<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> quando le F1 erano fatte di cartone... | Il Forum di Quattroruote

quando le F1 erano fatte di cartone...

Ex Batri

0
Membro dello Staff
Mi è ricapitato di rivedere l'incidente di Alex Caffi del 1991 a Montecarlo dove la sua monoposto si disintegrò letteralmente.
https://www.youtube.com/watch?v=g8ogpOfPTR8&feature=youtu.be
 
Per non parlare del botto cui fu coinvolto Martin Donnelly nel 1990 dove la sua Lotus si disintegrò completamente lasciando lo sfortunato pilota sdraiato sulla pista con le cinture ancora allacciate. :shock: .
Quel tremendo botto mise fine alla sua carriera ma per pura fortuna non alla sua vita.

ecco quelle terrificanti immagini

https://www.youtube.com/watch?v=2yfwowB8mkQ
 
Ora Martin Donnelly è istruttore capo del Lotus Driving Academy e ciò non può che fare piacere a tutti noi.
 
beh, cartone, la cella dell'abitacolo ha retto... la macchina che si disfa è un pericolo per le altre, ma dissipa nella propria distruzione molta energia, se ben progettata...
 
zanzano ha scritto:
.... e viaggiavano a 300 km/h senza se e senza ma...
Saluti zanza
Già, quando c'è la passione non si sta tanto a sottilizzare.
Comunque questi botti devastanti avvennero a quasi 10 anni dalla morte di Villeneuve e al botto devastante di Pironi! In 8/9 anni non fecero praticamente nulla per la sicurezza :shock:

Per fortuna oggi le monoposto sono molto più sicure.
C'è da risolvere il problema dell'esposizione del casco che ci ha portato via il talentuoso e promettente Bianchi...
 
pi_greco ha scritto:
beh, cartone, la cella dell'abitacolo ha retto... la macchina che si disfa è un pericolo per le altre, ma dissipa nella propria distruzione molta energia, se ben progettata...

Ciao Max ;)

Si per Caffi (che non viaggiava ad alta velocità) e ha sbattuto lateralmente mentre per Donnelly la cellula è letteralmente esplosa
 
Ex Batri ha scritto:
pi_greco ha scritto:
beh, cartone, la cella dell'abitacolo ha retto... la macchina che si disfa è un pericolo per le altre, ma dissipa nella propria distruzione molta energia, se ben progettata...

Ciao Max ;)

Si per Caffi (che non viaggiava ad alta velocità) e ha sbattuto lateralmente mentre per Donnelly la cellula è letteralmente esplosa
Ciao Guido, se pensiamo a cosa erano le F1 fine anni 60-inizio'70..., le 312 t4 coi piedi davanti all'assale anteriore... ma senza andare lontano, i geniali costruttori britannici sono sempre stati i meno attenti alla sicurezza, la williams del compianto Ayrton ne è stata un emblema... senza contare le geniali Lotus di Chapman ad effetto suolo, ma che decollavano se prendevano aria da sotto... insomma la sicurezza in ambito motoristico sarà quando le auto sfideranno le altre auto con guida autonoma, allora la sfida tecnologica sarà al 100% ed il fattore umano preponderante, anzi unico, sarà quello dei progettisti... temo ci stiamo arrivando... forse meglio fare correre con monomarca vetture un po' più sicure e meno veloci, perchè troppa potenza abbrevia i rettilinei, troppa potenza frenante abbrevia le staccate, troppa tenuta obbliga a curve fulminee e traiettorie pressochè identiche, sorpassare è frutto più di strategia (gomme, o aerodinamica o kers o altro) che di vera sfida tra piloti... sono andato un po' OT, ma è solo per spiegare che il fattore umano, se deve essere determinante, comporta l'errore e l'incidente e se in una auto c'è un bipede, la sua vita è ovviamente a rischio, il che attira anche tatnte attenzioni morbose...
 
pi_greco ha scritto:
Ex Batri ha scritto:
pi_greco ha scritto:
beh, cartone, la cella dell'abitacolo ha retto... la macchina che si disfa è un pericolo per le altre, ma dissipa nella propria distruzione molta energia, se ben progettata...

Ciao Max ;)

Si per Caffi (che non viaggiava ad alta velocità) e ha sbattuto lateralmente mentre per Donnelly la cellula è letteralmente esplosa
Ciao Guido, se pensiamo a cosa erano le F1 fine anni 60-inizio'70..., le 312 t4 coi piedi davanti all'assale anteriore... ma senza andare lontano, i geniali costruttori britannici sono sempre stati i meno attenti alla sicurezza, la williams del compianto Ayrton ne è stata un emblema... senza contare le geniali Lotus di Chapman ad effetto suolo, ma che decollavano se prendevano aria da sotto... insomma la sicurezza in ambito motoristico sarà quando le auto sfideranno le altre auto con guida autonoma, allora la sfida tecnologica sarà al 100% ed il fattore umano preponderante, anzi unico, sarà quello dei progettisti... temo ci stiamo arrivando... forse meglio fare correre con monomarca vetture un po' più sicure e meno veloci, perchè troppa potenza abbrevia i rettilinei, troppa potenza frenante abbrevia le staccate, troppa tenuta obbliga a curve fulminee e traiettorie pressochè identiche, sorpassare è frutto più di strategia (gomme, o aerodinamica o kers o altro) che di vera sfida tra piloti... sono andato un po' OT, ma è solo per spiegare che il fattore umano, se deve essere determinante, comporta l'errore e l'incidente e se in una auto c'è un bipede, la sua vita è ovviamente a rischio, il che attira anche tatnte attenzioni morbose...
Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente della "caricature" delle monoposto che feci con un mio amico nei primi anni '80 (invece di studiare) Se riesco a ritrovarle le posto, :D
 
Ex Batri ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Ex Batri ha scritto:
pi_greco ha scritto:
beh, cartone, la cella dell'abitacolo ha retto... la macchina che si disfa è un pericolo per le altre, ma dissipa nella propria distruzione molta energia, se ben progettata...

Ciao Max ;)

Si per Caffi (che non viaggiava ad alta velocità) e ha sbattuto lateralmente mentre per Donnelly la cellula è letteralmente esplosa
Ciao Guido, se pensiamo a cosa erano le F1 fine anni 60-inizio'70..., le 312 t4 coi piedi davanti all'assale anteriore... ma senza andare lontano, i geniali costruttori britannici sono sempre stati i meno attenti alla sicurezza, la williams del compianto Ayrton ne è stata un emblema... senza contare le geniali Lotus di Chapman ad effetto suolo, ma che decollavano se prendevano aria da sotto... insomma la sicurezza in ambito motoristico sarà quando le auto sfideranno le altre auto con guida autonoma, allora la sfida tecnologica sarà al 100% ed il fattore umano preponderante, anzi unico, sarà quello dei progettisti... temo ci stiamo arrivando... forse meglio fare correre con monomarca vetture un po' più sicure e meno veloci, perchè troppa potenza abbrevia i rettilinei, troppa potenza frenante abbrevia le staccate, troppa tenuta obbliga a curve fulminee e traiettorie pressochè identiche, sorpassare è frutto più di strategia (gomme, o aerodinamica o kers o altro) che di vera sfida tra piloti... sono andato un po' OT, ma è solo per spiegare che il fattore umano, se deve essere determinante, comporta l'errore e l'incidente e se in una auto c'è un bipede, la sua vita è ovviamente a rischio, il che attira anche tatnte attenzioni morbose...
Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente della "caricature" delle monoposto che feci con un mio amico nei primi anni '80 (invece di studiare) Se riesco a ritrovarle le posto :D

G R A N D E !
 
Ex Batri ha scritto:
Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente della "caricature" delle monoposto che feci con un mio amico nei primi anni '80 (invece di studiare) Se riesco a ritrovarle le posto, :D

Designer in erba. Ricordo che alle medie (1972-1975) disegnavo mie "interpretazioni" di improbabili Mercedes con la calandra inclinata...... e i miei compagni dicevano che non sarebbero mai state possibili, oltre a fare abbastanza schifo......
 
a_gricolo ha scritto:
Ex Batri ha scritto:
Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente della "caricature" delle monoposto che feci con un mio amico nei primi anni '80 (invece di studiare) Se riesco a ritrovarle le posto, :D

Designer in erba. Ricordo che alle medie (1972-1975) disegnavo mie "interpretazioni" di improbabili Mercedes con la calandra inclinata...... e i miei compagni dicevano che non sarebbero mai state possibili, oltre a fare abbastanza schifo......
;)
 
sicuramente le monoposto, di quasi tutte le categorie, hanno raggiunto una sicurezza che 25 anni fa ci si sognava di avere, purtroppo però resta ancora aperto il discorso della protezione alla testa del pilota, vedi la tragica morte di Wilson dell'altro giorno o quella del figlio di Surtees, dove forse un cupolino avrebbe salvato la vita ad entrambe, per quanto riguarda il compianto Bianchi credo che invece c'era poco da fare ed anche un cupolino non so se poteva salvarlo vista la dinamica dell'incidente.
 
Io ho conservato un intero quaderno dove da adolescente disegnavo automobili.
Tornando alla sicurezza delle F.1 come ha detto Algepa i progressi sono stati enormi rispetto agli anni '70. Il problema della testa è allo studio a seguito degli incidenti di Maria De Villota, Bianchi, il figlio di Surtees e ora quello recentissimo di Wilson.
Vedremo se si troverà una soluzione, ma comunque eliminare del tutto il riscbio dalle corse è oggettivamente impossibile.
 
Back
Alto