Da http://www.triangoloviola.it/36domawi.html
26. Quali furono gli sforzi fatti per salvare gli ebrei che volevano fuggire dalla Germania prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale?
Varie organizzazioni cercarono di facilitare l'immigrazione degli ebrei (e dei non-ebrei ma perseguitati come tali) dalla Germania: le più attive furono: la Jewish Agency for Palestine, l'American Jewish Joint Distribution Committee, il HICEM, il Central British Fund for German Jewry, il Reichsvertretung der Deutschen Juden ed altri gruppi non ebraici, come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - ebrei e non ebrei - provenienti dalla Germania, e l'American Friends Service Committee. Tra i programmi elaborati c'era il "Accordo di Trasferimento" stipulato fra l'Agenzia Ebraica ed il Governo Tedesco in base al quale agli immigranti in Palestina era permesso trasferirvi i propri fondi ed importarvi la merce Tedesca. Altri sforzi furono indirizzati alla riqualificazione di possibili emigranti, al fine di aumentare il numero delle persone che potevano ottenere i visti, dal momento che alcuni paesi negavano l'ingresso di membri appartenenti a determinate categorie professionali. Altri gruppi tentarono di aiutare gli ebrei negli iter riguardanti la selezione dei candidati per l'immigrazione, il trasporto dei rifugiati, l'aiuto nell'integrazione dell'immigrante, ecc.
Alcuni gruppi cercarono di incrementare l'immigrazione avvalendosi dell'aiuto di governi e organizzazioni internazionali per l'ottenimento di asilo politico. La Lega delle Nazioni costituì un organizzazione per l'aiuto ai rifugiati, ma il risultato fu alquanto limitato a causa di mancanza di potere politico e fondi adeguati.
Nel 1938, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna convocarono una conferenza ad Evian, Francia, per cercare una soluzione adatta al problema dei rifugiati. Ad eccezione della Repubblica Dominicana, le nazioni riunite rifiutarono di cambiare le loro severe regole sull'immigrazione che contribuivano ad impedire un'immigrazione di massa.
Nel 1939, il Comitato Intergovernativo dei Rifugiati, costituito durante la Conferenza di Evian, dette inizio ai negoziati con gli ufficiali tedeschi al fine di stabilire un accordo per lo spostamento di un'ingente quantità di ebrei tedeschi. Questi negoziati però naufragarono. Nel Luglio del 1934 vennero realizzate operazioni per l'ingresso illegale di immigranti ebrei in Palestina; in seguito vennero sospese fino al luglio del 1938. Gli sforzi furono compiuti su grande scala dal Mosad le-Aliya Bet, da Revisionisti Sionisti e da gruppi privati. Si cercò anche, ottenendo peraltro alcuni risultati positivi, di facilitare l'ingresso illegale di rifugiati in vari paesi dell'America Latina.
27. Perché furono così pochi gli esuli che poterono fuggire dall'Europa prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale?
La ragione principale del numero relativamente basso dei rifugiati che abbandonarono l'Europa prima della Seconda Guerra Mondiale consisteva nelle severe politiche sull'immigrazione adottate dai possibili paesi ospiti. Negli Stati Uniti, per esempio, il numero di immigranti era limitato a 153.744 per anno, diviso secondo il paese di origine. Tuttavia i requisiti di ingresso erano così severi da far sì che i posti disponibili spesso non fossero assegnati. Gli schemi per facilitare l'immigrazione, oltre al numero di posti disponibili, non si concretizzavano mai, poiché la maggior parte del popolo americano si opponeva fermamente all'ingresso di ulteriore rifugiati. Altri paesi, in particolare quelli Latino Americani, adottarono politiche sull'immigrazione simili o persino più restrittive, impedendo così l'accesso a possibili immigranti provenienti dal Terzo Reich.
La Gran Bretagna, in certo qual modo più liberale degli Stati Uniti rispetto al problema dell'ingresso degli immigranti, adottò misure restrittive al fine di limitare l'immigrazione degli ebrei in Palestina. Nel Maggio 1939, i britannici, pubblicarono il "Foglio Bianco", consentendo a soli 75.000 immigranti ebrei di ottenere il visto di ingresso in Palestina per i cinque anni successivi (10.000 all'anno e altri 25.000). Questa decisione impedì a centinaia di migliaia di ebrei di fuggire dall'Europa.
I paesi con maggiori possibilità di accoglienza di rifugiati ne rifiutarono sistematicamente l'ingresso. Malgrado una soluzione al problema dei rifugiati fosse all'ordine del giorno della Conferenza di Evian, solamente la Repubblica Dominicana approvò l'immigrazione su grande scala. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna proposero di scegliere delle località di accoglienza nelle aree sottosviluppate (per esempio: Guyana, già Guyana Inglese e le Filippine) che, tuttavia, non si rivelarono alternative adeguate.
Bisognava considerare i seguenti fattori importanti: durante il periodo prebellico - durante il quale non esistevano ancora programmi di sterminio degli ebrei - i tedeschi appoggiarono perfino l'emigrazione ebraica. L'obiettivo era di indurli ad andarsene, all'occorrenza con l'uso della forza. E' importante riconoscere l'attitudine degli ebrei tedeschi. Mentre molti ebrei tedeschi inizialmente erano contrari all'emigrazione, dopo la Kristallnacht (La notte dei cristalli, 9-10 Novembre 1938), la maggior parte tentò di farlo. Se ci fossero stati più luoghi a disposizione, certamente sarebbe emigrato un maggior numero di ebrei..
Il risultato finale furono i 6 milioni di ebrei sterminati nei vari campi quando almeno la metà di loro avrebbe potuto rifugiarsi in altri paesi che però non vollero cambiare le regole sull'immigrazione.
Nessuno trova analogie con la situazione attuale?
26. Quali furono gli sforzi fatti per salvare gli ebrei che volevano fuggire dalla Germania prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale?
Varie organizzazioni cercarono di facilitare l'immigrazione degli ebrei (e dei non-ebrei ma perseguitati come tali) dalla Germania: le più attive furono: la Jewish Agency for Palestine, l'American Jewish Joint Distribution Committee, il HICEM, il Central British Fund for German Jewry, il Reichsvertretung der Deutschen Juden ed altri gruppi non ebraici, come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - ebrei e non ebrei - provenienti dalla Germania, e l'American Friends Service Committee. Tra i programmi elaborati c'era il "Accordo di Trasferimento" stipulato fra l'Agenzia Ebraica ed il Governo Tedesco in base al quale agli immigranti in Palestina era permesso trasferirvi i propri fondi ed importarvi la merce Tedesca. Altri sforzi furono indirizzati alla riqualificazione di possibili emigranti, al fine di aumentare il numero delle persone che potevano ottenere i visti, dal momento che alcuni paesi negavano l'ingresso di membri appartenenti a determinate categorie professionali. Altri gruppi tentarono di aiutare gli ebrei negli iter riguardanti la selezione dei candidati per l'immigrazione, il trasporto dei rifugiati, l'aiuto nell'integrazione dell'immigrante, ecc.
Alcuni gruppi cercarono di incrementare l'immigrazione avvalendosi dell'aiuto di governi e organizzazioni internazionali per l'ottenimento di asilo politico. La Lega delle Nazioni costituì un organizzazione per l'aiuto ai rifugiati, ma il risultato fu alquanto limitato a causa di mancanza di potere politico e fondi adeguati.
Nel 1938, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna convocarono una conferenza ad Evian, Francia, per cercare una soluzione adatta al problema dei rifugiati. Ad eccezione della Repubblica Dominicana, le nazioni riunite rifiutarono di cambiare le loro severe regole sull'immigrazione che contribuivano ad impedire un'immigrazione di massa.
Nel 1939, il Comitato Intergovernativo dei Rifugiati, costituito durante la Conferenza di Evian, dette inizio ai negoziati con gli ufficiali tedeschi al fine di stabilire un accordo per lo spostamento di un'ingente quantità di ebrei tedeschi. Questi negoziati però naufragarono. Nel Luglio del 1934 vennero realizzate operazioni per l'ingresso illegale di immigranti ebrei in Palestina; in seguito vennero sospese fino al luglio del 1938. Gli sforzi furono compiuti su grande scala dal Mosad le-Aliya Bet, da Revisionisti Sionisti e da gruppi privati. Si cercò anche, ottenendo peraltro alcuni risultati positivi, di facilitare l'ingresso illegale di rifugiati in vari paesi dell'America Latina.
27. Perché furono così pochi gli esuli che poterono fuggire dall'Europa prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale?
La ragione principale del numero relativamente basso dei rifugiati che abbandonarono l'Europa prima della Seconda Guerra Mondiale consisteva nelle severe politiche sull'immigrazione adottate dai possibili paesi ospiti. Negli Stati Uniti, per esempio, il numero di immigranti era limitato a 153.744 per anno, diviso secondo il paese di origine. Tuttavia i requisiti di ingresso erano così severi da far sì che i posti disponibili spesso non fossero assegnati. Gli schemi per facilitare l'immigrazione, oltre al numero di posti disponibili, non si concretizzavano mai, poiché la maggior parte del popolo americano si opponeva fermamente all'ingresso di ulteriore rifugiati. Altri paesi, in particolare quelli Latino Americani, adottarono politiche sull'immigrazione simili o persino più restrittive, impedendo così l'accesso a possibili immigranti provenienti dal Terzo Reich.
La Gran Bretagna, in certo qual modo più liberale degli Stati Uniti rispetto al problema dell'ingresso degli immigranti, adottò misure restrittive al fine di limitare l'immigrazione degli ebrei in Palestina. Nel Maggio 1939, i britannici, pubblicarono il "Foglio Bianco", consentendo a soli 75.000 immigranti ebrei di ottenere il visto di ingresso in Palestina per i cinque anni successivi (10.000 all'anno e altri 25.000). Questa decisione impedì a centinaia di migliaia di ebrei di fuggire dall'Europa.
I paesi con maggiori possibilità di accoglienza di rifugiati ne rifiutarono sistematicamente l'ingresso. Malgrado una soluzione al problema dei rifugiati fosse all'ordine del giorno della Conferenza di Evian, solamente la Repubblica Dominicana approvò l'immigrazione su grande scala. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna proposero di scegliere delle località di accoglienza nelle aree sottosviluppate (per esempio: Guyana, già Guyana Inglese e le Filippine) che, tuttavia, non si rivelarono alternative adeguate.
Bisognava considerare i seguenti fattori importanti: durante il periodo prebellico - durante il quale non esistevano ancora programmi di sterminio degli ebrei - i tedeschi appoggiarono perfino l'emigrazione ebraica. L'obiettivo era di indurli ad andarsene, all'occorrenza con l'uso della forza. E' importante riconoscere l'attitudine degli ebrei tedeschi. Mentre molti ebrei tedeschi inizialmente erano contrari all'emigrazione, dopo la Kristallnacht (La notte dei cristalli, 9-10 Novembre 1938), la maggior parte tentò di farlo. Se ci fossero stati più luoghi a disposizione, certamente sarebbe emigrato un maggior numero di ebrei..
Il risultato finale furono i 6 milioni di ebrei sterminati nei vari campi quando almeno la metà di loro avrebbe potuto rifugiarsi in altri paesi che però non vollero cambiare le regole sull'immigrazione.
Nessuno trova analogie con la situazione attuale?