Io per tutta l'infanzia, l'adolescenza e fino agli inizi dell'età adulta ho avuto papà e mamma "regolamentari", nonni e un tot di zii e cugini assortiti che frequentavo assiduamente.HomerJ-2 ha scritto:E' vero, però il bambino poi deve andare a scuola, deve confrontarsi con i compagni, gli amici...
A scuola, però non mi hanno risparmiato insulti e sbeffeggi. Ero di volta in volta il "terrone", il "marocchino", il "cicciobomba", il "quattrocchi", il "poco di buono" e perfino "quello che non è venuto neanche alla settimana bianca". E sono sopravvissuto senza turbe o traumi, ma imparando anzi a rifiutare i pregiudizi in quanto tali.
Forse è vero che la società non è ancora pronta, ma se non cominciamo da qualche parte non lo sarà mai...
PS - Se proprio devo preoccuparmi per un bambino, lo faccio per quello figlio di genitori separati, che lo usano come "ostaggio", o per quello che, orfano di uno o di entrambi, deve mendicare ciò di cui ha bisogno dalle stesse istituzioni che lo snobbano per dedicarsi a sentenziare sulle preferenze sessuali del prossimo.