Cometa Rossa ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
E come già ti dicevano, non pensi di prendere proprio l'esempio sbagliato?
L'hai detto stesso tu: a Rimini il mare fa schifo (verissimo, e aggiungo anche che il paesaggio non sia dei migliori) però è compensato dall'intrattenimento (verissimo anche questo). Non credi che la compensazione sia stata fatta proprio per valorizzare un posto che altrimenti sarebbe stato del tutto improduttivo? E cosa pensi che possa fare una organizzazione come quella di Rimini o di qualunque posto ad altissima affluenza ad un luogo come il Gargano? Per me sarebbe la distruzione completa (Costa Smeralda docet).
Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca: certi posti son belli per le discoteche e i parchi gioco, altri son belli perchè incontaminati. E così devono rimanere, se ci porti troppa gente li distruggi.
Inoltre dicevo che il Gargano è l'esempio sbagliato perchè li l'organizzazione non solo c'è, ma è anche molto efficiente: punti informativi in ogni centro cittadino, indicazioni stradali chiare e onnipresenti, cale e calette difficili da scovare e raggiungere, ma che ti permettono per questo di fare il bagno a ferragosto su spiaggette pressochè deserte o di prendere ombrellone e lettini con dieci euro, isoletta fronte spiaggia da raggiungere a nuoto compresa. Ti sembra poco?
I posti vanno capiti, altrimenti meglio non andarci, ci si rimane delusi.
Questo per l'esempio che hai fatto tu, perchè poi quello che dici è condivisibile per molti altri luoghi. Volendo rimanere nella stessa Puglia mi verrebbe da pensare immediatamente al Salento, quello si dimenticato da Dio: spiagge mal tenute e quasi sempre decisamente costose, città bellissime finchè si passeggi nel centro storico, veri e propri tuguri di cemento appena si vada fuori (si pensi alla secondo me sopravvalutata Gallipoli o alla bellissima ma in parte deturpata Otranto), segnaletica e punti informativi a macchia di leopardo quando non completamente assenti. Quello è un posto, specialmente quando si parli del litorale Ionico, che andrebbe riorganizzato sul modello di Rimini, Innanzitutto perchè ha spiagge che possono permettersi un grande afflusso di gente, in secondo luogo perchè il paesaggio è spesso brullo e bisognoso di cure.
E comunque tutto ciò non rileva ai fini del discorso che facevamo, e cioè perchè il sud si ritrovi in questa situazione: perchè è semplicemente una fotografia del presente, che nulla dice di come si sia arrivati a tutto ciò.
Insomma il perchè è sempre quello: cent'anni di mal governo.
Purtroppo sono di fretta, e devo fare un mega sunto di un discorso che sarebbe opportuno articolare meglio.. nessuno contesta la bellezza strepitosa di alcune zone che citiamo, quello che voglio sottolineare è la mancanza di servizi di contorno che in altre zone d'Italia, con mentalità imprenditoriale orientata al confort ed all'innovazione, si offrono. Non per niente ho fatto l'esempio dell'Alto Adige, dove ad un turismo di qualità e non quantità si fanno corrispondere servizi eccellenti tipo riviera romagnola ed una cura e tutela del paesaggio maniacale. Io queste cose "di contorno" purtroppo al sud Italia non le ho mai trovate. E, come ripeto, secondo me sono necessarie per un turismo di qualità, perchè ormai il posto incantevole e la buona cucina non bastano più nel fare la differenza con altre offerte turistiche
Avevo capito perfettamente di cosa parlassi. Dicevo solo che il Gargano non è l'esempio giusto. Per certi posti il comfort e i servizi come mi sembra di aver capito li intenda tu sono controproducenti, se non addirittura dannosi. Almeno a mio avviso. Diverso è se parliamo di trascuratezza e scarsa valorizzazione. Ma, ripeto, non è il caso del Gargano.
Ti faccio un altro esempio: non so quanti di voi siano mai stati a Palinuro, che è una frazione marittima di un paesino del Cilento. Fino ad una decina di anni fa io ci andavo in vacanza (avevo iniziato quasi trent'anni fa), il posto in questione era mal collegato e difficilmente raggiungibile. Da Napoli servivano tre ore e mezza andando spediti, nonostante la distanza fosse di poco più di duecento km. Beh, mare stupendo (bandiera blu per tantissimi anni), luogo incontaminato e in peno agosto più tedeschi che italiani, e comunque pochissima gente. Il mare era distante dalle abitazioni per via della conformazione del territorio, eppure si poteva scendere in spiaggia tranquillamente alle dieci, trovare da parcheggiare e andare a piantare l'ombrellone dove più fosse piaciuto, data l'immensità della battigia, e passare l'intera giornata senza che le persone più prossime si trovassero a meno di una ventina di metri di distanza. Certo non c'erano bar, non c'erano lidi (solo tre o quattro, quelli storici) e se anche volevi un bicchiere d'acqua, dovevi portartelo da casa. Però, specie dalle parti della pineta verso marina di camerota, era il luogo più somigliante al paradiso che rammenti. Questo non vuol dire che non ci fosse intrattenimento: due discoteche (una anche piuttosto famosa, dentro una caverna in prossimità della spiaggia), tante pizzerie (una isolata sulla spiaggia, all'epoca era di un tedesco, pizza schifosa ma birra e wurstel da urlo) , negozietti, pista di pattinaggio, maneggi e piccole manifestazioni in piazzetta. Però alla sera, dopo la pizza, il ristorantino e la passeggiata, o te ne andavi in discoteca, o sulla spiaggia o a letto, perchè il tutto piombava nella più totale pace.
Poi hanno terminato la superstrada, il tempo di percorrenza è diminuito ad un paio d'ore ed è iniziata la lenta ma inesorabile rovina. Discoteche che uscivano come funghi anche in mezzo all'abitato, tutta la varia umanità che di solito inizia a popolare i posti alla moda, prezzi in ascesa, spiaggia libera totalmente scomparsa (e chi abbia visto l'estensione delle spiagge di cui parlo non può che gridare allo scempio), acqua sporca, gente ammassata, casino totale fin da luglio, mezz'ora per arrivare in spiaggia e totale impossibilità di fermare l'auto dopo le nove del mattino, passeggaiata la sera che manco San Gregorio armeno nel periodo di natale. Il quieto ed educato turismo tedesco scappato a gambe levate per far posto a rumoroso quanto poco remunerativo turismo di massa. Insomma come portare un elefante in una cristalliera.
Il bello (anzi il brutto) è che dopo qualche anno la moda è passata, è arrivata la crisi e i volumi impossibili per la zona registrati negli anni precedenti non ci son stati più (probabilmente anche perchè appunto impossibili), se non per le classiche due settimane ad agosto. Però del paradiso che era una volta son rimaste solo le briciole e il cemento, il luogo è ormai distrutto, la calma solo un lontano ricordo e chi prima viveva bene di turismo, ora non ci sta più dentro.
Inutile dire che è tanto che manco da quelle parti, però chi ci va ancora (perchè magari all'epoca acquistò casa) non fa che confermare l'andazzo.
Tutto qui, scusa la lunghezza, ma spero di aver reso bene qual'era il pensiero che volevo esprimere.