Io l'università l'ho frequentata solo due anni, e da qualche parte in giro per casa devo ancora avere il libretto degli esami assolutamente intonso, a testimonianza del fatto che non avevo nemmeno capito come funzionava, ma nella lettera della ricercatrice più che esterofilia o snobismo ci vedo un bel pò di rabbia per come e a chi sono stati assegnati posti a concorso in patria...
"(...) Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. (...)"
Tre esempi specifici, tre casi ben circostanziati, tre atti di accusa.
La ricercatrice sarà anche diventata grande GRAZIE alle università che ora la schifano, ma le università medesime fanno il loro lavoro NONOSTANTE la massiccia presenza di raccomandati inadatti al ruolo ricoperto. E ogni sforzo fatto per rimarcarlo (e magari rimuovere qualche "parassita") imho va applaudito e incentivato, non stigmatizzato.
"(...) Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. (...)"
Tre esempi specifici, tre casi ben circostanziati, tre atti di accusa.
La ricercatrice sarà anche diventata grande GRAZIE alle università che ora la schifano, ma le università medesime fanno il loro lavoro NONOSTANTE la massiccia presenza di raccomandati inadatti al ruolo ricoperto. E ogni sforzo fatto per rimarcarlo (e magari rimuovere qualche "parassita") imho va applaudito e incentivato, non stigmatizzato.