<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Propostona per risanare il debito italiano | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Propostona per risanare il debito italiano

Ve lo offro io un settore dal quale tagliare alla grande risorse preziose.
La chiesa cattolica.
Sapete quanto costa all'italia, ogni anno?

Chissa' perche' non viene mai citata, in queste discussioni.
 
dealer05 ha scritto:
Ve lo offro io un settore dal quale tagliare alla grande risorse preziose.
La chiesa cattolica.
Sapete quanto costa all'italia, ogni anno?

Chissa' perche' non viene mai citata, in queste discussioni.

forse perche' esistono i:
" Patti lateranensi " ;)
 
key-one ha scritto:
...mi dispiace proprio che di tutto il mio sudato intervento , per quanto modesto possa essere , tu abbia riportato solo una frase introduttiva...
Ho letto (e anche riletto) tutto quello che hai scritto; ho riportato quella frase perché l'ho interpretata come presupposto, come punto di partenza per tutto il seguito.
Se il presupposto del discorso è per me errato, non vedo come potrei condividere il resto.

[/quote]...citare proposizioni slegate dal contesto non è un buon stimolo alla discussione pacata e costruttiva...[/quote]
Secondo me invece è un modo per essere meno dispersivi. Il mio intento non è censurare o estrapolare a fini manipolatori, ma piuttosto mettere in evidenza di volta in volta le affermazioni che desidero commentare.

...se da tutta la disamina della situazione economica italiana trai solo il quesito se vi sia stata sbornia oppure no, francamente mi sembra un po' poco...
Diciamo che il concetto della sbornia (o dell'assunzione di sostanze dopanti o eccitanti) mi sembra molto efficace nel sintetizzare il problema, non solo a livello nazionale. Proprio per quello lo considero come un presupposto su cui basare qualsivoglia alta considerazione.

...L'economia capitalistica funziona con la produzione di beni e servizi ... la soluzione...non può essere ... ridurre i consumi, adottare una vita più sobria e dedicarsi ad altri valori...
Il fatto è che la nostra cosiddetta economia, negli ultimi decenni, si è evoluta in maniera distorta, diventando sempre meno fondata sui consumi e sugli acquisti e sempre più fondata sugli sprechi e sui debiti, ovvero sul bluff.
Esattamente come una persona che gradualmente passi da uno stato di salute ragionevolmente buona a una sorta di costante euforia dovuta alla continua assunzione di sostanze di qualche genere.
Non sono un esperto e quindi forse sbaglierò, ma pensare che ci possa essere una costante "crescita" universale, in cui le produzioni e i "consumi" e gli stipendi e le esportazioni e le costruzioni e le assunzioni ecc. aumentino ovunque continuamente mi sembra davvero poco razionale e molto affine, appunto, all'immagine dell'atleta dopato che si illude di poter vincere in eterno continuando ad assumere, ovviamente in dosi crescenti, le sostanze che tanta gloria gli hanno permesso di ottenere (e che gli hanno anche scassato la salute).
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...mi dispiace proprio che di tutto il mio sudato intervento , per quanto modesto possa essere , tu abbia riportato solo una frase introduttiva...
Ho letto (e anche riletto) tutto quello che hai scritto; ho riportato quella frase perché l'ho interpretata come presupposto, come punto di partenza per tutto il seguito.
Se il presupposto del discorso è per me errato, non vedo come potrei condividere il resto.
...citare proposizioni slegate dal contesto non è un buon stimolo alla discussione pacata e costruttiva...[/quote]
Secondo me invece è un modo per essere meno dispersivi. Il mio intento non è censurare o estrapolare a fini manipolatori, ma piuttosto mettere in evidenza di volta in volta le affermazioni che desidero commentare.

...se da tutta la disamina della situazione economica italiana trai solo il quesito se vi sia stata sbornia oppure no, francamente mi sembra un po' poco...
Diciamo che il concetto della sbornia (o dell'assunzione di sostanze dopanti o eccitanti) mi sembra molto efficace nel sintetizzare il problema, non solo a livello nazionale. Proprio per quello lo considero come un presupposto su cui basare qualsivoglia alta considerazione.

...L'economia capitalistica funziona con la produzione di beni e servizi ... la soluzione...non può essere ... ridurre i consumi, adottare una vita più sobria e dedicarsi ad altri valori...
Il fatto è che la nostra cosiddetta economia, negli ultimi decenni, si è evoluta in maniera distorta, diventando sempre meno fondata sui consumi e sugli acquisti e sempre più fondata sugli sprechi e sui debiti, ovvero sul bluff.
Esattamente come una persona che gradualmente passi da uno stato di salute ragionevolmente buona a una sorta di costante euforia dovuta alla continua assunzione di sostanze di qualche genere.
Non sono un esperto e quindi forse sbaglierò, ma pensare che ci possa essere una costante "crescita" universale, in cui le produzioni e i "consumi" e gli stipendi e le esportazioni e le costruzioni e le assunzioni ecc. aumentino ovunque continuamente mi sembra davvero poco razionale e molto affine, appunto, all'immagine dell'atleta dopato che si illude di poter vincere in eterno continuando ad assumere, ovviamente in dosi crescenti, le sostanze che tanta gloria gli hanno permesso di ottenere (e che gli hanno anche scassato la salute).[/quote]

Cio' che per te rappresenta un presupposto e un punto di partenza , la sbornia,per me era solo una battuta per quanto divertente e pittoresca , a meno di considerare tutto il processo economico industriale e capitalistico degli ultimi due secoli(almeno), come un'interminabile...bevuta. :D
Il credito è sempre stato , oltre che all'origine , alla base di tale modo di produrre ricchezza ,dapprima per finanziare le imprese e poi per vendere beni .
Il sistema ha molti difetti , analizzati fra i primi e scientificamente da Karl Marx, -il quale però è stato geniale nella critica un po' meno nelle alternative -,
tuttavia ad oggi non è stato trovato nulla per sostituirlo. A meno di non considerare come soluzione un rimedio peggiore del male : il comunismo reale ,come visto ahimè in più parti del mondo. Elementi di socialismo sono stati invece impiegati con successo per stemperare gli eccessi del capitalismo , per redistribuire con maggiore equità le ricchezze e per fornire servizi e beni essenziali , come sanità , previdenza , sicurezza e pensioni.Oggi è proprio questo ad essere in forse nel vecchio mondo.
Vero è che negli ultimi decenni vi è stata una tendenza a tornare al liberismo selvaggio , turbo-capitalismo , a privilegiare - come già da me scitto più volte- la finanza sull'industria manufatturiera e a creare capitale fittizio , in luogo di quello reale. Di qui la bolla immobiliare statunitense , con i suoi titoli spazzatura che hanno invaso le piazze finanziarie di mezzo mondo producendo gli effetti e i danni che sappiamo. Sono d'accordo con te anche sul fatto che sia difficile sostenere all'infinito una crescita universale della produzione e quindi dei consumi e del credito. E' un limite , già segnalato dal vecchio Marx e cui ancora non si è posto rimedio definitivo che però , come tutte le umane vicende, è in continua evoluzione e non si sa quali risvolti possa assumere in futuro. Sicuramente - e questo era il senso del mio intervento- azioni volontaristiche dall'esterno , siano esse pauperistiche , moralistiche , compreso certo ecologismo e o rivoluzionaristiche possono assumere il sinistro aspetto di medicine tossiche e a volte letali.Saluti e auguri
 
key-one ha scritto:
...a meno di considerare tutto il processo economico industriale e capitalistico degli ultimi due secoli (almeno) come un'interminabile...bevuta...
Considerazione che io non faccio.

...Vero è che negli ultimi decenni vi è stata una tendenza a tornare al liberismo selvaggio, turbo-capitalismo, a privilegiare...la finanza sull'industria manifatturiera e a creare capitale fittizio, in luogo di quello reale...
Ecco, questa è la sbornia cui mi riferisco, accompagnata e aggravata dal fatto che la tendenza di cui sopra ha contagiato capillarmente tutta la società, portando milioni di individui a gestire la propria economia personale e familiare con un metodo molto simile, ovvero "comprando" beni e servizi non necessari mediante quattrini fittizi anziché reali e facendo nascere, tra l'altro, molti posti di lavoro altrettanto fittizi.

...Sono d'accordo con te anche sul fatto che sia difficile sostenere all'infinito una crescita universale della produzione e quindi dei consumi e del credito...
Più che difficile, mi sembra razionalmente impossibile, assurdo, proprio perché un tale scenario non prevede alcuna sorta di stabile equilibrio tra produzione e consumi, ma anzi considera la stabilità come negativa, preoccupante, inaccettabile, disastrosa stagnazione, mancanza di... crescita. Mi ricordo che fin da ragazzo non riuscivo a capire per quale ragione venisse considerata "in crisi" un'azienda che da un anno al successivo non "crescesse" (in termini di produzione, fatturato, numero di dipendenti) o una persona che da un anno al successivo non vedesse aumentato il proprio reddito.

Sarà per via degli (incompleti) studi di ingegneria, ma ho sempre pensato e tutt'ora penso che solo una situazione di complessivo equilibrio possa durare nel tempo.
Nel momento in cui ci si sbilancia in una direzione si creano i presupposti perché prima o poi si abbia, più o meno volontario e doloroso, uno sbilanciamento di segno opposto. Tutte le medicine sono potenzialmente tossiche, ma questo non mi sembra un buon motivo per rifiutare categoricamente di assumerle.
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...a meno di considerare tutto il processo economico industriale e capitalistico degli ultimi due secoli (almeno) come un'interminabile...bevuta...
Considerazione che io non faccio.

...Vero è che negli ultimi decenni vi è stata una tendenza a tornare al liberismo selvaggio, turbo-capitalismo, a privilegiare...la finanza sull'industria manifatturiera e a creare capitale fittizio, in luogo di quello reale...
Ecco, questa è la sbornia cui mi riferisco, accompagnata e aggravata dal fatto che la tendenza di cui sopra ha contagiato capillarmente tutta la società, portando milioni di individui a gestire la propria economia personale e familiare con un metodo molto simile, ovvero "comprando" beni e servizi non necessari mediante quattrini fittizi anziché reali e facendo nascere, tra l'altro, molti posti di lavoro altrettanto fittizi.

...Sono d'accordo con te anche sul fatto che sia difficile sostenere all'infinito una crescita universale della produzione e quindi dei consumi e del credito...
Più che difficile, mi sembra razionalmente impossibile, assurdo, proprio perché un tale scenario non prevede alcuna sorta di stabile equilibrio tra produzione e consumi, ma anzi considera la stabilità come negativa, preoccupante, inaccettabile, disastrosa stagnazione, mancanza di... crescita. Mi ricordo che fin da ragazzo non riuscivo a capire per quale ragione venisse considerata "in crisi" un'azienda che da un anno al successivo non "crescesse" (in termini di produzione, fatturato, numero di dipendenti) o una persona che da un anno al successivo non vedesse aumentato il proprio reddito.

Sarà per via degli (incompleti) studi di ingegneria, ma ho sempre pensato e tutt'ora penso che solo una situazione di complessivo equilibrio possa durare nel tempo.
Nel momento in cui ci si sbilancia in una direzione si creano i presupposti perché prima o poi si abbia, più o meno volontario e doloroso, uno sbilanciamento di segno opposto. Tutte le medicine sono potenzialmente tossiche, ma questo non mi sembra un buon motivo per rifiutare categoricamente di assumerle.

Esistono anche -come sai- le malattie "iatrogene" , ossia quelle provocate dagli effetti collaterali negativi dei farmaci che dovrebbero curarle , quelle malattie . In quei casi il paziente muore , o si aggrava pesantemente , proprio per effetto della tossicità del farmaco. Allo stesso modo ,per curare gli effetti negativi dell'attuale sistema , non vorrei che si facesse morire il paziente :!:
Personalmente preferisco la medicina alternativa in associazione con quella allopatica. Magari dosi omeopatiche di socialismo e anarchismo ed ecologismo e fiscalismo potrebbero anche guarire il paziente , certamente dosi massicce di tali sostanze tossiche lo farebbero passare a miglior vita in tempi brevi :D Se poi fosse vero il principio omeopatico -pare di no però la gente guarisce a dispetto della scienza ufficiale- secondo il quale il simile cura il simile , cosa bisognerebbe somministrare ? Forse piccole dosi di bolle immobiliari , quote diluite di sovraproduzione ? Globuli 100 CH di liberismo selvaggio ? O forse diluizioni alla N di titoli spazzatura ? :D
Certamente invece risulterebbe tossico a dosi allopatiche il totalitarismo fiscale , lo scempio ecologistico - enormi e poco utili pale sui migliori paesaggi italiani-, il moralismo iperetico - laviamoci una volta al mese per risparmiare l'acqua- l'egualitarismo da pubblico nullafacente - tutti hanno diritto a scrivania e pianta grassa dopo 6 anni di anzianità- e via dicendo :D :lol: :D :lol: :D
 
key-one ha scritto:
...per curare gli effetti negativi dell'attuale sistema, non vorrei che si facesse morire il paziente...
Infatti io non ho parlato di cure basate su chissà quali dosi massicce di potenti farmaci. Non mi piacciono gli atteggiamenti esasperati (o integralisti che dir si voglia) e cerco sempre di tenermene alla larga, pratica che peraltro non mi pare molto diffusa.
Però non mi sembra sensato e neppure onesto raccontare al paziente che non è lui ad essere malato oppure raccontargli che la guarigione arriverà solo portando un po' di pazienza e con sofferenze o difficoltà nulle o inferiori a quelle già patite.
A meno che non si voglia agire come spesso si fa (discutibilmente, ma quello è un discorso molto più serio e complesso) con i malati incurabili, cui si mente sempre più spudoratamente a mano a mano che la malattia li consuma.

...dosi massicce di tali sostanze tossiche ... totalitarismo fiscale ... scempio ecologistico ... moralismo iperetico ...
Tutte cose che nemmeno io condivido e apprezzo e auspico, proprio perché basate sull'esasperazione di cui sopra.
Però, per tornare all'esempio della sbornia (che fortunatamente non è un male incurabile), bisognerà pur dire all'interessato che se vuole sentirsi meglio non deve bere alcoolici almeno per un paio di giorni e che poi, in futuro, se non vuole che l'episodio si ripeta (aumentando tra l'altro il rischio di altre ben più gravi patologie), dovrà riesaminare e riformare abbastanza seriamente le proprie abitudini di bevitore!
O no?
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...per curare gli effetti negativi dell'attuale sistema, non vorrei che si facesse morire il paziente...
Infatti io non ho parlato di cure basate su chissà quali dosi massicce di potenti farmaci. Non mi piacciono gli atteggiamenti esasperati (o integralisti che dir si voglia) e cerco sempre di tenermene alla larga, pratica che peraltro non mi pare molto diffusa.
Però non mi sembra sensato e neppure onesto raccontare al paziente che non è lui ad essere malato oppure raccontargli che la guarigione arriverà solo portando un po' di pazienza e con sofferenze o difficoltà nulle o inferiori a quelle già patite.
A meno che non si voglia agire come spesso si fa (discutibilmente, ma quello è un discorso molto più serio e complesso) con i malati incurabili, cui si mente sempre più spudoratamente a mano a mano che la malattia li consuma.

...dosi massicce di tali sostanze tossiche ... totalitarismo fiscale ... scempio ecologistico ... moralismo iperetico ...
Tutte cose che nemmeno io condivido e apprezzo e auspico, proprio perché basate sull'esasperazione di cui sopra.
Però, per tornare all'esempio della sbornia (che fortunatamente non è un male incurabile), bisognerà pur dire all'interessato che se vuole sentirsi meglio non deve bere alcoolici almeno per un paio di giorni e che poi, in futuro, se non vuole che l'episodio si ripeta (aumentando tra l'altro il rischio di altre ben più gravi patologie), dovrà riesaminare e riformare abbastanza seriamente le proprie abitudini di bevitore!
O no?

No , perchè il capitalismo -ed è di questo che stiamo parlando non della salute di una persona con abitudini un po' smodate- ha leggi proprie che non possono essere modificate con stili di vita , farmaci o vitamine. La metafora medica ,per quanto interessante e utile alla discussione, non può essere protratta più di tanto e portata alle estreme conseguenze. Stili di vita , comportamenti , moderazioni , abbassamento delle pretese nulla possono contro la legge del profitto , se non altro perchè il mondo è e rimane a due - o più- velocità : vi è chi , pure in Italia e nell'occidente, ha tratto addirittura vantaggio dalla crisi globale aumentando le sue ricchezze e chi magari ha perso il lavoro e non riesce più a pagare il mutuo , oppure ha visto fallire la sua azienda nella quale ha sempre messo tutto se stesso. Tali richiami alla moderazione, al rigore , all'etica quindi , già usati più volte in passato da governi e forze politiche e anche dallo stesso soggetto di questo topic e altri cosiddetti tecnici della banca di'talia : austerity , prelievi fiscali , questione morale , tangentopoli, riduzione del debito per Mastricht (hip hip urrà), si sono rivelati demagogici , sommari e utili soltanto a mantenere il controllo politico-economico della situazione.
Tornando in argomento , la proposta avanzata dal dottor Sottile , raffigurato anche dal grande Forattini come il Topolino disneyano , prelievo di 30.000 euro a quel terzo delle famiglie italiane considerate benestanti, si muove proprio nella direzione di interventi demagogici e falsamente egualitari e , per quanto irrealizzabile , viene lanciata a proposito dall'ex premier per aprire il fronte fiscale che sarà la nuova metodologia dei prossimi anni per governare il popolo, ammonendo con minacce , proponendo sacrifici e facendo balenare nuove promesse di benessere futuro . Invece di chiudere le falle dello spreco e della corruzione.Saluti e auguri
 
key-one ha scritto:
...il capitalismo -ed è di questo che stiamo parlando non della salute di una persona con abitudini un po' smodate- ha leggi proprie che non possono essere modificate con stili di vita , farmaci o vitamine. La metafora medica ... non può essere protratta più di tanto e portata alle estreme conseguenze...
Non mi sembra di aver portato alcun che alle estreme conseguenze.
Si tratta di vedere se il capitalismo può essere stabile, equilibrato, come la salute di una persona che non soffre di gravi patologie, oppure no.
Nel secondo caso, ovvero se il capitalismo (riferito non al singolo individuo ma all'intera comunità) è necessariamente per sua stessa ineluttabile natura destinato a seguire una parabola simile a quella della tossicodipendenza, vale a dire grande euforia iniziale e poi graduale degrado degli umori e della salute con annessa incapacità di correggere i comportamenti insalubri fino alla totale perdita della salute e della vita stessa, allora dobbiamo rassegnarci ad assistere inermi al completamento di tale ciclo.

Io voglio sperare che ci possa essere anche un capitalismo intelligente, consapevole delle sue potenziali derive e capace di tenersene alla larga, esattamente come la persona intelligente da un lato non vive in condizioni monacali e dall'altro evita gli eccessi (compresi quelli molto allettanti) che sa essere deleteri per la propria futura salute.
Attualmente il capitalismo nostrano, anche a livello individuale e familiare, è molto più fondato sullo spreco che sul consumo, sul debito che sull'acquisto, sulla finzione che sulla realtà. O crediamo che ciò possa essere corretto, attraverso una qualche cura magari non biblicamente drastica ma comunque non priva di difficoltà e di riduzione degli eccessi, oppure ci arrendiamo all'idea di dover assistere alla inevitabile "evoluzione naturale" di cui sopra a mano a mano che sprechi, debiti e finzioni si faranno sempre più pesanti assieme ai loro effetti.

Per quanto riguarda il prelievo di Xmila euro alle persone "benestanti", esso non mi vede assolutamente d'accordo per almeno due ragioni. In primo luogo non accetto l'idea che chi, individuo o famiglia, si trova in minori difficoltà economiche venga etichettato come "fortunato" e quindi eticamente tenuto ad aiutare i più "sfortunati", dando per scontato che le minori o maggiori difficoltà dipendano esclusivamente dal fato e non dalle scelte che una persona ha fatto. Uno magari ha vissuto bene ma in maniera più... tranquilla rispetto ad altri (ha sempre avuto la macchina ma non l'ha cambiata ogni due o tre anni, ha sempre vissuto in una bella casa ma non si è indebitato per averne una due volte più grande del necessario, si è sempre vestito bene ma non ha speso una fortuna in abiti firmati o in frequenti rifacimenti del guardaroba, ha sempre trascorso delle ferie gradevoli ma non ha fatto debiti per vacanze esotiche e via dicendo) ed ecco che, siccome giustamente si ritrova con qualche soldo da parte, è un "fortunato benestante".
In secondo luogo non vedo come il prelievo dei 30mila euro potrebbe risolvere la situazione. Sarebbe come affrontare l'obesità con una settimana di dieta, oppure come andare a Napoli con le ruspe, raccogliere tutti i rifiuti per le strade e portarli lontano, oppure come versare una discreta somma di denaro nelle casse di un'azienda che è quasi sul lastrico a causa di gravissimi problemi gestionali interni: un momentaneo senso di sollievo e nulla più.
Quei soldi verrebbero divorati in un baleno dagli stessi perversi meccanismi che ci hanno portato fin qua.
 
key-one ha scritto:
http://www.ilgiornale.it/economia/fisco_sospeso_alluvionati_veneti/23-12-2010/articolo-id=495509-page=0-comments=1

Propostona di Topolino per il "manuale delle giovani marmotte"
Come ripianare il debito pubblico : facendo pagare euro 30.000 una tantum a quel terzo delle famiglie italiane considerate benestanti , in realtà (sempre) a coloro i quali non hanno voluto , saputo o potuto occultare i propri redditi.

approvato
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...il capitalismo -ed è di questo che stiamo parlando non della salute di una persona con abitudini un po' smodate- ha leggi proprie che non possono essere modificate con stili di vita , farmaci o vitamine. La metafora medica ... non può essere protratta più di tanto e portata alle estreme conseguenze...
Non mi sembra di aver portato alcun che alle estreme conseguenze.
Si tratta di vedere se il capitalismo può essere stabile, equilibrato, come la salute di una persona che non soffre di gravi patologie, oppure no.
Nel secondo caso, ovvero se il capitalismo (riferito non al singolo individuo ma all'intera comunità) è necessariamente per sua stessa ineluttabile natura destinato a seguire una parabola simile a quella della tossicodipendenza, vale a dire grande euforia iniziale e poi graduale degrado degli umori e della salute con annessa incapacità di correggere i comportamenti insalubri fino alla totale perdita della salute e della vita stessa, allora dobbiamo rassegnarci ad assistere inermi al completamento di tale ciclo.

Io voglio sperare che ci possa essere anche un capitalismo intelligente, consapevole delle sue potenziali derive e capace di tenersene alla larga, esattamente come la persona intelligente da un lato non vive in condizioni monacali e dall'altro evita gli eccessi (compresi quelli molto allettanti) che sa essere deleteri per la propria futura salute.
Attualmente il capitalismo nostrano, anche a livello individuale e familiare, è molto più fondato sullo spreco che sul consumo, sul debito che sull'acquisto, sulla finzione che sulla realtà. O crediamo che ciò possa essere corretto, attraverso una qualche cura magari non biblicamente drastica ma comunque non priva di difficoltà e di riduzione degli eccessi, oppure ci arrendiamo all'idea di dover assistere alla inevitabile "evoluzione naturale" di cui sopra a mano a mano che sprechi, debiti e finzioni si faranno sempre più pesanti assieme ai loro effetti.

Per quanto riguarda il prelievo di Xmila euro alle persone "benestanti", esso non mi vede assolutamente d'accordo per almeno due ragioni. In primo luogo non accetto l'idea che chi, individuo o famiglia, si trova in minori difficoltà economiche venga etichettato come "fortunato" e quindi eticamente tenuto ad aiutare i più "sfortunati", dando per scontato che le minori o maggiori difficoltà dipendano esclusivamente dal fato e non dalle scelte che una persona ha fatto. Uno magari ha vissuto bene ma in maniera più... tranquilla rispetto ad altri (ha sempre avuto la macchina ma non l'ha cambiata ogni due o tre anni, ha sempre vissuto in una bella casa ma non si è indebitato per averne una due volte più grande del necessario, si è sempre vestito bene ma non ha speso una fortuna in abiti firmati o in frequenti rifacimenti del guardaroba, ha sempre trascorso delle ferie gradevoli ma non ha fatto debiti per vacanze esotiche e via dicendo) ed ecco che, siccome giustamente si ritrova con qualche soldo da parte, è un "fortunato benestante".
In secondo luogo non vedo come il prelievo dei 30mila euro potrebbe risolvere la situazione. Sarebbe come affrontare l'obesità con una settimana di dieta, oppure come andare a Napoli con le ruspe, raccogliere tutti i rifiuti per le strade e portarli lontano, oppure come versare una discreta somma di denaro nelle casse di un'azienda che è quasi sul lastrico a causa di gravissimi problemi gestionali interni: un momentaneo senso di sollievo e nulla più.
Quei soldi verrebbero divorati in un baleno dagli stessi perversi meccanismi che ci hanno portato fin qua.

http://www.youtube.com/watch?v=n9_74RBoMOQ
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...il capitalismo -ed è di questo che stiamo parlando non della salute di una persona con abitudini un po' smodate- ha leggi proprie che non possono essere modificate con stili di vita , farmaci o vitamine. La metafora medica ... non può essere protratta più di tanto e portata alle estreme conseguenze...
Non mi sembra di aver portato alcun che alle estreme conseguenze.
Si tratta di vedere se il capitalismo può essere stabile, equilibrato, come la salute di una persona che non soffre di gravi patologie, oppure no.
Nel secondo caso, ovvero se il capitalismo (riferito non al singolo individuo ma all'intera comunità) è necessariamente per sua stessa ineluttabile natura destinato a seguire una parabola simile a quella della tossicodipendenza, vale a dire grande euforia iniziale e poi graduale degrado degli umori e della salute con annessa incapacità di correggere i comportamenti insalubri fino alla totale perdita della salute e della vita stessa, allora dobbiamo rassegnarci ad assistere inermi al completamento di tale ciclo.

Io voglio sperare che ci possa essere anche un capitalismo intelligente, consapevole delle sue potenziali derive e capace di tenersene alla larga, esattamente come la persona intelligente da un lato non vive in condizioni monacali e dall'altro evita gli eccessi (compresi quelli molto allettanti) che sa essere deleteri per la propria futura salute.
Attualmente il capitalismo nostrano, anche a livello individuale e familiare, è molto più fondato sullo spreco che sul consumo, sul debito che sull'acquisto, sulla finzione che sulla realtà. O crediamo che ciò possa essere corretto, attraverso una qualche cura magari non biblicamente drastica ma comunque non priva di difficoltà e di riduzione degli eccessi, oppure ci arrendiamo all'idea di dover assistere alla inevitabile "evoluzione naturale" di cui sopra a mano a mano che sprechi, debiti e finzioni si faranno sempre più pesanti assieme ai loro effetti.

Per quanto riguarda il prelievo di Xmila euro alle persone "benestanti", esso non mi vede assolutamente d'accordo per almeno due ragioni. In primo luogo non accetto l'idea che chi, individuo o famiglia, si trova in minori difficoltà economiche venga etichettato come "fortunato" e quindi eticamente tenuto ad aiutare i più "sfortunati", dando per scontato che le minori o maggiori difficoltà dipendano esclusivamente dal fato e non dalle scelte che una persona ha fatto. Uno magari ha vissuto bene ma in maniera più... tranquilla rispetto ad altri (ha sempre avuto la macchina ma non l'ha cambiata ogni due o tre anni, ha sempre vissuto in una bella casa ma non si è indebitato per averne una due volte più grande del necessario, si è sempre vestito bene ma non ha speso una fortuna in abiti firmati o in frequenti rifacimenti del guardaroba, ha sempre trascorso delle ferie gradevoli ma non ha fatto debiti per vacanze esotiche e via dicendo) ed ecco che, siccome giustamente si ritrova con qualche soldo da parte, è un "fortunato benestante".
In secondo luogo non vedo come il prelievo dei 30mila euro potrebbe risolvere la situazione. Sarebbe come affrontare l'obesità con una settimana di dieta, oppure come andare a Napoli con le ruspe, raccogliere tutti i rifiuti per le strade e portarli lontano, oppure come versare una discreta somma di denaro nelle casse di un'azienda che è quasi sul lastrico a causa di gravissimi problemi gestionali interni: un momentaneo senso di sollievo e nulla più.
Quei soldi verrebbero divorati in un baleno dagli stessi perversi meccanismi che ci hanno portato fin qua.

Non dicevo che tu abbia portato il discorso alle estreme conseguenze , anzi trovo la tua argomentazione molto interessante ,semplicemente che la metafora medica può servire , ma sino ad un certo punto.
In quanto alla possibilità di un capitalismo sensibile ( alle sorti dell'umanità e del pianeta) e intelligente ( sul come eliminare i difetti e valorizzare i pregi del modo di produzione industriale e la sua finanza ) essa resta allo stato attuale allo stadio di speranza.
Ci provò Lord Keynes e per un po' le sue teorie diedero ottimi risultati , però correlati necessariamente ad un altissimo tasso di sviluppo e aumento del Pil. Ora tuttavia , di fronte ad un rallentamento sul fronte occidentale, di tali incrementi a due cifre a favore di altre potenze più nuove e fresche, il problema sta proprio nella difficoltà a mantenere il welfare in periodo di crisi globale.
E allora il cane si morde la coda : occorrerebbe -come tu sostieni giustamente- raffreddare i consumi superflui e l'indebitamento delle famiglie allo scopo di creare stili di vita più sobri e stabili , ma in questo modo si aggraverebbe insieme al Pil, la crisi dello stato sociale con netta diminuzione delle prestazioni di sanità , scuola , previdenza, pensioni e di conseguenza del benessere (economico) di ceti medi e salariati.
Nè provvedimenti estremi tesi all'aumento del gettito fiscale, come quello descritto in questo thread, sarebbero giusti e risolutivi , come tu stesso noti a proposito , se non altro in mancanza di eliminazione (assai difficile) delle cause di spreco , corruzione e degenerazione cui lo stato sociale , soprattutto - ma non solo- in Italia è andato soggetto nella sua seconda fase di vita , dalla fine degli anni '60 ad oggi.
Il problema non è di facile risoluzione e per di più non dipende ,poichè l'economia ha sue leggi come la fisica , da prese di posizioni volontaristiche.Saluti
 
key-one ha scritto:
...In quanto alla possibilità di un capitalismo sensibile ( alle sorti dell'umanità e del pianeta) e intelligente ( sul come eliminare i difetti e valorizzare i pregi del modo di produzione industriale e la sua finanza ) essa resta allo stato attuale allo stadio di speranza...
Come dicevo, bisogna vedere se riteniamo tale speranza sensata o meno.

In caso negativo, ovvero se siamo alla vigilia di una catastrofe "naturale" governata da leggi "fisiche" contro le quali nulla possiamo fare se non cantare una utopica bella canzone, non ci resta che aspettare la fine, smettendo di preoccuparci o lamentarci e tentando di goderci il più possibile il tempo restante; potremmo dare fondo ai risparmi prima che il cataclisma li faccia evaporare o magari, meglio ancora, riempirci di debiti per concederci tutti i capricci che ci passano per la testa.

In caso positivo, ci sarà pure qualcosa che possiamo fare.
In fin dei conti, se non vado errato, il capitalismo si fonda sul comportamento dei venditori e dei compratori, che fino a prova contraria siamo noi.
 

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