<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nonni vs genitori vs figli | Il Forum di Quattroruote

Nonni vs genitori vs figli

G5

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http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002604.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

..... sono anni che vedo "male" la nostra gerontocrazia ..... sinora avevo dubbi, ora iniziano ad affiorare alcune certezze.
 
G5 ha scritto:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002604.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

..... sono anni che vedo "male" la nostra gerontocrazia ..... sinora avevo dubbi, ora iniziano ad affiorare alcune certezze.

Bello, l'ho linkato a mio padre, pensionato del 1945! :D
 
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.
 
elancia ha scritto:
G5 ha scritto:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002604.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

..... sono anni che vedo "male" la nostra gerontocrazia ..... sinora avevo dubbi, ora iniziano ad affiorare alcune certezze.

Bello, l'ho linkato a mio padre, pensionato del 1945! :D

appero' :D
 
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....
 
G5 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....

...che necessita, tra le altre, di:
ammodernamento impianto elettrico
ammodernamento impianto riscaldamento
ammodernamento infissi
isolamento tetto e pareti
bonifica da umidità e/o muffa
....
..
.
 
HomerJ-2 ha scritto:
G5 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....

...che necessita, tra le altre, di:
ammodernamento impianto elettrico
ammodernamento impianto riscaldamento
ammodernamento infissi
isolamento tetto e pareti
bonifica da umidità e/o muffa
....
..
.

e non si hanno fratelli :D
 
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

il discorso non e' del tutto errato.....
molto piu' centrato il fatto ( che i nipoti pagheranno sempre....)
che quello che oggi stanno godendo in milioni sono il W.F. " familiate,
( ma in soldini )
fenomeno tipicamente italiano
 
G5 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

È vero, ma la casa non si mangia, non ti da lo stipendio, ti porta costi (anche importanti) e questo ti distingue come uno che ha solidità.
La teoria è un conto ma la pratica economica dimostra che se hai una casa puoi anche essere un disgraziato!
Intendiamoci averla non è come non averla ma, onestamente, preferirei che i giovani avessero la possibilità di farsi la casa invece di sperare in quella del nonno ....

quoto,
oltre a queste considerazioni pratiche dobbiamo considerare che oggi abbiamo un costo del debito assurdo. Leggevo qualche giorno fà (se trovo la fonte la linko) che al netto del debito, saremmo uno dei paesi dell'aerea euro con l'avanzo primario maggiore o meglio, saremmo uno dei pochi paesi ad avere un avanzo primario.
Dunque oggi ci troviamo in difficoltà principalmente per colpa di questo fardello a causa del quale sprechiamo continuamente risorse.
Per quanto mi riguarda non ci sono aspetti positivi alla situazione, il fatto di ereditare qualche immobile rappresenta solo uno zuccherino.
 
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

Sono d'accordo con tua analisi che in parte equilibra la situazione deficitaria denunciata dall'articolo citatato. Va tenuto conto anche del fatto che buona parte dei figli, oggi gode del valido contributo sia finanziario che attivo dei genitori, contributo possibile grazie al periodo favorevole in cui essi hanno vissuto. Inoltre è possibile quantificare in soldoni l'aiuto che i figli ricevono per una sempre più presente assistenza e gestione dei nipoti? Obbiettivamente nella bilancia dei pro e dei contro andrebbero tenuti presente anche questi elementi.
 
Pik39 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo "trasferimenti intra-familiari" include la non trascurabile voce "immobili"
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il "benessere" nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via "possidenti" senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

Sono d'accordo con tua analisi che in parte equilibra la situazione deficitaria denunciata dall'articolo citatato. Va tenuto conto anche del fatto che buona parte dei figli, oggi gode del valido contributo sia finanziario che attivo dei genitori, contributo possibile grazie al periodo favorevole in cui essi hanno vissuto. Inoltre è possibile quantificare in soldoni l'aiuto che i figli ricevono per una sempre più presente assistenza e gestione dei nipoti? Obbiettivamente nella bilancia dei pro e dei contro andrebbero tenuti presente anche questi elementi.

il fatto che sprechiamo inutilmente risorse per pagare gli interessi su un debito spropositato non ha importanza?
ci rendiamo conto che per colpa di questo oggi non abbiamo risorse da destinare allo sviluppo del paese?
..ma forse per i genitori è più rassicurante tenere i figli in casa a fare da badanti per la propria vecchiaia
 
E' quello che mi dice da anni mio padre, ovvero che la sua generazione, lui nato nel 1944, ha "fregato" la mia generazione, io nato nel 1975. Del resto mi dice che chiunque fosse stato nei suoi panni certe agevolazioni nessuno le avrebbe rifiutate. Lui lavorava nel pubblico ed è anche andato in pensione giovane. Io lavoro nel privato e la parola pensione la vedo come qualcosa di irreale, ho la sensazione che prima di vedere una pensione finirò al camposanto.
 
Pik39 ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Ad un primo esame (se sbaglio mi scuso per la lettura veloce) l'articolo contiene un macroscopico errore di tipo omissivo, quando si evidenzia che In altre parole, i figli non hanno beneficiato, se non indirettamente attraverso trasferimenti intra-familiari, del debito pubblico accumulato nel corso della vita lavorativa dei padri. Ciononostante, saranno principalmente i figli a pagare il debito.
Il capitolo &quot;trasferimenti intra-familiari&quot; include la non trascurabile voce &quot;immobili&quot;
I beneficiari del boom degli anni '60 hanno - per la maggior parte - investito il &quot;benessere&quot; nel mattone: i loro figli, oggi, si ritrovano ad essere via via &quot;possidenti&quot; senza aver mai pagato una rata di mutuo. Se poi analizziamo gli effetti del calo demografico, si scopre che le giovani generazioni si troveranno ben presto a possedere non solo la casa di propria abitazione, ma anche di averne una a disposizione per la successiva generazione.

Sono d'accordo con tua analisi che in parte equilibra la situazione deficitaria denunciata dall'articolo citatato. Va tenuto conto anche del fatto che buona parte dei figli, oggi gode del valido contributo sia finanziario che attivo dei genitori, contributo possibile grazie al periodo favorevole in cui essi hanno vissuto. Inoltre è possibile quantificare in soldoni l'aiuto che i figli ricevono per una sempre più presente assistenza e gestione dei nipoti? Obbiettivamente nella bilancia dei pro e dei contro andrebbero tenuti presente anche questi elementi.

Ero piccolo e mio padre mi diceva che sarei stato il bastone della sua vecchiaia. C'aveva visto lungo ma c'aveva visto male. Mi infastidisce l'idea che qualche nonno o genitore si gongoli all'idea di tenersi in casa il &quot;bamboccio&quot; (do you remember?) &lt&lt rinfacciandogli &gt&gt che senza il babbo o il nonno non ce la potrà mai fare! A me sta' cosa mi farebbe salire subito il sangue al cervello e potrei pure diventare offensivo. Spero non sia una malattia sociale ma solo una svista personale.
 
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