<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Questione meridionale Europea... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Questione meridionale Europea...

Matteo__ ha scritto:
Rimanendo però alle gabbie salariali, potrei risponderti che visto che l'emigrazione oggi l'abbiamo lo stesso, introdurle non serva poi a molto. Perchè quello che costringe all'emigrazione oggi è la mancanza di prospettiva e la consapevolezza che altrove si viva meglio, non la fame, la povertà più nera e il concreto rischio di morire di stenti (almeno, non ancora) che invece costrinse i nostri nonni a fuggire. Son due cose differenti.
A mio parere, come dicevo, il discorso delle gabbie è del tutto scollegato dall'emigrazione: è solo un tentativo ingiusto e limitato nel tempo (che tra l'altro aumenta il debito pubblico) di calmierare una situazione strutturalmente determinata. Un po' come lo sono stati gli incentivi alla rottamazione per il mercato automobilistico. Parliamo di un palliativo, non di una cura.
E infine conta che l'euro ha appianato il costo della vita su tutta la penisola, oggi vivere a Napoli non costa molto meno che vivere a Roma o Milano, mentre una volta la differenza era enormemente marcata. Anche questo va considerato.

certo, le gabbie non sarebbero la sola cura ma affiancate da qualcos'altro aiuterebbero...
Il principio delle gabbie, comunque, è quello di rendere "appetibili" zone che normalmente non lo sarebbero... Specialmente all'interno di una unione monetaria...
[Ad es. oggi il costo del lavoro è uguale in tutta Italia quindi se dovessi iniziare un'attività sarei più propenso a crearla al nord italia per motivi evidenti... MA se ci fossero le gabbie e gli operai del salento (una zona a caso) costassero il 20% in meno rispetto a brescia (sempre a caso) è normale che ci penserei 2 volte prima di andare a brescia!]
.... dove vige il principio:"Se non posso svalutare la moneta, svaluto il lavoro"!
Teniamo sempre presente che le zone poco appetibili (e di solito poco industrializzate) man mano che si industrializzano recupererebbero il terreno sia in termini di costo della vita che di redditi!
Sul costo della vita in Italia mi trovi un pò in disaccordo...le grandi città hanno avuto sempre un costo più o meno simile.... ma le città più piccole allora come oggi conservano un "gap" ancora marcato...

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Vorrei aggiungere un altro elemento alla discussione che avevo dimenticato!
Le "questioni meridionali" non sono 2 ma 3..... C'è anche quella tedesca!!!
La Ger.-est continua ad essere nettamente in difficoltà rispetto al resto del paese nonostante riceva quasi 1 punto di PIL netto all'anno con la tassa di solidarietà detta "soli".
Nessuna delle 100 più grandi aziende tedesche ha stabilimenti in G-est e le ultime politiche di compressione della domanda interna hanno danneggiato particolarmente le piccole imprese orientali che puntano maggiormente proprio sulla domanda interna!

Insomma, i problemi li hanno anche loro.....

Un saluto a tutti!
 
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