<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> sfogo professionale | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

sfogo professionale

Ora da alcuni anni questa situazione è tramontata, per certi aspetti anche giustamente , però siamo passati che per quel ufficio che ne aveva 8 quando ne bastavano 6 ora ne ha 4 di lavoratori,cosi quando arriva agosto , ma anche durante periodi più normale, l'assenza anche di una sola persona crea problemi, poi oracne crea ancora di più perchè in ferie ce ne sono 2 di persone,e se si è un ufficio di servizio per gli altri uffici,come quello informatico ,tutti si lamentano e non accettano che si dica che un collega è in ferie e quel attività riprende a settembre.
Siamo passati da un eccesso all'altro,ma una giusta via di mezzo la si riesce a trovare?
ci sono realtà in stato continuo di sotto organico ai cui dipendenti non è concesso di usufruire di tutte le ferie maturate
 
ci sono realtà in stato continuo di sotto organico ai cui dipendenti non è concesso di usufruire di tutte le ferie maturate

sempre per la mia esperienza ovvio, ma il problema è che il risanamento di molte società è stato fatto basandosi esclusivamente su tagli, e questo soprattutto per aziende che offrono servizi non mi sembra che porti benefici ,i clienti sono sempre più scontenti, si cerca di soddisfarli con toppe messe alla meno peggio, ma poi i nodi vengono al pettine.
 
Permettetemi questo piccolo sfogo in ambito professionale che nasce da questo problema che ogni anno in questo periodo si ripresenta, ovvero la presenza sul posti di lavoro. Ora , io ho iniziato a lavorare quasi 20 anni fa , quando in effetti ancora accadeva che in un ufficio in cui bastavano 6 persone ne mettevano 8 , ovviamente mi riferisco ad aziende di grandi dimensioni. Li il problema della presenza nel periodo estivo non si presentava perchè mediamente
c'erano presenti anche ad agosto almeno 4 persone, e quindi i servizi e le esigenze professionali erano coperte.

Ora da alcuni anni questa situazione è tramontata, per certi aspetti anche giustamente , però siamo passati che per quel ufficio che ne aveva 8 quando ne bastavano 6 ora ne ha 4 di lavoratori,cosi quando arriva agosto , ma anche durante periodi più normale, l'assenza anche di una sola persona crea problemi, poi oracne crea ancora di più perchè in ferie ce ne sono 2 di persone,e se si è un ufficio di servizio per gli altri uffici,come quello informatico ,tutti si lamentano e non accettano che si dica che un collega è in ferie e quel attività riprende a settembre.
Siamo passati da un eccesso all'altro,ma una giusta via di mezzo la si riesce a trovare?
E' così da un po' di anni ormai. Taglia taglia taglia adesso chi lavora deve fare il lavoro per due magari sotto pagato e c'è tanta gente a spasso.
Eh ma sai, la redditività, la crisi, i dividendi agli azionisti............

Ma c'è una cosa che mi fa incazzare di brutto: quelli che vanno in pensione e che tornano (nello stesso posto) come consulenti prendendo pensione e stipendio, ma non perchè hanno bisogno di soldi, solo perchè a casa non hanno niente da fare. Dove lavoro ne vedo e ne ho visti passare tanti
 
Ma c'è una cosa che mi fa incazzare di brutto: quelli che vanno in pensione

io gia non sopporto quelli che una volta a settimana vengono a fare la visita da pensionati, per limitare questo addirittura un cliente dove stavo prima aveva obbligato questi a venire previa richiesta , pensa quelli che tornano per lavorare come consulenti come li posso vedere
 
Ma c'è una cosa che mi fa incazzare di brutto: quelli che vanno in pensione e che tornano (nello stesso posto) come consulenti prendendo pensione e stipendio, ma non perchè hanno bisogno di soldi, solo perchè a casa non hanno niente da fare. Dove lavoro
ne vedo e ne ho visti passare tanti

Come al gioco dell'oca, si torna sempre alla casella 1. Fanno ciò che la legge consente ed il datore di lavoro incentiva. Fino a quando si confida nel buon senso, non se ne esce
 
Permettetemi questo piccolo sfogo in ambito professionale che nasce da questo problema che ogni anno in questo periodo si ripresenta, ovvero la presenza sul posti di lavoro. Ora , io ho iniziato a lavorare quasi 20 anni fa , quando in effetti ancora accadeva che in un ufficio in cui bastavano 6 persone ne mettevano 8 , ovviamente mi riferisco ad aziende di grandi dimensioni. Li il problema della presenza nel periodo estivo non si presentava perchè mediamente
c'erano presenti anche ad agosto almeno 4 persone, e quindi i servizi e le esigenze professionali erano coperte.

Ora da alcuni anni questa situazione è tramontata, per certi aspetti anche giustamente , però siamo passati che per quel ufficio che ne aveva 8 quando ne bastavano 6 ora ne ha 4 di lavoratori,cosi quando arriva agosto , ma anche durante periodi più normale, l'assenza anche di una sola persona crea problemi, poi oracne crea ancora di più perchè in ferie ce ne sono 2 di persone,e se si è un ufficio di servizio per gli altri uffici,come quello informatico ,tutti si lamentano e non accettano che si dica che un collega è in ferie e quel attività riprende a settembre.
Siamo passati da un eccesso all'altro, ma una giusta via di mezzo la si riesce a trovare ?
Ovviamente ad una domanda retorica non occorre dare una risposta. Ma la faccenda della scarsità di sostituti in certi settori é inevitabile, se l'azienda cerca di ridurre le spese (per rallegrare gli azionisti, naturalmente, non per fare un piacere ai dipendenti).
 
Ma c'è una cosa che mi fa incazzare di brutto: quelli che vanno in pensione e che tornano (nello stesso posto) come consulenti prendendo pensione e stipendio, ma non perchè hanno bisogno di soldi, solo perchè a casa non hanno niente da fare. Dove lavoro ne vedo e ne ho visti passare tanti
Provo a dirti la mia personale esperienza. Io lavoravo per una azienda sui 5000 dipendenti, quotata in borsa nel settore acque potabili, reflue, gas, elettricità e rifiuti. Avevo già maturato il diritto alla pensione, ma non ancora il massimo. Il mio lavoro mi piaceva abbastanza e non avevo fretta di scappare, insomma altri tre o quattro anni li avrei fatti tranquillo.
Ma un bel giorno mi chiama l'ufficio personale, so che hanno bisogno per le quotazioni di borsa di diminuire il personale, mi chiedono se voglio andare in pensione e rifiuto. Però loro mi spiegano che sono disposti ad offrire una cifra aggiuntiva, e sostanziosa, alla liquidazione ed a sottoscrivere un contratto di consulenza di un anno in attesa di un mio sostituto al momento impegnato in altro impianto del gruppo destinato alla chiusura. Ci accordiamo per la cifra e, praticamente senza soluzione di continuità passo da dipendente a partita IVA. Al termine del primo anno mi richiedono per un ulteriore anno, io tentenno e sparo un aumento del 30%, non fanno una piega e proseguo a tempo pieno per un altro anno ed altri due invece con un solo giorno alla settimana.
Ho continuato perciò a svolgere il lavoro di prima e che avrei fatto da dipendente senza l'offerta fattami, non ho rubato il posto a nessuno e non l'ho fatto per nostalgia o per mancanza di interessi.
Ciò che ha determinato la mia scelta è stata la politica di riduzione dei dipendenti del mio gruppo e la paura di nuove variazioni dei requisiti per la pensione.
Ora ho comunque una pensione abbastanza buona ma inferiore di trecento euro circa a quella che avrei maturato da dipendente, i quattro anni di versamenti come partita Iva non mi daranno nulla in futuro pertanto il guadagno l'ho avuto, ma non quanto si possa immaginare di primo acchito.
E comunque quasi tutte le grosse aziende offrono incentivi all'esodo, ma solo a pochi offrono poi contratti di consulenza, questo è stato da parte mia l'aspetto più gratificante che mi spinse ad accettare.
Insomma il problema non sono gli ex dipendenti ora consulenti, ma dei criteri che spingono le aziende su questa strada.
 
io gia non sopporto quelli che una volta a settimana vengono a fare la visita da pensionati, per limitare questo addirittura un cliente dove stavo prima aveva obbligato questi a venire previa richiesta , pensa quelli che tornano per lavorare come consulenti come li posso vedere


Non e' che tornano perche' gli spetta per diritto Divino
Tornano per colpa o meglio, complicita' dei dirigenti....
Cui, magari, han leccato i " francobolli " per 40 anni
 
Non e' che tornano perche' gli spetta per diritto Divino
Tornano per colpa o meglio, complicita' dei dirigenti....
Cui, magari, han leccato i " francobolli " per 40 anni

si , ma anche io sono stato precipitoso a parlare di chi ci torna in consulenza perchè ad esempio l'interventi di Ch4 con la sua storia fa capire che in alcuni casi non è un scelta della persona tornare come consulente.
 
Come al gioco dell'oca, si torna sempre alla casella 1. Fanno ciò che la legge consente ed il datore di lavoro incentiva. Fino a quando si confida nel buon senso, non se ne esce


Succede anche nel Pubblico.
Ieri pome cercavo un ufficio Postale aperto....
( Mia moglie mi aveva anticipato che per dare le ferie, il pomeriggio chiudono )
Non ci credevo....e invece....
GRRRRRRRRRRRRRRRRRR
Cosi',
son dovuto RIuscire stamattina
 
si , ma anche io sono stato precipitoso a parlare di chi ci torna in consulenza perchè ad esempio l'interventi di Ch4 con la sua storia fa capire che in alcuni casi non è un scelta della persona tornare come consulente.


Scelta non lo e' probabilmente mai....
Scelta implica la potesta' di fare una cosa.

Qui c'e' sempre la complicita' del dirigente
-Accettazione nel caso di cui parlavo io
-Proposta nel caso di CH4
 
Come al gioco dell'oca, si torna sempre alla casella 1. Fanno ciò che la legge consente ed il datore di lavoro incentiva. Fino a quando si confida nel buon senso, non se ne esce
Infatti quello che ha chiesto un mio ex collega al responsabile commerciale era il perchè non assumessero qualcuno di giovane e bravo per fare lo stesso lavoro (probabilmente anche meglio) invece di quella appena andata in pensione, la risposta è stata "perchè conviene"
 
Provo a dirti la mia personale esperienza. Io lavoravo per una azienda sui 5000 dipendenti, quotata in borsa nel settore acque potabili, reflue, gas, elettricità e rifiuti. Avevo già maturato il diritto alla pensione, ma non ancora il massimo. Il mio lavoro mi piaceva abbastanza e non avevo fretta di scappare, insomma altri tre o quattro anni li avrei fatti tranquillo.
Ma un bel giorno mi chiama l'ufficio personale, so che hanno bisogno per le quotazioni di borsa di diminuire il personale, mi chiedono se voglio andare in pensione e rifiuto. Però loro mi spiegano che sono disposti ad offrire una cifra aggiuntiva, e sostanziosa, alla liquidazione ed a sottoscrivere un contratto di consulenza di un anno in attesa di un mio sostituto al momento impegnato in altro impianto del gruppo destinato alla chiusura. Ci accordiamo per la cifra e, praticamente senza soluzione di continuità passo da dipendente a partita IVA. Al termine del primo anno mi richiedono per un ulteriore anno, io tentenno e sparo un aumento del 30%, non fanno una piega e proseguo a tempo pieno per un altro anno ed altri due invece con un solo giorno alla settimana.
Ho continuato perciò a svolgere il lavoro di prima e che avrei fatto da dipendente senza l'offerta fattami, non ho rubato il posto a nessuno e non l'ho fatto per nostalgia o per mancanza di interessi.
Ciò che ha determinato la mia scelta è stata la politica di riduzione dei dipendenti del mio gruppo e la paura di nuove variazioni dei requisiti per la pensione.
Ora ho comunque una pensione abbastanza buona ma inferiore di trecento euro circa a quella che avrei maturato da dipendente, i quattro anni di versamenti come partita Iva non mi daranno nulla in futuro pertanto il guadagno l'ho avuto, ma non quanto si possa immaginare di primo acchito.
E comunque quasi tutte le grosse aziende offrono incentivi all'esodo, ma solo a pochi offrono poi contratti di consulenza, questo è stato da parte mia l'aspetto più gratificante che mi spinse ad accettare.
Insomma il problema non sono gli ex dipendenti ora consulenti, ma dei criteri che spingono le aziende su questa strada.
Ognuno ha le proprie storie, io ho parlato specificatamente di persone che chiedono di tornare perchè a casa non sanno cosa fare o non vogliono sentire la moglie tutto il giorno.
Gli ultimi due esempi sono di due persone non particolarmente brillanti (non degli stupidi ma nemmeno Einstein reincarnati dei quali non si possa assolutamente fare a meno), uno dei due addirittura è stato cambiato di ufficio e quindi gli si è dovuto affiancare uno per spiegargli la procedura. Ma prendere uno giovane no? Ma un po' di amor del prossimo e delle migliaia di giovani disoccupati non devono avercelo certe persone? Evidentemente all'azienda che lo ha ripreso (che non fa altro che fare body rental) costa meno perchè "vende" una persona con "esperienza" che invece magari si accontenta di quattro soldi pur di passare la giornata.
Poi ho visto anche dirigenti rientrare, passando nei corridoi li ho visti prendere sonno davanti al pc con la mano sul mouse
 
Diciamo che prendere un giovane che costi poco e che sappia quel che sanno loro è impossibile, quindi molte di queste cose accadono per volere dell'azienda stessa. Poi il fatto che a casa si deprimerebbero solamente....aiuta.
L'azienda come sempre cerca di lucrare su tutto e tutti ovvio, pagare poco uno con esperienza è il sogno.... vedi quanti apprendisti cercano che però sappiano le lingue, qualche anno di esperienza in svariati campi e che siano laureati. Ma se non trovassero nessuno disposto a farlo potrebbero farlo? I pensionati invece non potrebbero mettersi un mano sulla coscienza e capire che il loro lo hanno dato e che è ora che si facciano da parte e che si trovino un hobby? Vogliono ancora prendersi qualcosa? Li leggono i giornali? Lo sanno che un ventenne o trentenne di oggi tra precariato cazzi e ammazzi la pensione la vedrà FORSE a 80 anni (mica come i 62-63 di alcuni fortunati che vedo andare adesso)
 
Dipende secondo me delle aziende di quale settore stiamo parlando, il mio è quello IT che offre consulenze e prodotti ai clienti, non è un tipo di azienda che può permettersi di sottopagare il personale, non dargli formazione, e se si rivolge a figure in pensione è per super consulenze in conoscenze che in azienda non si hanno e forse non vale neanche la pena averle, spesso sono su tecnologie o troppo specifiche e poco usate o vecchie. Società del IT che non lavorano così a fine anni 90 ne eravamo pieni, ma la maggior parte sono chiuse da anni. In altri settori vedo che le situazioni non sono spesso così, però credo che il tempo che un azienda debba pensare solo al utile e poco al personale sia finita, anche perché su basi del genere ti trovi a lottare con realtà di paesi a costo basso di manovalanza e hai poco da fare contro questi
 
Io sono il solo fisico solo in servizio in un policlinico universitario IRCCS che si occupi della radioterapia oncologica, e non posso assentarmi per portare mio padre (85nne e senza patente) che deve essere trattato in un`altra radioterapia per un adenocarcinoma polmonare...

E porca troia così mi ammosci. Auguri per il tuo papà max. Speriamo che l'età lo aiuti.
 
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