Quello che dico io , ma forse non sarà che in parte ci siamo abbruttiti noi, in parte ci hanno anche convinto ad abbruttirci , quando in realtà i motivi per farlo non erano poi cosi concreti?
Forse hai ragione,magari i motivi per diffidare e per chiudere il più possibile il prossimo fuori dalla porta non sono sempre concreti.
Forse si tratta solo di tante piccole cose che una volta erano considerate normali e tollerabili,anche solo il rumore dei bambini che giocano in cortile,e che sommate insieme ora sono diventate insopportabili per noi perchè il nostro limite di sopportazione è calato drasticamente.
Io ricordo che dopo il trasferimento lo shock fu notevole,a 5 anni vivevo in un piccolo condominio con un enorme giardino,i bambini giocavano tutti insieme e tutti frequentavano le case degli altri,suonavamo l'allarme dell'ascensore per gioco (può sembrare un comportamento irresponsabile ma in caso di reale emergenza qualche vicino sarebbe accorso di certo).
A 6 vivevo in un condominio con 7/8 scale abitato per lo più da persone anziane,diffidenti e razziste (sembra esagerato da dire ma il semplice fatto che fossimo affittuari provenienti da un'altra regione ci riservava spesso un trattamento ben diverso da quello che riceveva il medico Novaresissimo del terzo piano),il giardino era vietato ai bambini le porte erano tutte chiuse e nonostante fossimo dei bambini piuttosto tranquilli a volte sembrava di stare in gabbia.
E quando ci siamo rimasti davvero chiusi in quella gabbia di metallo che era l'ascensore abbiamo suonato un intero pomeriggio e nessuno si è affacciato o ha chiamato soccorsi,e erano in casa.
C'erano persone di oltre 70 anni che prendevano il sole nude sul balcone e poi urlavano addosso ai vicini se malauguratamente un tovagliolo steso ad asciugare cadeva sul loro terrazzo.
Non conoscevamo quasi nessuno quindi non c'erano conoscenti da salutare per strada,e la gente mi sembrava così fredda e ostile.
Riguardo al grado di civiltà e cortesia alla guida non saprei dire come fosse la situazione a Imola,ero troppo piccolo e sono sicuro che non fosse rose o fiori perchè sono posti in cui la gente corre in auto.
Ma ricordo le volte in cui mio padre si mandava a quel paese con gli altri automobilisti di Novara,complice una viabilità che sembrava progettata apposta per far esaurire chi percorre le strade.
E mi ricordo che non potevamo più attraversare la strada con disinvoltura o andare in bicicletta perchè all'improvviso era diventato pericoloso,le piste ciclabili non esistevano e al parco io mentre imparavo sono stato travolto da un adulto in bici.
Anche se quasi certamente sarà stata colpa mia dato che fui io a farmi male da quel momento ho iniziato a considerare ciclisti e guidatori come dei potenziali pericoli,mentre fino ad allora l'eventualità di poter subire dei danni non mi era mai passata per la mente,sapevo che finchè stavo sul marciapiede e non passavo col rosso ero al sicuro.
Forse il fatto che tutti,chi più chi meno,abbiamo subito dei torti o siamo stati vittime della prepotenza altrui ci ha spinto a diffidare gli uni degli altri.
Chissà quante volte capita per strada di scrutarsi a vicenda e cercare di capire se la persona che sta percorrendo la nostra stessa strada ha cattive intenzioni,mentre invece magari di pericoli non ce ne sono e ci spaventiamo reciprocamente per nulla.
Io devo dire la verità istintivamente se un altro automobilista si avvicinasse e abbassasse il finestrino penserei a un attaccabrighe (come hai fatto tu) o a un possibile malintenzionato,e credo che se invece incontrassi una persona gentile come è capitato a te rimarrei visibilmente sorpreso.