faustoegino ha scritto:
1) Perchè, nonostante io non abbia nulla da spartire con quegli stilisti (o meglio: con tutti gli stilisti), il virgolettato che riporti e che ritieni una opinione indecente, io e molti altri la riteniamo piena di buon senso?
Il perché puoi saperlo solo tu e chi la pensa come te. Io so solo che a leggere quelle parole provo pena per chi le ha scritte e rabbia per il dolore che inevitabilmente hanno provocato e provocano in chi è dovuto ricorrere alla fecondazione in vitro perché magari era l'unica strada percorribile per avere un figlio tanto desiderato quanto pagato a caro prezzo di sofferenze e sacrifici (una mia compagna di scuola e il marito, ad esempio).
Tra l'altro non ravviso dogmi o profumo di incenso.
Non senti nemmeno la puzza stantìa del pregiudizio verso i genitori, o l'odore acre della discriminazione verso i bambini? La cappa dell'ignoranza, su una pratica medica che esiste dal secolo scorso (altro che sperimentazioni...) e per la quale l'inventore ha preso anche il Nobel, non soffoca anche te? L'arroganza di ergersi a giudici di ciò che evidentemente non conoscono né gli appartiene minimamente non ti disturba neanche un pò? Beh, buon per te.
Io invece ho sotto gli occhi ogni giorno la gioia di un bambino e la felicità di due genitori che cozzano fragorosamente contro tutto quello che è scritto tra quelle virgolette, e quindi non posso fare a meno di sentirmi come mi sento e provare ciò che provo nel leggerle.
2) Quale sarebbe l'etichetta denigratoria che Elton John si è visto affibbiare? Mi sembra la reazione stizzita di chi non ama (non solo in questo campo) opinioni che mettano in dubbio le proprie decisioni.
Il figlio di una donna sposata concepito con un uomo che non sia il marito, lessicalmente viene definito
"bastardo". Il fatto che sia corretto grammaticalmente non sminuisce in alcun modo la gravità del suo uso, quasi sempre in senso denigratorio, nelle conversazioni. Stesso dicasi per quel
"bambini sintetici" che, insieme alla riduzione della fecondazione in vitro a
"semi scelti da un catalogo" o
"sperimentazione" come se si giocasse con cavie da laboratorio, comprensibilmente ha fatto incazzare il già abbastanza
"fumino" di suo Sir Elton John come un coguaro.
E piace assai poco pure a me, se ancora non si fosse capito.
PanDemonio ha scritto:
[Scambiare la libertà di opinione per libertà di offendere, di mistificare, di criminalizzare, di denigrare, di spacciare supposizioni e dogmi per verità scientifiche, di giudicare e censurare gli altri senza doverne rispondere o affrontare le conseguenze, distingue imho altrettanta se non maggiore arroganza, ma priva stavolta del benché minimo apporto culturale come di qualsivoglia traccia di progresso o civiltà.
3) Condivido assolutamente il principio, che tu applichi in una direzione
Sbagliato. Io lo applico in OGNI direzione.
ma quello che tu intendi per progresso e civiltà, probabilmente, non coincide con quello che intendo io.
Non lo so. Io non te ne ho parlato, né tu lo hai fatto con me. Quindi...
La direzione intrapresa a tutela di presunti diritti individuali la paghiamo con gli interessi a livello sociale, in termini di disagio affettivo.
Di quale direzione e di quali presunti diritti individuali stiamo parlando? E del disagio affettivo di chi, di grazia?
La mia generazione (sono del 67) dopo aver giovato, in generale, di sicurezze e riferimenti sicuri nella propria famiglia d'origine, ora, in nome della la propria libertà (che spesso è il nome nobile per giustificare egoismo e immaturità) cosa lascia alle nuove generazioni?
io sono del 68, e giuro che non capisco dove vuoi andare a parare. Di certo non ti riferisci alla fecondazione in vitro, né alle coppie omosessuali in cerca di riconoscimento e diritti, stante la loro minima incidenza sul tessuto sociale. Se qualcosa è cambiato, riguardo a fecondazione assistita e omosessualità, dai tempi della mia infanzia ad oggi lo ha fatto in meglio, a mio giudizio. Per chi non poteva avere figli le opzioni erano tre: adottare lecitamente un orfano, ottenerlo illecitamente con la partecipazione di un terzo o riconoscendo come proprio il figlio di altri che non lo volevano o non lo potevano tenere, oppure rassegnarsi a non averne mai. Oggi la scienza ha aumentato le opzioni. Per gli omosessuali invece siamo passati dalla vergogna, discriminazione e violenza a accettazione e riconoscimento di dignità e diritti (mai abbastanza, purtroppo). In questo senso stiamo lasciando ai posteri un bel lavoro ancora in corso, da completare in fretta e bene per evitare ulteriori inutili sofferenze e privazioni di diritti e felicità. E mi sembra buona cosa. A te no?
Chi, ad esempio, lavora nella scuola, al di là del credo religioso o delle ideologie o finanche del partito, conosce benissimo le difficoltà che incontra chi vive, senza averne ovviamente alcuna responsabilità, tra le macerie delle scelte dei genitori. E' così fuori luogo prevedere un ulteriore peggioramento in futuro?
Ho amiche che lavorano come insegnanti, e ho entrambi i miei figli a scuola. Molte sono le situazioni, che vedo o di cui ho notizia, in cui i figli pagano gli effetti delle scelte dei genitori, ma nessuna di esse vede coinvolti figli ottenuti da fecondazione artificiale o coppie di genitori omosessuali. Quasi tutte invece sono storie di persone che si sono messe insieme per il motivo sbagliato, o senza piena coscienza di cosa voglia dire "mettere su famiglia", magari abbagliate da troppi passaggi degli spot del Mulino Bianco, o semplicemente digiune di cosa significhi sacrificio e privazione in favore di qualcuno che non sia se stesso. Matrimoni o convivenze durati il tempo del viaggio di nozze o del montaggio della camera da letto Ikea, per crollare miseramente davanti alle difficoltà della vita di tutti i giorni, o in seguito alla presa di coscienza che "l'altro/a" non è 24/7 brillante, premuroso e innamorato come durante le uscite del sabato sera. Troppo presto per comprendere il senso del passaggio da oggetto delle attenzioni genitoriali a soggetto erogatore delle stesse, ma spesso abbastanza tardi da permettere la nascita di un bambino che sarà la prima e principale vittima di tutto il cataclisma che si scatenerà dopo la rottura della coppia. Queste sono le "macerie" che vedo io, e se peggioramento vi sarà non dipenderà dai diritti delle coppie omo o dalle fecondazioni assistite, ma da chi continuerà a "giocare alla famiglia" senza alcuna volontà di sacrificarsi per essa.
Direi che ci siamo allontanati abbastanza da Sanremo, ma l'argomento è attuale e sensibile...
L'argomento non è mai stato Sanremo, ma i gay e la loro ricerca di diritti. Quindi imho siamo perfettamente IT.
Saluti.