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Sempre meglio

perdonami ma io già fatico ad accettare dei confini politici dettati da trattati di pace scaturiti da delle guerre ,capisco ancora di meno il dover essere costretto ad accettare dei presunti valori comuni che credo si basino su un assunto prettamente occidentale di intendere le cose. Io accetto il rispetto delle leggi ma dettami culturali non mi sento necessariamente di doverli sottoscrivere
 
ALGEPA ha scritto:
. Io accetto il rispetto delle leggi ma dettami culturali non mi sento necessariamente di doverli sottoscrivere

Già il rispetto delle leggi implica il sottostare a certi dettami culturali. Almeno, a me hanno insegnato che quando si entra in casa d'altri si chiede permesso, si sta in piedi in silenzio col cappello in mano e ci si siede solo quando il padrone di casa ti dice "accomodati". E anche allora, ci si siede, non ci si stravacca.....
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
. Io accetto il rispetto delle leggi ma dettami culturali non mi sento necessariamente di doverli sottoscrivere

Già il rispetto delle leggi implica il sottostare a certi dettami culturali. Almeno, a me hanno insegnato che quando si entra in casa d'altri si chiede permesso, si sta in piedi in silenzio col cappello in mano e ci si siede solo quando il padrone di casa ti dice "accomodati". E anche allora, ci si siede, non ci si stravacca.....

beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato
 
ALGEPA ha scritto:
beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato

Se andiamo in cerca delle guerre puniche non la finiamo più.
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato

Se andiamo in cerca delle guerre puniche non la finiamo più.

il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.
 
ALGEPA ha scritto:
il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.

Ah..... avevo capito male, pensavo non ti riferissi allo specifico ma a fatti più generali. Comunque cambia poco, è passato mezzo secolo e il colonialismo è finito, concettualmente è lo stesso delle guerre puniche. Se non ci si mette in testa di definire i rapporti interetnici su basi di reciproco rispetto, ma soprattutto di rispetto delle leggi delle comunità ospitanti, IMHO va a finire male per tutti.
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.

Ah..... avevo capito male, pensavo non ti riferissi allo specifico ma a fatti più generali. Comunque cambia poco, è passato mezzo secolo e il colonialismo è finito, concettualmente è lo stesso delle guerre puniche. Se non ci si mette in testa di definire i rapporti interetnici su basi di reciproco rispetto, ma soprattutto di rispetto delle leggi delle comunità ospitanti, IMHO va a finire male per tutti.

scusa non avevo specificato io in effetti..secondo me nello specifico dei casi presentatisi in europa di terrorismo non si tratta di fenomeni legati all'immigrazione come noi la intendiamo,ovvero quelli con i barconi e via dicendo, lo spunto mi è venuto dal fatto che ad esempio, e fortunatamente, nel nostro paese non abbiamo ancora avuto atti del genere, e non credo che la nostra intelligence sia superiore a quella francese o inglese da sventare sempre possibili attentati
 
ALGEPA ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
. Io accetto il rispetto delle leggi ma dettami culturali non mi sento necessariamente di doverli sottoscrivere

Già il rispetto delle leggi implica il sottostare a certi dettami culturali. Almeno, a me hanno insegnato che quando si entra in casa d'altri si chiede permesso, si sta in piedi in silenzio col cappello in mano e ci si siede solo quando il padrone di casa ti dice "accomodati". E anche allora, ci si siede, non ci si stravacca.....

beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato

Se la vogliamo buttare sul passato,
tanto per dirne una .....
I ragazzi sono stati nelle penisola Iberica fino al 1492,
alla faccia di Spagnoli e Portoghesi e anche qualche decennio
in Francia
 
ALGEPA ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato

Se andiamo in cerca delle guerre puniche non la finiamo più.

il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.
io avevo 11 anni allora e della indipendenza dalla Francia da parte dell'algeria ho solo pochissimi ricordi. Ricordo invece più o meno in quel periodo la cacciata degli italiani dalla Tunisia e dalla Libia. due ne conobbi personalmente quando rifugiarono a Bologna lasciando in Africa tutti i loro beni.
Il colonialismo è certamente un sopruso e cercare l'indipendenza è sacrosanto, ciò comunque avviene nel contesto di guerre di liberazione e, una volta raggiunto l'obbiettivo, occorre riprendere le regole di civile convivenza nei rapporti internazionali.
Tra l'altro il colonialismo, oltre a reati indecenti quali l'uso dei gas da parte italiana non ricordo se in Etiopia od Abissinia, ha comunque portato anche cose positive a livello di infrastrutture, di agricoltura ecc. che poi sono rimaste a parziale risarcimento.
Non è possibile e nemmeno credibile che l'astio nei confronti dello stato Francese e dell'Europa in genere sia da attribuirsi a fatti di più di 50 anni fa lo dimostra tra l'altro il riferimento ad Al Qaeda o all'Isis. Mi pare molto più credibile che sia una risposta agli impegni delle aviazioni europee dalla Libia alla Siria ecc ed agli appoggi militari ai curdi che si oppongono all'Is.
In questo scenario poi ci sono i tanti ragazzi sbandati delle banlieu che, sentendosi emarginati ed anche mal sopportati, iniziano un personale percorso di violenza che poi, per molti di loro, li porta ad aderire ad un progetto di violenza totale nei confronti di tutti gli altri diversi dai guerrieri in nero.
Spesso infatti chi è propenso alla violenza è attratto da ideali che gli consentano di esercitarla persino nella convinzione che questa sia giusta e necessaria. Succedeva così anche nelle nostre carceri al finire degli anni '70 con detenuti comuni che andavano ad ingrossare le fila delle BR oppure dei NAR.
Sulle ragioni poi che spingono tanti ragazzi immigrati di 2 o 3° generazione a non integrarsi purtroppo penso che l'immagine che ha l'Is delle decapitazioni in diretta sia di raccapriccio per esseri normali, ma una motivazione assoluta per chi pregusta già di poterla esercitare a sua volta contro esseri inermi.
E' comunque una faccenda durissima da qualsiasi parte la si consideri
 
le scene d'intervento molto televisive, dovrebbero lasciare qualche interrogativo in più...la modalità assomiglia infatti più ad un videogioco che non alla realtà...
 
ALGEPA ha scritto:
il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.
io ero molto piccolo

sommessamente osservo che comunque non ci sono canadesi, australiani o indiani che compiono attentati in Gran Bretagna
non ci sono africani del Kalahari che compiono attentati a Berlino
non ci sono argentini, cileni o panamensi che compiono attentati a Madrid, né brasiliani che attaccano Lisbona

a Mosca gli attentati non li fanno i polacchi ma i ceceni.
 
Charlie Hebdo, dopo l'attentato Anonymous minaccia vendetta

Non capisco in che modo

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-attacco-charlie-hebdo/charlie-hebdo-dopo-l-attentato-anonymous-minaccia-vendetta_2088488-201502a.shtml

"Temeteci": scrivono gli hacker, che si schierano per la libertà di espressione, alla fine di un comunicato che hanno pubblicato in Rete

19:25 - In un comunicato pubblicato in Rete, Anonymous promette vendetta contro i terroristi condannando l'attentato alla redazione di Charlie Hebdo e schierandosi per la libertà di espressione. Gli hacker scrivono: "Aspettatevi una reazione massiccia e frontale da parte nostra perché la battaglia per la difesa di queste libertà è la base stessa del nostro movimento".

Charlie Hebdo, dopo l'attentato Anonymous minaccia vendetta
IL COMUNICATO DI ANONYMOUS:

Messaggio ai nemici della libertà d'espressione

Il 7 gennaio 2015, la libertà d?espressione ha subito un assalto disumano. Dei terroristi hanno fatto irruzione nei locali di questo giornale e hanno ucciso a sangue freddo dei disegnatori, dei giornalisti e dei poliziotti. Gli assassini sono ancora in fuga. Distrutti, scioccati, noi non possiamo cadere. È nostro dovere reagire.

Prima di tutto ci teniamo a fare le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime di questo atto laido e abietto. Noi siamo stati tutti molto colpiti dalla scomparsa di Cabu, Charb, Tignous e Wolinski, dei giganti dell?illustrazione che hanno lasciato, con il loro talento, un segno indelebile nella storia della stampa e che sono morti per la sua libertà. Noi non dimentichiamo le altre vittime uccise nell?attacco che si sono trovate sulla strada di questi assassini, come non dimentichiamo chi ancora lotta per la propria vita.

Ci sembra chiaro che certe persone non vogliono, in un mondo libero, questo diritto inviolabile e sacro di esprimere, in qualsivoglia maniera la propria opinione. Anonymous non permetterà mai che questo diritto sia minacciato dall?oscurantismo e dal misticismo. Noi combatteremo sempre e dovunque i nemici della libertà d?espressione. Charlie Hebdo, realtà storica del giornalismo satirico, è stata presa come bersaglio. Anonymous ha il compito di ricordare a ogni cittadino che la libertà di stampa è uno dei prinicipi fondamentali dei paesi democratici. La libertà d?opinione, di esprimersi e di poter pubblicare degli articoli senza minacce né restrizioni è un diritto inalienabile. Anonymous ha sempre combattutto gli oppositori di questo diritto e non ammetterà mai che un individuo sia ucciso laidamente per aver pubblicato un articolo, un disegno, un?opinione...

La libertà di espressione e d?opinione è una cosa che non siamo disposti a negoziare, attacare questa è attaccare la democrazia. Aspettatevi una reazione massiccia e frontale da parte nostra perché la battaglia per la difesa di queste libertà è la base stessa del nostro movimento.

Noi siamo legione. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Temeteci.
 
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