ad es. si potrebbe in quei casi raddoppiare la multa. Così però la questione diventerebbe solo monetaria (con inaccettabile vantaggio per il ricco) e soprattutto verrebbe a mancare la fondamentale pressione psicologica della sottrazione dei punti patente. Si potrebbero allora sottrarre i punti alla patente del parente più prossimo che ne abbia una; in questo modo, effetto collaterale molto positivo, si promuoverebbe anche da parte dei genitori dei ciclisti adolescenti una maggiore attenzione nell'educazione stradale dei pargoli. Potrei ovviamente andare avanti a piacere, immaginando fesserie di ogni genere ma mi fermo qui, facendo notare che scrivo queste fesserie innocuamente e gratis, a differenza di chi le traduce in leggi dello stato e per farlo riceve anche una decina di migliaia di euro al mese.
Però il codice della strada già prevedeva che il ciclista maleducato potesse e dovesse essere multato; se ciò non avveniva non è perché il codice non fosse abbastanza severo, ma perché evidentemente certi comportamenti non venivano intercettati e multati.
Mi capita spessissimo di vedere ciclisti che si producono in acrobazie varie; basta pensare a tutti quelli che diventano ciclisti la domenica e si piazzano bellamente in mezzo alla strada.
Però io non traggo alcuna soddisfazione dal sapere che quei ciclisti adesso "potrebbero" ricevere non soltanto una colossale multa ma anche una iniqua sottrazione di punti dalla patente automobilistica (e perché non una maggiorazione del canone tv?); non mi interessa affatto e nemmeno mi sembra giusto.
Io vorrei semplicemente sapere che quei ciclisti effettivamente rischiano di essere multati per quello che fanno, con sanzioni ragionevolmente commisurate alla effettiva gravità del loro comportamento.
Questa legge mette palesemente in evidenza come la logica sia sempre più assente dai ragionamenti della collettività, via via sostituita dagli slogan massimalisti. Si preferisce sapere che il tale comportamento rischia un castigo spropositato piuttosto che sapere che il tale comportamento sarà davvero intercettato e punito con un castigo equo.
Ci stiamo assuefacendo alla mentalità che pretende di legare assieme qualsiasi erba; una mentalità assai illusoria e insidiosa, perché ognuno di noi alla fine dei conti è uno di quei fili di erba.
Aspettiamo ora che qualche grande saggio si accorga che il ciclista privo di patente (bambino, adolescente, pensionato) gode di un privilegio non meritato, trovandosi automaticamente esonerato dal sacro castigo.
Bisognerà allora pensare a ristabilire la giustizia; ad es. si potrebbe in quei casi raddoppiare la multa. Così però la questione diventerebbe solo monetaria (con inaccettabile vantaggio per il ricco) e soprattutto verrebbe a mancare la fondamentale pressione psicologica della sottrazione dei punti patente. Si potrebbero allora sottrarre i punti alla patente del parente più prossimo che ne abbia una; in questo modo, effetto collaterale molto positivo, si promuoverebbe anche da parte dei genitori dei ciclisti adolescenti una maggiore attenzione nell'educazione stradale dei pargoli. Potrei ovviamente andare avanti a piacere, immaginando fesserie di ogni genere ma mi fermo qui, facendo notare che scrivo queste fesserie innocuamente e gratis, a differenza di chi le traduce in leggi dello stato e per farlo riceve anche una decina di migliaia di euro al mese.