GIUSEPPE MAZZINI
COSMOPOLITISMO E NAZIONE
Scritti sulla Democrazia
L'autodeterminazione dei Popoli
e le Relazioni Internazionali
a cura di
Stefano Recchia
e Nadia Urbinati
2011 - Elliot Edizioni
Euro 22,00
Pagine 332 circa
Un testo di lettura migliore e più costruttivo, anche per i matti ed i normali.
Meglio leggere gli Italiani, molto spesso risultano molto migliori degli altri Europei.
Europei che, forse, non pensavano minimamente ad un Europa Politicamente Unita.
Forse ritenevano che era più semplice, veloce e redditizio, unire il mondo intero.
Come dire che le case è meglio costruirle dal tetto, piuttosto che dalle fondamenta.
Ed è basilare fondare le Nazioni su Valori Etici Universali.
Da questi Valori Etici Universali, Comuni, procedere su una strada di Unificazione delle Nazioni in agglomerati Continentali.
Ma, soprattutto, gli Italiani fanno riferimento ad una realtà, quella Italica, conosciuta grazie anche allo studio della storia della Patria nelle scuole della Penisola.
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Senza Patria, non è possibile ordinamento alcuno dell'Umanità.
Senza Popoli non può esistere Alleanza di Popoli.
E questi Popoli devono, a stringerla leale e durevole,
essere Liberi ed Eguali, aver coscienza di sè,
affermare la propria Individualità e il proprio Principio;
essere insomma Nazioni.
L'Umanità è il FINE: la Nazione, il MEZZO;
senz'essa, potrete adorare contemplatori oziosi dell'Umanità,
non costituirla o tentarlo.
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Manifesto della Giovine Italia 1831
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Il Perdono è la Virtù della Vittoria.
L'Amore vuole Equilibrio di Potenza e di Stima.
Però, noi rifiutando pur sempre l'ajuto e la compassione dello Straniero,
gioveremo allo sviluppo del sentimento europeo, col mostrarci, non foss'altro, quali noi siamo, nè ciechi, nè vili, ma sfortunati; e cacciando nella mutua stima le basi della futura amicizia.
L'Italia non è conosciuta.
La vanità, la leggerezza, la necessità di crearsi discolpe a' delitti han fatto a gara per travisare fatti, passioni, costumanze, ed abitudini.
Noi snuderemo le nostre ferite: mostreremo allo straniero di qual sangue grondi quella pace alla quale ci sagrificarono le codardie diplomatiche (Congresso di Vienna del 1815): diremo gli obblighi che correvano a' popoli verso di noi, e gli'inganni, che ci han posto in fondo: trarremo dalle carceri, e dalle tenebre del dispotismo i documenti della nostra condizione, delle nostre passioni, e delle nostre virtù:scenderemo nelle fosse riempiute dell'ossa de' nostri martiri, e scompiglieremo quell'ossa; ed evocheremo que' grandi sconosciuti, ponendoli davanti alle nazioni, come testimoni muti de' nostri infortuni, della nostra costanza, e della loro colpevole indifferenza.
Un gemito tremendo di dolore, e d'illusioni tradite sorge da quella rovina che l'Europa contempla fredda, e dimentica, che da quella rovina si diffondeva ad essa due volte il raggio dell'incivilimento, e della Libertà.
E noi, lo raccorremo quel gemito, e lo ripeteremo all'Europa, ond'essa v'impari tutta l'ampiezza del suo misfatto, e diremo a' popoli:
queste son l'anime che voi avete trafficate sinora, questa è la terra, che avete condannata alla solitudine, e all'eternità del servaggio!