Abbiamo appena portato a casa la nuova Dacia Sandero.
Il fatto positivo fondamentale è chiaramente che serviva ed adesso serve e servirà; a confronto di altre macchine provate allo stesso prezzo, le dimensioni sono giuste ed ho meno preoccupazioni per quanto riguarda quello che si può rompere tutto d'un tratto e costosamente od usurare irrimediabilmente. Il ragazzo alla pompa che mi ha fatto il pieno di GPL mi ha rincuorato con la sua esperienza positiva di due anni con una Captur, che dovrebbe essere un mezzo simile.
Abbiamo fatto 30 chilometri appena e non si può dire chissà che.
È necessario mettere marce "alte" anche a bassa velocità: impostando la modalità "eco" (si schiaccia un pulsante) ed osservando una piccola spia che suggerisce quando aumentare la marcia, si arriva alla quinta già poco sopra i sessanta. La sesta è un po' più "lunga" e un po' di pratica è probabilmente necessaria per usarla a dovere. Avendo appunto la sesta, mi è venuto naturale provare a mettere quella al posto della retromarcia.
C'è il rischio d'azionare i comandi alla sinistra dello sterzo, e cioè quelli per il blocco della velocità di marcia ed il limite della stessa.
Devo trovare il modo di disattivare il suono al superamento della velocità limite, che ho già provato dà falsi allarmi.
Qualche sistema di "sicurezza", immagino, fa muovere lo sterzo da solo durante la marcia.
Ho il dubbio che il blocco della velocità funzioni azionando anche i freni, nel qual caso sarebbe inutile.
Piccole cose fastidiose: il libretto l'ho scaricato ma la procedura per ottenerlo è inutilmente cervellotica; le luci si accendono automaticamente quando fa buio e la cosa non mi piace perché si accendono entrando nell'autorimessa e quindi spegni la macchina con le luci accese; ti chiedono di scaricare l'applicazione IdentiBox, ma apparentemente è inutile, in quanto di fatto servirebbe a segnalare che t'hanno rubato l'automobile (pensavo chissà che facesse...).
Per la cronaca o per ironia della sorte, sono appena dovuto tornare a piedi da una commissione perché le macchine servivano ad altri.