<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ricercatori: bella risposta | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

ricercatori: bella risposta

Io l'università l'ho frequentata solo due anni, e da qualche parte in giro per casa devo ancora avere il libretto degli esami assolutamente intonso, a testimonianza del fatto che non avevo nemmeno capito come funzionava, ma nella lettera della ricercatrice più che esterofilia o snobismo ci vedo un bel pò di rabbia per come e a chi sono stati assegnati posti a concorso in patria...

"(...) Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. (...)"

Tre esempi specifici, tre casi ben circostanziati, tre atti di accusa.

La ricercatrice sarà anche diventata grande GRAZIE alle università che ora la schifano, ma le università medesime fanno il loro lavoro NONOSTANTE la massiccia presenza di raccomandati inadatti al ruolo ricoperto. E ogni sforzo fatto per rimarcarlo (e magari rimuovere qualche "parassita") imho va applaudito e incentivato, non stigmatizzato.
 
qui c'é l'intervista

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/14/la-giannini-entusiasta-degli-studiosi-italiani-io-non-faccio-parte-della-ricerca-del-mio-paese-che-mi-ha-cacciata/2464051/
 
PanDemonio ha scritto:
Io l'università l'ho frequentata solo due anni, e da qualche parte in giro per casa devo ancora avere il libretto degli esami assolutamente intonso, a testimonianza del fatto che non avevo nemmeno capito come funzionava, ma nella lettera della ricercatrice più che esterofilia o snobismo ci vedo un bel pò di rabbia per come e a chi sono stati assegnati posti a concorso in patria...

"(...) Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. (...)"

Tre esempi specifici, tre casi ben circostanziati, tre atti di accusa.

La ricercatrice sarà anche diventata grande GRAZIE alle università che ora la schifano, ma le università medesime fanno il loro lavoro NONOSTANTE la massiccia presenza di raccomandati inadatti al ruolo ricoperto. E ogni sforzo fatto per rimarcarlo (e magari rimuovere qualche "parassita") imho va applaudito e incentivato, non stigmatizzato.

Ma infatti io non stigmatizzo i suoi sforzi e nemmeno le sue giuste proteste, trovo però che sia sbagliato denigrare sempre e comunque le istituzioni, in questo caso universitarie, senza le quali molto probabilmente non saremmo mai diventati quel che siamo.
Aggiungo pure che in molti casi (la maggior parte nel mio campo) delle borse di studio con le quali si parte per l'estero dopo la laurea od il dottorato sono borse italiane pagate dall'Italia. Non so se questo sia il caso della ricercatrice di cui si parla (era il mio vent'anni fa), ma è anche questo un dato di cui tener conto prima di sparare a zero su tutto a prescindere.
Lavorare per migliorare è sempre bene, buttare bombe atomiche sul paese natio non è molto sagace e nemmeno utile.

Saluti
 
fabiologgia ha scritto:
E, per mia esperienza personale (sia pure ormai datata visto che parlo di circa 20 anni fa) i giovani laureati e Dottorati italiani a livello di cultura di base mangiavano la pastasciutta in testa a moltissimi stranieri.

Confermo. E' anche la mia esperienza.
E aggiungo anche la conoscenza specifica in molti casi.
 
Trotto@81 ha scritto:
Vorrei chiedere ai ricercatori in questione se sanno del perché l'Italia non li vuole. Al 100% non saprebbero rispondere.
sono un ricercatore.

ingegnere gestionale, dopo un'esperienza aziendale rientro in università con il mio relatore di tesi per seguire un progetto di analisi di magazzini di farmaci in ospedale. Esperienza faticosa ma entusiasmante, inizio il dottorato, 3 anni di cui uno vissuto negli Stati Uniti, rientro discuto o meglio difendo la mia tesi, e ottengo questo titolo di Ph.D.

Sono 2 anni che sono un assegnista di ricerca in attesa che il miur bandisca un concorso.

La risposta per me è che a chi ci comanda non fa comodo avere una società evoluta, smart, meglio in linea di massima rintronarci con scemenze...il sapere se diffuso è scomodo al potere.
 
giuliogiulio ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Vorrei chiedere ai ricercatori in questione se sanno del perché l'Italia non li vuole. Al 100% non saprebbero rispondere.
sono un ricercatore.

ingegnere gestionale, dopo un'esperienza aziendale rientro in università con il mio relatore di tesi per seguire un progetto di analisi di magazzini di farmaci in ospedale. Esperienza faticosa ma entusiasmante, inizio il dottorato, 3 anni di cui uno vissuto negli Stati Uniti, rientro discuto o meglio difendo la mia tesi, e ottengo questo titolo di Ph.D.

Sono 2 anni che sono un assegnista di ricerca in attesa che il miur bandisca un concorso.

La risposta per me è che a chi ci comanda non fa comodo avere una società evoluta, smart, meglio in linea di massima rintronarci con scemenze...il sapere se diffuso è scomodo al potere.

Diciamo che in società "evolute e democratiche" il sapere diffuso è utile e ben accetto al potere, perchè aiuta ad evolvere ed arricchire la società ed il potere stesso che si basa sul benessere della società, vedi paesi anglosassoni e nordici in genere.
Mentre in società statiche, dove il potere è frutto di ideologie, di prevaricazione, di regalìe e di caste inamovibili, il sapere e la conoscenza sono pericolose per il potere stesso che si basa sull'ignoranza diffusa e sullo "status quo". Questo è il caso Italia e di molti paesi con cultura "anti anglosassone e nord Americana".
Amen.
 
giuliogiulio ha scritto:
Sono 2 anni che sono un assegnista di ricerca in attesa che il miur bandisca un concorso.
I concorsi sono bloccati e, temo, lo saranno ancora per parecchio tempo, sia per questione di fondi sia per la valanga di ricorsi pendenti (esempio: se l'illustre luminare :rolleyes: straniero non comprende una parola di italiano, come fa a valutare dei candidati i cui lavori sono scritti in italiano? mica tutti concorrono nelle scienze dure ... :? e non parliamo poi delle mediane ... )
Se hai un'occasione diversa dall'accademia, modesto suggerimento, coglila al volo ;)
 
U2511 ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
Sono 2 anni che sono un assegnista di ricerca in attesa che il miur bandisca un concorso.
I concorsi sono bloccati e, temo, lo saranno ancora per parecchio tempo, sia per questione di fondi sia per la valanga di ricorsi pendenti (esempio: se l'illustre luminare :rolleyes: straniero non comprende una parola di italiano, come fa a valutare dei candidati i cui lavori sono scritti in italiano? mica tutti concorrono nelle scienze dure ... :? e non parliamo poi delle mediane ... )
Se hai un'occasione diversa dall'accademia, modesto suggerimento, coglila al volo ;)
è quello che ho fatto io...

Dopo i regolari corsi universitari, mi sono dovuto fare il servizio militare, ne ho approfittato per tentare la carriera come ufficiale di completmento, partendo dall' artiglieria e puntando (come fisico nucleare) alla difesa nbc, le cose sono andate diversamente, anche grazie a zero appoggi e ad un ginocchio lesionato in servizio. Sono rientrato in università dopo due anni per fare ricerca, la solita trafila, concorsi, dottorato, perfezionamento, ma era davvero tutto bloccato, salvo fare come tanti compagni di laboratorio, o andavi all'estero, o lavoravi per le aziende che producono e commercializzano strumenti di misura come i rivelatori, oppure informatico o insegnamento. Invece mi sono iscritto ad un altro corso universitario, la specializzazione in fisica sanitaria, con valenza medica e ambientale, ennesima tesi, tesine, esami discussioni, e mi sono specializzato a cavallo della nuova e della vecchia legge, ma, essendo un "cane sciolto", ho dovuto fare i miei concorsi da libero cittadino, risultatndo sempre il primo degli esclusi in graduatoria, sino a che non ho trovato dei concorsi in cui i vincitori predestinati non erano presenti o in numero sufficiente... morale della favola, sono entrato "in ruolo" come dirigente a tempo indeterminato alla "tenera età" di 37 anni... dopo "soli"undici anni di gavetta, di titoli supplementari che sono costati in tasse ed in mancati guadagni e faccio un lavoro dove ho colleghi di poco più anziani senza titoli specifici che sono entrati illo tempore ma hanno sanato grazie ad un "buco" della legge (le silite scappatoie) che, in base a contratti stipulati quando la legge era permissiva, guadagnano quasi il doppio e non hanno le mie responsabilità sui pazienti ma solo burocratiche... e quelli che cercano di fare il mio lavoro ora non trovano neppure dei concorsi da provare... l'Italia è un paese per immigranti stranieri ed emigranti locali... hanno voluto così e non vedo miglioramenti all' orizzonte...
 
U2511 ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
Sono 2 anni che sono un assegnista di ricerca in attesa che il miur bandisca un concorso.
I concorsi sono bloccati e, temo, lo saranno ancora per parecchio tempo, sia per questione di fondi sia per la valanga di ricorsi pendenti (esempio: se l'illustre luminare :rolleyes: straniero non comprende una parola di italiano, come fa a valutare dei candidati i cui lavori sono scritti in italiano? mica tutti concorrono nelle scienze dure ... :? e non parliamo poi delle mediane ... )
Se hai un'occasione diversa dall'accademia, modesto suggerimento, coglila al volo ;)
dal primo giorno in cui sono entrato qui dentro ho solo prodotto lavori in inglese.

I criteri di valutazione tra H index citazioni etc sono davvero complicati...cmq no...potrei avere la possbilità di andarmene, ma no...questo è il mio lavoro. Piuttosto vado anche io fuori dall'italia
 
Penso che chi ha delle lauree spendibili, delle capacità intellettuali e non è parente di... debba per onestà e amor proprio andarsene e mettere a frutto il suo sapere, altrimenti contribuisce a mantenere coloro che fanno carriera grazie alle parentele e amicizie di partito.
 
Solo io ci vedo lo scandalo?
In Italia, al contrario di quasi tutte le altre nazioni "del blocco occidentale", l'università costa poco ed è facilmente accessibile.
Io mi son Laureato in medicina spendendo più o meno 1 milione all'anno (ahimè c'era ancora la lira) considerando tutto (tasse, libri, treno, millemila caffe alle macchinette). Avete idea di quanto sarebbe costato laurearmi in medicina in america o in francia? Probabilmente avrei dovuto attivare un mutuo. E' ovvio che in Italia, soprattutto nelle materie di area scientifica, le Università se non fossero finanziate dal contribuente fallirebbero tutte domani. Per cui la laurea a quella ricercatrice in gran parte l'abbiamo pagata noi con le nostre tasse nella speranza che un giorno inventi una cura per il cancro, un'auto elettrica che si ricarica in 2 minuti e cammina per mille km, la televisione senza pubblicità e cose del genere. Magari ci riuscirà ma i frutti li raccoglieranno altri...
Immaginate di essere degli agricoltori, zappate, arate, concimate, vi rompete la schiena per 364 giorni all'anno nel vostro campo, spendendo soldi in attrezzi, fitofarmaci ed operai... arriva il giorno del raccolto e decidete che siete stanchi e non volete spendere ulteriori risolte per portare a casa i frutti e regalate tutto al primo che passa.
Purtroppo per quel che riguarda la ricerca ed il mondo universitario l'Italia si comporta alla stessa maniera
 
AurisBari ha scritto:
Solo io ci vedo lo scandalo?
In Italia, al contrario di quasi tutte le altre nazioni "del blocco occidentale", l'università costa poco ed è facilmente accessibile.
Io mi son Laureato in medicina spendendo più o meno 1 milione all'anno (ahimè c'era ancora la lira) considerando tutto (tasse, libri, treno, millemila caffe alle macchinette). Avete idea di quanto sarebbe costato laurearmi in medicina in america o in francia? Probabilmente avrei dovuto attivare un mutuo. E' ovvio che in Italia, soprattutto nelle materie di area scientifica, le Università se non fossero finanziate dal contribuente fallirebbero tutte domani. Per cui la laurea a quella ricercatrice in gran parte l'abbiamo pagata noi con le nostre tasse nella speranza che un giorno inventi una cura per il cancro, un'auto elettrica che si ricarica in 2 minuti e cammina per mille km, la televisione senza pubblicità e cose del genere. Magari ci riuscirà ma i frutti li raccoglieranno altri...
Immaginate di essere degli agricoltori, zappate, arate, concimate, vi rompete la schiena per 364 giorni all'anno nel vostro campo, spendendo soldi in attrezzi, fitofarmaci ed operai... arriva il giorno del raccolto e decidete che siete stanchi e non volete spendere ulteriori risolte per portare a casa i frutti e regalate tutto al primo che passa.
Purtroppo per quel che riguarda la ricerca ed il mondo universitario l'Italia si comporta alla stessa maniera
"Quella ricercatrice", non è laureata in una disciplina scientifica, ma umanistica, credo ad indirizzo linguistico. Pertanto la sua ricerca, penso, sia sull'origine, significato o evoluzione di una lingua.
Quindi soldi pubblici europei,che vanno ad una università olandese, per sapere " esempio": se "biscotto" nelle lingue romanze, vuol dire "cotto due volte" e perchè siamo arrivati ad usare questo nome per indicare un dolcetto "secco" da forno.
Niente a che fare con la salvezza corporale, ma comunque utile ai "fornai eruditi".
 
AurisBari ha scritto:
Solo io ci vedo lo scandalo?
In Italia, al contrario di quasi tutte le altre nazioni "del blocco occidentale", l'università costa poco ed è facilmente accessibile.
Io mi son Laureato in medicina spendendo più o meno 1 milione all'anno (ahimè c'era ancora la lira) considerando tutto (tasse, libri, treno, millemila caffe alle macchinette). Avete idea di quanto sarebbe costato laurearmi in medicina in america o in francia? Probabilmente avrei dovuto attivare un mutuo. E' ovvio che in Italia, soprattutto nelle materie di area scientifica, le Università se non fossero finanziate dal contribuente fallirebbero tutte domani. Per cui la laurea a quella ricercatrice in gran parte l'abbiamo pagata noi con le nostre tasse nella speranza che un giorno inventi una cura per il cancro, un'auto elettrica che si ricarica in 2 minuti e cammina per mille km, la televisione senza pubblicità e cose del genere. Magari ci riuscirà ma i frutti li raccoglieranno altri...
Immaginate di essere degli agricoltori, zappate, arate, concimate, vi rompete la schiena per 364 giorni all'anno nel vostro campo, spendendo soldi in attrezzi, fitofarmaci ed operai... arriva il giorno del raccolto e decidete che siete stanchi e non volete spendere ulteriori risolte per portare a casa i frutti e regalate tutto al primo che passa.
Purtroppo per quel che riguarda la ricerca ed il mondo universitario l'Italia si comporta alla stessa maniera

Quando ti sei laureato a 1 milione l' anno....se si puo'.... :?:
Perche', mi sa che oggi, euro a parte, sia tutta altra musica.
 
harvard si torino no?

http://www.lastampa.it/2016/02/19/italia/cronache/il-politecnico-rifiuta-il-matematico-che-insegna-a-vienna-e-harvard-S2lCW6Mf1YI20NZLXpFdJM/pagina.html
 
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