<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ricercatori: bella risposta | Il Forum di Quattroruote

ricercatori: bella risposta

Senza voler entrare in polemica con nessuno, e senza tantomeno voler difendere l'opportunismo politico che sta dietro certe dichiarazioni, da ex ricercatore emigrato all'estero posso dire che se è vero che l'Italia ha molto da imparare sulla meritocrazia nei concorsi, è anche vero che quella ricercatrice, se è diventata quel che è oggi, lo deve a sé stessa ma anche alle scuole ed all'Università (italiane) che l'hanno formata negli anni in cui era una "semplice" studentessa.
E' vero che per diventare grandi ricercatori servono doti personali e tantissimo lavoro, anche questo personale, ma senza le fondamenta nessun edificio sta in piedi e le fondamenta di un Ricercatore sono da ricercare (mi scuso per il calembour) anche nella sua formazione scolastica ed accademica.
E, per mia esperienza personale (sia pure ormai datata visto che parlo di circa 20 anni fa) i giovani laureati e Dottorati italiani a livello di cultura di base mangiavano la pastasciutta in testa a moltissimi stranieri.

Ergo, ok che l'uscita della Ministra è stata poco sagace ma nella replica della Ricercatrice ci vedo un po' troppa esterofilia ed un certo atteggiamento tipico di chi sputa nel piatto dove ha mangiato.

Saluti
 
arizona77 ha scritto:
:thumbup: ...e ( mi permetto di aggiungere ) anche un po' di chi si sente tradito/abbandonato

Sono d'accordo, quella sensazione esiste ed è forte quando sei costretto ad emigrare perchè nella tua Università hanno preferito il figlio del Professore che ha firmato la tua tesi esclusivamente per meriti familiari.
Ma se tu sei diventato quel che sei lo devi anche (non solo ma anche) a quella Università.

Saluti
 
fabiologgia ha scritto:
arizona77 ha scritto:
:thumbup: ...e ( mi permetto di aggiungere ) anche un po' di chi si sente tradito/abbandonato

Sono d'accordo, quella sensazione esiste ed è forte quando sei costretto ad emigrare perchè nella tua Università hanno preferito il figlio del Professore che ha firmato la tua tesi esclusivamente per meriti familiari.
Ma se tu sei diventato quel che sei lo devi anche (non solo ma anche) a quella Università.

Saluti

Hai perfettamente ragione
( ho messo infatti il thumbup )
Mi sono solo permesso di aggiungere lo stato d' animo che,
giusto
o sbagliato che sia....quello e', almeno secondo me.
 
fabiologgia ha scritto:
arizona77 ha scritto:
:thumbup: ...e ( mi permetto di aggiungere ) anche un po' di chi si sente tradito/abbandonato

Sono d'accordo, quella sensazione esiste ed è forte quando sei costretto ad emigrare perchè nella tua Università hanno preferito il figlio del Professore che ha firmato la tua tesi esclusivamente per meriti familiari.
Ma se tu sei diventato quel che sei lo devi anche (non solo ma anche) a quella Università.

Saluti

il problema non é tanto la qualitá della universitá ( che é sicuramente meglio di quel che certe classifiche mostrano) è che il ricercatore senza santi in paradiso in italia é mal pagato, spesso a tempo determinato e con poche risorse a disposizione.
Quindi é inutile che il primo ministro di turno vari una qualche legge per il rientro dei cervelli se poi, una volta qui, le promesse vengono disattese?
piú che una legge per riportare i cervelli qui ci vorrebbe una legge per la esportazione dei deficienti.

PS: pochi anni fa il figlio di un rettore di una universitá é stato dichiarato abile alla cardio chirurgia da 4 esaminatori con laurea in odontoiatria.... :twisted:
 
bumper morgan ha scritto:
fabiologgia ha scritto:
arizona77 ha scritto:
:thumbup: ...e ( mi permetto di aggiungere ) anche un po' di chi si sente tradito/abbandonato

il problema non é tanto la qualitá della universitá ( che é sicuramente meglio di quel che certe classifiche mostrano) è che il ricercatore senza santi in paradiso in italia é mal pagato, spesso a tempo determinato e con poche risorse a disposizione.
Quindi é inutile che il primo ministro di turno vari una qualche legge per il rientro dei cervelli se poi, una volta qui, le promesse vengono disattese?
piú che una legge per riportare i cervelli qui ci vorrebbe una legge per la esportazione dei deficienti.

ed il problema sotto sotto e' anche altro....

nel nostro paese o fai il ricercatore "di stato" quindi pagato con il denaro pubblico o c'e' poco posto ( o denari dalla ditte ) per quelli "privati"....
 
I ricercatori italiani sono molto preparati più per "merito" di programmi superomnicomprensivi dei corsi e delle selezioni severissime agli esami... ma i testi migliori su cui ci formavamo erano stranieri e la ricerca vera si doveva fare all'estero... già allora, nei dipartimenti c'erano veri e propri clan familiari e intrallazzi multipli, altro che famiglie arcobaleno e step child... hanno rovinato tutto...
 
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