U2511 ha scritto:
Lo schema di decreto che regola i concorsi pubblici prevederebbe anche la valutazione degli atenei di provenienza dei candidati.
La cosa non stupisce certo chi ha effettuato o affrontato selezioni per l'assunzione nel settore privato, ma per i concorsi pubblici sarebbe una svolta epocale.
Che ne pensate?
Che se il pubblico, a valle dei vari percorsi educativi pubblici, arriva a volerne discernere la diversa qualità, prendendone semplicemente atto, significa che non ha ( più ) alcun controllo a monte. Un comportamento che si puo' permettere il privato, che per definizione é solo utilizzatore finale, ma non il pubblico, che é fornitore di sé stesso.
Significa che il pubblico discrimina sé stesso, cioé che il pubblico é così parcellizzato e lottizzato, che la testa non ha facoltà di controllare cosa fa la mano o il piede. Non c'é più un unico pubblico, ma vari potentati.
Come se io una mattina mi svegliassi con la mano sinistra semiparalizzata, ed invece che correre da un medico, decidessi serenamente che d'ora in poi mi grattero' la testa con la destra.
Decadenza di una nazione inesistente.