HomerJ-2 ha scritto:
...quando si passa un po' oltre la soglia del sopportabile...
Sul fatto che il nostro fisco sia sempre più vorace e arrogante non piove una singola goccia, però è anche vero che tali voracità e arroganza sono in qualche modo, in misura non marginale, l'
effetto di una cultura in cui la maggioranza dei cittadini considera lo stato (e il fisco suo esattore) come un'entità
estranea, nemica, sempre e comunque degna di essere contrastata e gabbata in tutti modi possibili.
Da un certo punto di vista lo stato (e il fisco) altro non sono che lo specchio della nostra società, uno specchio che, proprio in quanto "impersonale", amplifica gli aspetti
meno nobili del nostro modo di comportarci. Li amplifica, NON li crea dal nulla. Non sarà piacevole, ma le cose stanno così, come fin troppo ampiamente dimostra (a volere essere obiettivi) la situazione in cui CI siamo immersi fino alle orecchie nel giro di qualche disinvolto decennio.
Avendo sempre pagato le tasse e non avendo, di conseguenza, raggiunto la mia età a suon di belle macchine e... allegro tenore di vita come invece è capitato a molti miei coetanei e anche più giovani che di certo NON hanno lavorato e guadagnato più di me, condivido pienamente con te il fastidio e anche la rabbia circa la soglia di cui parli.
Però mi dà ancora più fastidio (e soprattutto mi preoccupa assai, per le implicazioni future) questo voler a tutti i costi insistere nel considerare i debiti dello stato e le frodi fiscali come qualcosa che riguarda sempre
terzi, rifiutando categoricamente di ammettere, neanche di striscio, l'effettiva realtà delle cose. Oppure questo altrettanto gettonato pretendere che sprechi e intrallazzi e frodi di vario genere, capillarmente diffuse a tutti livelli della società, possano essere eliminate SENZA alcun tipo di effetto collaterale negativo sui redditi, sui fatturati, sui posti di lavoro di qualsivoglia azienda. Una cosa totalmente priva di logica.
Insomma, mi preoccupa e mi spaventa il fatto che, anche di fronte a uno scenario così pesante come l'attuale, praticamente
nessuno, piccolo o grande, operaio o imprenditore, dipendente o autonomo ecc. ecc., sembri disposto ad affrontare le cose con oggettività e buon senso, lasciando per una volta da parte gli interessi di bottega, siano essi monetari o politici o elettorali o ideologici o religiosi o pseudo-religiosi o chissà che.
A volte mi viene in mente che forse è proprio in questo modo, insulso, che sono cominciate le più gravi catastrofi umane del passato e che davvero nulla di buono abbiamo imparato. Poi penso che magari la mia ignoranza mi impedisce di capire e che quindi le cose non sono messe così male. Devo pure tirare avanti...