<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Se Atene piange, Sparta non ride... | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

Se Atene piange, Sparta non ride...

Ti dirò, sono affettivamente legato alla Sicilia e penso di conoscere molto bene sia i luoghi che le persone.

Non ho parlato di standard qualitativi né del costo del trasporto

Assodato invece il livello di assenteismo nel 2007-2008 per la fabbrica che produceva le Lancia Y, con costo maggiore di circa 1000 euro cad rispetto a macchine simili assemblate in Polonia
assodato da chi? fonte? quindi i 1000 euro rispetto a tichy erano dovuti all'assenteismo (peraltro, eventualmente, non prerogativa esclusiva di termini) o altro? credo che tichy risultasse più economica di qualsiasi stabilimento italiano, nord compreso (chiusure anche lì, del resto...), a questo punto assenteismo anche lì dovrei supporre?!!
Nessun intento di giudicare intere famiglie né di applicare proprietà transitive. Tua illazione immotivata

Ciò posto, nessuna comprensione per chi si assentava dal lavoro per seguire la squadra in trasferta, né per chi (ancora oggi) vive "alle spalle" degli altri
Mi verrebbe da dirti di fare nomi e cognomi, invece di tirare il sasso e poi nascondere la mano con queste frecciatine velenose. Ma meglio lasciar perdere, lasciarti nel brodo dei tuoi pregiudizi e chiuderla qui, come del resto mi pareva di aver già scritto, prima che ti sentissi "investito" del dovere di rilanciare e ribattere a tutti i costi. Amen.
(Non) passo e chiudo.
 
Ultima modifica:
Ecco un altro che ha comprato cinese, di cosa mi dovrei assolvere, quali luoghi comuni, dimmene qualcuno perchè i luoghi comuni sono i vostri come si evince dal tuo altro post a cui evito accuratamente di rispondere perchè si finirebbe su di un terreno proibito dal forum e che, perdonami, hai tranquillamente ignorato.
E non dire che il tuo era un discorso generale perchè va a colpire direttamente chi per suoi insindacabili motivi ha fatto un determinata scelta. Per concludere non entrerò più nell'argomento, e non entrando nel terreno politico, cito soltanto un vecchio proverbio:

Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io​

Ad maiora
Come Volevasi Dimostrare. Detto questo, mi astengo da qualsiasi commento/risposta e ti consiglio una bella tisana calmante.
Adios.
 
Ultima modifica:
comunque, sperando di poter finalmente tornare in topic, e leggendo la storia di poissy (https://en.wikipedia.org/wiki/Stellantis_Poissy_Plant ) viene un po' la stessa malinconia che si ha leggendo la storia di molti stabilimenti storici italiani, e dopo italia e francia, anche la germania sta avviandosi in quella pericolosa direzione (leggevo qualche giorno fa le indiscrezioni riguardo gli esiti degli ultimi cda di vag, secondo cui il modello non sarebbe più sostenibile e si stanno cercando collaborazioni coi cinesi, come appunto già fatto da stellantis e renault). Chiaro che vincere la battaglia dei costi coi cinesi sia impossibile, forse dovremmo un po' studiare l'esempio dei cugini spagnoli, che sentono assai meno la crisi del settore.
 
In Germania nel 2025 più di 120.000 persone hanno perso un posto di lavoro.., molte aziende (soprattutto nel settore automobilistico) sono in grave crisi..
In 22.000 aziende industriali tedesche il fatturato è diminuito notevolmente nel giro di tre anni..

Fallimenti aziendali e percentuale di imprese fallite, sul totale delle imprese dal 2010 al 2025

S56-1-25.jpg



Secondo le statistiche sull'insolvenza dell'Ufficio federale di statistica, nel 2025 in Germania 24.064 imprese hanno presentato istanza di insolvenza, 2.252 in più rispetto al 2024. Il numero dei fallimenti è quindi aumentato del 10,3%. Si tratta di un aumento inferiore rispetto ai due anni precedenti (2024: +22,4%, 2023: +22,1%). Il 40% delle imprese che hanno dichiarato fallimento era presente sul mercato da almeno 8 anni.
Il numero di fallimenti ogni 1.000 imprese esistenti secondo il registro delle imprese è salito da 6,2 nel 2024 a 6,8. Oltre alle 24.064 imprese, più di 25.000 ex lavoratori autonomi, che hanno debiti derivanti dalla precedente attività autonoma, hanno presentato istanza di fallimento.

Nonostante l'aumento, i fallimenti rappresentano una forma rara di chiusura aziendale. Nel 2025 sono state cessate complessivamente circa 277.000 imprese commerciali e, secondo le stime, 90.000 attività liberali. Se tutti i fallimenti portassero alla liquidazione aziendale, poco meno del 7% di tutte le chiusure aziendali sarebbe dovuto a una richiesta di fallimento. Se si considerano anche le procedure di insolvenza degli ex lavoratori autonomi che potrebbero aver cessato la loro attività già prima del 2025, questa percentuale sale al 13%.

ifm-bonn.org
 
Una grossa azienda metalmeccanica tedesca, con filiale italiana operativa da una ventina d'anni, nel 2025 per crisi di fatturato ha ridotto il personale di circa 200 unità (nell'hinterland padovano)
 
Come Volevasi Dimostrare. Detto questo, mi astengo da qualsiasi commento/risposta e ti consiglio una bella tisana calmante.
Adios.
toh, guarda chi si vede, ne è passato di tempo, stavi forse cercando argomenti per rispondere, che non hai trovato per chiudere con un "come volevasi dimostrare" che non ha ne capo ne coda. comunque chi sei per permetterti di "consigliarmi" una tisana calmante, se qui c'è qualcuno nervosetto non sono certo io.
vuoi tornare in topic? bene, però ricordati che sei stato tu ad uscirne.
Vedi, non volevo rispondere per rispetto dei moderatori che avevano giustamente redarguito a non uscire dal seminato, ma l'offesa personale, non l'accetto e chiudo con un'altra citazione questa del sommo poeta "non ragioniam di lor ma guarda e passa"
 
toh, guarda chi si vede, ne è passato di tempo, stavi forse cercando argomenti per rispondere, che non hai trovato per chiudere con un "come volevasi dimostrare" che non ha ne capo ne coda. comunque chi sei per permetterti di "consigliarmi" una tisana calmante, se qui c'è qualcuno nervosetto non sono certo io.
vuoi tornare in topic? bene, però ricordati che sei stato tu ad uscirne.
Vedi, non volevo rispondere per rispetto dei moderatori che avevano giustamente redarguito a non uscire dal seminato, ma l'offesa personale, non l'accetto e chiudo con un'altra citazione questa del sommo poeta "non ragioniam di lor ma guarda e passa"
Vedo che hai voglia di continuare a scatenare flame inutili e assolutamente privi di fondamento. Mi verrebbero da dirti tante cosucce, ma non cadrò nel tuo tranello.
Non posso quindi che confermare: ADIOS.
Punto.
 
Ultima modifica:
MOD : finiamola con queste continue punzecchiature e battute, alla prossima (che può anche essere velata come queste ultime) come moderazione valuteremo quello da fare.
 
comunque, sperando di poter finalmente tornare in topic, e leggendo la storia di poissy (https://en.wikipedia.org/wiki/Stellantis_Poissy_Plant ) viene un po' la stessa malinconia che si ha leggendo la storia di molti stabilimenti storici italiani, e dopo italia e francia, anche la germania sta avviandosi in quella pericolosa direzione (leggevo qualche giorno fa le indiscrezioni riguardo gli esiti degli ultimi cda di vag, secondo cui il modello non sarebbe più sostenibile e si stanno cercando collaborazioni coi cinesi, come appunto già fatto da stellantis e renault). Chiaro che vincere la battaglia dei costi coi cinesi sia impossibile, forse dovremmo un po' studiare l'esempio dei cugini spagnoli, che sentono assai meno la crisi del settore.
Tutta l'Europa si sta avviando in quella direzione, non è una questione di singoli Paesi. Al netto di qualche joint-venture coi cinesi, sarà proprio la Cina a dettare legge nei prossimi decenni. E non solo per una questione di mera tecnologia. Come riportato in un ottimo e illuminante articolo sulla pagina online di 4Ruote, la questione è anche (secondo me soprattutto) di tipo socio-culturale. La Cina non si vergogna a mettere l'auto al centro della scena tecnologica e dello sviluppo economico. L'Europa invece l'ha di fatto martirizzata, distruggendo tutto ciò che le gravita attorno. Non sto a spiegare i motivi, perché credo siano abbastanza chiari.

 
Tutta l'Europa si sta avviando in quella direzione, non è una questione di singoli Paesi. Al netto di qualche joint-venture coi cinesi, sarà proprio la Cina a dettare legge nei prossimi decenni. E non solo per una questione di mera tecnologia. Come riportato in un ottimo e illuminante articolo sulla pagina online di 4Ruote, la questione è anche (secondo me soprattutto) di tipo socio-culturale. La Cina non si vergogna a mettere l'auto al centro della scena tecnologica e dello sviluppo economico. L'Europa invece l'ha di fatto martirizzata, distruggendo tutto ciò che le gravita attorno. Non sto a spiegare i motivi, perché credo siano abbastanza chiari.


sarebbe da capire quale sarebbe la ricetta per ricreare un clima culturale che riavvicini le persone all'automobile.
 
sarebbe da capire quale sarebbe la ricetta per ricreare un clima culturale che riavvicini le persone all'automobile.
Beh intanto smetterla di additarla quale male assoluto per l'ambiente, e già lì si otterrebbe un enorme primo risultato. Poi finirla con il riportare sempre e in modo martellante gli esempi di "mobilità del Nord Europa" come panacea per tutti i mali dato che dietro questa espressione si cita in pratica solo quella olandese, ma passare a un più pragmatico studio dei flussi di traffico, infrastrutture, servizi pubblici ove possibile, eccetera. Invece attualmente questi studi finiscono tutti per concludere: "andate in bicicletta" o peggio sui trabiccoli elettrici, mentre è evidente che ciò non sia possibile al 100%. Per non dire poi di iniziative dichiaratamente ostili, come fanno certe Amministrazioni locali.
In Cina, come riporta correttamente l'articolo, c'è l'entusiasmo (come c'era da noi non più tardi di 10-15 anni fa), da noi la distruzione. E il risultato si vede anche nel design, perché io ci metto la mano sul fuoco che molto presto le auto che vedremo protagoniste a Villa d'Este, nella sezione auto contemporanee, saranno cinesi.
 
Beh intanto smetterla di additarla quale male assoluto per l'ambiente, e già lì si otterrebbe un enorme primo risultato. Poi finirla con il riportare sempre e in modo martellante gli esempi di "mobilità del Nord Europa" come panacea per tutti i mali dato che dietro questa espressione si cita in pratica solo quella olandese, ma passare a un più pragmatico studio dei flussi di traffico, infrastrutture, servizi pubblici ove possibile, eccetera. Invece attualmente questi studi finiscono tutti per concludere: "andate in bicicletta" o peggio sui trabiccoli elettrici, mentre è evidente che ciò non sia possibile al 100%. Per non dire poi di iniziative dichiaratamente ostili, come fanno certe Amministrazioni locali.
In Cina, come riporta correttamente l'articolo, c'è l'entusiasmo (come c'era da noi non più tardi di 10-15 anni fa), da noi la distruzione. E il risultato si vede anche nel design, perché io ci metto la mano sul fuoco che molto presto le auto che vedremo protagoniste a Villa d'Este, nella sezione auto contemporanee, saranno cinesi.

io ti posso dire la mia stretta e personale esperienza, sono stato sempre appassionato seguendo l'esempio di mio padre, dopo 30 anni di patente continuo ad esserlo ma non apprezzo più la circolazione quotidiana, quindi vivo la passione in maniera diciamo astratta (o motorsport), come uno appassionato di aerei che non ha bisogno di avere un aereo per esserlo. Ma come sono arrivato a questo? perchè almeno per come uso io l'auto il piacere è andato a farsi friggere, traffico tentacolare, arroganza degli altri automobilisti , e come me mio padre e anche altri che conosco.
Quindi almeno per come la vedo io l'auto non è il male ma se non si fa qualcosa per rendere la vita automobilistica un piacere come immagino lo fosse nel dopoguerra o durante il boom ( da quando ho la patente io ,metà anni 90 era già un gran casino e si è andato solo a peggiorare ) tanta gente si distaccherà sempre più , quindi sicuramente ci dovrà essere un cambiamento di atteggiamento del legislatore che deve avere un occhio meno severo verso l'auto, ma allo stesso tempo lo stesso deve entrare nell'ottica che l'automobile se deve essere una passione deve essere un piacere e che per far questo non si deve continuare con la ricetta degli ultimi 50 anni che a me sembra che non funzioni, e di parimenti mi permetto di dire che la passione non si può esplicitare esclusivamente nello stare seduto in auto e forse qui sono un poco meno d'accordo con tanti del forum per cui invece mi sembra di capire che è un piacere sempre stare in auto e non il come
 
Ultima modifica di un moderatore:
Back
Alto