<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Scola : no al mito della tecnocrazia | Il Forum di Quattroruote

Scola : no al mito della tecnocrazia

In controtendenza al mito imperante , secondo il quale il diritto di parola -e di decisione- è riservato ai tecnocrati delle varie discipline , il card Scola mette in guardia contro i rischi di tale supremazia. Il primato acritico della tecnocrazia , secondo il cardinale , non solo recherebbe danno alla democrazia e al diritto di pensiero e parola di ogni cittadino , ma anche potrebbe condurre ad una pericolosa semplificazione della realtà , tale da allontanare la soluzione dei complessi problemi legati al mondo globale di oggi e ad una estremizzazione delle soluzioni .
Scola auspica invece un nuovo umanesimo che , rimettendo al centro l'uomo e la sua responsabilità , possa pensare un modello alternativo all?egoismo , a partire da un approfondimento del bisogno umano , in modo da poter affrontare i grandi problemi del mondo globale senza semplificazioni e prese di posizione , si pensi per esempio all'ambiente , estreme e controproducenti.

Personalmente trovo il discorso del Cardinale molto interessante e attuale.

http://www.resegoneonline.it/articoli/Sant-Ambrogio-il-discorso-del-cardinale-Scola-alla-citt-e-alla-diocesi-20131206/
 
Interessante, condivisibile e plausibile (nel vero senso della parola: "da applaudire").
L'essere umano e le sue responsabilità, tanto nel fare quanto nell'omettere.
Tutti noi dobbiamo tenere sempre presente quali siano i nostri doveri, più che i nostri diritti.
Doveri etici innanzitutto.
 
maddeche! ha scritto:
Interessante, condivisibile e plausibile (nel vero senso della parola: "da applaudire").
L'essere umano e le sue responsabilità, tanto nel fare quanto nell'omettere.
Tutti noi dobbiamo tenere sempre presente quali siano i nostri doveri, più che i nostri diritti.
Doveri etici innanzitutto.

Essì , rimettendo l'uomo al centro , ora ingombrato da falsi miti e riflessi fuorvianti , logicamente si dovrebbe tornare alla responsabilità e quindi ai doveri , oggi omessi , oltre che ai diritti . Per i credenti questa necessità riguarda il creato di cui l'uomo con la sua coscienza prende responsabilità nel crescerlo e mantenerlo . Per i non credenti vi è una necessità , implicita nelle cose -de rerum natura- , di gestire la società e l'ambiente con equilibrio , senza appunto , cadere nei miti dello scientismo e della tecnocrazia , sua conseguenza (il)logica .
La semplificazione imperante trova comodo invece togliersi ogni responsabilità e delegare ad una concezione univoca di scienza e di scienziato , issati su un piedistallo ,ma avulsi dalla società e dai suoi bisogni reali , la gestione dei problemi , siano essi economici , politici , ecologici , per esempio la fame nel terzo mondo , o l'inquinamento e la crescente richiesta energetica . In questo modo spesso le risposte sono , come denuncia il card. Scola , stereotipate ed estremistiche e non adatte all'uomo .

http://www.asca.it/newsregioni-Card__Scola__evitare_ogni_tentazione_di__ecocentrismo_-1344646-Lombardia.html

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Ci vedo, a voler essere benevoli, un tardivo sussulto di incoerenza, se non un modo di adattarsi al nuovo inquilino argentino.

Le dinamiche negative che stigmatizza infatti a mio modo di vedere sono parecchio legate al meccanismo della globalizzazione, del mercato senza controllo, anzi del mercato che controlla gli stati e della conseguente perdita di sovranità e democrazia, che genera quindi tecnocrati che ovviamente rispondono a chi comanda, non all'uomo, ma ai capitali ed al mercato.

Un cavallo su cui il vaticano é rimasto accomodato a lungo e senza protestare, anzi perorandone la causa. Ora sembra in atto un cambio di rotta, ma la verginità non si rifà così in fretta.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Ci vedo, a voler essere benevoli, un tardivo sussulto di incoerenza, se non un modo di adattarsi al nuovo inquilino argentino.

Le dinamiche negative che stigmatizza infatti a mio modo di vedere sono parecchio legate al meccanismo della globalizzazione, del mercato senza controllo, anzi del mercato che controlla gli stati e della conseguente perdita di sovranità e democrazia, che genera quindi tecnocrati che ovviamente rispondono a chi comanda, non all'uomo, ma ai capitali ed al mercato.

Un cavallo su cui il vaticano é rimasto accomodato a lungo e senza protestare, anzi perorandone la causa. Ora sembra in atto un cambio di rotta, ma la verginità non si rifà così in fretta.

Bè , io mi limitavo a trovare interessanti i discorsi del card Scola su scienza , tecnocrazia e necessità di nuovo umanesimo . In questo caso l'imprimatur della Chiesa è quindi utile a rafforzare concezioni oggi , nel tempo del mito scientista e del potere ai tecnocrati , assolutamente minoritarie e sempre messe a tacere .
Un'analisi della Chiesa nel suo complesso e ancor più del Vaticano e delle sue leve di potere ed influenza , Ior in testa , richiederebbe un approfondimento più vasto , di cui non credo possedere i titoli e le informazioni sufficienti .
Sicuramente la contraddizione che tu citi , strapotere del mercato e della finanza e conseguente gestione del potere da parte di tecnocrati eterodiretti e partecipazione della chiesa a tale potere economico , è evidente e ben nota pure all'Argentino , il quale pare voglia metter mano a qualche riforma in proposito .
Resta il fatto che la Chiesa nella sua millenaria storia ha sempre posseduto i mezzi di dominio propri di ogni secolo che ha attraversato , per questo forse è sopravvissuta...
 
key-one ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Ci vedo, a voler essere benevoli, un tardivo sussulto di incoerenza, se non un modo di adattarsi al nuovo inquilino argentino.

Le dinamiche negative che stigmatizza infatti a mio modo di vedere sono parecchio legate al meccanismo della globalizzazione, del mercato senza controllo, anzi del mercato che controlla gli stati e della conseguente perdita di sovranità e democrazia, che genera quindi tecnocrati che ovviamente rispondono a chi comanda, non all'uomo, ma ai capitali ed al mercato.

Un cavallo su cui il vaticano é rimasto accomodato a lungo e senza protestare, anzi perorandone la causa. Ora sembra in atto un cambio di rotta, ma la verginità non si rifà così in fretta.

Bè , io mi limitavo a trovare interessanti i discorsi del card Scola su scienza , tecnocrazia e necessità di nuovo umanesimo . In questo caso l'imprimatur della Chiesa è quindi utile a rafforzare concezioni oggi , nel tempo del mito scientista e del potere ai tecnocrati , assolutamente minoritarie e sempre messe a tacere .
Un'analisi della Chiesa nel suo complesso e ancor più del Vaticano e delle sue leve di potere ed influenza , Ior in testa , richiederebbe un approfondimento più vasto , di cui non credo possedere i titoli e le informazioni sufficienti .
Sicuramente la contraddizione che tu citi , strapotere del mercato e della finanza e conseguente gestione del potere da parte di tecnocrati eterodiretti e partecipazione della chiesa a tale potere economico , è evidente e ben nota pure all'Argentino , il quale pare voglia metter mano a qualche riforma in proposito .
Resta il fatto che la Chiesa nella sua millenaria storia ha sempre posseduto i mezzi di dominio propri di ogni secolo che ha attraversato , per questo forse è sopravvissuta...

Non discuto che la Chiesa sia anche uno stato - multinazionale per necessità operativa - e come tale abbia bisogno di risorse proprie. Il male per me non sono le risorse proprie, né tantomeno ( almeno parzialmente) gli abusi che di queste risorse sono stati fatti ( vedi Ior appunto) .

Mi riferisco piuttosto, a monte, ad un concetto ideologico e politico che mi sembra aver mosso la chiesa, in tutto il XX secolo e fino ad oggi. Ovvero l'assecondamento ideologico delle tendenze del liberismo, della globalizzazione dei mercati e del predominio del mercato sull'umanesimo e sullo stato.

Queste sono dinamiche che si sono determinate tempo fa, si sono ormai consolidate da un pezzo, e su cui non ricordo allarmi della chiesa, che forse, dovendo scegliere, ha avuto ( non senza ragioni, sia chiaro) molta paura del comunismo, ma poi si é distratta quando il mondo é sconfinato nell'eccesso opposto, che sta generando danni anch'esso, proprio in tema di povertà, diseguaglianza, disumanizzazione, tutti temi a lei cari. Qualcuno dice che Gesú dovesse essere progressista. La chiesa forse lo é un po' meno.
Non tanto per sé stessa: troppo facile prendere di mira le sue sostanze, non ci casco, quanto nel modo di interpretare anche il resto del mondo, fuori le mura.

Anche la tecnocrazia del resto, anche quella di ambito scientifico, secondo me non é un "mito". É un cane da guardia messo lí da qualcuno, a presidiare i propri interessi lobbistici. É il mercato, ed a me pare che la chiesa ci sia andata a braccetto, ideologicamente parlando, quando questo cresceva. Ora che é diventato grande e grosso e un po' tirannello....
 
BelliCapelli3 ha scritto:
key-one ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Ci vedo, a voler essere benevoli, un tardivo sussulto di incoerenza, se non un modo di adattarsi al nuovo inquilino argentino.

Le dinamiche negative che stigmatizza infatti a mio modo di vedere sono parecchio legate al meccanismo della globalizzazione, del mercato senza controllo, anzi del mercato che controlla gli stati e della conseguente perdita di sovranità e democrazia, che genera quindi tecnocrati che ovviamente rispondono a chi comanda, non all'uomo, ma ai capitali ed al mercato.

Un cavallo su cui il vaticano é rimasto accomodato a lungo e senza protestare, anzi perorandone la causa. Ora sembra in atto un cambio di rotta, ma la verginità non si rifà così in fretta.

Bè , io mi limitavo a trovare interessanti i discorsi del card Scola su scienza , tecnocrazia e necessità di nuovo umanesimo . In questo caso l'imprimatur della Chiesa è quindi utile a rafforzare concezioni oggi , nel tempo del mito scientista e del potere ai tecnocrati , assolutamente minoritarie e sempre messe a tacere .
Un'analisi della Chiesa nel suo complesso e ancor più del Vaticano e delle sue leve di potere ed influenza , Ior in testa , richiederebbe un approfondimento più vasto , di cui non credo possedere i titoli e le informazioni sufficienti .
Sicuramente la contraddizione che tu citi , strapotere del mercato e della finanza e conseguente gestione del potere da parte di tecnocrati eterodiretti e partecipazione della chiesa a tale potere economico , è evidente e ben nota pure all'Argentino , il quale pare voglia metter mano a qualche riforma in proposito .
Resta il fatto che la Chiesa nella sua millenaria storia ha sempre posseduto i mezzi di dominio propri di ogni secolo che ha attraversato , per questo forse è sopravvissuta...

Non discuto che la Chiesa sia anche uno stato - multinazionale per necessità operativa - e come tale abbia bisogno di risorse proprie. Il male per me non sono le risorse proprie, né tantomeno ( almeno parzialmente) gli abusi che di queste risorse sono stati fatti ( vedi Ior appunto) .

Mi riferisco piuttosto, a monte, ad un concetto ideologico e politico che mi sembra aver mosso la chiesa, in tutto il XX secolo e fino ad oggi. Ovvero l'assecondamento ideologico delle tendenze del liberismo, della globalizzazione dei mercati e del predominio del mercato sull'umanesimo e sullo stato.

Queste sono dinamiche che si sono determinate tempo fa, si sono ormai consolidate da un pezzo, e su cui non ricordo allarmi della chiesa, che forse, dovendo scegliere, ha avuto ( non senza ragioni, sia chiaro) molta paura del comunismo, ma poi si é distratta quando il mondo é sconfinato nell'eccesso opposto, che sta generando danni anch'esso, proprio in tema di povertà, diseguaglianza, disumanizzazione, tutti temi a lei cari. Qualcuno dice che Dio era progressista, la chiesa un po' meno.

Anche la tecnocrazia del resto, anche quella di ambito scientifico, secondo me non é un "mito". É un cane da guardia messo lí da qualcuno, a presidiare i propri interessi lobbistici.

Il discorso si fa ,per così dire , interessante e meriterebbe , anche grazie alle tue centrate obiezioni , di andare lontano.
Per quanto riguarda l'ideologia politico/economica della Chiesa , occorre ricordare quale sforzo immane abbia fatto e con quale lentezza per passare dall'ancien regime , alla accettazione di uno stato , di una economia e di una ideologia liberale , dopo la rivoluzione francese e l'ascesa della borghesia sulla nobiltà . Ci mise più di un secolo la chiesa di Roma a rinunciare ai suoi privilegi feudali , al potere teocratico e al dominio assoluto sulle masse e infine per accettare le libertà "borghesi" , di stampa , di opinione , di voto ecc. ed anche l'economia liberista di mercato , al posto del dominio assoluto della gleba nella quale faceva a gara con la nobiltà per avere la supremazia .
Ora , dopo la parentesi del pericolo socialismo reale , da te giustamente ricordato , il Vaticano fatica non poco a seguire il secondo lato critico al sistema , ben sintetizzato da papa Woitila , nè comunismo , nè capitalismo , intendendo per tale soprattutto il superpotere della finanza e dei poteri forti sul destino e la libertà dell'intera umanità .
Si trova come impantanato e -hai ragione- ben accomodato su montagne di denaro e di proprietà che lo pongono come uno dei suddetti poteri forti all'interno dell'universo mondo e non certo ai suoi margini e quindi con ovvie difficoltà e contraddizioni a fare la critica al sistema (turbo)capitalismo . Tuttavia come ricorda la canzone colonna sonora dell'ottimo film di Moretti "Habemus papam " : todo cambia...

http://www.youtube.com/watch?v=Qbs9u79Uw74

http://www.youtube.com/watch?v=hf2cnIDyKL8
 
key-one ha scritto:
Il discorso si fa ,per così dire , interessante e meriterebbe , anche grazie alle tue centrate obiezioni , di andare lontano.
Per quanto riguarda l'ideologia politico/economica della Chiesa , occorre ricordare quale sforzo immane abbia fatto e con quale lentezza per passare dall'ancien regime , alla accettazione di uno stato , di una economia e di una ideologia liberale , dopo la rivoluzione francese e l'ascesa della borghesia sulla nobiltà . Ci mise più di un secolo la chiesa di Roma a rinunciare ai suoi privilegi feudali , al potere teocratico e al dominio assoluto sulle masse e infine per accettare le libertà "borghesi" , di stampa , di opinione , di voto ecc. ed anche l'economia liberista di mercato , al posto del dominio assoluto della gleba nella quale faceva a gara con la nobiltà per avere la supremazia .
Ora , dopo la parentesi del pericolo socialismo reale , da te giustamente ricordato , il Vaticano fatica non poco a seguire il secondo lato critico al sistema , ben sintetizzato da papa Woitila , nè comunismo , nè capitalismo , intendendo per tale soprattutto il superpotere della finanza e dei poteri forti sul destino e la libertà dell'intera umanità .
Si trova come impantanato e -hai ragione- ben accomodato su montagne di denaro e di proprietà che lo pongono come uno dei suddetti poteri forti all'interno dell'universo mondo e non certo ai suoi margini e quindi con ovvie difficoltà e contraddizioni a fare la critica al sistema (turbo)capitalismo . Tuttavia come ricorda la canzone colonna sonora dell'ottimo film di Moretti "Habemus papam " : todo cambia...

http://www.youtube.com/watch?v=Qbs9u79Uw74

http://www.youtube.com/watch?v=hf2cnIDyKL8

Si... suppongo che "nunc habemus papam socialistam". Probabilmente tutto il mondo aspetta di capire quanto sia immagine e quanto sia sostanza. Ma nel dubbio, la chiesa cattolica Usa ha già cominciato a tirargli le pietre. "Pauperista" - gli urlano, a confermare il ritardo ideologico accumulato dalla base. Vediamo che fa il rivoluzionario. Ma l'infrastruttura, prima di partire con i sermoni del nuovo corso, dovrebbe forse anteporre un poco di autocritica, e spiegare dove ha dormito fino ad ora.

Il gesuita mi pare l'unico a farlo: ha indubbiamente stile.
 
e' un discorso e' come tale ha i suoi limiti nella sua compilazione ...

lo spazio di manovra della chiesa cattolica si e' sempre piu' ridotto negli anni, certo ha ora due papi di cui uno si sforza di poter cambiare qualcosa...ma dubito riuscira'.

forse aumentera' il numero di chi va in chiesa non dei "cristiani"...
sempre che ancora se ne trovino in giro...
 
BelliCapelli3 ha scritto:
key-one ha scritto:
Il discorso si fa ,per così dire , interessante e meriterebbe , anche grazie alle tue centrate obiezioni , di andare lontano.
Per quanto riguarda l'ideologia politico/economica della Chiesa , occorre ricordare quale sforzo immane abbia fatto e con quale lentezza per passare dall'ancien regime , alla accettazione di uno stato , di una economia e di una ideologia liberale , dopo la rivoluzione francese e l'ascesa della borghesia sulla nobiltà . Ci mise più di un secolo la chiesa di Roma a rinunciare ai suoi privilegi feudali , al potere teocratico e al dominio assoluto sulle masse e infine per accettare le libertà "borghesi" , di stampa , di opinione , di voto ecc. ed anche l'economia liberista di mercato , al posto del dominio assoluto della gleba nella quale faceva a gara con la nobiltà per avere la supremazia .
Ora , dopo la parentesi del pericolo socialismo reale , da te giustamente ricordato , il Vaticano fatica non poco a seguire il secondo lato critico al sistema , ben sintetizzato da papa Woitila , nè comunismo , nè capitalismo , intendendo per tale soprattutto il superpotere della finanza e dei poteri forti sul destino e la libertà dell'intera umanità .
Si trova come impantanato e -hai ragione- ben accomodato su montagne di denaro e di proprietà che lo pongono come uno dei suddetti poteri forti all'interno dell'universo mondo e non certo ai suoi margini e quindi con ovvie difficoltà e contraddizioni a fare la critica al sistema (turbo)capitalismo . Tuttavia come ricorda la canzone colonna sonora dell'ottimo film di Moretti "Habemus papam " : todo cambia...

http://www.youtube.com/watch?v=Qbs9u79Uw74

http://www.youtube.com/watch?v=hf2cnIDyKL8

Si... suppongo che "nunc habemus papam socialistam". Probabilmente tutto il mondo aspetta di capire quanto sia immagine e quanto sia sostanza. Ma nel dubbio, la chiesa cattolica Usa ha già cominciato a tirargli le pietre. "Pauperista" - gli urlano, a confermare il ritardo ideologico accumulato dalla base. Vediamo che fa il rivoluzionario. Ma l'infrastruttura, prima di partire con i sermoni del nuovo corso, dovrebbe forse anteporre un poco di autocritica, e spiegare dove ha dormito fino ad ora.

Il gesuita mi pare l'unico a farlo: ha indubbiamente stile.

Non corriamo troppo con il papam socialistam :D , semmai per ora è un papa trasformista pauperista :lol:
A parte gli scherzi , resta il discorso di base e che non tutto è politica . Lo strapotere dello scientismo e della tecnocrazia riguarda non solo la politica e l'economia , che pure sono importanti , ma anche tutto il resto a partire dalla questione energetica e a finire con la concezione del ruolo che l'uomo deve avere nel mondo . E in quanto alla filosofia , la chiesa non ha molto da imparare da nessuno . E le tesi del cardinale , pronunciate proprio in occasione del lancio dell'expo 2015 , riguardano proprio il ruolo della scienza e della tecnologia come aiutanti dell'uomo e non come padroni dell'umanità .
 
Aerei Italiani ha scritto:
e' un discorso e' come tale ha i suoi limiti nella sua compilazione ...

lo spazio di manovra della chiesa cattolica si e' sempre piu' ridotto negli anni, certo ha ora due papi di cui uno si sforza di poter cambiare qualcosa...ma dubito riuscira'.

forse aumentera' il numero di chi va in chiesa non dei "cristiani"...
sempre che ancora se ne trovino in giro...

Chi può dirlo . Certo negli ultimi anni la popolarità del Vaticano , fra scandali vari , ha toccato veramente i minimi storici . Ora sembra risalire .
A me interessava , tuttavia , sottolineare la forza di alcune riflessioni filosofiche , in questo caso pronunciate dall' Arcivescovo di Milano , in cui la Chiesa forte della sua millenaria cultura , resta comunque maestra .
 
key-one ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' un discorso e' come tale ha i suoi limiti nella sua compilazione ...

lo spazio di manovra della chiesa cattolica si e' sempre piu' ridotto negli anni, certo ha ora due papi di cui uno si sforza di poter cambiare qualcosa...ma dubito riuscira'.

forse aumentera' il numero di chi va in chiesa non dei "cristiani"...
sempre che ancora se ne trovino in giro...

Chi può dirlo . Certo negli ultimi anni la popolarità del Vaticano , fra scandali vari , ha toccato veramente i minimi storici . Ora sembra risalire .
A me interessava , tuttavia , sottolineare la forza di alcune riflessioni filosofiche , in questo caso pronunciate dall' Arcivescovo di Milano , in cui la Chiesa forte della sua millenaria cultura , resta comunque maestra .

Io sono piu' terra terra e mi attento alla saggezza popolare "avuto la grazia, gabbato lo santo"....

E' indubbio che in tempi di crisi inizialmente la gente veda la chiesa come punto di riferimento di fronte allo sfacelo dello stato, ma se alle preghiere non seguiranno i fatti vale a dire lavoro, cibo, casa ect storicamente il popolo va nelle altre direzioni per procurarselo....
La posizione della chiesa cattolica italiana e' molto piu'delicata che in altri paesi non avendo piu' una classe politica e dirigenziale che si comporta da "cristiani" che possa dare esempio o comunque far leva sulle altre forze politiche della nazione.
Percio ' si bei discorsi..... ma sono fini a se stessi se nessun cattolico che "conti" ne fa esempio....e nella realta' nessuno di dovere li legge a milano...
 
key-one ha scritto:
riguardano proprio il ruolo della scienza e della tecnologia come aiutanti dell'uomo e non come padroni dell'umanità .

Tu dove individui la causa di questa apparente inversione mezzo / fine, in cui l'uomo vede messo a rischio il suo statusstorico di "fine ultimo"?
 
BelliCapelli3 ha scritto:
key-one ha scritto:
riguardano proprio il ruolo della scienza e della tecnologia come aiutanti dell'uomo e non come padroni dell'umanità .

Tu dove individui la causa di questa apparente inversione mezzo / fine, in cui l'uomo vede messo a rischio il suo statusstorico di "fine ultimo"?

Domanda difficile . Probabilmente i semi del ribaltamento fine/mezzi vanno cercati nella decadenza di quello status quo , nato dalla rivoluzione francese , che aveva dato all'uomo le libertà formali . Da liberatore dal giogo feudale e promotore del progresso sociale ha assunto il ruolo dell'assolutismo , una volta suo nemico , sotto forma di esasperazione finanziaria e fittizia che sottomette uomini e idee e scienza ai suoi voleri .
 
Aerei Italiani ha scritto:
key-one ha scritto:
Aerei Italiani ha scritto:
e' un discorso e' come tale ha i suoi limiti nella sua compilazione ...

lo spazio di manovra della chiesa cattolica si e' sempre piu' ridotto negli anni, certo ha ora due papi di cui uno si sforza di poter cambiare qualcosa...ma dubito riuscira'.

forse aumentera' il numero di chi va in chiesa non dei "cristiani"...
sempre che ancora se ne trovino in giro...

Chi può dirlo . Certo negli ultimi anni la popolarità del Vaticano , fra scandali vari , ha toccato veramente i minimi storici . Ora sembra risalire .
A me interessava , tuttavia , sottolineare la forza di alcune riflessioni filosofiche , in questo caso pronunciate dall' Arcivescovo di Milano , in cui la Chiesa forte della sua millenaria cultura , resta comunque maestra .

Io sono piu' terra terra e mi attento alla saggezza popolare "avuto la grazia, gabbato lo santo"....

E' indubbio che in tempi di crisi inizialmente la gente veda la chiesa come punto di riferimento di fronte allo sfacelo dello stato, ma se alle preghiere non seguiranno i fatti vale a dire lavoro, cibo, casa ect storicamente il popolo va nelle altre direzioni per procurarselo....
La posizione della chiesa cattolica italiana e' molto piu'delicata che in altri paesi non avendo piu' una classe politica e dirigenziale che si comporta da "cristiani" che possa dare esempio o comunque far leva sulle altre forze politiche della nazione.
Percio ' si bei discorsi..... ma sono fini a se stessi se nessun cattolico che "conti" ne fa esempio....e nella realta' nessuno di dovere li legge a milano...

Vero è che spesso in Chiesa si parla bene per razzolare poi male in politica e società . Tuttavia , come già dicevo , non tutto si può ridurre immediatamente e totalmente in gestione della cosa pubblica e in attuazione di cose per "il popolo" . Che alle preghiere non sempre " seguano i fatti vale a dire lavoro, cibo, casa ect e storicamente il popolo vada nelle altre direzioni per procurarselo...." è -diceva il poeta- una gran bella verità , conosciuta da tutti i credenti e non credenti , ma essi sanno pure che non è così facile la soluzione e soprattutto non puiò essere aspettata dalla Chiesa o solo da essa.
Resta il mondo delle idee e dei discorsi , i quali comunque la loro brava influenza sui fatti l'hanno eccome , nel bene come nel male . Tanto è vero che si sa : le parole a volte sono come pietre .
Tornando al Cardinale , incominciare a dire che occorre venire di nuovo all'umanesimo scientifico e non piìù alla scienza come padrona dell'uomo tramite la tecnocrazia , oltre che essere giusto suona distonico rispetto al coro di oggi , tutto proteso alla ripetizione di mantra scientisti , tanto altisonanti quanto vuoti...
 
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