come dice qualcuno ci vorrebbe un impeachment per qualcun altro.
Matteo__ ha scritto:Ma guarda che il problema odierno è proprio quella parte del premio di maggioranza che all'epoca non fu toccato dal Colle, cioè quello alla camera.
Se il Porcellum fosse rimasto come l'avevano concepito all'inizio, sarebbe solo stato "doppiamente incostituzionale". Obiezione tra l'altro già sollevata dalla presidenza della repubblica allora e motivo per cui ci fu la modifica al Senato (che comunque è eletto a base regionale, per cui.......)
Matteo__ ha scritto:Monti all'inizio del mandato aveva il 75% del consenso, :
a_gricolo ha scritto:...potrebbe essere il canto del cigno (o meglio, dell'avvoltoio) di questo governo...
http://www.today.it/politica/porcellum-anticostituzionale.html
Che sia la volta buona che si levano tutti dalle palle? Io ho molti dubbi, e comunque ci attenderebbe un casino mostruoso......
DISCLAIMER: spero che il topic sia tollerato dai mod vista la generalità dell'argomento. Se non si può, chiudete pure.
zanzano ha scritto:come fai a "si levano tutti dalle palle" se tu stesso accetti che gli paghino lo stipendio.
bel discorso ma poco pragmatico.Matteo__ ha scritto:moogpsycho ha scritto:io invece son sempre più convinto del contrario.. se perfino una legge così importante, una legge che dovrebbe interpretare ed attuare l'espressione politica dei cittadini risulta essere incostituzionale per quasi una decade su nemmeno settant'anni di repubblica, evidentemente qualcuno si è appropriato di poteri in modo non democraticoMatteo__ ha scritto:E' davvero uno schifo, soprattutto perchè negli anni passati ci han fatto credere che, nonostante tutto, Consulta e Presidenza fossero ancora Istituzioni in cui credere.
Oggi invece, tra intrallazzi vari, si scopre che anche li sono marci. Non c'è scampo, e non solo per queste cose, purtroppo mi convinco sempre più che ad essere marcio sia proprio il popolo italiano, e che il fatto che la compagine politica sia solo lo specchio di una società sia cosa sacrosanta.
E proprio li che casca l'asino: siamo un popolo diviso (spesso ho dubbi persino che siamo davvero un popolo), in cui ognuno è sempre convinto di possedere il Verbo e che il prossimo sia sempre un pecorone da assoggettare. In cui non si perde un attimo di ripensamento per dare addosso al prossimo solo in quanto prossimo, senza vedere perchè e per come e soprattutto senza cercare dove risiedano davvero i problemi. Un popolo che non perde tempo a capire perchè certe cose debbano essere fatte necessariamente con principio e sempre pronto ad accettare sotterfugi e scorciatoie. Insomma un popolo che ha la classe politica che si merita.
Siam noi che abbiamo deciso di non scegliere, che ci siam fatti dividere a uso e consumo degli orticelli personali senza colpo ferire (e perchè ci faceva in fondo comodo) e ora ci lamentiamo solo perchè alla fine qualcuno sia stato più furbo, riuscendo a farsi l'orticello più grande del nostro (e qua sta il più miserabile aspetto della faccenda), non perchè si viva in una società profondamente ingiusta. Lo stesso fatto che la legge non sia stata fino ad ora cambiata la dice lunga.
E bisogna anche rammentare che la preferenza, in epoca di imperversante immoralità, non è comunque la soluzione.
Matteo__ ha scritto:moogpsycho ha scritto:io invece son sempre più convinto del contrario.. se perfino una legge così importante, una legge che dovrebbe interpretare ed attuare l'espressione politica dei cittadini risulta essere incostituzionale per quasi una decade su nemmeno settant'anni di repubblica, evidentemente qualcuno si è appropriato di poteri in modo non democraticoMatteo__ ha scritto:E' davvero uno schifo, soprattutto perchè negli anni passati ci han fatto credere che, nonostante tutto, Consulta e Presidenza fossero ancora Istituzioni in cui credere.
Oggi invece, tra intrallazzi vari, si scopre che anche li sono marci. Non c'è scampo, e non solo per queste cose, purtroppo mi convinco sempre più che ad essere marcio sia proprio il popolo italiano, e che il fatto che la compagine politica sia solo lo specchio di una società sia cosa sacrosanta.
E proprio li che casca l'asino: siamo un popolo diviso (spesso ho dubbi persino che siamo davvero un popolo), in cui ognuno è sempre convinto di possedere il Verbo e che il prossimo sia sempre un pecorone da assoggettare. In cui non si perde un attimo di ripensamento per dare addosso al prossimo solo in quanto prossimo, senza vedere perchè e per come e soprattutto senza cercare dove risiedano davvero i problemi. Un popolo che non perde tempo a capire perchè certe cose debbano essere fatte necessariamente con principio e sempre pronto ad accettare sotterfugi e scorciatoie. Insomma un popolo che ha la classe politica che si merita.
Siam noi che abbiamo deciso di non scegliere, che ci siam fatti dividere a uso e consumo degli orticelli personali senza colpo ferire (e perchè ci faceva in fondo comodo) e ora ci lamentiamo solo perchè alla fine qualcuno sia stato più furbo, riuscendo a farsi l'orticello più grande del nostro (e qua sta il più miserabile aspetto della faccenda), non perchè si viva in una società profondamente ingiusta. Lo stesso fatto che la legge non sia stata fino ad ora cambiata la dice lunga.
E bisogna anche rammentare che la preferenza, in epoca di imperversante immoralità, non è comunque la soluzione.
moogpsycho ha scritto:bel discorso ma poco pragmatico.Matteo__ ha scritto:moogpsycho ha scritto:io invece son sempre più convinto del contrario.. se perfino una legge così importante, una legge che dovrebbe interpretare ed attuare l'espressione politica dei cittadini risulta essere incostituzionale per quasi una decade su nemmeno settant'anni di repubblica, evidentemente qualcuno si è appropriato di poteri in modo non democraticoMatteo__ ha scritto:E' davvero uno schifo, soprattutto perchè negli anni passati ci han fatto credere che, nonostante tutto, Consulta e Presidenza fossero ancora Istituzioni in cui credere.
Oggi invece, tra intrallazzi vari, si scopre che anche li sono marci. Non c'è scampo, e non solo per queste cose, purtroppo mi convinco sempre più che ad essere marcio sia proprio il popolo italiano, e che il fatto che la compagine politica sia solo lo specchio di una società sia cosa sacrosanta.
E proprio li che casca l'asino: siamo un popolo diviso (spesso ho dubbi persino che siamo davvero un popolo), in cui ognuno è sempre convinto di possedere il Verbo e che il prossimo sia sempre un pecorone da assoggettare. In cui non si perde un attimo di ripensamento per dare addosso al prossimo solo in quanto prossimo, senza vedere perchè e per come e soprattutto senza cercare dove risiedano davvero i problemi. Un popolo che non perde tempo a capire perchè certe cose debbano essere fatte necessariamente con principio e sempre pronto ad accettare sotterfugi e scorciatoie. Insomma un popolo che ha la classe politica che si merita.
Siam noi che abbiamo deciso di non scegliere, che ci siam fatti dividere a uso e consumo degli orticelli personali senza colpo ferire (e perchè ci faceva in fondo comodo) e ora ci lamentiamo solo perchè alla fine qualcuno sia stato più furbo, riuscendo a farsi l'orticello più grande del nostro (e qua sta il più miserabile aspetto della faccenda), non perchè si viva in una società profondamente ingiusta. Lo stesso fatto che la legge non sia stata fino ad ora cambiata la dice lunga.
E bisogna anche rammentare che la preferenza, in epoca di imperversante immoralità, non è comunque la soluzione.
Condivido pienamente la critica a quello che siamo come popolo, ma questo non toglie che se certi organi istituzionali latitano, il comune cittadino può poco.
Generalizzare i discorsi non porta lontano, così come caricare l'uomo della strada di un ruolo che non gli compete. Che ne può sapere il comune cittadino impegnato a tirare fine mese di una legge elettorale, o del fatto che sia più o meno costituzionale?
Nulla, tranne per un suo interesse personale; ci sono persone pagate profumatamente per occuparsene.
Se poi queste persone impiegano 10 anni per deliberare evidentemente non sono le persone giuste.
Matteo__ ha scritto:moogpsycho ha scritto:bel discorso ma poco pragmatico.Matteo__ ha scritto:moogpsycho ha scritto:io invece son sempre più convinto del contrario.. se perfino una legge così importante, una legge che dovrebbe interpretare ed attuare l'espressione politica dei cittadini risulta essere incostituzionale per quasi una decade su nemmeno settant'anni di repubblica, evidentemente qualcuno si è appropriato di poteri in modo non democraticoMatteo__ ha scritto:E' davvero uno schifo, soprattutto perchè negli anni passati ci han fatto credere che, nonostante tutto, Consulta e Presidenza fossero ancora Istituzioni in cui credere.
Oggi invece, tra intrallazzi vari, si scopre che anche li sono marci. Non c'è scampo, e non solo per queste cose, purtroppo mi convinco sempre più che ad essere marcio sia proprio il popolo italiano, e che il fatto che la compagine politica sia solo lo specchio di una società sia cosa sacrosanta.
E proprio li che casca l'asino: siamo un popolo diviso (spesso ho dubbi persino che siamo davvero un popolo), in cui ognuno è sempre convinto di possedere il Verbo e che il prossimo sia sempre un pecorone da assoggettare. In cui non si perde un attimo di ripensamento per dare addosso al prossimo solo in quanto prossimo, senza vedere perchè e per come e soprattutto senza cercare dove risiedano davvero i problemi. Un popolo che non perde tempo a capire perchè certe cose debbano essere fatte necessariamente con principio e sempre pronto ad accettare sotterfugi e scorciatoie. Insomma un popolo che ha la classe politica che si merita.
Siam noi che abbiamo deciso di non scegliere, che ci siam fatti dividere a uso e consumo degli orticelli personali senza colpo ferire (e perchè ci faceva in fondo comodo) e ora ci lamentiamo solo perchè alla fine qualcuno sia stato più furbo, riuscendo a farsi l'orticello più grande del nostro (e qua sta il più miserabile aspetto della faccenda), non perchè si viva in una società profondamente ingiusta. Lo stesso fatto che la legge non sia stata fino ad ora cambiata la dice lunga.
E bisogna anche rammentare che la preferenza, in epoca di imperversante immoralità, non è comunque la soluzione.
Condivido pienamente la critica a quello che siamo come popolo, ma questo non toglie che se certi organi istituzionali latitano, il comune cittadino può poco.
Generalizzare i discorsi non porta lontano, così come caricare l'uomo della strada di un ruolo che non gli compete. Che ne può sapere il comune cittadino impegnato a tirare fine mese di una legge elettorale, o del fatto che sia più o meno costituzionale?
Nulla, tranne per un suo interesse personale; ci sono persone pagate profumatamente per occuparsene.
Se poi queste persone impiegano 10 anni per deliberare evidentemente non sono le persone giuste.
Il cittadino potrebbe iniziare ad insegnare ai figli cosa sia comportarsi onestamente, anche se all'inizio ci si fa la figura dei fessi (almeno dalle nostre parti), poi potrebbe prendere carta e penna (visto che a memoria sta messo proprio male) e segnarsi chi NON votare alle prossime elezioni. E' qui che il mio discorso diventa molto pragmatico. Il cittadino può e deve tutto. Innanzitutto iniziare a comportarsi diligentemente.
Tutto il resto viene da se. D'altronde la storia sembra dar ragione al mio discorso secondo te astratto: a forza di dirci che noi non si poteva fare nulla ci ritroviamo da vent'anni con la stessa gente, mentre nella tanto bistrattata prima repubblica, esclusi alcuni mammasantissima della prima ora, almeno il ricambio generazionale c'era.
Il fatto è che fino a che c'era "acqua" ci ha fatto comodo così, adesso che lo stagno si è prosciugato e la papera non galleggia più, tutti a trovare alibi.
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 7 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa