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Per dire che non tutti sono maleducati...

ALGEPA

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Membro dello Staff
ieri ero in fila ed avevo una vettura dietro con un faro alto che in pratica mi trapanva gli occhi, ho chiuso gli specchietti, deviato il retrovisore ma niente mi creava ancora fastidio, cosi tanto eravamo in fila appena ripartiti mi sono accostato e l'ho fatto passare. Dopo poco vedo questo che si accosta e abbassa il finestrino, ragazzo giovane con credo fidanzata al fianco, mi preparo alla discussione ed invece ... gentilissimo mi chiede cos'era successo ,gli faccio presente che aveva un faro alto e con altrettanta educazione si scusa e mi dice che appena arrivato avrebbe cercato di sistemare la cosa.Fossero tutte così le persone che si incontrano nella vita secondo me staremmo tutti meglio .
 
ieri ero in fila ed avevo una vettura dietro con un faro alto che in pratica mi trapanva gli occhi, ho chiuso gli specchietti, deviato il retrovisore ma niente mi creava ancora fastidio, cosi tanto eravamo in fila appena ripartiti mi sono accostato e l'ho fatto passare. Dopo poco vedo questo che si accosta e abbassa il finestrino, ragazzo giovane con credo fidanzata al fianco, mi preparo alla discussione ed invece ... gentilissimo mi chiede cos'era successo ,gli faccio presente che aveva un faro alto e con altrettanta educazione si scusa e mi dice che appena arrivato avrebbe cercato di sistemare la cosa.Fossero tutte così le persone che si incontrano nella vita secondo me staremmo tutti meglio .
Ben detto!
Anche perchè solitamente si tende a sottolineare la maleducazione e mai l'educazione.
 
Sorprendente,l'ultima volta che ho fatto segno a chi era dietro di me che probabilmente aveva i fendinebbia o gli abbaglianti accesi perchè mi stava facendo diventare cieco (non ho fatto gestacci ho semplicemente richiamato la sua attenzione e messo la mano sullo specchietto cercando di fargli capire che il riflesso mi stava abbagliando) ho rimediato un vaffa...
 
Belle cose... ma è uno (1) e sei rimasto pure meravigliato. Degli altri quanti ne incontri?

E in un paese normale dovrebbero essere tutti come il ragazzo...
 
Ben detto!
Anche perchè solitamente si tende a sottolineare la maleducazione e mai l'educazione.


Vero....
Dovrebbe essere l' incontario
proprio perche' la maleducazione regna sovrana
( e quindi, almeno io, ci ho fatto l' abitudine )
mentre quella buona, e' rara ( come trovare quadrifoglio ).
 
io penso che la cattiveria dei tempi ci porta anche ad essere prevenuti ed aggressivi verso il prossimo, ma se ci sforziamo ed affrontiamo con un sorriso certe situazioni forse vedremo che alla fine la maggior parte delle persone che incrociamo quotidianamente sono gentili ed oneste
 
io penso che la cattiveria dei tempi ci porta anche ad essere prevenuti ed aggressivi verso il prossimo, ma se ci sforziamo ed affrontiamo con un sorriso certe situazioni forse vedremo che alla fine la maggior parte delle persone che incrociamo quotidianamente sono gentili ed oneste
E' quello che penso anche io...spesso però i fatti mi smentiscono...però voglio continuare a pensare bene...:)
 
io penso che la cattiveria dei tempi ci porta anche ad essere prevenuti ed aggressivi verso il prossimo, ma se ci sforziamo ed affrontiamo con un sorriso certe situazioni forse vedremo che alla fine la maggior parte delle persone che incrociamo quotidianamente sono gentili ed oneste

Credo che sia un modo encomiabile di intendere la convivenza col prossimo e in generale la vita,devo anche dire però che fatico a pensarla allo stesso modo.

Sarà perchè in passato mi è capitato tante volte di chiedere o far notare qualcosa con educazione e di essere stato ricompensato con aggressività e maleducazione.

Spero che non si offenda nessun altro utente,ce ne sono almeno un paio originari della città in cui vivo,se dico che almeno a Novara in percentuale le persone che vedono nel prossimo solo un ostacolo,un avversario o un nemico sono in maggioranza.

Io ci vivo da 23 anni,dalle elementari,dove abitavamo prima c'era amicizia coi vicini di casa e in generale la tendenza era quella di essere cordiali col prossimo.
E questo valeva per il medico,per il commerciante o i passanti per strada.

Qui la gente se la saluti ti guarda stralunata come se si stesse chiedendo "che cavolo vuole questo,perchè non mi lascia in pace?".
Mi è capitato di vedere persone che chiedevano indicazioni e residenti del posto tirare dritto senza aiutarli,e al contrario persone che dopo aver ricevuto un mortificato "mi spiace ma non saprei proprio darle indicazioni" ripartono senza nemmeno dire grazie.

Tanto che una signora che conosco,nata qui che ha fatto il percorso inverso trasferendosi in Romagna,è rimasta sorpresa delle premure riservatele dai vicini di casa,era incinta,e in generale dagli abitanti di Dozza.
La vicina di casa sapendo che era da sola,dato che il marito era ancora in Piemonte per lavoro,preparava per una persona in più e ogni giorno le chiedeva se le andava quello che aveva cucinato.

Secondo me a lungo andare vincono gli incivili,e persone abituate a essere cordiali e positive si incattiviscono a forza di vedere che intorno a loro ci sono in grande maggioranza prepotenti e maleducati.

Almeno per la mia famiglia è stato così,restare positivi e cordiali quando chi ti sta intorno tendenzialmente non lo è affatto è davvero difficile.
 
dove abitavamo prima c'era amicizia coi vicini di casa e in generale la tendenza era quella di essere cordiali col prossimo.

io sono nato a metà degli anni '70, a pochi passi da dove era nato Ramazzotti, ed aveva reso famoso il mio quartiere cantando ..nato ai bordi di periferia, questo per dire che parliamo di un quartiere allora abbastanza difficile, c'era molta eroina, spesso trovavamo siringhe, o anche gente che si bucava, i furti di auto credo che erano 10 volte maggiori di ora, eravamo circondanti dai campi di nomadi, quando ancora andavano in giro senza scarpe e ci chiedevamo come facevano , al mio amichetto che gli regalarono lo Scotti in pelle dopo 2 giorni venne fermato e glielo rubavano,eppure nel mio palazzo le porte erano sempre aperte, mi ricordo che noi bambini correvamo da un appartamento all'altro o giocavamo per strada abbastanza tranquillamente. Ora invece , come dici tu , le porte sono sempre chiuse, la gente è molto diffidente, eppure ora il quartiere è decisamente meno degradato, anzi è quasi diventato residenziale. Quello che dico io , ma forse non sarà che in parte ci siamo abbruttiti noi, in parte ci hanno anche convinto ad abbruttirci , quando in realtà i motivi per farlo non erano poi cosi concreti?
 
io sono nato a metà degli anni '70, a pochi passi da dove era nato Ramazzotti, ed aveva reso famoso il mio quartiere cantando ..nato ai bordi di periferia, questo per dire che parliamo di un quartiere allora abbastanza difficile, c'era molta eroina, spesso trovavamo siringhe, o anche gente che si bucava, i furti di auto credo che erano 10 volte maggiori di ora, eravamo circondanti dai campi di nomadi, quando ancora andavano in giro senza scarpe e ci chiedevamo come facevano , al mio amichetto che gli regalarono lo Scotti in pelle dopo 2 giorni venne fermato e glielo rubavano,eppure nel mio palazzo le porte erano sempre aperte, mi

ricordo che noi bambini correvamo da un appartamento all'altro o giocavamo per strada abbastanza tranquillamente. Ora invece , come dici tu , le porte sono sempre chiuse, la gente è molto diffidente, eppure ora il quartiere è decisamente meno degradato, anzi è quasi diventato residenziale. Quello che dico io , ma forse non sarà che in parte ci siamo

abbruttiti noi, in parte ci hanno anche convinto ad abbruttirci , quando in realtà i motivi per farlo non erano poi cosi concreti?


L' amicizia e' una cosa....
La maleducazione un' altra.
Faccio un paio di esempi:
-citta', vicino che ti pianta un albero a distanza vietata dalla recinzione
( secondo il regolamento comunale, e non del sottoscritto )
per cui in autunno ti riempie il giardino di foglie.
Ah, sapendo che e' in torto, mi viene in casa e le raccoglie....
( i primi 2 anni....poi piu' )
-mare, vicino, anzi quello del piano di sopra, che tutte le mattine, Agosto compreso, si alza alle 07 e poi spazza per terra spostando tutti immobili possibili immaginabili.
Prima che degenerasse, ho venduto
 
Quello che dico io , ma forse non sarà che in parte ci siamo abbruttiti noi, in parte ci hanno anche convinto ad abbruttirci , quando in realtà i motivi per farlo non erano poi cosi concreti?

Forse hai ragione,magari i motivi per diffidare e per chiudere il più possibile il prossimo fuori dalla porta non sono sempre concreti.

Forse si tratta solo di tante piccole cose che una volta erano considerate normali e tollerabili,anche solo il rumore dei bambini che giocano in cortile,e che sommate insieme ora sono diventate insopportabili per noi perchè il nostro limite di sopportazione è calato drasticamente.

Io ricordo che dopo il trasferimento lo shock fu notevole,a 5 anni vivevo in un piccolo condominio con un enorme giardino,i bambini giocavano tutti insieme e tutti frequentavano le case degli altri,suonavamo l'allarme dell'ascensore per gioco (può sembrare un comportamento irresponsabile ma in caso di reale emergenza qualche vicino sarebbe accorso di certo).

A 6 vivevo in un condominio con 7/8 scale abitato per lo più da persone anziane,diffidenti e razziste (sembra esagerato da dire ma il semplice fatto che fossimo affittuari provenienti da un'altra regione ci riservava spesso un trattamento ben diverso da quello che riceveva il medico Novaresissimo del terzo piano),il giardino era vietato ai bambini le porte erano tutte chiuse e nonostante fossimo dei bambini piuttosto tranquilli a volte sembrava di stare in gabbia.
E quando ci siamo rimasti davvero chiusi in quella gabbia di metallo che era l'ascensore abbiamo suonato un intero pomeriggio e nessuno si è affacciato o ha chiamato soccorsi,e erano in casa.
C'erano persone di oltre 70 anni che prendevano il sole nude sul balcone e poi urlavano addosso ai vicini se malauguratamente un tovagliolo steso ad asciugare cadeva sul loro terrazzo.

Non conoscevamo quasi nessuno quindi non c'erano conoscenti da salutare per strada,e la gente mi sembrava così fredda e ostile.

Riguardo al grado di civiltà e cortesia alla guida non saprei dire come fosse la situazione a Imola,ero troppo piccolo e sono sicuro che non fosse rose o fiori perchè sono posti in cui la gente corre in auto.
Ma ricordo le volte in cui mio padre si mandava a quel paese con gli altri automobilisti di Novara,complice una viabilità che sembrava progettata apposta per far esaurire chi percorre le strade.

E mi ricordo che non potevamo più attraversare la strada con disinvoltura o andare in bicicletta perchè all'improvviso era diventato pericoloso,le piste ciclabili non esistevano e al parco io mentre imparavo sono stato travolto da un adulto in bici.
Anche se quasi certamente sarà stata colpa mia dato che fui io a farmi male da quel momento ho iniziato a considerare ciclisti e guidatori come dei potenziali pericoli,mentre fino ad allora l'eventualità di poter subire dei danni non mi era mai passata per la mente,sapevo che finchè stavo sul marciapiede e non passavo col rosso ero al sicuro.

Forse il fatto che tutti,chi più chi meno,abbiamo subito dei torti o siamo stati vittime della prepotenza altrui ci ha spinto a diffidare gli uni degli altri.
Chissà quante volte capita per strada di scrutarsi a vicenda e cercare di capire se la persona che sta percorrendo la nostra stessa strada ha cattive intenzioni,mentre invece magari di pericoli non ce ne sono e ci spaventiamo reciprocamente per nulla.

Io devo dire la verità istintivamente se un altro automobilista si avvicinasse e abbassasse il finestrino penserei a un attaccabrighe (come hai fatto tu) o a un possibile malintenzionato,e credo che se invece incontrassi una persona gentile come è capitato a te rimarrei visibilmente sorpreso.
 
Forse hai ragione,magari i motivi per diffidare e per chiudere il più possibile il prossimo fuori dalla porta non sono sempre concreti.

Forse si tratta solo di tante piccole cose che una volta erano considerate normali e tollerabili,anche solo il rumore dei bambini che giocano in cortile,e che sommate insieme ora sono diventate insopportabili per noi perchè il nostro limite di sopportazione è calato drasticamente.

Io ricordo che dopo il trasferimento lo shock fu notevole,a 5 anni vivevo in un piccolo condominio con un enorme giardino,i bambini giocavano tutti insieme e tutti frequentavano le case degli altri,suonavamo l'allarme dell'ascensore per gioco (può sembrare un comportamento irresponsabile ma in caso di reale emergenza qualche vicino sarebbe accorso di certo).

A 6 vivevo in un condominio con 7/8 scale abitato per lo più da persone anziane,diffidenti e razziste (sembra esagerato da dire ma il semplice fatto che fossimo affittuari provenienti da un'altra regione ci riservava spesso un trattamento ben diverso da quello che riceveva il medico Novaresissimo del terzo piano),il giardino era vietato ai bambini le porte erano tutte chiuse e nonostante fossimo dei bambini piuttosto tranquilli a volte sembrava di stare in gabbia.
E quando ci siamo rimasti davvero chiusi in quella gabbia di metallo che era l'ascensore abbiamo suonato un intero pomeriggio e nessuno si è affacciato o ha chiamato soccorsi,e erano in casa.
C'erano persone di oltre 70 anni che prendevano il sole nude sul balcone e poi urlavano addosso ai vicini se malauguratamente un tovagliolo steso ad asciugare cadeva sul loro terrazzo.

Non conoscevamo quasi nessuno quindi non c'erano conoscenti da salutare per strada,e la gente mi sembrava così fredda e ostile.

Riguardo al grado di civiltà e cortesia alla guida non saprei dire come fosse la situazione a Imola,ero troppo piccolo e sono sicuro che non fosse rose o fiori perchè sono posti in cui la gente corre in auto.
Ma ricordo le volte in cui mio padre si mandava a quel paese con gli altri automobilisti di Novara,complice una viabilità che sembrava progettata apposta per far esaurire chi percorre le strade.

E mi ricordo che non potevamo più attraversare la strada con disinvoltura o andare in bicicletta perchè all'improvviso era diventato pericoloso,le piste ciclabili non esistevano e al parco io mentre imparavo sono stato travolto da un adulto in bici.
Anche se quasi certamente sarà stata colpa mia dato che fui io a farmi male da quel momento ho iniziato a considerare ciclisti e guidatori come dei potenziali pericoli,mentre fino ad allora l'eventualità di poter subire dei danni non mi era mai passata per la mente,sapevo che finchè stavo sul marciapiede e non passavo col rosso ero al sicuro.

Forse il fatto che tutti,chi più chi meno,abbiamo subito dei torti o siamo stati vittime della prepotenza altrui ci ha spinto a diffidare gli uni degli altri.
Chissà quante volte capita per strada di scrutarsi a vicenda e cercare di capire se la persona che sta percorrendo la nostra stessa strada ha cattive intenzioni,mentre invece magari di pericoli non ce ne sono e ci spaventiamo reciprocamente per nulla.

Io devo dire la verità istintivamente se un altro automobilista si avvicinasse e abbassasse il finestrino penserei a un attaccabrighe (come hai fatto tu) o a un possibile malintenzionato,e credo che se invece incontrassi una persona gentile come è capitato a te rimarrei visibilmente sorpreso.



Eri gia' cosi' ridondante di parole....
Forse per quello che diffidavano....??;)
Scherzo eh:D
 
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