A me pare pacifico che non vogliamo farci operare da un pasticciere, né affidare le finanze pubbliche ad un mimo.
Però mi pare altrettanto pacifico che scienziati, economisti e tecnici vari non possano rispondere a sé stessi, autonomi nel fissarsi l'agenda, inclusiva di direttive e limiti. I "tecnocrati" dovrebbero rispondere alle necessità della società degli esseri umani, cui si spera appartengano. E chi rappresenta le necessità e gli interessi della società, che si esprime nella sovranità dello stato, eventualmente allargata su un piano sovranazionale ( europa in luogo di Italia)? Proprio lui, il potere fino a pochi decenni orsono principe: quello politico democratico rappresentativo, che comandava tutti gli altri.
E proprio qui casca l'asino, almeno il mio... Perché é noto come sia offuscato ed indebolito il potere politico rappresentativo, che non comanda più nulla da nessuna parte; cosí come la sovranità nazionale, che ne era caposaldo, ed é stata appaltata a quella sovra- ed internazionale che, velleità realmente politiche ne ha sempre avute assai meno.
Tutto appaltato al mercato che, opportunamente globalizzato, impone regole proprie, omogenee per tutti ed inderogabili, in disobbedienza delle quali qualsiasi Stato viene irrevocabilmente relegato ai margini, in quarantena, come non competitivo e poco appetibile per il mercato, finendo così privo di risorse economiche e finanziarie, privo di occupazione - desertificato in poco tempo, ed infine commissariato dall'autorità superiore, che per il mercato lavora.
E lá dove la politica degli esseri umani non esiste più, si accomoda il mercato delle multinazionali che fatturano più dei pil nazionali: in tutte le postazioni dove ci sono leve di comando. Quindi nelle postazioni legislative, in quelle economiche, ed anche in quelle scientifiche, che trainano una buona parte di ricerca e finanziamenti.
La soluzione? Boh... Non credo ce ne siano di razionali. Io credo che per compromettere questo equilibrio cosí ... equilibrato, stabile, eppure tendente verso una brutta china, che tuttavia a pochi intimi potentissimi giova moltissimo, ci voglia non tanto una proposizione razionale e deliberata di cambiar rotta, che non sarebbe mai abbastanza potente, compatta ed incorruttibile da sopravvivere alle pressioni delle lobbies, che oggi scrivono perfino la legge.
Ci vuole una crisi per cui questo equilibrio imploda ( ora stiamo sí implodendo, ma troppo lentamente ) ed azzeri tutto, costringendoci a rfondarci. Un po'di sana entropia a dare una bella rimescolata al mazzo.
Chi ha detto guerra??
