<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ritiro italiano in afghanistan | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Ritiro italiano in afghanistan

Propongo una riflessione. Ogni tanto durante il cazzeggio televisivo guardo "Armi del futuro" su Discovery o Dmax. Presentano armi e tecnologie in dotazione all'esercito e alla marina USA mostrando cose semplicemente fantascientifiche, tipo lanciagranate in grado di misurare la distanza da un bersaglio, sparare attraverso una finestra e fare in modo che il proiettile esploda in volo appena oltre la finestra. Un esempio a caso:

http://www.youtube.com/watch?v=6BXMMn1irh8&feature=related

La riflessione è questa: come mai un esercito che dispone di tecnologie del genere non riesce ad aver ragione di un nemico composto da pastori che si fanno i lanciamissili coi tubi della stufa?
 
a_gricolo ha scritto:
Propongo una riflessione. Ogni tanto durante il cazzeggio televisivo guardo "Armi del futuro" su Discovery o Dmax. Presentano armi e tecnologie in dotazione all'esercito e alla marina USA mostrando cose semplicemente fantascientifiche, tipo lanciagranate in grado di misurare la distanza da un bersaglio, sparare attraverso una finestra e fare in modo che il proiettile esploda in volo appena oltre la finestra. Un esempio a caso:

http://www.youtube.com/watch?v=6BXMMn1irh8&feature=related

La riflessione è questa: come mai un esercito che dispone di tecnologie del genere non riesce ad aver ragione di un nemico composto da pastori che si fanno i lanciamissili coi tubi della stufa?
Perché quei pastori sono nati in guerra, da genitori e nonni nati in guerra pure loro. Non "sono" in guerra, ma "vivono" la guerra come condizione normale di vita. Sono a casa loro, ne sono padroni, e quel dedalo di montagne è tutto quello che hanno. Sono organizzati in tribù, indipendenti le une dalle altre (quindi difficilmente controllabili) ma pronte a coalizzarsi in maniera compatta contro il nemico comune.
Questa gente non la vinci. IMHO.
 
PanDemonio ha scritto:
Perché quei pastori sono nati in guerra, da genitori e nonni nati in guerra pure loro. Non "sono" in guerra, ma "vivono" la guerra come condizione normale di vita. Sono a casa loro, ne sono padroni, e quel dedalo di montagne è tutto quello che hanno. Sono organizzati in tribù, indipendenti le une dalle altre (quindi difficilmente controllabili) ma pronte a coalizzarsi in maniera compatta contro il nemico comune.
Questa gente non la vinci. IMHO.

Per la serie "puoi portare il cavallo all'abbeveratoio ma non puoi costringerlo a bere", soprattutto se il cavallo in questione non gradisce il contenuto dell'abbeveratoio?
 
a_gricolo ha scritto:
Per la serie "puoi portare il cavallo all'abbeveratoio ma non puoi costringerlo a bere", soprattutto se il cavallo in questione non gradisce il contenuto dell'abbeveratoio?
Nessuno di quelli che è passato di lì ci era andato per abbeverare il cavallo, ma per prendere possesso del pascolo e caricargli un pò di soma addosso. E questo loro lo sanno. Siamo noi che continuiamo a credere alla favola della guerra di liberazione di donne e bambini...
 
PanDemonio ha scritto:
. Siamo noi che continuiamo a credere alla favola della guerra di liberazione di donne e bambini...

mica tutti ci credono.... era per dire che anche ammettendo le migliori intenzioni (che non ci sono) sarebbe difficile lo stesso.
 
PanDemonio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Per la serie "puoi portare il cavallo all'abbeveratoio ma non puoi costringerlo a bere", soprattutto se il cavallo in questione non gradisce il contenuto dell'abbeveratoio?
Nessuno di quelli che è passato di lì ci era andato per abbeverare il cavallo, ma per prendere possesso del pascolo e caricargli un pò di soma addosso. E questo loro lo sanno. Siamo noi che continuiamo a credere alla favola della guerra di liberazione di donne e bambini...

non è una favola.
è un "collateral advantage" , che se non è (e ovviamente non lo è) sufficiente da sè solo a giustificare lo sforzo, fa comunque parte di un complesso di condizioni auspicabili, che corrispondono all'interesse geopolitico della coalizione di cui facciamo parte.
 
a_gricolo ha scritto:
Propongo una riflessione. Ogni tanto durante il cazzeggio televisivo guardo "Armi del futuro" su Discovery o Dmax. Presentano armi e tecnologie in dotazione all'esercito e alla marina USA mostrando cose semplicemente fantascientifiche, tipo lanciagranate in grado di misurare la distanza da un bersaglio, sparare attraverso una finestra e fare in modo che il proiettile esploda in volo appena oltre la finestra. Un esempio a caso:

http://www.youtube.com/watch?v=6BXMMn1irh8&feature=related

La riflessione è questa: come mai un esercito che dispone di tecnologie del genere non riesce ad aver ragione di un nemico composto da pastori che si fanno i lanciamissili coi tubi della stufa?

perché non è in guerra con "un popolo".
 
PanDemonio ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Propongo una riflessione. Ogni tanto durante il cazzeggio televisivo guardo "Armi del futuro" su Discovery o Dmax. Presentano armi e tecnologie in dotazione all'esercito e alla marina USA mostrando cose semplicemente fantascientifiche, tipo lanciagranate in grado di misurare la distanza da un bersaglio, sparare attraverso una finestra e fare in modo che il proiettile esploda in volo appena oltre la finestra. Un esempio a caso:

http://www.youtube.com/watch?v=6BXMMn1irh8&feature=related

La riflessione è questa: come mai un esercito che dispone di tecnologie del genere non riesce ad aver ragione di un nemico composto da pastori che si fanno i lanciamissili coi tubi della stufa?
Perché quei pastori sono nati in guerra, da genitori e nonni nati in guerra pure loro. Non "sono" in guerra, ma "vivono" la guerra come condizione normale di vita. Sono a casa loro, ne sono padroni, e quel dedalo di montagne è tutto quello che hanno. Sono organizzati in tribù, indipendenti le une dalle altre (quindi difficilmente controllabili) ma pronte a coalizzarsi in maniera compatta contro il nemico comune.
Questa gente non la vinci. IMHO.

....se non li ammazzi tutti....
ma poi alla fola dei liberatori non ci cederebbe piu' nessuno ;)
Questo non forzare USA ( not GB ) mi ricorda la ciccolata e le paglie che gettavano a piene mani durante la risalita dello stivale....ai liberati
 
belpietro ha scritto:
è un "collateral advantage" , che se non è (e ovviamente non lo è) sufficiente da sè solo a giustificare lo sforzo, fa comunque parte di un complesso di condizioni auspicabili, che corrispondono all'interesse geopolitico della coalizione di cui facciamo parte.

Resta il fatto che il termine "missione di pace" non è esattamente corretto.....
 
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
è un "collateral advantage" , che se non è (e ovviamente non lo è) sufficiente da sè solo a giustificare lo sforzo, fa comunque parte di un complesso di condizioni auspicabili, che corrispondono all'interesse geopolitico della coalizione di cui facciamo parte.

Resta il fatto che il termine "missione di pace" non è esattamente corretto.....

La spiegazione è tutta qui.

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

USA/UK non si fanno certo scrupoli a chiamarla guerra.
 
desmo1987 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
è un "collateral advantage" , che se non è (e ovviamente non lo è) sufficiente da sè solo a giustificare lo sforzo, fa comunque parte di un complesso di condizioni auspicabili, che corrispondono all'interesse geopolitico della coalizione di cui facciamo parte.

Resta il fatto che il termine "missione di pace" non è esattamente corretto.....

La spiegazione è tutta qui.

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

USA/UK non si fanno certo scrupoli a chiamarla guerra.

gia', ma poi come li giustifichi i bombardieri in arrivo ;)
 
belpietro ha scritto:
non è una favola.
è un "collateral advantage"
Questa fa il paio con "imposizione di pace"... :lol:

E cmq, l'unico "collateral advantage" di una guerra, qualunque guerra, di cui frega qualcosa a qualcuno, è il giro di denaro che essa mette in moto.

Tutto il resto è fuffa, menzogne, fumo negli occhi di chi paga.

IMHO.
 
PanDemonio ha scritto:
belpietro ha scritto:
non è una favola.
è un "collateral advantage"
Questa fa il paio con "imposizione di pace"... :lol:

E cmq, l'unico "collateral advantage" di una guerra, qualunque guerra, di cui frega qualcosa a qualcuno, è il giro di denaro che essa mette in moto.

Tutto il resto è fuffa, menzogne, fumo negli occhi di chi paga.

IMHO.

ti ringrazio per la considerazione.
è bello sapere di essere apprezzati.
:rolleyes:
 
belpietro ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
belpietro ha scritto:
non è una favola.
è un "collateral advantage"
Questa fa il paio con "imposizione di pace"... :lol:

E cmq, l'unico "collateral advantage" di una guerra, qualunque guerra, di cui frega qualcosa a qualcuno, è il giro di denaro che essa mette in moto.

Tutto il resto è fuffa, menzogne, fumo negli occhi di chi paga.

IMHO.

ti ringrazio per la considerazione.
è bello sapere di essere apprezzati.
:rolleyes:
Nulla di personale, avvocato, davvero. Critico l'idea, non chi la espone.

Di te, a parte qualche spigolo di troppo, ho la massima considerazione. Se ho dato impressione contraria me ne scuso, non era quello l'intento delle mie parole.

:oops:
 
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