<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> PRESIDENTE IOR, DELOCALIZZARE DEPRIME IL MERCATO. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

PRESIDENTE IOR, DELOCALIZZARE DEPRIME IL MERCATO.

birillo21 ha scritto:
Sul PLUSVALORE si paga l'IVA-Imposta sul Valore Aggiunto.

Che io usi un termine ottocentesco desueto come PLUSVALORE o più modernamente VALORE AGGIUNTO non cambia la sostanza della realtà.

ho sbagliato io.
ero su un altro piano di discussione.
credevo sapessi di cosa stavi parlando.
chiedo scusa.
 
leolito ha scritto:
No, mi dispiace.
Atteniamoci all'argomento del topic e basta.

Il topic parla di DELOCALIZZARE DEPRIME IL MERCATO e fa riferimento alle intenzioni di Fiat di produrre in Serbia .... mi pare.
Grazie.
:D

sei + fasista del belpi terù lasarù

ahahahahahahahahaahahaaahahh

:D :D :D
 
morgan65 ha scritto:
birillo21 ha scritto:
Restringendo il PLUSVALORE del Lavoratore/Consumatore a disposizione del Capitalista risulterà che questi diverrà più povero, in causa della

Ascolta il tuo amico Zucconi...

http://www.capital.it/capital/radio/programmi/Risponde-Zucconi/2042882/3712941
prima ascoltavo radio Capital poi, soprattutto grazie a Zucconi, ho cambiato. Certo qualche volta zveva ragione pur lui perchè non si puó avere sempre torto, tuttavia......
 
La FIAT è una delle più grandi aziende Italiane, per questo fa molta notizia quando si muove.
Ma le voci di disapprovazione e condanna avrebbero dovuto alzarsi 2 anni addietro, quando si realizzò la Joint-Venture con la Serbia per la produzione di automobili, anche se non ancora individuato il modello.
Ma allora alcuni applaudirono a questa nuova mossa della azienda italiana.
Ma ben prima della FIAT molte aziende Italiane hanno delocalizzato, chiudendo gli stabilimenti che avevano in Italia, ed erano aziende Italianissime, addirittura locali.
Nel senso che erano radicate solo in una provincia o regione.
Oggi queste aziende, che non avevano una dimensione nazionale, sono all'estero armi e bagagli.
Qui in Italia il reddito a disposizione sul mercato è diminuito ed i disoccupato sono aumentati.

_____________________________________________________________

Il lavoro od i processi di trasformazione generano sempre VALORE AGGIUNTO, che poi quello che per primo se ne sia accorto lo abbia chiamato in un altro modo è indifferente.
Comunque tutti i più moderni regimi fiscali tassano il VALORE AGGIUNTO di processo o trasformazione.
 
DIVERSIFICARE E' DIFFERENTE DA DELOCALIZZARE.

In un caso si procede ad una ripartizione del rischio.
Nell'altro si attua un trasferimento di aziende da un paese ad un altro, generando disoccupazione nel primo.
 
gratacü ha scritto:
sei + fasista del belpi terù lasarù

ahahahahahahahahaahahaaahahh

:D :D :D
marrano ... settimana scorsa ero a Lefkada sotto il solleone e 35 gradi e ti pensavo intensamente ... adesso son tornato al freddo di Sofia con 15 gradi e pioggia e casso ... vorrei non essere tornato ... :D
 
leolito ha scritto:
gratacü ha scritto:
sei + fasista del belpi terù lasarù

ahahahahahahahahaahahaaahahh

:D :D :D
marrano ... settimana scorsa ero a Lefkada sotto il solleone e 35 gradi e ti pensavo intensamente ... adesso son tornato al freddo di Sofia con 15 gradi e pioggia e casso ... vorrei non essere tornato ... :D

ti ho nominato nel post delle ferie di blackshirt vai a leggere dove gli consigliavo di andare? thassos ....o kalkidiki.....diglielo che posti bellissimi son quelli.
a proposito l'autostrada da thessaloniki a kavala l'han completata tutta?

mappa-calcidica.gif
 
birillo21 ha scritto:
In Cina non ci sono le stesse automobili che si fanno in Europa, anzi da questo punto di vista è un mercato fortemente arretrato.
I diritti, le regole e le garanzie, che sono accessorie allo sviluppo di un mercato florido e maturo, nei paesi emergenti sono quasi inesistenti, o fortemente limitate.
La qualità delle merci dei paesi in via di sviluppo non è pari a quanto si è abituati in Occidente.
Distruggendo i mercati Occidentali mediante il processo di delocalizzazione, non è detto che dalle altre parti si costituiscano mercati di pari valore indotto.
I mercati Occidentali sono i più ricchi ancora per poco e questo significa che ci sarà sempre meno plusvalore per i consumi diversi da quelli di sopravvivenza.
Ai Veri Capitalisti interessa che il PLUSVALORE (detto anche valore aggiunto), che condividono con i Lavoratori-Consumatori ritorni totalmente nelle loro tasche mediante l'acquisto dei prodotti.
Al Capitalista interessa che il consumismo che regge i mercati rimanga in piedi.

Il processo corretto non è DELOCALIZZARE, ma costruire altre linee produttive adatte ai mercati non maturi.
Questo evita la distruzione dei mercati evoluti, che sono anche i più ricchi di PLUSVALORE a favore del Capitalista.
Caro Birillo non si tratta qui di riscrivere "Il Capitale" del filosofo di Treviri , ma di fare semplici ragionamenti.
Il fatto che "in Cina non vi siano (per ora ndr) le stesse automobili che si fanno in Europa e che vi sia invece "un mercato fortemente arretrato" è proprio ciò che attira -come il miele per le api- gli appetiti industriali e commerciali dell'occidente. Il fattore determinante è per l'appunto il differente grado di sviluppo di quelle aree -non solo la Cina ,ma anche l'India ,il sud-est Asiatico e il sud America e l'est Europa- che si traduce in salari più bassi e quindi in maggior "plusvalore" a disposizione delle società che vi operano.
Il fatto è che queste nazioni ,in primis la Cina ,ma anche L'india e il sud-America ,non si fanno più solo "delocalizzare"passivamente ,anche se molte produzioni a basso costo nel tessile ,nella moda ,nella componentistica per auto ecc. godono ancora del basso costo della mano d'opera e vengono poi vendute ad alto prezzo qui,ma hanno cominciato -già da un po' per la verità- a produrre in proprio ,magari proprio "copiando" e studiando le merci e i sistemi operativi occidentali.E così facendo fanno concorrenza ai prodotti ,alla finanza , alla speculazione occidentali e s'impongono al mercato a scapito delle potenze economico/finanziarie americane ed europee.
Certo che il bacino degli scambi commercialio europeo ed americano -costituito da almeno mezzo miliardo di persone ,(per ora?) in gran parte benestanti ,continua ad avere importanza per assorbire ,con regole e modi più che evoluti, le merci prodotte .Parallelamente però si sta aprendo ,con tutte le contraddizioni (per ora) del basso sviluppo, un bacino sicuramente almeno più che doppio per numero di potenziali consumatori. Se ne deduce che le imprese occidentali per salvaguardare ed aumentare il loro margine di profitto guardino al mercato del lavoro internazionale per comprare mano d'opera a prezzi più bassi e nello stesso tempo alle enormi potenzialità di vendita che il plus-valore in aree sino a pochi decenni fa caratterizzate da regime di sussistenza sta aprendo. In conclusione : è difficile arginare la rottura di un'enorme diga con le belle parole di un pur colto e smaliziato Monsignore.Saluti
 
In Cina non c'è maggiore guadagno, dato dal minore prezzo della mano d' opera, perchè i prezzi dei prodotti immessi su quel mercato sono minori e commisurati ai costi di quei paesi.
Le automobili colà prodotte per essere adeguate al mercato italiano devono essere rifatte.

Ma comunque in Cina, i più intelligenti, ci vanno per produrre per 1 Miliardo di persone e non per sfruttare il differenziale tra prezzo di un lavoratore di quel paese e resto del mondo. In India idem.

In Sud America le fabbriche, che in quei paesi sono localizzate, producono per quei mercati, con standard prossimi a quelli Europei e Nord-Americani nei modelli più lussuosi.
 
Secondo me, con tutto il rispetto per il Vaticano, si sta facendo tanto rumore per nulla. La FIAT ha dichiarato di voler produrre i suoi due futuri monovolumi in Serbia, ma questi due monovoumi erano prodotti in precedenza in Francia (e tra l'altro non dalla FIAT).

Regards,
The frog
 
gratacü ha scritto:
[ti ho nominato nel post delle ferie di blackshirt vai a leggere dove gli consigliavo di andare? thassos ....o kalkidiki.....diglielo che posti bellissimi son quelli.
a proposito l'autostrada da thessaloniki a kavala l'han completata tutta?

mappa-calcidica.gif
no, non ancora, ma e' ben agibile. continuiamo nell'altro post, meglio :D
 
Thefrog ha scritto:
Secondo me, con tutto il rispetto per il Vaticano, si sta facendo tanto rumore per nulla. La FIAT ha dichiarato di voler produrre i suoi due futuri monovolumi in Serbia, ma questi due monovoumi erano prodotti in precedenza in Francia (e tra l'altro non dalla FIAT).

Regards,
The frog
None! Erano prodotti in Italia. In Francia si producevano e si producono Ulysse e Phedra.
 
birillo21 ha scritto:
In Cina non c'è maggiore guadagno, dato dal minore prezzo della mano d' opera, perchè i prezzi dei prodotti immessi su quel mercato sono minori e commisurati ai costi di quei paesi.
Le automobili colà prodotte per essere adeguate al mercato italiano devono essere rifatte.

Ma comunque in Cina, i più intelligenti, ci vanno per produrre per 1 Miliardo di persone e non per sfruttare il differenziale tra prezzo di un lavoratore di quel paese e resto del mondo. In India idem.

In Sud America le fabbriche, che in quei paesi sono localizzate, producono per quei mercati, con standard prossimi a quelli Europei e Nord-Americani nei modelli più lussuosi.

Il maggior guadagno c'è eccome se fai produrre là, per esempio, vestiti e qui ,marchiati con una delle tante e rinomate griffe rivendi a prezzi stratosferici

Il maggior guadagno c'è eccome se fai produrre là, per esempio, vestiti e qui ,marchiati con una delle tante e rinomate griffe rivendi a prezzi stratosferici
 
Negli anni '70/ '80 i Gipponesi vennero a produrre in Europa e nel resto del mondo, aprendo fabbriche in vari paesi senza chiuderle in Giappone.
Così facendo diversificavano il rischio politico e geografico.
Pensate cosa sarebbe successo se avessero spostato le produzioni da Giappone ad altri paesi del mondo.
Oggi il Giappone è ancora una delle prime potenze industriali del pianeta.
 

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