<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> povera Europa..... | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

povera Europa.....

key-one ha scritto:
...l'attuale crisi non dipende da questa errata o ritardata gestione politica italiana, bensì principalmente dal rallentamento di quella irruente crescita, la quale si è spostata in altre aree del mondo che ora ci fanno concorrenza ad armi impari...
Probabilmente a causa di una mia mancanza di nozioni o di intelletto (cosa che da un certo punto di vista spero vivamente, senza ironia, perché in questo caso scoprire di essere nel torto marcio, al di là dell'orgoglio leggermente ferito, non potrà che essere una buonissima notizia) MAI ho capito, fin da adolescente, come si riesca davvero a credere nella possibilità di una crescita economica universale e interminabile, in cui ogni azienda di ogni nazione possa di anno in anno, sempre, aumentare i propri fatturati e posti di lavoro, in cui ogni consumatore acquisti sempre più beni di ogni genere e così via.

Dal mio punto di vista l'attuale crisi nostrana dipende eccome dalle nostre errate gestioni e culture e aspettative. Non si tratterà di una dipendenza esplicita e diretta, ma comunque è una dipendenza ben precisa. Non abbiamo espressamente organizzato la crisi, ma abbiamo creato tutti i presupposti affinché essa avesse luogo oppure, nella più benevola delle ipotesi, non ci siamo affatto premuniti nei confronti di una crisi che era del tutto prevedibile come ovvia conseguenza dell'andazzo precedente. Un po' come colui (sempre restando nell'ipotesi più benevola) che, siccome la stagione in cui sta costruendosi la casa nuova è buona e secca, decide di risparmiare sulla costruzione del tetto e sugli isolamenti termici, come se il clima caldo e asciutto dovesse durare per sempre. Non si potrà dire, un domani, che la pioggia e il freddo sono causati personalmente da lui, ma ciò non toglie che lui sarà direttamente responsabile del fatto che in casa sua piove e fa assai freddo. O no?

Inoltre, la differenza di tempistica rispetto alle nazioni come Cina, India ecc. non gioca certo a nostro favore da questo punto di vista. Proprio perché noi ci siamo passati per primi, dovremmo aver agito con maggiore buon senso, sfruttando in maniera intelligente quel vantaggio.
Un visitatore proveniente da lontano che girasse oggi per il nord italia dopo aver tanto sentito e letto a proposito dei fiumi di denaro che là sono piovuti nei decenni recenti in virtù dello straripante "sviluppo" (il NE fino a non molti anni fa veniva considerato come una delle aree più ricche del mondo) potrebbe ragionevolmente aspettarsi di trovare un territorio costellato di bellissimi luoghi, con ottime reti stradali e infrastrutture, servizi pubblici strepitosi, sanità eccellente ecc. ecc., nonché ovviamente grandi quantità di denaro "da parte". In altre parole, potrebbe razionalmente pensare "con tutti i quattrini che hanno guadagnato, chissà che bella 'casa' si saranno costruiti, chissà che solide spalle avranno".

Invece si troverebbe di fronte territorio devastato da costruzioni selvagge, assai spesso di infima qualità o fatiscenti o abbandonate, strade e acquedotti e linee telefoniche ecc. in stato pietoso, servizi pubblici penosi e inoltre, strepitosa ciliegina, un vero e proprio MARE di debiti a tutti i livelli (singoli, famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni).
Quali conclusioni potrebbe trarre circa gli abitanti e le loro mentalità?
 
spartacodaitri ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
suiller ha scritto:
come dargli torto... perchè dovrebbero tappare i ns buchi... in fondo il debito nel bene e nel male è nostro e quindi sono azzi nostri...

è cinico ma non vedo altra via d'uscita... hanno visto che razza di mamovricchia è stata partorita in un mese, i tedeschi seppur con tutti i loro difetti a sto giro non se la sentono di rischiare oltre

certo che fanno bene,
-hanno rimesso a nuovo 20.000.000 di Wessi
-fanno guadagnare agli operai il doppio
-hanno fatto governi di coalizione
-hanno fatto gia' un 20 mesi fa una manovra da 85 mld....
e poi che cosa pretendiamo....dopo la manovra Penelope :?: :shock:
Lo scetticismo nei nostri confronti è giustificato. Ormai è evidente che se non si imprime una svolta decisiva non ne usciremo mai da questa situazione, e continueremo ad esser tenuti per le palle(passatemi l'espressione) da questi signori. Ci vorrebbe un piano da 100 Miliardi, con pochissime ma corpose misure, e con ridotti effetti recessivi. Certo, per vararlo ci vorrebbe un governo forte e credibile, non certo questo, che fa ridere...
Saluti

l' ho gia postato, chi si ricorda dove ;) ma e' freschissimo,
ma con 200 mld, almeno se ne risparmian 10 solo di interessi l' anno....
Bisognerebbe intervenire su tre fronti però:
- età pensionabile a 65 anni o 40 di contributi per tutti da subito. In prospettiva entrambi i requisiti dovrebbero salire;
- intervento con una tassazione sui patrimoni mobiliari e immobiliari;
- massiccio pacchetto di dismissioni di beni e immobili pubblici.
Sui primi due punti esiste una resistenza fortissima che solo un governo tecnico di "ferro" potrebbe spezzare.
 
però, la storia della pensione và detta tutta e cioè che ANCHE in Germania, l'età media con cui si va realmente in pensione è pari a quella italiana. Come indicato sul Corsera qualche settimana fa; stessa cosa per Francia e Spagna. Forse c'è un mese di differenza, non di più.
Ciò vuol dire, immagino, che anche in quei paesi dopo 40 anni circa, si possa andare in pensione.
Per la cronaca in Grecia si va ( o andava) a 51 anni....
 
Voglio dire una cosa un po' impopolare:

le pensioni di anzianità (alcune) calcolate con il sistema retributivo sono troppo alte.

Vedo molti colleghi che vanno in pensione a 60 anni (o meno, con i 40 anni) con delle pensioni più alte degli stipendi di quelli che lavorano.

IMHO una pensione non dovrebbe mai superare la retribuzione di chi fa lo stesso lavoro.
 
renatom ha scritto:
Voglio dire una cosa un po' impopolare:

le pensioni di anzianità (alcune) calcolate con il sistema retributivo sono troppo alte.

Vedo molti colleghi che vanno in pensione a 60 anni (o meno, con i 40 anni) con delle pensioni più alte degli stipendi di quelli che lavorano.

IMHO una pensione non dovrebbe mai superare la retribuzione di chi fa lo stesso lavoro.
io prendo di più di quando lavoravo ;)
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...l'attuale crisi non dipende da questa errata o ritardata gestione politica italiana, bensì principalmente dal rallentamento di quella irruente crescita, la quale si è spostata in altre aree del mondo che ora ci fanno concorrenza ad armi impari...
Probabilmente a causa di una mia mancanza di nozioni o di intelletto (cosa che da un certo punto di vista spero vivamente, senza ironia, perché in questo caso scoprire di essere nel torto marcio, al di là dell'orgoglio leggermente ferito, non potrà che essere una buonissima notizia) MAI ho capito, fin da adolescente, come si riesca davvero a credere nella possibilità di una crescita economica universale e interminabile, in cui ogni azienda di ogni nazione possa di anno in anno, sempre, aumentare i propri fatturati e posti di lavoro, in cui ogni consumatore acquisti sempre più beni di ogni genere e così via.

Dal mio punto di vista l'attuale crisi nostrana dipende eccome dalle nostre errate gestioni e culture e aspettative. Non si tratterà di una dipendenza esplicita e diretta, ma comunque è una dipendenza ben precisa. Non abbiamo espressamente organizzato la crisi, ma abbiamo creato tutti i presupposti affinché essa avesse luogo oppure, nella più benevola delle ipotesi, non ci siamo affatto premuniti nei confronti di una crisi che era del tutto prevedibile come ovvia conseguenza dell'andazzo precedente. Un po' come colui (sempre restando nell'ipotesi più benevola) che, siccome la stagione in cui sta costruendosi la casa nuova è buona e secca, decide di risparmiare sulla costruzione del tetto e sugli isolamenti termici, come se il clima caldo e asciutto dovesse durare per sempre. Non si potrà dire, un domani, che la pioggia e il freddo sono causati personalmente da lui, ma ciò non toglie che lui sarà direttamente responsabile del fatto che in casa sua piove e fa assai freddo. O no?

Inoltre, la differenza di tempistica rispetto alle nazioni come Cina, India ecc. non gioca certo a nostro favore da questo punto di vista. Proprio perché noi ci siamo passati per primi, dovremmo aver agito con maggiore buon senso, sfruttando in maniera intelligente quel vantaggio.
Un visitatore proveniente da lontano che girasse oggi per il nord italia dopo aver tanto sentito e letto a proposito dei fiumi di denaro che là sono piovuti nei decenni recenti in virtù dello straripante "sviluppo" (il NE fino a non molti anni fa veniva considerato come una delle aree più ricche del mondo) potrebbe ragionevolmente aspettarsi di trovare un territorio costellato di bellissimi luoghi, con ottime reti stradali e infrastrutture, servizi pubblici strepitosi, sanità eccellente ecc. ecc., nonché ovviamente grandi quantità di denaro "da parte". In altre parole, potrebbe razionalmente pensare "con tutti i quattrini che hanno guadagnato, chissà che bella 'casa' si saranno costruiti, chissà che solide spalle avranno".

Invece si troverebbe di fronte territorio devastato da costruzioni selvagge, assai spesso di infima qualità o fatiscenti o abbandonate, strade e acquedotti e linee telefoniche ecc. in stato pietoso, servizi pubblici penosi e inoltre, strepitosa ciliegina, un vero e proprio MARE di debiti a tutti i livelli (singoli, famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni).
Quali conclusioni potrebbe trarre circa gli abitanti e le loro mentalità?

Caro Marimasse , probabilmente ho dimenticato di premettere al mio intervento , e in genere a quasi tutti quelli che scrivo , il fatto che sono tentativi di fare la cronaca di ciò che sta succedendo o è successo o previsioni di ciò che potrà succedere, giammai l'apologia.
Detto questo, anch'io sono d'accordo che la crescita infinita di tutti i parametri economici e produttivi è materialmente impossibile. Fatto sta che così procedono le nostre economie : si produce quanto più è possibile produrre senza curarsi troppo della capacità complessiva dei mercati o meglio si tenta di riempire tutti gli spazi possibili entro e fuori i confini nazionali , nel tentativo di battere la concorrenza.
Salvo poi ricorrere alla speculazione al ribasso quando le cose per forza prendono una brutta piega e s'innescano per l'appunto le crisi.
In quanto al "noi" ci starei attento : qualcuno infatti guida la partita , qualcuno fa , forse oggi nei paesi sviluppati la maggioranza, come i pesci pilota che puliscono la corazza o la pellaccia dei predatori cercando di essere ricompensati con l'eccesso di cibo di quest'ultimi , qualcuno cerca di arrangiarsi e qualcuno non ce la fa.
D'accordo sul cattivo uso che spesso si è fatto e si fa dei proventi dei cosiddetti boom o miracoli..Saluti
 
key-one ha scritto:
...anch'io sono d'accordo che la crescita infinita di tutti i parametri economici e produttivi è materialmente impossibile...
A pensarci bene, si tratta di una cosa talmente ovvia che parlare di "essere d'accordo" o meno è già paradossale.
Comunque ciò che mi rattrista e preoccupa è proprio la constatazione di come, a quanto pare, ci siano tantissime persone, anche tra gli "esperti" e i politici e i giornalisti ecc. di ogni parrocchia, che invece non... concordano affatto e in tal senso predicano e soprattutto agiscono, cercando tra l'altro di convincere molti altri (anche elettori...).
Mi preoccupa perché, facendo un'altra altrettanto ovvia considerazione, mi chiedo quali prospettive possa avere davanti a sé una collettività che fonda il proprio operato su un presupposto "materialmente impossibile".
Ecco perché spero sinceramente che la mia ignoranza in materia mi impedisca di capire e di vedere e che quindi le cose stiano in realtà molto meglio di come a me appaiono. Si tratta però di una speranza sempre più debole.
 
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