<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Proposta di Cameron | Il Forum di Quattroruote

Proposta di Cameron

quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.
 
ALGEPA ha scritto:
quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.

O semplicemente, si deve dare la precedenza all'occupazione dei sudditi di sua maestà
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.
O semplicemente, si deve dare la precedenza all'occupazione dei sudditi di sua maestà
Avremo il diritto di decidere chi fare entrare a casa nostra? ed a quali condizioni?
 
U2511 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.
O semplicemente, si deve dare la precedenza all'occupazione dei sudditi di sua maestà
Avremo il diritto di decidere chi fare entrare a casa nostra? ed a quali condizioni?

qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.

O semplicemente, si deve dare la precedenza all'occupazione dei sudditi di sua maestà

Il tutto a vantaggio anche del buco dell'ozono ... la globalizzazione attuale è insostenibile per il pianeta.
 
ALGEPA ha scritto:
qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro
Scusa, lo dico serenamente, dove sta scritto che uno sconosciuto ha diritto di entrare nella mia abitazione e metterci una branda, se non anche buttarmi fuori dal letto? Dalla nazione alla casa, il passo è breve
 
U2511 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro
Scusa, lo dico serenamente, dove sta scritto che uno sconosciuto ha diritto di entrare nella mia abitazione e metterci una branda, se non anche buttarmi fuori dal letto? Dalla nazione alla casa, il passo è breve

ma quale sconosciuto scusa, qui stiamo parlando non di profughi o irregolari , stiamo parlando di una persona che potrebbe avere un regolare contratto di lavoro e avere diritto a vivere in un paese.
 
ALGEPA ha scritto:
U2511 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro
Scusa, lo dico serenamente, dove sta scritto che uno sconosciuto ha diritto di entrare nella mia abitazione e metterci una branda, se non anche buttarmi fuori dal letto? Dalla nazione alla casa, il passo è breve

ma quale sconosciuto scusa, qui stiamo parlando non di profughi o irregolari , stiamo parlando di una persona che potrebbe avere un regolare contratto di lavoro e avere diritto a vivere in un paese.
Credo che intenda la "bassa manovalanza", un ingegnere che voglia lavorare in Inghilterra il posto lo trova.
 
ALGEPA ha scritto:
U2511 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
quindi praticamente per Cameron si deve perdere, o fortemente limitare, la possibilità che un essere umano ha di andare a lavorare in una qualsiasi altra parte del mondo.
O semplicemente, si deve dare la precedenza all'occupazione dei sudditi di sua maestà
Avremo il diritto di decidere chi fare entrare a casa nostra? ed a quali condizioni?

qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro

La filantropia pelosa è pericolosa, i diritti non possono essere soddisfatti se prima non c'è stato qualcun altro che si è sottomesso a dei doveri, ragionare per diritto assoluto senza doveri porta all'anarchia e ai regimi di conseguenza, attenzione.

Platone ? La Repubblica Cap. VIII, Atene 370 A.C.

Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l?aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l?immunità con dosi sempre massicce d?indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l?ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c?è da meravigliarsi che l?arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l?anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?
In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell?uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; in cui l?unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell?anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell?autoritarismo?
Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri.
Una è l?oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L?altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l?inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.
Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice.
Così la democrazia muore: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo .
 
Se non ho capito male io, Cameron parla di lavoratori (mi sembra anche indipendentemente dal grado di conoscenza e di qualifica: che sia aiuto manovale o ingegnere astrofisico nucleare non conta) prendendo come limite discriminante l'appartenere o meno alla UE.

Insomma: lo stipendio di un lavoratore sudafricano, neozelandese, australiano, statunitense o svizzero, sarà tassato di più di quello di un lavoratore proveniente - per dire - dalla campagna tedesca.

Che poi si tratti di un aiuto-assistente-manovale o di un neurochirurgo specialista, il discorso tassazione non cambia.

Ripeto, ammesso che io non abbia frainteso.
 
ALGEPA ha scritto:
U2511 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
qui mi sembra che per rispettare un diritto se ne lede un altro
Scusa, lo dico serenamente, dove sta scritto che uno sconosciuto ha diritto di entrare nella mia abitazione e metterci una branda, se non anche buttarmi fuori dal letto? Dalla nazione alla casa, il passo è breve
Ma quale sconosciuto scusa, qui stiamo parlando non di profughi o irregolari , stiamo parlando di una persona che potrebbe avere un regolare contratto di lavoro e avere diritto a vivere in un paese.
Dubito che tocchino gli attuali lavoratori, penso che sia pro futuro. Ma il concetto che sta alla base mi pare sacrosanto "prima penso ai miei, poi, eventualmente, agli altri". Bisogna anche considerare la situazione degli immigrati in G.B. che non mi pare così semplice.
 
per capire, io ora ho la possibilità ad esempi di andare a lavorare negli stati uniti, cameriere o ingegnere informatico che sia, dall'Italia prendo contatti con una azienda di li, faccio tutta la trafila per farmi assumere e una volta che raggiungo un accordo l'azienda per mezzo di una trafila interna loro mi farà avere il permesso lavorativo per trasferirmi negli stare negli stati uniti, ho molto semplificato. Ora se mi dite che questo potrebbe non essere più possibile mi auguro di aver abbandonato questo pianeta quando accadrà perchè sarebbe una società in cui non mi piace vivere, e più che altro mi preoccuperei molto per i miei figli
 
ALGEPA ha scritto:
Ora se mi dite che questo potrebbe non essere più possibile

Credo che nessuno metta in dubbio la possibilità di andare a lavorare all'estero (lavorare, non pelandronare come avviene in Italia). Ma credo anche che sia giusto che la precedenza nella distribuzione di posti di lavoro vada ai locali. Se tu hai un'azienda e i tuoi figli sono senza lavoro, cerchi prima di impiegare loro o assumi il primo che passa per strada?
 
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