<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Scola : no al mito della tecnocrazia | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Scola : no al mito della tecnocrazia

key-one ha scritto:
Tornando al Cardinale , incominciare a dire che occorre venire di nuovo all'umanesimo scientifico e non piìù alla scienza come padrona dell'uomo tramite la tecnocrazia , oltre che essere giusto suona distonico rispetto al coro di oggi , tutto proteso alla ripetizione di mantra scientisti , tanto altisonanti quanto vuoti...

sinceramente non chiamerei un neochirungo di fama mondiale a dire messa cosi' come non chiamerei un cardinale ad operare a cuore aperto...
sono discorsi talmente generalisti che possono far contenti "momentaneamente" tutte le frange di cattolici insoddisfatti della situzione attuale, quanto poi a metterli in pratica ..ripeto ....attendiamo fiduciosi....
 
Aerei Italiani ha scritto:
key-one ha scritto:
Tornando al Cardinale , incominciare a dire che occorre venire di nuovo all'umanesimo scientifico e non piìù alla scienza come padrona dell'uomo tramite la tecnocrazia , oltre che essere giusto suona distonico rispetto al coro di oggi , tutto proteso alla ripetizione di mantra scientisti , tanto altisonanti quanto vuoti...

sinceramente non chiamerei un neochirungo di fama mondiale a dire messa cosi' come non chiamerei un cardinale ad operare a cuore aperto...
sono discorsi talmente generalisti che possono far contenti "momentaneamente" tutte le frange di cattolici insoddisfatti della situzione attuale, quanto poi a metterli in pratica ..ripeto ....attendiamo fiduciosi....

Un conto sono le competenze e le abilità professionali , per le quali -dici giustamente - non chiamerei un cardinale ad operare a cuore aperto , bensì un chirurgo esperto e al contrario per dire messa. Un altro conto è permettere il diritto di parola ed opinione solo ai tecnici , per il semplice fatto di essere tecnici .
Questo aspetto è evidente al massimo grado in economia , dove si finge che le questioni siano meramente risolvibili in maniera asettica da addetti ai lavori -magari bocconiani :D - per poter incanalare la propria "visione" della scienza , o meglio far prevalere interessi costituiti in forte gruppo di pressione .
Si nota inoltre un diffondersi del mito della scienza -scientismo- in cui la gente crede come ad una religione , ciò che finisce per ingessare e invalidare il concetto stesso di ricerca scientifica, che deve derivare dall'esperienza le sue tesi e metterle sempre in discussione .
Non sono quindi discorsi generalisti , ma riguardano la vita quotidiana di ciascuno di noi .

PS ; ti ringrazio (o dovrei usare il plurale ;) ) in ogni caso , "Aerei Italiani " , per il pragmatico contributo ad una discussione non certo leggera che tu e " Bellicapelli" avete contribuito a sviluppare e rendere più concreta e leggibile.
 
A me pare pacifico che non vogliamo farci operare da un pasticciere, né affidare le finanze pubbliche ad un mimo.

Però mi pare altrettanto pacifico che scienziati, economisti e tecnici vari non possano rispondere a sé stessi, autonomi nel fissarsi l'agenda, inclusiva di direttive e limiti. I "tecnocrati" dovrebbero rispondere alle necessità della società degli esseri umani, cui si spera appartengano. E chi rappresenta le necessità e gli interessi della società, che si esprime nella sovranità dello stato, eventualmente allargata su un piano sovranazionale ( europa in luogo di Italia)? Proprio lui, il potere fino a pochi decenni orsono principe: quello politico democratico rappresentativo, che comandava tutti gli altri.

E proprio qui casca l'asino, almeno il mio... Perché é noto come sia offuscato ed indebolito il potere politico rappresentativo, che non comanda più nulla da nessuna parte; cosí come la sovranità nazionale, che ne era caposaldo, ed é stata appaltata a quella sovra- ed internazionale che, velleità realmente politiche ne ha sempre avute assai meno.

Tutto appaltato al mercato che, opportunamente globalizzato, impone regole proprie, omogenee per tutti ed inderogabili, in disobbedienza delle quali qualsiasi Stato viene irrevocabilmente relegato ai margini, in quarantena, come non competitivo e poco appetibile per il mercato, finendo così privo di risorse economiche e finanziarie, privo di occupazione - desertificato in poco tempo, ed infine commissariato dall'autorità superiore, che per il mercato lavora.

E lá dove la politica degli esseri umani non esiste più, si accomoda il mercato delle multinazionali che fatturano più dei pil nazionali: in tutte le postazioni dove ci sono leve di comando. Quindi nelle postazioni legislative, in quelle economiche, ed anche in quelle scientifiche, che trainano una buona parte di ricerca e finanziamenti.

La soluzione? Boh... Non credo ce ne siano di razionali. Io credo che per compromettere questo equilibrio cosí ... equilibrato, stabile, eppure tendente verso una brutta china, che tuttavia a pochi intimi potentissimi giova moltissimo, ci voglia non tanto una proposizione razionale e deliberata di cambiar rotta, che non sarebbe mai abbastanza potente, compatta ed incorruttibile da sopravvivere alle pressioni delle lobbies, che oggi scrivono perfino la legge.

Ci vuole una crisi per cui questo equilibrio imploda ( ora stiamo sí implodendo, ma troppo lentamente ) ed azzeri tutto, costringendoci a rfondarci. Un po'di sana entropia a dare una bella rimescolata al mazzo.

Chi ha detto guerra?? :D
 
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