a parte il fatto che quella frase là la povera Maria Antonietta non l'ha mai pronunciata, è inutile ipotizzare un cartello in un mercato in cui c'è un soggetto oltre il 30%, e i primi tre operatori superano da soli il 50%stratoszero ha scritto:belpietro ha scritto:stefano_68 ha scritto:Ancora ci illudiamo che ci sia qualche legge economica che determina il prezzo del carburante?!?!
Ma su, dai!
Siamo in pieno regime di oligopolio, leggi: i produttori e le compagnie petrolifere fanno il c.zzo che vogliono.
Dopo lo motivano scomodando Keynes, Smith e via dicendo.
Non c'è via di fuga, tranne affrancarsi dal bisogno di petrolio; ma tale cambiamento lo vedranno i ns pronipoti?
la solita: domanda / offerta e massimo guadagno.
se il prezzo fosse realmente troppo alto, si comprimerebbero i consumi, le compagnie perderebbero utili. cosa che non accade.
la comprate lo stesso la benzina? sì.
quindi il prezzo è quello giusto, ovvero il massimo prezzo che il mercato è disposto a pagare in quantità tali da massimizzare l'utile.
Mi meraviglio che un'ingenuità del genere possa venire da te: è un evidente caso di mercato distorto, non a caso citato come esempio di cartello nei corsi di economia...
Certo, uno potrebbe anche andare in bicicletta, ma questo mi ricorda un po' la storia di Maria Antonietta "Se non hanno pane, che mangino brioches"...
non ne hanno nemmeno bisogno, di fare cartello.
non c'è bisogno di "andare in bicicletta", basterebbe diminuire (tutti, no tu e io soltanto) i consumi non necessari, per fare "mercato".
quando la benzina aveva superato l'1.50, si erano cominciati a sentire i contraccolpi di riduzione dei consumi, e allora si sono mossi tutti, compreso fare pressioni sul governo perché agisse sulla leva fiscale.
il che dimostra "nei fatti" che la soglia alla quale il prezzo diventa troppo alto per il consumatore non è questa (ho fatto il pieno venerdì a 1,338 )