<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> sanremo sta diventanto | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

sanremo sta diventanto

a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.
 
arizona77 ha scritto:
FAUST50 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
alla fine delle fiera a me resta sempre il dubbio sul perchè la gente si incxx..tanto per le spese di Sanremo mentre quando sempre la Rai paga 66 milioni di euro alla lega calcio per trasmettere le attesissime partite della coppa Italia nessuno dice niente... certo mica ci vogliamo perdere Milan-La Spezia?
Pure il calcio
NOOOOOOOOOOOOOO

Allegro...................
manca ancora la religione :D

pare che ci sará una serata dedicata ai profughi ed una ai rom.
questa é la missione del festival
:D
 
ALGEPA ha scritto:
a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.

Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".
 
faustoegino ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.

Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".

un commento impeccabile :thumbup: :thumbup:
 
faustoegino ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.

Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".

Esattamente.
 
bumper morgan ha scritto:
faustoegino ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.

Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".

un commento impeccabile :thumbup: :thumbup:

concordo in pieno;
aggiungo solo il comportamento simile di quelli che,
di diverso " orientamento ",
quando arrivano chiedono, come e' giusto che sia, di essere tutelati in quanto minoranza,
poi, quando diventano rilevanti come numero, vogliono imporsi
con le loro regole,
alla faccia dei cortesi ospitanti :D
 
infatti io esprimevo solo il desiderio di rivendicare liberamente il proprio pensiero riguardo ad un tema sociale, a prescindere da quello che sia questo pensiero,le altre considerazioni siete pregate di non rivolgerle a me perchè non mi appartengono.
 
arizona77 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
faustoegino ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
a parte che portare su di un palco di una manifestazione canora una stoffa colorata non credo che aggiunga e ne tanto meno tolga qualcosa ad un contraddittorio civile , esprime solo la vicinanza ad un conceto di quella persona che lo fa,non capisco quale sia poi il problema...ci vantiamo di essere cosi superiori moralmente e civilmente rispetto ad altre cultura ma poi non tolleriamo l'espressione privata di uno stato d'animo. Credo che queste pseudo discussioni in molti altri paesi del mondo farebbero inorridire l'opinione pubblica, ma non tanto in merito al contenuto della questione, ma al principio di libertà in una democrazie di esprimere la propria opinione.

Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".

un commento impeccabile :thumbup: :thumbup:

concordo in pieno;
aggiungo solo il comportamento simile di quelli che,
di diverso " orientamento ",
quando arrivano chiedono, come e' giusto che sia, di essere tutelati in quanto minoranza,
poi, quando diventano rilevanti come numero, vogliono imporsi
con le loro regole,
alla faccia dei cortesi ospitanti :D

esattamente come i musulmani :evil:
 
Nel frattempo, si dimostra una volta di più che la madre degli imbecilli ha un indice di fertilità elevatissimo.....

http://goo.gl/N5h3wD
 
faustoegino ha scritto:
Ricordiamo benissimo quanto il principio di libertà delle democrazie avanzate ha comportato per le opinioni di Barilla, o analoghe, stroncate come indecenti.
Ricordiamolo meglio:

1) Barilla

Il buon Guido Barilla, durante una intervista radiofonica che parlava di tutt'altro, viene dirottato dal conduttore ad esprimersi sull'argomento "famiglie gay". Mentre Cruciani lo incalza a colpi di "lei non farebbe mai uno spot con famiglie gay?" chiarisce che quello non è il concetto di famiglia "sacrale" cui si rivolge la propria azienda, senza discriminare nessuno. Naturalmente questo non basta a mandare tutto in vacca e ad alzare gli indici di ascolto, e quindi già da subito lo scafato imbonitore si impunta su un paio di passaggi ("Se agli omosessuali non piace la nostra pasta o la nostra comunicazione, mangino un'altra pasta" e "gli omosessuali facciano quello che vogliono, senza infastidire gli altri") mentre l'indomani il messaggio che viene fatto passare è che Barilla è un omofobo intransigente e l'azienda un covo di bacchettoni.

In questo caso l'opinione legittima e assolutamente corretta e rispettosa di una persona e della propria azienda è stata strumentalizzata dall'operatore del media coinvolto al solo fine di ottenere visibilità e risalto mediatico (obiettivo centrato). Nessuno scontro di democrazia. Nessuna stroncatura. L'unica cosa indecente è la facilità con cui il solito mucchio di pecore belanti ha seguito acriticamente un arruffapopolo scaltro e in malafede.

2) Dolce&Gabbana

Gli stilisti si sono invece spinti un bel pò oltre. La loro intervista a Panorama già nel titolo ("Dolce e Gabbana: l'unica famiglia è quella tradizionale" anche se nella versione online dopo le polemiche lo hanno cambiato in "Figli e famiglia, la verità di Dolce e Gabbana") è una precisa dichiarazione di guerra a chiunque osi immaginare qualcosa di diverso, ma raggiunge il culmine nel passaggio in cui Dolce dichiara che

"Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L?ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c?è religione, non c?è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Ma lei accetterebbe di essere figlia della chimica? Procreare deve essere un atto d?amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni."
dove in pratica riduce tutto ciò che ha a che fare con la fecondazione in vitro a commercio, manipolazione, abominio, perversione, come se a quei bambini fossero inevitabilmente preclusi affetto e amore, come se quegli aspiranti genitori non avessero anche loro sentimenti e speranze, come se l'unico destino dei primi e dei secondi fosse miseria e pazzia. Tutto questo senza alcuna base storica o scientifica, né tantomeno esperienze personali dato che non è sposato e non ha figli.

Anche in questo caso nessuno pensa di limitare la libertà di opinione dello stilista, nessuno lo sta obbligando a sposarsi né a "ottenere" un figlio che lui stesso per primo ritiene di non dover avere. La reazione di Elton John è quella normale di chi si vede affibbiata un'etichetta denigratoria e ingiusta, non certo il tentativo di ridurre al silenzio chi ha un'opinione legittima (ma stavolta imho sì, assolutamente indecente) solo perché discordante dalla propria.

Trincerarsi dietro la libertà di opinione per esprimere legittimamente le proprie, salvo considerare illiberale chiunque la pensi diversamente, non è un vizio nostrano, ma è un tratto distintivo dell'arroganza delle "elite culturali" progressiste in molti paesi. Anche "civili".
Scambiare la libertà di opinione per libertà di offendere, di mistificare, di criminalizzare, di denigrare, di spacciare supposizioni e dogmi per verità scientifiche, di giudicare e censurare gli altri senza doverne rispondere o affrontare le conseguenze, distingue imho altrettanta se non maggiore arroganza, ma priva stavolta del benché minimo apporto culturale come di qualsivoglia traccia di progresso o civiltà.
 
Ringraziandoti, Pandemonio, per la attenta ricostruzione dei fatti Barilla e DolceGabbana, mi restano tuttavia alcuni dubbi.
1) Perchè, nonostante io non abbia nulla da spartire con quegli stilisti (o meglio: con tutti gli stilisti), il virgolettato che riporti e che ritieni una opinione indecente, io e molti altri la riteniamo piena di buon senso? Tra l'altro non ravviso dogmi o profumo di incenso.
2) Quale sarebbe l'etichetta denigratoria che Elton John si è visto affibbiare? Mi sembra la reazione stizzita di chi non ama (non solo in questo campo) opinioni che mettano in dubbio le proprie decisioni.

PanDemonio ha scritto:
[Scambiare la libertà di opinione per libertà di offendere, di mistificare, di criminalizzare, di denigrare, di spacciare supposizioni e dogmi per verità scientifiche, di giudicare e censurare gli altri senza doverne rispondere o affrontare le conseguenze, distingue imho altrettanta se non maggiore arroganza, ma priva stavolta del benché minimo apporto culturale come di qualsivoglia traccia di progresso o civiltà.

3) Condivido assolutamente il principio, che tu applichi in una direzione, ma quello che tu intendi per progresso e civiltà, probabilmente, non coincide con quello che intendo io. La direzione intrapresa a tutela di presunti diritti individuali la paghiamo con gli interessi a livello sociale, in termini di disagio affettivo.
La mia generazione (sono del 67) dopo aver giovato, in generale, di sicurezze e riferimenti sicuri nella propria famiglia d'origine, ora, in nome della la propria libertà (che spesso è il nome nobile per giustificare egoismo e immaturità) cosa lascia alle nuove generazioni? Chi, ad esempio, lavora nella scuola, al di là del credo religioso o delle ideologie o finanche del partito, conosce benissimo le difficoltà che incontra chi vive, senza averne ovviamente alcuna responsabilità, tra le macerie delle scelte dei genitori. E' così fuori luogo prevedere un ulteriore peggioramento in futuro?

Direi che ci siamo allontanati abbastanza da Sanremo, ma l'argomento è attuale e sensibile...
 
Secondo me, chi fa scelte intime particolari, ha più paura del giudizio di se stesso che di quello degli altri e questa sua paura la vede riflessa in ogni dove.

Mi viene in mente il cavallo di battaglia dei "soliti idioti" (in nomen omen)

https://www.youtube.com/watch?v=YscWUROjHdA

E questo in una società, sempre IMHO, molto tollerante e aperta.
 
faustoegino ha scritto:
1) Perchè, nonostante io non abbia nulla da spartire con quegli stilisti (o meglio: con tutti gli stilisti), il virgolettato che riporti e che ritieni una opinione indecente, io e molti altri la riteniamo piena di buon senso?
Il perché puoi saperlo solo tu e chi la pensa come te. Io so solo che a leggere quelle parole provo pena per chi le ha scritte e rabbia per il dolore che inevitabilmente hanno provocato e provocano in chi è dovuto ricorrere alla fecondazione in vitro perché magari era l'unica strada percorribile per avere un figlio tanto desiderato quanto pagato a caro prezzo di sofferenze e sacrifici (una mia compagna di scuola e il marito, ad esempio).

Tra l'altro non ravviso dogmi o profumo di incenso.
Non senti nemmeno la puzza stantìa del pregiudizio verso i genitori, o l'odore acre della discriminazione verso i bambini? La cappa dell'ignoranza, su una pratica medica che esiste dal secolo scorso (altro che sperimentazioni...) e per la quale l'inventore ha preso anche il Nobel, non soffoca anche te? L'arroganza di ergersi a giudici di ciò che evidentemente non conoscono né gli appartiene minimamente non ti disturba neanche un pò? Beh, buon per te.

Io invece ho sotto gli occhi ogni giorno la gioia di un bambino e la felicità di due genitori che cozzano fragorosamente contro tutto quello che è scritto tra quelle virgolette, e quindi non posso fare a meno di sentirmi come mi sento e provare ciò che provo nel leggerle.

2) Quale sarebbe l'etichetta denigratoria che Elton John si è visto affibbiare? Mi sembra la reazione stizzita di chi non ama (non solo in questo campo) opinioni che mettano in dubbio le proprie decisioni.
Il figlio di una donna sposata concepito con un uomo che non sia il marito, lessicalmente viene definito "bastardo". Il fatto che sia corretto grammaticalmente non sminuisce in alcun modo la gravità del suo uso, quasi sempre in senso denigratorio, nelle conversazioni. Stesso dicasi per quel "bambini sintetici" che, insieme alla riduzione della fecondazione in vitro a "semi scelti da un catalogo" o "sperimentazione" come se si giocasse con cavie da laboratorio, comprensibilmente ha fatto incazzare il già abbastanza "fumino" di suo Sir Elton John come un coguaro.

E piace assai poco pure a me, se ancora non si fosse capito.

PanDemonio ha scritto:
[Scambiare la libertà di opinione per libertà di offendere, di mistificare, di criminalizzare, di denigrare, di spacciare supposizioni e dogmi per verità scientifiche, di giudicare e censurare gli altri senza doverne rispondere o affrontare le conseguenze, distingue imho altrettanta se non maggiore arroganza, ma priva stavolta del benché minimo apporto culturale come di qualsivoglia traccia di progresso o civiltà.
3) Condivido assolutamente il principio, che tu applichi in una direzione
Sbagliato. Io lo applico in OGNI direzione.

ma quello che tu intendi per progresso e civiltà, probabilmente, non coincide con quello che intendo io.
Non lo so. Io non te ne ho parlato, né tu lo hai fatto con me. Quindi...

La direzione intrapresa a tutela di presunti diritti individuali la paghiamo con gli interessi a livello sociale, in termini di disagio affettivo.
Di quale direzione e di quali presunti diritti individuali stiamo parlando? E del disagio affettivo di chi, di grazia?

La mia generazione (sono del 67) dopo aver giovato, in generale, di sicurezze e riferimenti sicuri nella propria famiglia d'origine, ora, in nome della la propria libertà (che spesso è il nome nobile per giustificare egoismo e immaturità) cosa lascia alle nuove generazioni?
io sono del 68, e giuro che non capisco dove vuoi andare a parare. Di certo non ti riferisci alla fecondazione in vitro, né alle coppie omosessuali in cerca di riconoscimento e diritti, stante la loro minima incidenza sul tessuto sociale. Se qualcosa è cambiato, riguardo a fecondazione assistita e omosessualità, dai tempi della mia infanzia ad oggi lo ha fatto in meglio, a mio giudizio. Per chi non poteva avere figli le opzioni erano tre: adottare lecitamente un orfano, ottenerlo illecitamente con la partecipazione di un terzo o riconoscendo come proprio il figlio di altri che non lo volevano o non lo potevano tenere, oppure rassegnarsi a non averne mai. Oggi la scienza ha aumentato le opzioni. Per gli omosessuali invece siamo passati dalla vergogna, discriminazione e violenza a accettazione e riconoscimento di dignità e diritti (mai abbastanza, purtroppo). In questo senso stiamo lasciando ai posteri un bel lavoro ancora in corso, da completare in fretta e bene per evitare ulteriori inutili sofferenze e privazioni di diritti e felicità. E mi sembra buona cosa. A te no?

Chi, ad esempio, lavora nella scuola, al di là del credo religioso o delle ideologie o finanche del partito, conosce benissimo le difficoltà che incontra chi vive, senza averne ovviamente alcuna responsabilità, tra le macerie delle scelte dei genitori. E' così fuori luogo prevedere un ulteriore peggioramento in futuro?
Ho amiche che lavorano come insegnanti, e ho entrambi i miei figli a scuola. Molte sono le situazioni, che vedo o di cui ho notizia, in cui i figli pagano gli effetti delle scelte dei genitori, ma nessuna di esse vede coinvolti figli ottenuti da fecondazione artificiale o coppie di genitori omosessuali. Quasi tutte invece sono storie di persone che si sono messe insieme per il motivo sbagliato, o senza piena coscienza di cosa voglia dire "mettere su famiglia", magari abbagliate da troppi passaggi degli spot del Mulino Bianco, o semplicemente digiune di cosa significhi sacrificio e privazione in favore di qualcuno che non sia se stesso. Matrimoni o convivenze durati il tempo del viaggio di nozze o del montaggio della camera da letto Ikea, per crollare miseramente davanti alle difficoltà della vita di tutti i giorni, o in seguito alla presa di coscienza che "l'altro/a" non è 24/7 brillante, premuroso e innamorato come durante le uscite del sabato sera. Troppo presto per comprendere il senso del passaggio da oggetto delle attenzioni genitoriali a soggetto erogatore delle stesse, ma spesso abbastanza tardi da permettere la nascita di un bambino che sarà la prima e principale vittima di tutto il cataclisma che si scatenerà dopo la rottura della coppia. Queste sono le "macerie" che vedo io, e se peggioramento vi sarà non dipenderà dai diritti delle coppie omo o dalle fecondazioni assistite, ma da chi continuerà a "giocare alla famiglia" senza alcuna volontà di sacrificarsi per essa.

Direi che ci siamo allontanati abbastanza da Sanremo, ma l'argomento è attuale e sensibile...
L'argomento non è mai stato Sanremo, ma i gay e la loro ricerca di diritti. Quindi imho siamo perfettamente IT.

Saluti.
 
PanDemonio ha scritto:
Molte sono le situazioni, che vedo o di cui ho notizia, in cui i figli pagano gli effetti delle scelte dei genitori, ma nessuna di esse vede coinvolti figli ottenuti da fecondazione artificiale o coppie di genitori omosessuali.

Credo che questo sia un punto abbastanza importante. Come giustamente osservavi nella parte non quotata, l'incidenza di coppie con figli adottivi oppure ottenuti mediante FA è dello zerovirgola rispetto al totale, se poi consideriamo le coppie omosessuali si passa a percentuali da preparato omeopatico. A me sembra naturale che si tratti di bambini più "fortunati" di altri, perchè capitati a vivere in famiglie in qualche modo "selezionate", vuoi dalle procedure psicologico-burocratiche sfiancanti necessarie per un'adozione, vuoi per il fatto che le convivenze "fisse" tra omosessuali sono verosimilmente più stabili dato il numero più limitato di soggetti che le possono comporre. In altre parole, se si mettono insieme uno svalvolato e una fuori di testa, è piuttosto probabile che ci scappi la gravidanza e venga al mondo un'incolpevole creatura che pagherà con una vita d'inferno il fatto di essere nato da due genitori inadeguati (ho già scritto che ne ho un'esperienza diretta); al contrario, se i due svalvolati sono inabilitati al concepimento, il figlio non proveranno neanche ad averlo. Sbaglio qualcosa?
 
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