<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Riforma del fisco | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Riforma del fisco

Il "manuale d'istruzioni" del ten-forty è spesso, però il modulo in sè a mio avviso è più semplice da compilare di una qualsiasi dichiarazione nostrana.
Sarebbe interessante sapere, Paese per Paese, che percentuale di contribuenti deve ricorrere a terzi per le proprie dichiarazioni.
Permetterebbe di farsi un'idea sulla complessità della burocrazione :D
 
alkiap ha scritto:
Il "manuale d'istruzioni" del ten-forty è spesso, però il modulo in sè a mio avviso è più semplice da compilare di una qualsiasi dichiarazione nostrana.
La complessità di compliazione non è data dalle dimensioni del modulo ma dallo spessore delle istruzioni ... le nostre dichiarazioni sono in realtà piuttosto semplici (l'Agenzia delle Entrate mette poi a disposizione gratuitamente un software con imputazione assisitita passo-passo che è davvero ben fatto, oppure te la redige gratuitamente su appuntamento)
Le complessità fiscali del nostro paese sono ben altre e non riguardano certo chi ha uno o due cud e qualche immobile

Sarebbe interessante sapere, Paese per Paese, che percentuale di contribuenti deve ricorrere a terzi per le proprie dichiarazioni. Permetterebbe di farsi un'idea sulla complessità della burocrazione :D
Non è questione di burocrazia ;)
E' ancora più brutta: sono un male necessario ;) (forse pure peggio degli avvocati :lol: )

http://www.fee.be/aboutfee/memberbodies/default.asp
 
|Mauro65| ha scritto:
99octane ha scritto:
Negli Stati Uniti la dichiarazione dei redditi e' un foglietto semplicissimo, fronte e retro, dove dichiari cosa hai percepito e cosa hai speso di detraibile.
Octane, questa volta l'hai fatta fuori :lol: solo per il "1040" (il modellino base, per capirici) sono 179 pagine di istruzioni ufficiali contro le 101 del nostri Unico PF
non conosco le loro istruzioni, ma gli americani hanno cinque righe di istruzioni anche su come si usa uno stuzzicadenti... ;)
Tendono a essere molto prolissi e a spiegare persino l'ovvio almeno in due modi diversi e con un esempio per tutti i casi (caso banale compreso, per chiarirti che, si', e' proprio il caso banale). Che puo' irritare chi e' piu' sveglio o esperto, pero' in compenso mentre dopo che hai letto le nostre istruzioni sbagli comunque, dopo aver letto le loro scommetto che anche uno scimpanze' riesce a fare la dichiarazione dei redditi. ;)
E ti lascia ben poche scuse tipo "non avevo capito bene". :)
 
99octane ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
99octane ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
non ho detto di alzare le tasse :shock:
ho detto che non credo che abbassandole, chi e' abituato
ad evadere si ravveda.
Basta semplificare anche la dichiarazione dei redditi e poi controllare seriamente (non coi metodi mafiosi di studi di settore ed estorsioni Esatri di adesso

Ma dai....
i grandi evasori hanno commercialisti coi controc....
semplificare le modalita' va comunque sempre bene,
ma poi va disocupato il famoso ufficio
" C.C.S. :D "
Piu' complessa e' la norma, piu' difficile e oneroso e' verificare, piu' scappatoie trova chi vuole e sa cercarle. E' il caso italiano, dove (come sempre in Italia) per controllare tutto non si verifica niente.
Negli Stati Uniti la dichiarazione dei redditi e' un foglietto semplicissimo, fronte e retro, dove dichiari cosa hai percepito e cosa hai speso di detraibile. Le aliquote fiscali sono eque ed accettabili. Dichiari il falso? Se ti beccano (e se controllano non ci vuol niente a beccarti) ti fai vent'anni di carcere. Anche la mafia paga scrupolosamente le tasse. Lo zio Al lo sa bene. ;)
Non sarebbe possibile adeguare la nostra legislazione tributaria a quella degli USA, non lo vorrebbero nemmeno i cittadini. Gli italiani delle tasse si lamentano sempre, ma mai accetterebbero un depotenziamento dei servizi pubblici e dell'assistenza tale da poter consentire l'applicazione di aliquote molto basse. La convinzione che lo Stato debba fare il possibile per limitare gli squilibri sociali, garantire a tutti standard minimi di assistenza e operare, seppur in maniera limitata, in alcuni settori dell'economia E' PREVALENTE in Italia, in Germania, in Francia, in Austria e in tutta Europa. Per fortuna, aggiungo.
 
Credo che alzare l'IVA colpisca tutti, anche chi veramente ora fa fatica a tirare fine mese, non incentivi il consumo (traguardo a cui puntano gli economisti per la ripresa) e aumenti la "convenienza" ad evaderla. (il rischio vale sempre più la candela). Per contro, la riduzione di poche decine di euro dell'IRPEF (parlo sempre dei redditi più bassi, delle pensioni) difficilmente coprirà l'aumento dei prezzi, per cui paga sempre Pantalone. Per ridurre l'evasione bisogna, secondo me, assolutamente ridurre il margine di convenienza a farlo, e per ottenerlo basterebbe rendere deducibili alcuni tipi di fatture e/o scontrini fiscali. Il minor gettito d'IRPEF di chi deduce pretendendo la fattura sarebbe ampiamente compensato da quello dell'IVA della fattura stessa e dall'IRPEF di chi la emette.Ma forse è troppo facile e in contrapposizione con gli interessi elettorali e di casta. Mi sbaglierò, ma mi vien da pensare così.
 
berric_2001 ha scritto:
Credo che alzare l'IVA colpisca tutti, anche chi veramente ora fa fatica a tirare fine mese, non incentivi il consumo (traguardo a cui puntano gli economisti per la ripresa) e aumenti la "convenienza" ad evaderla. (il rischio vale sempre più la candela). Per contro, la riduzione di poche decine di euro dell'IRPEF (parlo sempre dei redditi più bassi, delle pensioni) difficilmente coprirà l'aumento dei prezzi, per cui paga sempre Pantalone. Per ridurre l'evasione bisogna, secondo me, assolutamente ridurre il margine di convenienza a farlo, e per ottenerlo basterebbe rendere deducibili alcuni tipi di fatture e/o scontrini fiscali. Il minor gettito d'IRPEF di chi deduce pretendendo la fattura sarebbe ampiamente compensato da quello dell'IVA della fattura stessa e dall'IRPEF di chi la emette.Ma forse è troppo facile e in contrapposizione con gli interessi elettorali e di casta. Mi sbaglierò, ma mi vien da pensare così.

Che la convenienza ad evadere l'iva aumenta non ci piove. Sul fatto che colpisca le classi più povere è tutto da vedere . Si parla di aumentare l'iva sulle aliquote più alte ( 10% e 20%), mentre alimentari ( non tutti ), prodotti agricoli freschi, ittici e altro sono al 4.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non sarebbe possibile adeguare la nostra legislazione tributaria a quella degli USA, non lo vorrebbero nemmeno i cittadini. Gli italiani delle tasse si lamentano sempre, ma mai accetterebbero un depotenziamento dei servizi pubblici e dell'assistenza tale da poter consentire l'applicazione di aliquote molto basse. La convinzione che lo Stato debba fare il possibile per limitare gli squilibri sociali, garantire a tutti standard minimi di assistenza e operare, seppur in maniera limitata, in alcuni settori dell'economia E' PREVALENTE in Italia, in Germania, in Francia, in Austria e in tutta Europa. Per fortuna, aggiungo.

Sono d'accordo per l'assistenza sanitaria, che finalmente Obama sta cambiando, ma quali altri servizi pubblici funzionano meglio da noi che negli USA?
Creado che la differenza stia soprattutto nel COME vengono gestite le risorse pubbliche, che in Italia comporta una lievitazione dei costi rispetto a quello che realmente viene offerto al cittadino. :?
 
|Mauro65| ha scritto:
alkiap ha scritto:
Il "manuale d'istruzioni" del ten-forty è spesso, però il modulo in sè a mio avviso è più semplice da compilare di una qualsiasi dichiarazione nostrana.
La complessità di compliazione non è data dalle dimensioni del modulo ma dallo spessore delle istruzioni ... le nostre dichiarazioni sono in realtà piuttosto semplici (l'Agenzia delle Entrate mette poi a disposizione gratuitamente un software con imputazione assisitita passo-passo che è davvero ben fatto, oppure te la redige gratuitamente su appuntamento)
Le complessità fiscali del nostro paese sono ben altre e non riguardano certo chi ha uno o due cud e qualche immobile

Sarebbe interessante sapere, Paese per Paese, che percentuale di contribuenti deve ricorrere a terzi per le proprie dichiarazioni. Permetterebbe di farsi un'idea sulla complessità della burocrazione :D
Non è questione di burocrazia ;)
E' ancora più brutta: sono un male necessario ;) (forse pure peggio degli avvocati :lol: )

http://www.fee.be/aboutfee/memberbodies/default.asp
Provo a quotare ma temo verrà un pasticcio con la nuova piattaforma :D
Non condivido l'associazione fra istruzioni spesse e complessità, poichè parliamo di diversi Paesi, diverse culture. Per esperienza, quello che in Italia è spiegato in una pagina, negli USA ne richiede almeno tre:
-Una di disclaimer più o meno assurdi ed elenco di possibili conseguenze negative, compreso il pericolo di morte per incauto utilizzo :D
-Due di istruzioni vere e proprie, scritte in linguaggio estremamente semplice

Anche da loro comunque la dichiarazione può essere effettuata online con tool gratuito
 
@ quelli che, pur non di arrendersi di fronte all'evidenza (mattone IRS contro mezzo mattone AE) dicono che le "loro" istruzioni sono a prova di bue: prima leggerle entrambe, poi postare ;-)

(P.S. una quota compresa tra il 60% e l''80% dei contribuenti americani ricorre ai "commercialisti ..."

http://waysandmeans.house.gov/News/DocumentSingle.aspx?DocumentID=219037

http://waysandmeans.house.gov/media/pdf/110/olson.pdf

http://waysandmeans.house.gov/UploadedFiles/Olson-Testimony-written-WM-Tax_Reform-1-20-2011.pdf

P.S. qualche anno fa, dei colleghi d'Albione erano esterrefatti delle possibilità di "colloquio telematico" che abbiamo in Italia con l'Agenzia delle Entrate ... quando poi hanno capito che potevo richiedere quasi "on line" l'attribuzione, modifica o cessazione di partita Iva (un esempio tra i tante) si sono quasi sentiti male .... poi, per carità, uscendo dai formalismi ed entrando in questioni di sostanza il loro fisco è molto più affidabile.
Insomma, a ciuscuno il suo, non siamo l'eccellenza ma nemmeno una schifezza.
I sistemi fiscali dei paesi sviluppati sono tutti più o meno complessi perché complessa è divenuta l'economia
 
capnord ha scritto:
berric_2001 ha scritto:
Credo che alzare l'IVA colpisca tutti, anche chi veramente ora fa fatica a tirare fine mese, non incentivi il consumo (traguardo a cui puntano gli economisti per la ripresa) e aumenti la "convenienza" ad evaderla. (il rischio vale sempre più la candela). Per contro, la riduzione di poche decine di euro dell'IRPEF (parlo sempre dei redditi più bassi, delle pensioni) difficilmente coprirà l'aumento dei prezzi, per cui paga sempre Pantalone. Per ridurre l'evasione bisogna, secondo me, assolutamente ridurre il margine di convenienza a farlo, e per ottenerlo basterebbe rendere deducibili alcuni tipi di fatture e/o scontrini fiscali. Il minor gettito d'IRPEF di chi deduce pretendendo la fattura sarebbe ampiamente compensato da quello dell'IVA della fattura stessa e dall'IRPEF di chi la emette.Ma forse è troppo facile e in contrapposizione con gli interessi elettorali e di casta. Mi sbaglierò, ma mi vien da pensare così.

Che la convenienza ad evadere l'iva aumenta non ci piove. Sul fatto che colpisca le classi più povere è tutto da vedere . Si parla di aumentare l'iva sulle aliquote più alte ( 10% e 20%), mentre alimentari ( non tutti ), prodotti agricoli freschi, ittici e altro sono al 4.

Si, ma se ti occorre un paio di scarpe, un golf o la roba dei bambini....ci sei dentro. Purtroppo oltre alle spese del vitto ce ne sono tante altre che sono fisse, tipo le bollette varie, ecc.
 
stratoszero ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non sarebbe possibile adeguare la nostra legislazione tributaria a quella degli USA, non lo vorrebbero nemmeno i cittadini. Gli italiani delle tasse si lamentano sempre, ma mai accetterebbero un depotenziamento dei servizi pubblici e dell'assistenza tale da poter consentire l'applicazione di aliquote molto basse. La convinzione che lo Stato debba fare il possibile per limitare gli squilibri sociali, garantire a tutti standard minimi di assistenza e operare, seppur in maniera limitata, in alcuni settori dell'economia E' PREVALENTE in Italia, in Germania, in Francia, in Austria e in tutta Europa. Per fortuna, aggiungo.

Sono d'accordo per l'assistenza sanitaria, che finalmente Obama sta cambiando, ma quali altri servizi pubblici funzionano meglio da noi che negli USA?
Creado che la differenza stia soprattutto nel COME vengono gestite le risorse pubbliche, che in Italia comporta una lievitazione dei costi rispetto a quello che realmente viene offerto al cittadino. :?
Tralasciando gli sprechi, che senza dubbio da noi ci sono, rimane il fatto che con aliquote basse si finanzia una spesa pubblica bassa. I servizi, in particolare quelli tesi ad assicurare diritti sociali, saranno limitati.
Non ho una panoramica completa del welfare degli USA, ma sarebbe interessante sapere quali sono le coperture assistenziali(finanziate dallo Stato) dei lavoratori ad esempio(malattia, invalidità, previdenza ecc).
Saluti
 
SIMObmw||| ha scritto:
bellafobia ha scritto:
ridurre le tasse per chi vede eroso il potere d'acquisto (tanti); aumentarle a chi si arricchisce in manera smisurata (pochi). Galera per chi evade ed elude il fisco. Altro che aumentare l'IVA :rolleyes:
tassazione delle rendite finanziarie al livello medio europeo, riduzione delle tasse per chi è precario, per le famiglie (sulla base di coefficienti famigliari che tengano conto della numerosità, del reddito complessivo e delle proprietà): così le cose cambierebbero in meglio.
Se la ricchezza si concentra in poche famiglie, il fisco deve redistribuire le risorse con la progressività: l'IVA non è progressiva (va in c*lo a tutti)

Dare al fisco il ruolo del Robin Hood moderno in effetti è un ottimo metodo... per portare alla recessione.
Sulle rendite finanziarie invece posso essere anche d'accordo SE E SOLAMENTE SE l'innalzamento della tassazione in quest'area è accoppiata ad un abbassamento del restante prelievo fiscale.

L'obiettivo di avere una tassazione delle rendite più alte non deve infatti essere "far piangere i ricchi" (cit.), quanto rendere maggiormente appetibile l'investimento in attività produttive relativamente agli asset finanziari.
Detto questo, non leggo nessuno dei Robin Hood a favore della tassazione delle rendite commentare sull'impatto che ciò avrebbe sul debito pubblico italiano....
Spero tu stessi scherzando...tassare i ricchi e ridurre la pressione fisclae sui poveri fa crescere i consumi! Il ruolo del fisco è proprio quello di redistribuire le risorse tramite la progressività. Dato che servono miliardi di euro, questi non possono essere drenati dalle tasche di tutti tramite l'aumento dell'iva (sui beni di largo consumo): QUESTO porterebbe ad una ulteriore riduzione dei consumi. L'obiettivo del fisco non è di far piangere qualcuno: è di far pagare tutti in proporzione alle loro sostanze e questo obiettivo non viene raggiunto in Italia
 
capnord ha scritto:
berric_2001 ha scritto:
Credo che alzare l'IVA colpisca tutti, anche chi veramente ora fa fatica a tirare fine mese, non incentivi il consumo (traguardo a cui puntano gli economisti per la ripresa) e aumenti la "convenienza" ad evaderla. (il rischio vale sempre più la candela). Per contro, la riduzione di poche decine di euro dell'IRPEF (parlo sempre dei redditi più bassi, delle pensioni) difficilmente coprirà l'aumento dei prezzi, per cui paga sempre Pantalone. Per ridurre l'evasione bisogna, secondo me, assolutamente ridurre il margine di convenienza a farlo, e per ottenerlo basterebbe rendere deducibili alcuni tipi di fatture e/o scontrini fiscali. Il minor gettito d'IRPEF di chi deduce pretendendo la fattura sarebbe ampiamente compensato da quello dell'IVA della fattura stessa e dall'IRPEF di chi la emette.Ma forse è troppo facile e in contrapposizione con gli interessi elettorali e di casta. Mi sbaglierò, ma mi vien da pensare così.

Che la convenienza ad evadere l'iva aumenta non ci piove. Sul fatto che colpisca le classi più povere è tutto da vedere . Si parla di aumentare l'iva sulle aliquote più alte ( 10% e 20%), mentre alimentari ( non tutti ), prodotti agricoli freschi, ittici e altro sono al 4.
la riduzione dell'irpef deve essere più che compensate dall'umento dell'iva (altrimenti i miliardi necessari da dove escono fuori?): secondo te un tale gettito lo ottieni aumentando di un punto percentuale l'iva sui beni voluttuari (consumati dagli happy few) o sui beni di largo consumo?
La risposta è davvero ovvia... :rolleyes:
 
99octane ha scritto:
SIMObmw||| ha scritto:
bellafobia ha scritto:
ridurre le tasse per chi vede eroso il potere d'acquisto (tanti); aumentarle a chi si arricchisce in manera smisurata (pochi). Galera per chi evade ed elude il fisco. Altro che aumentare l'IVA :rolleyes:
tassazione delle rendite finanziarie al livello medio europeo, riduzione delle tasse per chi è precario, per le famiglie (sulla base di coefficienti famigliari che tengano conto della numerosità, del reddito complessivo e delle proprietà): così le cose cambierebbero in meglio.
Se la ricchezza si concentra in poche famiglie, il fisco deve redistribuire le risorse con la progressività: l'IVA non è progressiva (va in c*lo a tutti)

Dare al fisco il ruolo del Robin Hood moderno in effetti è un ottimo metodo... per portare alla recessione.

Sulle rendite finanziarie invece posso essere anche d'accordo SE E SOLAMENTE SE l'innalzamento della tassazione in quest'area è accoppiata ad un abbassamento del restante prelievo fiscale.

L'obiettivo di avere una tassazione delle rendite più alte non deve infatti essere "far piangere i ricchi" (cit.), quanto rendere maggiormente appetibile l'investimento in attività produttive relativamente agli asset finanziari.
Detto questo, non leggo nessuno dei Robin Hood a favore della tassazione delle rendite commentare sull'impatto che ciò avrebbe sul debito pubblico italiano....

Tassare il risparmio e' veramente darsi la zappa sui piedi. Le speculazioni sono una cosa, ma i fondi d'investimento sono ben altro (anche se comunque c'e' ovviamente una certa commistione).
Quanto al "ridistribuire la ricchezza", e' un concetto comunista che non puo' e non deve avere nessuno spazio in un paese civile e democratico. Come l'IVA, che e' un vero e proprio furto di stato che per giunta va a colpire maggiormente proprio i contribuenti con minor "inerzia" economica e che dunque massimamente risentono anche del piu' piccolo problema di liquidita'.
In un paese come l'Italia le tasse vanno ridotte PER TUTTI: per i privati, come per le imprese, che sono ormai allo stremo. Chi parla di aumentare le tasse alle imprese per ridurle ai dipendenti si dimentica (finge di dimenticare) che senza imprese non ci sono dipendenti, e abbiamo gia' un tasso di disoccupazione sufficientemente alto senza strangolare chi da' lavoro! Vogliamo ridurre la disoccupazione? Riduciamo il costo del lavoro, riduciamo le tasse alle imprese e miglioriamo i meccanismi di flessibilita' del lavoro, cosi' si sistemano anche un po' di precari...
veramente è il principio base dell'imposizione fiscale :rolleyes:
se poi ti senti colpito nel personale è un altro discorso, ma dire che è da comunisti... ;) significherebbe che viviamo in uno stato comunista (secondo la tua visione). L'Italia è uno stato sociale, come tanti altri in Europa e come in tanti altri il fisco è progressivo. Le tasse vanno ridotte a chi si impoverisce: chi si arricchisce deve pagare di più, anche perchè è UN GIOCO A SOMMA ZERO: chi si arricchisce lo fa (la maggior parte delle volte) a danno di altri (che si impoveriscono). Dato che sembra così difficile far pagare "i ricchi", bisognerebbe tassare i beni di lusso: panfili, ville, plusvalenze ecc...
 
bellafobia ha scritto:
capnord ha scritto:
berric_2001 ha scritto:
Credo che alzare l'IVA colpisca tutti, anche chi veramente ora fa fatica a tirare fine mese, non incentivi il consumo (traguardo a cui puntano gli economisti per la ripresa) e aumenti la "convenienza" ad evaderla. (il rischio vale sempre più la candela). Per contro, la riduzione di poche decine di euro dell'IRPEF (parlo sempre dei redditi più bassi, delle pensioni) difficilmente coprirà l'aumento dei prezzi, per cui paga sempre Pantalone. Per ridurre l'evasione bisogna, secondo me, assolutamente ridurre il margine di convenienza a farlo, e per ottenerlo basterebbe rendere deducibili alcuni tipi di fatture e/o scontrini fiscali. Il minor gettito d'IRPEF di chi deduce pretendendo la fattura sarebbe ampiamente compensato da quello dell'IVA della fattura stessa e dall'IRPEF di chi la emette.Ma forse è troppo facile e in contrapposizione con gli interessi elettorali e di casta. Mi sbaglierò, ma mi vien da pensare così.

Che la convenienza ad evadere l'iva aumenta non ci piove. Sul fatto che colpisca le classi più povere è tutto da vedere . Si parla di aumentare l'iva sulle aliquote più alte ( 10% e 20%), mentre alimentari ( non tutti ), prodotti agricoli freschi, ittici e altro sono al 4.
la riduzione dell'irpef deve essere più che compensate dall'umento dell'iva (altrimenti i miliardi necessari da dove escono fuori?): secondo te un tale gettito lo ottieni aumentando di un punto percentuale l'iva sui beni voluttuari (consumati dagli happy few) o sui beni di largo consumo?
La risposta è davvero ovvia... :rolleyes:

finche' non si capisce ( o non si accetta ;) ) che ci vogliono decine di milardi, altro che un puntodi IVA ( visto che di quanto si rastrellera' 44 sono gia' impegnati ).................
non si arrivera' a nulla.
Siccome la logica dice che le cose in generale si prendono dove sono ;)
se non si rimette l' ICI sulle case di lusso, e non si pensa seriamente ad una
patrimoniale....si perde solo tempo e si aggrava il problema:
-solo questo mese il debito e' salito di 20 mld
-se S.&P. ci abbassano il rating, il costo in piu' e' di 18 mld per punto interesse
 
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