belpietro ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
bart974 ha scritto:
G5 ha scritto:
Se bisogna rispettare le scelte di coloro che decidendo di soffrire pene infinite causandole a tutti i loro cari non vedo perché non bisogna rispettare anche la scelta di uno che si suicida.
infatti la discussione è tutta sul termine "bisogna"... sono temi troppo delicati per poter dire "bisogna" a prescindere, secondo me...
Non vedo cosa ci sia di così difficile nel rispettare un gesto che pertiene alla sfera strettamente personale di una persona, che non si ripercuote sulla sfera di libertà di nessun altro.
non credo sia difficile, ma non credo nemmeno che sia "obbligatorio".
invece non condivido che non si ripercuota sulla sfera di nessun altro.
io (che, ripeto, personalmente rispetto quel gesto) non mi ritengo così libero di morire come mi ci ritenevo prima di avere figli, né come probabilmente mi riterrò quando loro saranno adulti.
Forse mi sono espresso in maniera troppo generale, quando in effetti avevo in mente l'esempio particolare del Monicelli.
Concordo che, in presenza di figli, o di altre persone che dipendano anche in parte da noi, ci sono ovviamente più vincoli, ci si sente meno liberi.
Ma non mi pare che il Sig. Monicelli, alla sua veneranda età, avesse più vincoli di questo genere, persone che dipendessero cioè da lui.
Anzi, è probabile che sia stato proprio un fatto di segno opposto a fargli prendere la decisione ( oltre ad una certa inquietudine di fondo, chè a dirlo pare facile, ma uno sereno fa una fatica boia a saltare dalla finestra solo in base ad una conclusione razionale ): e cioè la prospettiva di perdere la propria autonomia, e di essere lui a dover improvvisamente dipendere da altri per sussistere.