<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Piano Fiat, i punti (deboli) del piano di Sergio Marchionne | Il Forum di Quattroruote

Piano Fiat, i punti (deboli) del piano di Sergio Marchionne

1. Indebitamento ? È la voce che oggi più preoccupa gli analisti e che a molti fa storcere il naso sul raggiungimento degli obiettivi da parte di Marchionne. Dopo la scalata alla Chrysler con il completamento dell?ultimo miglio nel gennaio scorso via intesa con Uaw per 4,35 miliardi di dollari, il debito viaggia intorno ai 10 miliardi di euro. Tanti, e a caro prezzo: alcuni analisti indicano un costo di gestione pari a 2,7 miliardi di dollari all?anno.

2. Vendite ? È la voce più disattesa nei precedenti piani industriali di Marchionne. Diamo solo alcuni numeri, i più clamorosi. Nel piano del novembre 2006, venivano indicate vendite per il 2010 pari a 2,8 milioni di veicoli del solo gruppo Fiat (l?ingresso in Chrysler è del 2009), a consuntivo furono poco sopra i 2 milioni. Nel piano dell?aprile del 2010, denominato Fabbrica Italia, l?obiettivo di vendite di veicoli per il 2014 era di 3,5 milioni per il solo gruppo Fiat, a consuntivo risultarono meno di 2 milioni.

3. Utili ? A fine 2013, il 90% degli utili di gruppo sono venuti dalla Chrysler, aspetto che inevitabilmente fa pendere molte decisioni da quella sponda dell?Atlantico. Marchionne proverà a riequilibrare non solo la bilancia italiana, puntando di qua più su modelli di margini che di volumi, ma anche in casa americana, dove volano i marchi Jeep e Ram, arrancano Chrysler e Dodge.

4. Strategia ? La chiave più delicata è la trasformazione dell?Alfa Romeo (oltre che della Maserati, già sulla buona strada) in una macchina che fa soldi. Il rilancio del marchio del biscione è la vera scommessa del nuovo piano: l?anno scorso, le vendite di Alfa nel mondo sono state di 74.400 vetture, contro le 92.100 del 2012, avrebbero dovuto essere 300.000 già nel 2010, 500.000 nel 2014. Marchionne vuole vendere più modelli premium con margini maggiori, strada che molti marchi generalisti stanno tentando di intraprendere. Riuscirà con l?Alfa Romeo? Con quali investimenti e in che tempi? L?Audi, per dare un riferimento, è diventato un marchio premium d?eccellenza in vent?anni.

Marchionne il più pagato, Fiat le meno vendute ...

Le vendite di Fiat continuano a calare, e si potrebbe pensare che sia tutta colpa della crisi. Le immatricolazioni sono in effetti in calo da quasi due anni, sempre più giù; e sono ormai lontani i tempi ante.crisi, quando sembrava che l'uomo venuto dal Canada avesse rivitalizzato un'industria sull'orlo del fallimento e per cui in molti richiedevano ormai la "nazionalizzazione".

Il risultato del mercato italiano pesa indubbiamente molto "sul risultato di Fiat Group Automobiles in Europa" spiega il Lingotto; anche perché soltanto in Italia Fiat continua a controllare una fetta di mercato a due cifre. Al contrario di Chrysler, che si è ripresa dalla chiusura grazie a nuovi modelli, tecnologia italiana e prestititi statali Usa. Nostante questo andamento divergente, il gruppo ha chiuso il 2012 con un passivo di un miliardo, mentre la stessa cifra - l'anno preecdedente - era stata in positivo.

Insomma, un mezzo disastro. Ma questo risultato, che ha riempito gli stabilimenti Fiat di cassintegrati senza molte prospettive di rientro - non ha infliuito minimamente sulla retribuzione dell'amministratore delegato. Sergio Marchionne nel 2012 ha incassato 7,4 milioni di euro invece dei 5 milioni del 2011 (+47,7%).

Il bello è che tutto questo aumento non è dovuto alla "paga base", ma addirittura ai "premi"! Tra Fiat Spa e Fiat Industrial (il ramo camion e macchine da lavoro, dopo lo "scorporo"), Marchionne ha ricevuto 3,787 milioni di bonus, con un aumento del 47,74% sul 2011. Che già aveva visto un incremento favoloso rispetto all'anno precedente: +42%).

http://contropiano.org/economia/item/15280
Non aggiungo altro...
 
L'articolo che hai citato, relativo alla seconda parte del tuo post, è del marzo 2013, quindi 1 anno e 3 mesi fa. Infatti i dati sono relativi al 2012 e non al 2013, anno che è stato chiuso in attivo (1.9 mld ca.). L'indebitamento non è più un grande problema perché con la fusione avvenuta e l'avvento di FCA sono ora disponibili 10 miliardi circa di "fondo cassa" di provenienza Chrysler. Diciamo che è un'analisi abbastanza corretta, ma riferita a oltre 1 anno fa.

In particolare al 31 dicembre 2013 l'indebitamento netto industriale del Gruppo FCA (ormai di ciò dobbiamo parlare) risultava pari a 6,6 miliardi di euro, un'entità abbastanza modesta considerando un fatturato di circa 87 mld e tenuto conto dei bassissimi tassi di interesse attuali. Per il 2014 sono previsti 93 miliardi di fatturato (+ 7%).

Insomma, a parte il problematico rilancio di Alfa Romeo, la situazione non è affatto negativa.
 
le previsioni di vendita di Marchionne però non sono chiacchiere e secondo me li sta il fulcro della questione. Non sono un analista del settore però mi permetto di dire che sono su di un ottimismo andante e vista anche l'esperienza delle previsioni fatte se non erro del 2006 rendono legittimi i dubbi.
Purtroppo come in altri settori della società i personalismi portati all'eccesso , sia da una parte che dall'altra, non permettono una lucida analisi della questione
 
arizona77 ha scritto:
....ah....ecco mi sembrava:
cosi' non sto a cercare.
L' indebitamento e' l' ultimo dei problemi

bisogna sempre vedere quanto la famiglia voglia investire con i propri forzieri sparsi in mezzo mondo come il salvataggio di anni fa, il difficile e' far investire gli "altri" ..... a questo serve sergio...
 
ALGEPA ha scritto:
le previsioni di vendita di Marchionne però non sono chiacchiere
Sono chiacchiere anche quelle ma le chiacchiere sono una parte del suo mestiere: hai mai visto un detersivo che non lava più bianco del bianco?

A che servono le chiacchiere di questi anal(isti)? Più o meno a quello che servono le chiacchiere di Marchionne: portare soldi in cascina.

Ciao.
 
chiaro_scuro ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
le previsioni di vendita di Marchionne però non sono chiacchiere
Sono chiacchiere anche quelle ma le chiacchiere sono una parte del suo mestiere: hai mai visto un detersivo che non lava più bianco del bianco?

A che servono le chiacchiere di questi anal(isti)? Più o meno a quello che servono le chiacchiere di Marchionne: portare soldi in cascina.

Ciao.

francamente mi risulta difficile seguire il tuo ragionamento, però , ripeto , sono sempre più dell'idea che nel nostro paese si è perso il concetto di critica e quindi non mi sorprende la cosa.
 
Cosa c'è di difficile? Marchionne spara numeri per avere soldi e gli analisti sparano numeri per avere soldi.
Non è il diritto di critica che manca ma la serietà.
La critica con il paraocchi* non è indice di serietà.

* (guardare solo quello che ci porta dritto alla conclusione a cui vorremmo arrivare)

Ciao.
 
Marchionne è un grande!

Non è facile guidare una azienda che, con la reputazione che ha, col mercato che ha, con la nazionalità italiana che ha...per poi farla diventare una Azienda globale.

Non ci erano arrivati gli altri che lo hanno preceduto, e nel momento più difficile è arrivato lui.
Ci sta provando...non è facile in un mercato che mutando, non ti da più soldi.

Sfidare i nuovi mercati, combattere contro alleanze già fatte, mercati già impegnati, sindacati conservatori (per modo di dire...che conservano solo la loro autonomia politica del non far niente) e gente che non vuole averci nulla a che fare con gli italiani...insomma è cosa dura.

Allora, l'operazione AMERICA serve a mantenere in vita FIAT.

Se avesse potenziato Lancia, ad esempio come marchio, aldilà del semplice sentimento motoristico, le casse sarebbero state sempre vuote o insufficienti.
E i modelli Lancia cannibalizzerebbero quelli Fiat..o quelli Alfa.

Genialità "della Maserati", del settore dei veicoli industriali e dei motori (CNH e FPT) e altro.

Alla fine, aver fatto l'operazione America ha salvato la FIAT che si sarebbe potuta disintegrare... evaporando...!

Poi...poi, secondo me, basta che uno linka su siti italiani o compri giornali italiani, assistiamo a quella popolare politica che FIAT e Marchionne sono un guaio nazionale.
All'estero lo fanno...Viva Renzi...abbasso Renzi; Viva MAarchionne...abbaso Marchionne...viva Prandelli..abbasso Prandelli!

Ormai noi attacchiamo chiunque pur di generare "fatturati stampati", giornali e notizie...e sospetti e disastri dappertutto.

Siamo ciarlatani, ammettiamolo!
Siamo anche un popolo di ladri...ammettiamolo (escluso noi)

Allora i francesi, gli inglesi, i tedeschi, e chiunque voglia, esclamerebbero così: "Mbè, se lo dicono loro..figuriamoci noi.
Eutanasia della genialità italiana."

Se io leggessi giornali francesi che direbbero peste e vorna di Renault e Peugeot, o giornali tedeschi che deridano e smonterebbero Volkswagen...che opinione mi farei?
Che fanno cessi di auto e che le vorrebbero vendere fuori nazione, visto che in patria...sono considerate auto scadenti.
Sonoladri anche loro...ma sono furbi!

Vedete se leggete giornali francesi o tedeschi che parlano male del made in France o Deutch.
Questa è una verità.

Serve eppure a molto anche...fare "gruppo".

Ma se una azienda come FIAT e un uomo come Marchionne devono essere ancora messi a ferro e fuoco da una sterile CGIL che fa sciopero nell'unica fabbrica che lavora, la Maserati...nè ditemi di grazia, si scoglionerà pure un certo sig.Marchionne e dirà: io creo lavoro in un momento difficilissimo...e quattro teppisti di sindacalisti mi fermano uno stabilimento ed un business produttivo?
IO GLI DO' RAGIONE!
La cosa peggiore è che ci sono anche persone che gli hanno dato seguito (alla cgil) e quelli che non si sono indignati.
Ma andate a quel paese!

Ed allora, certe volte non vale la pena..neppure provarci, a fare programmi, spiegare...fare piani perchè il problema siamo NOI.
 
ilopan ha scritto:
Marchionne è un grande!

Non è facile guidare una azienda che, con la reputazione che ha, col mercato che ha, con la nazionalità italiana che ha...per poi farla diventare una Azienda globale.

Non ci erano arrivati gli altri che lo hanno preceduto, e nel momento più difficile è arrivato lui.
Ci sta provando...non è facile in un mercato che mutando, non ti da più soldi.

Sfidare i nuovi mercati, combattere contro alleanze già fatte, mercati già impegnati, sindacati conservatori (per modo di dire...che conservano solo la loro autonomia politica del non far niente) e gente che non vuole averci nulla a che fare con gli italiani...insomma è cosa dura.

Allora, l'operazione AMERICA serve a mantenere in vita FIAT.

Se avesse potenziato Lancia, ad esempio come marchio, aldilà del semplice sentimento motoristico, le casse sarebbero state sempre vuote o insufficienti.
E i modelli Lancia cannibalizzerebbero quelli Fiat..o quelli Alfa.

Genialità "della Maserati", del settore dei veicoli industriali e dei motori (CNH e FPT) e altro.

Alla fine, aver fatto l'operazione America ha salvato la FIAT che si sarebbe potuta disintegrare... evaporando...!

Poi...poi, secondo me, basta che uno linka su siti italiani o compri giornali italiani, assistiamo a quella popolare politica che FIAT e Marchionne sono un guaio nazionale.
All'estero lo fanno...Viva Renzi...abbasso Renzi; Viva MAarchionne...abbaso Marchionne...viva Prandelli..abbasso Prandelli!

Ormai noi attacchiamo chiunque pur di generare "fatturati stampati", giornali e notizie...e sospetti e disastri dappertutto.

Siamo ciarlatani, ammettiamolo!
Siamo anche un popolo di ladri...ammettiamolo (escluso noi)

Allora i francesi, gli inglesi, i tedeschi, e chiunque voglia, esclamerebbero così: "Mbè, se lo dicono loro..figuriamoci noi.
Eutanasia della genialità italiana."

Se io leggessi giornali francesi che direbbero peste e vorna di Renault e Peugeot, o giornali tedeschi che deridano e smonterebbero Volkswagen...che opinione mi farei?
Che fanno cessi di auto e che le vorrebbero vendere fuori nazione, visto che in patria...sono considerate auto scadenti.
Sonoladri anche loro...ma sono furbi!

Vedete se leggete giornali francesi o tedeschi che parlano male del made in France o Deutch.
Questa è una verità.

Serve eppure a molto anche...fare "gruppo".

Ma se una azienda come FIAT e un uomo come Marchionne devono essere ancora messi a ferro e fuoco da una sterile CGIL che fa sciopero nell'unica fabbrica che lavora, la Maserati...nè ditemi di grazia, si scoglionerà pure un certo sig.Marchionne e dirà: io creo lavoro in un momento difficilissimo...e quattro teppisti di sindacalisti mi fermano uno stabilimento ed un business produttivo?
IO GLI DO' RAGIONE!
La cosa peggiore è che ci sono anche persone che gli hanno dato seguito (alla cgil) e quelli che non si sono indignati.
Ma andate a quel paese!

Ed allora, certe volte non vale la pena..neppure provarci, a fare programmi, spiegare...fare piani perchè il problema siamo NOI.

Mille stelle. E non solo per i concetti che hai espresso, ma per il coraggio di averli enunciati.

Senza Marchionne la Fiat non esisterebbe più, e chi lo attacca è solo perchè questo avrebbe voluto.

Noi italiani siamo maestri nel segare il ramo sul quale siamo seduti; eravamo leader nell'informatica...scomparsi. Nella chimica...non contiamo più nulla. La moda? delocalizzato tutto e venduto i marchi migliori. Vogliamo parlare dell'alimentare? Dovevamo e avremmo dovuto dettare legge nel settore...abbiamo venduto tutto ai francesi.

Mi sono rotto le scatole di sentire i soliti discorsi di AD da tastiera e che si ritengono spiritosi solo perchè scrivono Maglionne o Carpionne o ancora peggio.

Ma per favore... :!:
 
Nella tua analisi Ilopan credo che ci sia molto di vero.

Da noi parlar male della Fiat, di Prandelli, di Balotelli, della Ferrari, di Renzi, e chi più ne ha più ne metta è uno sport nazionale, sembra che si provi un sottile piacere, quasi una libido subconscia. L'identità nazionale da noi è molto modesta, si arriva persino a fischiare l'inno.

All'Estero non è così, il nazionalismo (ovviamente senza eccessi) esiste ed è vegeto. Purtroppo dobbiamo prenderne atto e cercare di imparare qualcosa di positivo da quelle nazioni che poi esaltiamo sempre, magari proprio il loro spirito nazionalistico, il loro senso dello Stato.

Quante sono le aziende italiane che fanno "shopping" all'Estero? Molto poche. Nel campo automobilistico ultimamente solo il gruppo Bonomi e la Fiat, ma ciò non ci sta bene lo stesso.

Scusate il parziale OT.
 
Il discorso (di Ilopan) è abbastanza condivisibile, ma bisogna anche capire che se "compri" voti e consensi (es. referendum lavoratori) promettendo forti investimenti e occupazione (Fabbrica Italia) per poi rimangiarti la parola mettendola in "quel posto" a molte persone...beh, può essere che diventi antipatico a molti! E anche in termini di credibilità... :rolleyes:
Che Marchionne sia un gran manager credo siano tutti concordi, ma come imprenditore, comunicatore e, sopratutto, "persona" direi che è ampiamente criticabile... :rolleyes:
 
Grazie, in effetti, mi sono "armato" di coraggio per scrivere quello che ho scritto.
Perchè se uno dice cose fuori dal coro, sembra che debba essere per forza un "cinico" industriale e non un lavoratore medio ed onesto quale mi ritengo.

Tanto l'Italia su FIAT spesso ha solo fatto di questa AZIENDA una sputacchiera nazionale.
E' facile raccogliere consensi parlando di cassintegrati, di promesse non mantenute, di piani futuribili a dir poco fantasiosi.

Allora ci vorrebbe una AD che pronunci discorsi del tipo: Tra tre anni chiuderemo i battenti e i numeri -per noi- si ridurranno a poco.

Tutti lanciano numeri fantasiosi, ma il mercato docet!

Era vivo Gianni Agnelli, e tutti a dargli addosso in ogni modo ed in ogni circostanza.
Quando morì Agnelli...tutti a rimpiangerne le doti, le virtù, la grandezza e la lungimiranza industriale, ecc,ecc.

Se Marchione andasse via...allora vedreste comitati sindacali che starebbero a chiedere solide garanzie al nuovo arrivato, e diranno tutti Marchionne però era un grande. Ha salvato quest'azienda era un uomo di polso, un capitano di industria, ecc.

Insomma io mi sto scocciando di essere uno omologato ai pensieri ed allo stereotipo sfascista dell'italiano che non arriva da nessuna parte, che si è pure rincoglionito da quando comunica di più, sempre e male.

Alla fine della fiera stiamo dando il peggio di noi nel momento più critico della nostra storia, ed abbiamo dimenticato cosa, quanto e come abbiamo fatto per diventare la grande ITALIA.

Siamo diventati più imbecilli proprio da quando siamo diventati più intelligenti.
Eravamo più intelligenti, quando (anni 60) eravamo più imbecilli!

Siamo diventati intolleranti, razzisti, classisti, e mi fermo qui se no andiamo troppo OT.

Tanto non vedremo mai "oltre FIAT" qualsiasi cosa questa azienda faccia.
Nè di Marchionne, nè degli eredi della famiglia Agnelli...nè di altro.

Questo paese sta seguendo falsi costruttori di ricchezza e garantisti...che sono senza portafoglio.

Oggi bisogna fare una inversione di tendenza, offrire sicurezza, rinunciare a qualche euro pur di mantenere lavoro e farsi sentire per davvero da chi rende alto il costo del lavoro.

Fare impresa in Italia è già un miracolo, rompere le scatole è da perversi, e mi riferisco alla CGIL con il suo proclamato sciopero della o alla Maserati ha dato un colpo serio di pessima classe di lavoratori anche se vi hanno partecipato solo in 200 su 2.000!

Top e premium, auto e non auto...di un marchio simbolo...ma il mondo ci guarda e ride..pensando che buffoni che siamo.
 
ilopan ha scritto:
Marchionne è un grande!

Non è facile guidare una azienda che, con la reputazione che ha, col mercato che ha, con la nazionalità italiana che ha...per poi farla diventare una Azienda globale.

Non ci erano arrivati gli altri che lo hanno preceduto, e nel momento più difficile è arrivato lui.
Ci sta provando...non è facile in un mercato che mutando, non ti da più soldi.

Sfidare i nuovi mercati, combattere contro alleanze già fatte, mercati già impegnati, sindacati conservatori (per modo di dire...che conservano solo la loro autonomia politica del non far niente) e gente che non vuole averci nulla a che fare con gli italiani...insomma è cosa dura.

Allora, l'operazione AMERICA serve a mantenere in vita FIAT.

Se avesse potenziato Lancia, ad esempio come marchio, aldilà del semplice sentimento motoristico, le casse sarebbero state sempre vuote o insufficienti.
E i modelli Lancia cannibalizzerebbero quelli Fiat..o quelli Alfa.

Genialità "della Maserati", del settore dei veicoli industriali e dei motori (CNH e FPT) e altro.

Alla fine, aver fatto l'operazione America ha salvato la FIAT che si sarebbe potuta disintegrare... evaporando...!

Poi...poi, secondo me, basta che uno linka su siti italiani o compri giornali italiani, assistiamo a quella popolare politica che FIAT e Marchionne sono un guaio nazionale.
All'estero lo fanno...Viva Renzi...abbasso Renzi; Viva MAarchionne...abbaso Marchionne...viva Prandelli..abbasso Prandelli!

Ormai noi attacchiamo chiunque pur di generare "fatturati stampati", giornali e notizie...e sospetti e disastri dappertutto.

Siamo ciarlatani, ammettiamolo!
Siamo anche un popolo di ladri...ammettiamolo (escluso noi)

Allora i francesi, gli inglesi, i tedeschi, e chiunque voglia, esclamerebbero così: "Mbè, se lo dicono loro..figuriamoci noi.
Eutanasia della genialità italiana."

Se io leggessi giornali francesi che direbbero peste e vorna di Renault e Peugeot, o giornali tedeschi che deridano e smonterebbero Volkswagen...che opinione mi farei?
Che fanno cessi di auto e che le vorrebbero vendere fuori nazione, visto che in patria...sono considerate auto scadenti.
Sonoladri anche loro...ma sono furbi!

Vedete se leggete giornali francesi o tedeschi che parlano male del made in France o Deutch.
Questa è una verità.

Serve eppure a molto anche...fare "gruppo".

Ma se una azienda come FIAT e un uomo come Marchionne devono essere ancora messi a ferro e fuoco da una sterile CGIL che fa sciopero nell'unica fabbrica che lavora, la Maserati...nè ditemi di grazia, si scoglionerà pure un certo sig.Marchionne e dirà: io creo lavoro in un momento difficilissimo...e quattro teppisti di sindacalisti mi fermano uno stabilimento ed un business produttivo?
IO GLI DO' RAGIONE!
La cosa peggiore è che ci sono anche persone che gli hanno dato seguito (alla cgil) e quelli che non si sono indignati.
Ma andate a quel paese!

Ed allora, certe volte non vale la pena..neppure provarci, a fare programmi, spiegare...fare piani perchè il problema siamo NOI.

Bhe in Francia PSA è stata contestata, vedi il trasferimento della prossima c3 all' estero,chiusura di stabilimenti e licenziamenti degli operai.. Comunque la sua politica alla fine al gruppo fiat ha portato benefici finanziariamente.. Se parliamo degli operai allora è un ' altra storia
 

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