<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pena di morte | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Pena di morte

a_gricolo ha scritto:
Visto che stranamente il topic è ancora in piedi, ne approfitto per rispondere alla Sig.ra Maillaux02 (che mi da del Lei, quindi mi adeguo).
A me sembra proprio che la prima a parlare di "istinti belluini" e di "plebaglia" sia stata proprio Lei; se per caso si riferiva al mio intervento sul proiettile a punta cava, era chiaramente una risposta ironica a chi proponeva il plotone di esecuzione non informato di quale dei fucili era quello carico, ed era riferito ad un ben preciso episodio di vile violenza su una donna anziana perpetrato da due esseri immondi per i quali, a mio modesto avviso, nessuna punizione sarebbe adeguata.
Ciò detto, mi sembra che siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che una società civile dabba proteggere i suoi appartenenti da comportamenti lesivi messi in atto da minoranze della società stessa. E credo che non vi siano dubbi sul fatto che la pena DOVREBBE essere certa e congrua con l'entità del crimine commesso.
La pena di morte è congrua con certi crimini? Per alcuni sì, per altri è assolutamente da aborrire. Ora vorrei da questi ultimi, se possibile, una loro interpretazione su quale tipo di punizione essi ritengano congrua per un crimine efferato, esempio pergli autori del delitto del Circeo o per l'omicidio di Tommy, o ancora per Erika e Omar.

Questa deve essere la prima PRIORITA della societa´ e non stare vicini ai malfattori e trovarli scuse ecc....
 
maillaux02 ha scritto:
A parte il fatto che lo Stato non si deve mettere sullo stesso piano di assassini e torturatori ,perchè altrimenti non avrebbe freni ad utilizzare lo stesso trattamento anche ad oppositori e non allineati : vedi esempi storici più o meno recenti. Che sò oltre a Hitler e Stalin ,Cile ,Argentina : torturati ,desaparesidos e paracadutati senza paracadute.Ne avete mai sentito parlare? Erano ovviamente stati con pena di morte di cui i cittadini erano contenti perchè spaventati da disordine e delitti ,che sono finiti dalla padella nella brace.
uhm ... non so per Stalin e Hitler, dato che io non c'ero, ma in Argentina ci ho vissuto e non mi pare mai di aver visto cittadini "contenti" dal fatto di vivere sotto una dittatura militare istauratasi dopo un colpo di stato ...
Presumo ci sia una differenza - al di la' del discorso sulla validita' della pena di morte - tra uno stato con delle precise leggi e un codice penale e civile e una dittatura dove le leggi "democratiche" (rigide o meno che siano) vengono a meno ...
 
una pena, come un'altra, non può essere "giusta" o "sbagliata" in astratto, ma va sempre misurata alla società in cui si pensa di applicarla.

nella nostra società europea occidentale, la pena di morte è superata perché le aspettative di benessere sono tali che la perdita della libertà (magari per sempre) è già afflittiva a sufficienza
in altre società, le aspettative possono essere molto molto diverse, fino ad arrivare in certi contesti a situazioni in cui la semplice sopravvivenza (anche in carcere) può essere una condizione non disprezzabile, anzi.

nei sistemi evoluti, la normativa carceraria (compresi gli aspetti premiali e quelli rieducativi) finisce per forza di cose per attenuare gli aspetti afflittivi (che, non dimentichiamolo, hanno anche funzione dissuasiva, anche se molto inferiore a quanto si pensi comunemente)

attualmente certe situazioni umane e sociali, tipiche di ben differenti contesti, convivono nei medesimi luoghi; anche da noi.

questo produce una insoddisfazione diffusa alla domanda collettiva di giustizia, dalla quale nasce la riproposizione periodica del dubbio.
che è un dubbio legittimo, ma che andrebbe affrontato con maggiore serenità. è ovvio che è difficile essere sereni se il presupposto della discussione non è il sistema afflittivo in generale, ma la risposta a azioni immensamente esecrabili
 
Gunsite ha scritto:
Good people sleep peaceably in their beds at night only because rough men stand ready to do violence on their behalf.
:thumbup: :thumbup: :thumbup:
Grande Orwell ... uno veramente visionario.

Estrapolato in altro contesto, mi viene a mente .... certe frasi penso siano applicabili.

Son, we live in a world that has walls and those walls need to be guarded by men with guns. Who's gonna do it? You? You, Lieutenant Weinberg? I have a greater responsibility than you can possibly fathom. You weep for Santiago and curse the Marines; you have that luxury. You have the luxury of not knowing what I know: that Santiago's death, while tragic, probably saved lives and that my existence, while grotesque and incomprehensible to you, saves lives. You don't want the truth because deep down in places you don't talk about at parties you want me on that wall, you need me on that wall. We use words like honor, code, loyalty. We use then as the backbone of a life trying to defend something. You use them as a punchline. I have neither the time nor the inclination to explain myself to a man who rises and sleeps under the blanket of the very freedom I provide and then questions the manner in which I provide it. I would rather you just said "thank you," and went on your way. Otherwise, I suggest that you pick up a weapon and stand a post. Either way, I don't give a damn what you think you are entitled to.

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Nessuno vuole il lupo cattivo, ma nessuno vuole erigersi al "brutto cacciatore".
Bel paradosso.
 
Grazie belpietro, finalmente parla uno "dentro" il sistema. E con ragione.
Pero' vedi che un po' quello che dice Octane non ha molto torto: come tuteli la parte "sana" della societa' da quel poco di veramente "infetto" che la corrode irrimediabilmente?
Quali garanzie esistono se la "Giustizia" non funziona? Che organo supra partes puo' assistere il cittadino se questa non lo tutela adeguatamente?
Attenzione che il mio non e' evocare Charles Bronson, semplicemente mi domando come migliorare l'attuale sistema senza dover ricorrere a misure ... estreme.
 
Gunsite ha scritto:
speed64 ha scritto:
99octane ha scritto:
maillaux02 ha scritto:
Ribadisco -ma tutti lo sanno- che la pena di morte non serve a diminuire il numero degli omicidi e quindi la possibilità ,per il cittadino perbene di rimanerne vittima. Se quindi questa fosse la preoccupazione dei fautori della pena di morte ,tale idea rozza e primitiva verrebbe subito abbandonata come un ferrovecchio inutile e dannoso. Invece ,come già ricordato da altri forumisti,la motivazione dei suddetti partigiani dell'occhio per occhio dente per dente è semmai quella di poter sfogare i loro primitivi istinti belluini e quindi poter vedere un uomo penzolare dalla forca ,magari su una pubblica piazza,sentendosi oltretutto vigliaccamente dalla parte dei "buoni". Sfogare cioè i propri istinti belluini e omicidi che sono gli stessi che dicono di voler combattere negli assassini.Va da sè che uno stato liberale ,che si ispira quindi nel campo della legge ai principi formulati dal Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene" deve tenere a freno in maniera democratica tale plebaglia ,comminando ai criminali ,dopo regolari processi ,pene adeguate ai delitti commessi e allo scopo di rendere inoffensivi i criminali. Quindi senza inutili e dannosi buonismi e perdonismi ,comminare detenzioni più o meno lunghe sino ad arrivare all'ergastolo per i delitti più gravi ed efferati. Senza sconti e "Gozzini" di sorta se vi è pericolo di reiterazione del crimine.Buone cose,

Bel pistolotto perbenista.
In realta', la pena di morte, dove applicata correttamente, riduce drasticamente il livello di crimine.
Gli Stati Uniti, che molti prendono ad esempio, NON sono un esempio di pena di morte ben applicata.
Sono pochi, oggi, i paesi in cui la pena di morte non viene applicata poco e male (Stati Uniti, dove i criteri di applicazione sono assai farraginosi e la sentenza viene tipicamente eseguita a decenni dalla condanna, vanificando in tal modo qualsiasi senso della cosa) o per motivi politici (dittature di vario stampo).
Come applicare correttamente la pena di morte? In casi palesi, non dubbi di crimine violento reiterato.
Naturalmente, con un sistema legale democratico (non quello italiano, per esempio).
In paesi dove la pena di morte e' applicata con criterio, non solo riduce la criminalita', ma elimina dalla circolazione pericolosi elementi.
Non e' una questione di "bestiale vendetta" ne' nulla di simile. Squartare uno sulla pubblica piazza, ecco, quello si' e' una bella soddisfazione, nel caso di certi crimini (come quelli che violentano i bambini), ma la pena di morte serve solo a rendere inoffensivo definitvamente qualcuno che e' troppo pericoloso.
Dalle carceri si puo' evadere... o addirittura essere rilasciati.
La pena di morte non e' uccidere qualcuno "per vendetta" (come sostengono certi patetici buonisti) bensi' un atto di carita' verso le future potenziali vittime.
Ossia, elimini un pericolo per salvare delle vite.
Il potere deterrente poi, e' un utile effetto collaterale (garantito se si applica la pena di morte in modo certo e rapido).
E non per motivi politici (tipico delle dittature) o in modo politico (tipico di certi sistemi buonisti).
Se non sei un "patetico buonista contro la pena di morte" te la sentiresti di fare parte di un plotone di esecuzione ? Perche' poi qualcuno la sentenza la dovrebbe eseguire.

sì eccome, pure volontario.
Good people sleep peaceably in their beds at night only because rough men stand ready to do violence on their behalf.
Bene,apprezzo la tua sincerita'.
 
leolito ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
D'altro canto non è che uccidiamo tutti i malati solo perchè il sistema sanitario notoriamente non funziona. Eppure sarebbe più facile, e ci costerebbe anche di meno.
Mi pare ci sia un po - ma un pochino eh! - di differenza tra un malato e un reo ...

Claro. E' un assurdo per far capire che non si può pensare alla pena di morte come scorciatoia per bypassare altri gravi problemi del sistema. Quando avremo un ergastolo che sia davvero a vita, poi potremo anche pensare ad una pena superiore. Diversamente procediamo come i governanti, che continuano ad aumentare le pene per qualunque comportamento criminoso ( vedi CDS ) solo per sublimare e nascondere la propria incapacità di controllo. Ma così, oltre alla certezza della pena ( primo deterrente, credo ) cade anche il criterio della commisuratezza di questa al reato commesso.

Finisce che ( esempio ) di ubriachi al volante in effetti ne becchiamo uno solo all'anno - e per caso - ma in compenso gli mozziamo le mani ed i piedi: così paga troppo e per tutti, compresa la nostra incapacità di controllo.

Del resto, l'esigenza principale della carcerazione sia quella di impedire al reo di nuocere ancora. Allora lo si tiene in carcere: problema risolto. Tutto il resto esula dal problema di garantire un ordine e giustizia, e sconfina nell'accanimento.

L'unico dubbio che ho è quello che pone belpi. Circa le aspettative di vita diverse e la conseguente gravità - tutta relativa - della pena che imponi. Ma siamo anche tutti uguali davanti alla legge....questa davvero non saprei come risolverla.
 
belpietro ha scritto:
questo produce una insoddisfazione diffusa alla domanda collettiva di giustizia, dalla quale nasce la riproposizione periodica del dubbio.
che è un dubbio legittimo, ma che andrebbe affrontato con maggiore serenità. è ovvio che è difficile essere sereni se il presupposto della discussione non è il sistema afflittivo in generale, ma la risposta a azioni immensamente esecrabili
per il comune cittadino, specie si trova, pur indirettamente, coinvolto in vicende giudiziarie, è già difficile avere fiducia nell'attività degli organi inquirenti (il "lamierino" è solo un esempio eclatante, ma ci sono notevoli quantitativi di altri esempi, e non occorre che li dica proprio a te)
si dirà, "beh, ma poi c'è un organo che controlla gli inquirenti ed uno che alla fine giudica"
intanto, gogna mediatica (se ti va bene)
indagini prorogate oltre ogni limite con le mille scappatoie concesse
magari il pm si rende conto che ha montato il cavallo sbagliato ma preferisce far finire in prescrizione anziché chiedere l'archivizione, così resta una specie di "condanna morale"
e già qui l'insoddisfazione diffusa alla domanda collettiva di giustizia ha di che alimentarsi
poniamo anche che alla fine venga "fatta giustizia"
se sei colpevole di un determinato reato, ti spetta una condanna a tot anni, riducibili per le attenuanti e/o aumentabili per le aggravanti
calcoli complessi, non comprensibili ai più, ma ci può stare, ciò che conta è la sentenza finale: 10 anni, 20, ergastolo etc
dopo inizia il balletto: abbuoni di pena, buona condotta, riabilitazione, richieste di perdono alle vittime condotte con grande perizia mediatica ... insomma, è percezione diffusa, forse errata, ma ripeto diffusa, che se la sentenza finale è "ergastolo", dopo 15 anni al massimo o poco più il reo in qualche modo "esce"

da qui, penso, nasca la richiesta della pena capitale

io personalmente non sono d'accordo, se non altro perché l'errore giudiziario è sempre possibile, ed all'ingiusta carcerazione si può cercare di rimediare, almeno con il palliativo rappresentato da un indennizzo, mente alla morte non c'è proprio rimedio. inoltre sono dell'opinione che per il colpevole di un efferato delitto la morte possa anche essere quasi una liberazione, almeno rispetto alla prospettiva di passare il resto della sua vita ai lavori forzati con una palla al piede. infine, vi sono notevoli interrogativi sul diritto o meno di togliere la vita "a freddo"

io voto "no" alla pena di morte, ma temo che ci si ritornerà, in assenza di un serio ripensamento del nostro sistema giudiziario
 
a_gricolo ha scritto:
....
Ciò detto, mi sembra che siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che una società civile dabba proteggere i suoi appartenenti da comportamenti lesivi messi in atto da minoranze della società stessa.

Peccato che l'esperienza USA abbia provato oltre ogni ragionevole dubbio come la pena di morte non funzioni da deterrente. :rolleyes:

E credo che non vi siano dubbi sul fatto che la pena DOVREBBE essere certa e congrua con l'entità del crimine commesso.

Soprattutto certa.

Sulla "congruità" si potranno sempre sostenere opinioni +o- diverse, ma la certezza è il vero deterrente.

La pena di morte è congrua con certi crimini? Per alcuni sì, per altri è assolutamente da aborrire. Ora vorrei da questi ultimi, se possibile, una loro interpretazione su quale tipo di punizione essi ritengano congrua per un crimine efferato, esempio pergli autori del delitto del Circeo o per l'omicidio di Tommy, o ancora per Erika e Omar.

La pena di morte è sempre un "assassinio legale".
Su questo penso non vi sia il minimo dubbio.

Pensare di "compensare" un torto perpetrandone uno analogo mi sembra sciocco.

L'ergastolo è una pena assolutamente adeguata per qualunque particolare efferatezza.

Tirar fuori ad ogni piè sospinto che il sistema giudiziario è "imperfetto" (per essere buoni) e, contemporaneamente, pensare di migliorarlo introducendo la pena di morte, perdonami, è assurdo.

Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "troppo teneri", comunque non verrebbe applicata.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "politicamente orientati" si rischierebbe di vederla applicata in modo diseguale.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sbagliano in continuazione, si rischierebbe di condannare degli innocenti.

Se (come ritengo personalmente) il caos in cui viene mantenuto il nostro sistema giudiziario è funzionale ad una sostanziale impunità per gli amministratori della cosa pubblica corrotti e collusi, ai loro corruttori ed agli amici degli amici (indifferentemente di dx o sx, il sistema vale per tutti), non è con l'introduzione della pena di morte che si cambieranno le cose.

Nè si educherà il paese ad un maggior rispetto della legalità, al massimo si solleticheranno gli istinti vendicativi.

Cordiali Saluti
Fulcrum
 
Fulcrum ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
....
Ciò detto, mi sembra che siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che una società civile dabba proteggere i suoi appartenenti da comportamenti lesivi messi in atto da minoranze della società stessa.

Peccato che l'esperienza USA abbia provato oltre ogni ragionevole dubbio come la pena di morte non funzioni da deterrente. :rolleyes:

E credo che non vi siano dubbi sul fatto che la pena DOVREBBE essere certa e congrua con l'entità del crimine commesso.

Soprattutto certa.

Sulla "congruità" si potranno sempre sostenere opinioni +o- diverse, ma la certezza è il vero deterrente.

La pena di morte è congrua con certi crimini? Per alcuni sì, per altri è assolutamente da aborrire. Ora vorrei da questi ultimi, se possibile, una loro interpretazione su quale tipo di punizione essi ritengano congrua per un crimine efferato, esempio pergli autori del delitto del Circeo o per l'omicidio di Tommy, o ancora per Erika e Omar.

La pena di morte è sempre un "assassinio legale".
Su questo penso non vi sia il minimo dubbio.

Pensare di "compensare" un torto perpetrandone uno analogo mi sembra sciocco.

L'ergastolo è una pena assolutamente adeguata per qualunque particolare efferatezza.

Tirar fuori ad ogni piè sospinto che il sistema giudiziario è "imperfetto" (per essere buoni) e, contemporaneamente, pensare di migliorarlo introducendo la pena di morte, perdonami, è assurdo.

Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "troppo teneri", comunque non verrebbe applicata.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "politicamente orientati" si rischierebbe di vederla applicata in modo diseguale.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sbagliano in continuazione, si rischierebbe di condannare degli innocenti.

Se (come ritengo personalmente) il caos in cui viene mantenuto il nostro sistema giudiziario è funzionale ad una sostanziale impunità per gli amministratori della cosa pubblica corrotti e collusi, ai loro corruttori ed agli amici degli amici (indifferentemente di dx o sx, il sistema vale per tutti), non è con l'introduzione della pena di morte che si cambieranno le cose.

Nè si educherà il paese ad un maggior rispetto della legalità, al massimo si solleticheranno gli istinti vendicativi.

Cordiali Saluti
Fulcrum

Però non mi hai risposto. La mia domanda era: quale potrebbe essere, in un sistema giudiziario esente dalle magagne del nostro, una pena "congrua" per un omicidio? La pena di morte no, dici. Quindi? L'ergastolo? I lavori forzati? E' solo una domanda.
 
Partiamo da un presupposto: qualsiasi sentenza può cadere nell'errore, anche quella che appare più scontata ha comunque una minuscola, infinitesimale percentuale di possibilità che sia scorretta, NON esiste la sicureza al 100%, neanche in flagranza di reato (se qualcuno ti vuole incastrare, il modo c'è, statene certi).
Ora, poniamo che ci sia la pena di morte. Chi la invoca dicendo" bhè, ma se ti stuprassero ed ammazzassero la figlia?" sarebbe contento. Ma poniamo caso che tuo figlio venga condannato a morte. Poi, tra dieci anni, con tecnologie più moderne, o perchè si trova un testimone che allora non aveva parlato o per qualsiasi altro motivo salta fuori che era innocente. Tu il figlio l'hai perso comunque. E te l'ha ammazzato lo stato, non un pazzo. E il pazzo avrebbe pagato con la vita, ma chi paga per lo stato? Condannano a morte il giudice che ha emesso la sentenza? Allora nessuno farebbe più il giudice...
Ci vuole coerenza...

PS: lo stato attuale della giustizia italiana è PENOSO, ma non diamo la colpa alla mancanza della pena di morte, i problemi son ben altri...
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Esiste il carcere a vita. Se il nostro sistema giudiziario non è capace di applicarlo e rispettarlo fino all'ultimo giorno, per vari motivi, tra cui quelli politici o ideologici.....abbiamo un problema col nostro sistema giudiziario. Non vedo perchè ciò ci debba invogliare ad assassinare, invece di risolvere i nostri problemi con la classe giudicante. Anche perchè se il motivo ideologico, chi non è in grado di far rispettare oggi il carcere a chi se lo merita, domani non applicherebbe mai la pena di morte. Quindi non avremmo risolto nulla.

Mantenere un criminale in carcere per trent'anni ha un costo? Tutte le funzioni che servono a reggere in piedi un sistema democratico lo hanno.
Quoto.
 
jaccos ha scritto:
Partiamo da un presupposto: qualsiasi sentenza può cadere nell'errore, anche quella che appare più scontata ha comunque una minuscola, infinitesimale percentuale di possibilità che sia scorretta, NON esiste la sicureza al 100%, neanche in flagranza di reato (se qualcuno ti vuole incastrare, il modo c'è, statene certi).
Ora, poniamo che ci sia la pena di morte. Chi la invoca dicendo" bhè, ma se ti stuprassero ed ammazzassero la figlia?" sarebbe contento. Ma poniamo caso che tuo figlio venga condannato a morte. Poi, tra dieci anni, con tecnologie più moderne, o perchè si trova un testimone che allora non aveva parlato o per qualsiasi altro motivo salta fuori che era innocente. Tu il figlio l'hai perso comunque. E te l'ha ammazzato lo stato, non un pazzo. E il pazzo avrebbe pagato con la vita, ma chi paga per lo stato? Condannano a morte il giudice che ha emesso la sentenza? Allora nessuno farebbe più il giudice...
Ci vuole coerenza...

PS: lo stato attuale della giustizia italiana è PENOSO, ma non diamo la colpa alla mancanza della pena di morte, i problemi son ben altri...

Siamo tutti d'accordo sulle carenze (o meglio, voragini) del sistema giudiziario. Il tema del topic era se siamo o meno d'accordo sull'opportunità della pena di morte. E' chiaro come il sole che introdurla sic et simpliceter in un sistema giudiziario come il nostro sarebbe disastroso!!!!
 
a_gricolo ha scritto:
Fulcrum ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
....
Ciò detto, mi sembra che siamo più o meno tutti d'accordo sul fatto che una società civile dabba proteggere i suoi appartenenti da comportamenti lesivi messi in atto da minoranze della società stessa.

Peccato che l'esperienza USA abbia provato oltre ogni ragionevole dubbio come la pena di morte non funzioni da deterrente. :rolleyes:

E credo che non vi siano dubbi sul fatto che la pena DOVREBBE essere certa e congrua con l'entità del crimine commesso.

Soprattutto certa.

Sulla "congruità" si potranno sempre sostenere opinioni +o- diverse, ma la certezza è il vero deterrente.

La pena di morte è congrua con certi crimini? Per alcuni sì, per altri è assolutamente da aborrire. Ora vorrei da questi ultimi, se possibile, una loro interpretazione su quale tipo di punizione essi ritengano congrua per un crimine efferato, esempio pergli autori del delitto del Circeo o per l'omicidio di Tommy, o ancora per Erika e Omar.

La pena di morte è sempre un "assassinio legale".
Su questo penso non vi sia il minimo dubbio.

Pensare di "compensare" un torto perpetrandone uno analogo mi sembra sciocco.

L'ergastolo è una pena assolutamente adeguata per qualunque particolare efferatezza.

Tirar fuori ad ogni piè sospinto che il sistema giudiziario è "imperfetto" (per essere buoni) e, contemporaneamente, pensare di migliorarlo introducendo la pena di morte, perdonami, è assurdo.

Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "troppo teneri", comunque non verrebbe applicata.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sono "politicamente orientati" si rischierebbe di vederla applicata in modo diseguale.
Se "i giudici" (come certuni sostengono, a mio avviso erroneamente) sbagliano in continuazione, si rischierebbe di condannare degli innocenti.

Se (come ritengo personalmente) il caos in cui viene mantenuto il nostro sistema giudiziario è funzionale ad una sostanziale impunità per gli amministratori della cosa pubblica corrotti e collusi, ai loro corruttori ed agli amici degli amici (indifferentemente di dx o sx, il sistema vale per tutti), non è con l'introduzione della pena di morte che si cambieranno le cose.

Nè si educherà il paese ad un maggior rispetto della legalità, al massimo si solleticheranno gli istinti vendicativi.

Cordiali Saluti
Fulcrum

Però non mi hai risposto. La mia domanda era: quale potrebbe essere, in un sistema giudiziario esente dalle magagne del nostro, una pena "congrua" per un omicidio? La pena di morte no, dici. Quindi? L'ergastolo? I lavori forzati? E' solo una domanda.

Io faccio tutta 'sta fatica ad argomentare razionalmente e tu, brutto cattivone, manco leggi tutta la reply? :shock:

Non si fa così, non è giusto... :thumbdown:

:D

Cordiali Saluti
Fulcrum
 
Fulcrum ha scritto:
Io faccio tutta 'sta fatica ad argomentare razionalmente e tu, brutto cattivone, manco leggi tutta la reply? :shock:

Non si fa così, non è giusto... :thumbdown:

:D

Cordiali Saluti
Fulcrum

...è lunedì.... mi era sfuggita proprio quella frasetta. :oops:

Ciò detto, premesso che escludiamo errori giudiziari et similia, stabiliamo che al colpevole di un crimine particolarmente efferato diamo l'ergastolo come massimo della punizione.

Domanda: siamo davvero sicuri che dal punto di vista "umanitario" rinchiudere un uomo tra quattro mura PER TUTTO IL RESTO DELLA VITA come dovrebbe essere l'ergastolo, magari con in mezzo un po' di isolamento come prevedono giustamente certe normative sia tanto meno crudele di un'iniezione letale?
 

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