G5 ha scritto:http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002604.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews
..... sono anni che vedo "male" la nostra gerontocrazia ..... sinora avevo dubbi, ora iniziano ad affiorare alcune certezze.
elancia ha scritto:G5 ha scritto:http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002604.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews
..... sono anni che vedo "male" la nostra gerontocrazia ..... sinora avevo dubbi, ora iniziano ad affiorare alcune certezze.
Bello, l'ho linkato a mio padre, pensionato del 1945!![]()
|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
G5 ha scritto:|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....
HomerJ-2 ha scritto:G5 ha scritto:|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....
...che necessita, tra le altre, di:
ammodernamento impianto elettrico
ammodernamento impianto riscaldamento
ammodernamento infissi
isolamento tetto e pareti
bonifica da umidità e/o muffa
....
..
.
|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
G5 ha scritto:|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....
|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
Pik39 ha scritto:|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
Sono d'accordo con tua analisi che in parte equilibra la situazione deficitaria denunciata dall'articolo citatato. Va tenuto conto anche del fatto che buona parte dei figli, oggi gode del valido contributo sia finanziario che attivo dei genitori, contributo possibile grazie al periodo favorevole in cui essi hanno vissuto. Inoltre è possibile quantificare in soldoni l'aiuto che i figli ricevono per una sempre più presente assistenza e gestione dei nipoti? Obbiettivamente nella bilancia dei pro e dei contro andrebbero tenuti presente anche questi elementi.
Pik39 ha scritto:|Mauro65| ha scritto:Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
Sono d'accordo con tua analisi che in parte equilibra la situazione deficitaria denunciata dall'articolo citatato. Va tenuto conto anche del fatto che buona parte dei figli, oggi gode del valido contributo sia finanziario che attivo dei genitori, contributo possibile grazie al periodo favorevole in cui essi hanno vissuto. Inoltre è possibile quantificare in soldoni l'aiuto che i figli ricevono per una sempre più presente assistenza e gestione dei nipoti? Obbiettivamente nella bilancia dei pro e dei contro andrebbero tenuti presente anche questi elementi.
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 11 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa