ilopan
0
Sempre lucide le tue riflessioni, piacevoli da leggere.marimasse ha scritto:Già, con quale risultato concreto?bumper morgan ha scritto:...Che altro posso fare? non sono mai stato preoccupato come da qualche mese a questa parte.
Un sensibile degrado della qualità di quel che ti (ci) resta da vivere, di questi giorni e mesi che in ogni caso NON torneranno e NON potranno più essere vissuti.
Senza dimenticare il fatto che questa storia dell'abisso, del botto, del cataclisma è quanto meno confusa, specie se si tiene presente che in fin dei conti essa rappresenta un eccezionale strumento promozionale per la vendita di notiziari, giornali, trasmissioni tv, siti, blog, forum ecc. ecc. ecc.
Il che ovviamente, alla luce dell'esperienza e della logica elementare, NON depone certo a favore della veridicità e della oggettività delle previsioni e delle analisi e delle "esperte" opinioni.
Non serve certo un cervello sovrannaturale per capire che la tanto menzionata "crescita", la tanto agognata "ripresa" di quelle stesse attività e abitudini (consumi sfrenati, mercati drogati, sprechi crescenti di risorse di ogni genere, speculazioni a gogo ecc.) che fin qui ci hanno portato NON rappresenta uno scenario verosimile e che quindi, SE intendiamo con "recessione" la non "crescita" (quella crescita), ci aspetta SENZA DUBBIO alcuno proprio la recessione.
Sul fatto poi che si debba considerare catastrofico uno scenario in cui le varie attività umane, anziché crescere ed espandersi all'infinito (assieme al numero delle persone presenti), procedano in una statica, stabile, durevole situazione di equilibrio ci sarebbe, a mio modestissimo avviso, da discutere parecchio.
Così come ci sarebbe da discutere sul fatto che lo stabile equilibrio sia, come traguardo verso cui camminare, meno intelligente e sensato dell'instabile e insostenibile (altrimenti non saremmo nella situazione in cui siamo) squilibrio.
In effetti noi siamo in un mercato che cambia e che non compra.
Noi cambiamo il cellulare, cambiamo l'auto, cambiamo la tv, cambiamo i mobili, non li compriamo per necessità o per bisogno.
Nel senso che abbiamo tutto ed i nostri bisogni/consumi sono l'eventuale cambio dell'oggetto ma non il reale bisogno di averlo.
Significa a detta di qualcuno, che stiamo parlando nei mercati "maturi" cioè saturi, a crescita zero...e a detta di chi vende (ovviamente) mercati in crisi.
Questo è poi il reale risultato che tante aziende producono a numeri elevati (sovrapproduzione a seguito di trend storico dovuto alla crescita) e il mercato è saturo, non vendono ed è crisi....equazione semplice ed intuitiva.
Nei cosiddetti paesi emergenti succede il contrario...la gente compra, non cambia!
Compra il cellulare, compra l'auto, compra la tv, compra i mobili e se vediamo, su tutte la Cina, ci rendiamo anche conto che ci sono incrementi annuali a due cifre.
La differenza è tutta qui...qui si cambia..li si compra.
Qui un oggetto (brand) cerca l'acquirente...li l'acquirente cerca oggetti!
Stessa realizzazione finale (la compravendita, l'acquisto)...ma due dinamiche diverse!
Poi ancora, visto che cambiamo e non compriamo, in un momento di crisi (reale o virtuale) e di incertezze, se dovevi cambiare qualcosa, non essendo un bisogno, rimandi a tempi migliori l'acquisto di questo o quel bene, di questo o quell'oggetto...e "tacchete" da crisi passi a recessione!