silverrain ha scritto:
Oliveallascolana ha scritto:
Beh ci sono libri, ci sono stati dibbattiti televisivi anche da vespa con bisiach mi sembra, ora non é che ti devo cercare tutto no?
Sei tu che hai sparato alzo zero delle affermazioni piuttosto forti.
Minimo dovresti documentare.
Poi...
In ogni caso....
Nessuna vergogna provata per l'affermazione sugli ebrei? :shock:
Così per "non dimenticare"
Una al volo wikipedia, e comunque non mi vergogno di nulla, non ho detto nulla di male o insultato gli ebrei, anzi, tutt'altro, ma forse dovresti rileggere prima di usare le mani
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cospirazioniste[modifica] La tesi "revisionista"Alcuni scrittori e tra questi Robert Stinnett[49] ritengono che l'attacco a Pearl Harbor non solo avrebbe potuto essere validamente contrastato ma che addirittura sia stato favorito dalle massime autorità americane, specificatamente per volontà e determinazione dell'allora presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Delano Roosevelt. Secondo questa teoria il Giappone sarebbe stato deliberatamente provocato alla guerra attraverso misure restrittive quali l'embargo petrolifero e quello di altre materie essenziali all'economia giapponese. Inoltre tra marzo e luglio 1941 navi della Marina militare americana in assetto di guerra si avvicinarono diverse volte alle acque territoriali giapponesi. Il 31 luglio 1941 il Ministero della Marina giapponese consegnò all'ambasciatore negli Stati Uniti una lettera formale di protesta. [50]
Successivamente la dislocazione delle navi da guerra americane nelle Hawai sarebbe stata elaborata in modo da costituire un'esca attraente per il bellicoso governo giapponese. Inoltre i segnali evidenti del movimento della flotta del Sol Levante destinata a portare gli aerei che avrebbero attaccato Pearl Harbor sarebbero stati deliberatamente ignorati dalla marina americana per ordini dall'alto.
Tutto questo avrebbe avuto un solo scopo: invitare il Giappone a vibrare un colpo di forte rilevanza militare (e politica) contro gli Stati Uniti in modo tale che l'opinione pubblica americana (e quella dei suoi rappresentanti al Congresso) passasse da una larga maggioranza anti-interventista, rispetto alla guerra che si stava combattendo in Europa, ad una opinione maggioritaria interventista. [51] Franklin Delano Roosevelt infatti aveva capito che il popolo da lui governato non si accontentava dell'indignazione contro Hitler per il proditorio attacco alla Polonia e di quella destata dal comportamento aggressivo dei giapponesi in Cina e negli altri paesi asiatici, per accettare l'ingresso in guerra degli Stati Uniti a fianco d'Inghilterra e Francia contro le potenze dell'Asse, ma che solo lo shock di un attacco diretto al proprio paese avrebbe modificato decisamente l'atteggiamento degli americani verso la guerra.
Roosevelt riteneva infatti che un'eventuale vittoria delle Potenze dell'Asse in Europa (Germania ed Italia) ed in Asia (Giappone),[52] che nella situazione di allora pareva tutt'altro che improbabile, avrebbe condotto successivamente ed inevitabilmente ad una guerra fra queste ultime e gli Stati Uniti d'America, i quali in quel momento si sarebbero trovati in forti condizioni d'inferiorità militare.
A Roosevelt non sfuggivano inoltre i pericoli derivanti dall'ambiguo atteggiamento della Spagna di Francisco Franco, la cui neutralità si sarebbe presumibilmente mutata in alleanza con l'Asse in caso di vittoria di quest'ultima sull'Inghilterra, e le simpatie di cui godeva la Germania di Hitler in ampi strati della popolazione sudamericana.
[modifica] La nascita della diatribaLa teoria che dietro l'attacco a Pearl Harbour ci fosse in realtà una sapiente regia americana emerse molto presto, tanto che Liddell Hart scrive: «? il colpo di Pearl Harbour nel 1941 costituì un tale shock da suscitare non solo quasi unanimi critiche verso le autorità capeggiate dal presidente Roosevelt, ma anche il profondo sospetto che il disastro fosse da attribuire a fattori più gravi della cecità e della confusione.» e poi: «In realtà, anche se da tempo il presidente Roosevelt sperava e cercava di trovare un modo per far scendere in guerra l'America contro Hitler, quanto si sa con certezza della presunzione e degli errori di calcolo degli alti esponenti dell'esercito e della marina è sufficiente a ridimensionare le tesi di quegli storici americani "revisionisti" [virgolettato nel testo, n.d.r.], i quali sostengono, sulla base di prove scarse e tutt'altro che convincenti, che Roosevelt escogitò e preparò il disastro di Pearl Harbour per spingere il paese ad entrare in guerra.»[53]
Lo storico britannico sposa qui la tesi dell'assenza di qualsivoglia azione (o non azione) intenzionale per provocare il disastro bellico da parte di Roosevelt e dei suoi più stretti collaboratori. In effetti, al momento della pubblicazione del libro di Hart (1970), i documenti della marina che avrebbero potuto contribuire a chiarire i fatti e le intenzioni, erano ancora coperti da segreto militare. Solo con l'autorizzazione da parte del Presidente Jimmy Carter di rendere disponibili i testi tradotti delle intercettazioni dei messaggi della Marina Nipponica di quel periodo, avvenuta nel 1979,[54] e con l'applicazione più aperta del Freedom of Information Act [55] è stato possibile approfondire gli aspetti della questione, anche se la tesi revisionista non è al momento accettata dagli storici
http://it.wikipedia.org/wiki/Attacco_di_Pearl_Harbor