ALGEPA ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
beh certo se io busso ed entro in casa di qualcun altro e mi stravacco sul divano senza essere invitato non mi sembra culturalmente educato, però magari poi mi potrei anche ricordare che per qualche secolo quello dio cui ora sono entrato in casa ha buttato già la porta di casa mia,se l'è presa e mi ha ridotto a suo cameriere sfruttandomi per una presunta superiorità culturale, per poi riandarsene e con il sorriso dicendomi che tanto il passato è passato
Se andiamo in cerca delle guerre puniche non la finiamo più.
il 5 luglio del 1962 non mi sembra il periodo delle guerre puniche, e forse qualcuno qui di noi era anche vivo e vegeto.
io avevo 11 anni allora e della indipendenza dalla Francia da parte dell'algeria ho solo pochissimi ricordi. Ricordo invece più o meno in quel periodo la cacciata degli italiani dalla Tunisia e dalla Libia. due ne conobbi personalmente quando rifugiarono a Bologna lasciando in Africa tutti i loro beni.
Il colonialismo è certamente un sopruso e cercare l'indipendenza è sacrosanto, ciò comunque avviene nel contesto di guerre di liberazione e, una volta raggiunto l'obbiettivo, occorre riprendere le regole di civile convivenza nei rapporti internazionali.
Tra l'altro il colonialismo, oltre a reati indecenti quali l'uso dei gas da parte italiana non ricordo se in Etiopia od Abissinia, ha comunque portato anche cose positive a livello di infrastrutture, di agricoltura ecc. che poi sono rimaste a parziale risarcimento.
Non è possibile e nemmeno credibile che l'astio nei confronti dello stato Francese e dell'Europa in genere sia da attribuirsi a fatti di più di 50 anni fa lo dimostra tra l'altro il riferimento ad Al Qaeda o all'Isis. Mi pare molto più credibile che sia una risposta agli impegni delle aviazioni europee dalla Libia alla Siria ecc ed agli appoggi militari ai curdi che si oppongono all'Is.
In questo scenario poi ci sono i tanti ragazzi sbandati delle banlieu che, sentendosi emarginati ed anche mal sopportati, iniziano un personale percorso di violenza che poi, per molti di loro, li porta ad aderire ad un progetto di violenza totale nei confronti di tutti gli altri diversi dai guerrieri in nero.
Spesso infatti chi è propenso alla violenza è attratto da ideali che gli consentano di esercitarla persino nella convinzione che questa sia giusta e necessaria. Succedeva così anche nelle nostre carceri al finire degli anni '70 con detenuti comuni che andavano ad ingrossare le fila delle BR oppure dei NAR.
Sulle ragioni poi che spingono tanti ragazzi immigrati di 2 o 3° generazione a non integrarsi purtroppo penso che l'immagine che ha l'Is delle decapitazioni in diretta sia di raccapriccio per esseri normali, ma una motivazione assoluta per chi pregusta già di poterla esercitare a sua volta contro esseri inermi.
E' comunque una faccenda durissima da qualsiasi parte la si consideri