Ieri sera ho avuto in mano la supercar giapponese per un lungo test drive.
Ho fatto un paio di foto col cellulare e un paio di video che caricherò a breve.
Tanto per incominciare la model year 2011 ha 50 cavalli in più, visto che i 480 di prima non bastavano ora sono, appunto, 530. L'esemplare in prova era di colore rosso con i mastodontici cerchi bruniti da 20 e gomme dunlop 285/30 dietro e 255/35 davanti.
Con il restyling fuori hanno cambiato poco o nulla, aggiungendo di fatto solo i led diurni e poco altro.
Dentro l'ambiente è molto bello e ben fatto, la pelle e le plastiche che ricoprono la plancia e le portiere sono di ottima qualità e di sbavature ce ne sono ben poche. Spettacolare lo schermo touch da 7 pollici centrale, che come saprete vi fa vedere tutta la telemetria con grafici e dati di ogni genere (che durante la guida non cagherete di striscio, naturalmente, ma è bello sapere che ci sono).
Sul grande tunnel centrale c'è la cloche del cambio e il pulsante per l'avviamento. Il volante è molto bello e verticale e le palette del cambio sono solidali al piantone come dovrebbero sempre essere. L'unica nota stonata è che dopo 9000km erano già tutte scolorite...
Premendo il pulsante l'auto parte e si fa sentire subito, se non altro perchè da sotto proveniva un forte rumore di metallo che sbatacchiava, probabilmente i segni di qualche turno in pista da maiale.
Partendo con cautela e in automatico il doppia frizione ingrana le marce nel giro di pochi secondi, e in scalata non è nemmeno troppo soft (si sente comunque rumore proveniente dal transaxle).
Quando è ora di fare sul serio, sotto la plancia del clima ci sono i tre manettini per il setup di sospensioni, cambio e controlli elettronici. Tirando in su si accendono i tre led rossi con il logo R, e la macchina ha il setup da corsa.
Appena si affonda il gas si vola verso un'altra dimensione. La spinta è brutale, infinita, veemente, adrenalinica, come deve essere su una macchina biturbo di tale cavalleria. In manuale non c'è davvero tempo di uno sternuto ed è già ora di mettere dentro la marcia superiore (che tra l'altro non inserisce da sola quando si arriva a limitatore, per fortuna). Senza utilizzare il launch control (che non ho idea di come funzionasse
), i 200 all'ora arrivano in 12 secondi scarsi.
Tra le curve, Godzilla è molto meno mastodontica di quello che sembrerebbe: lo sterzo è un rasoio, duro, precisissimo e demoltiplicato. L'ingresso in curva al limite è piuttosto sovrasterzante, il posteriore allarga la traiettoria piacevolmente e in maniera piuttosto prevedibile, senza i controlli elettronici e in mano ad un pilota i sovrasterzi credo vengano piuttosto bene. Se si affonda durante una curva, invece, il sovrasterzo di potenza non arriva subito ma la vettura mette in luce un discreto sottosterzo, ma il passaggio dal sotto al sovra è comunque piuttosto intuitivo. Le curve si affrontano a velocità smodata e il calore che entra in abitacolo ci fa capire che stiamo facendo sul serio... Il cambio, in modalità R, diventa più veloce ma anche più brusco. Le due turbine soffiano come due reattori, anche se purtroppo non si sentono ritorni di fiamma nè in rilascio nè in cambiata.
In generale una supercar che per 90 mila euro vi fa vivere emozioni degne di vetture nostrane che ne costano almeno il doppio, anche se comunque il fascino (ma soprattutto il sound e l'allungo) di una Ferrari o di una Lambo non sono equiparabili.
Ho fatto un paio di foto col cellulare e un paio di video che caricherò a breve.
Tanto per incominciare la model year 2011 ha 50 cavalli in più, visto che i 480 di prima non bastavano ora sono, appunto, 530. L'esemplare in prova era di colore rosso con i mastodontici cerchi bruniti da 20 e gomme dunlop 285/30 dietro e 255/35 davanti.
Con il restyling fuori hanno cambiato poco o nulla, aggiungendo di fatto solo i led diurni e poco altro.
Dentro l'ambiente è molto bello e ben fatto, la pelle e le plastiche che ricoprono la plancia e le portiere sono di ottima qualità e di sbavature ce ne sono ben poche. Spettacolare lo schermo touch da 7 pollici centrale, che come saprete vi fa vedere tutta la telemetria con grafici e dati di ogni genere (che durante la guida non cagherete di striscio, naturalmente, ma è bello sapere che ci sono).
Sul grande tunnel centrale c'è la cloche del cambio e il pulsante per l'avviamento. Il volante è molto bello e verticale e le palette del cambio sono solidali al piantone come dovrebbero sempre essere. L'unica nota stonata è che dopo 9000km erano già tutte scolorite...
Premendo il pulsante l'auto parte e si fa sentire subito, se non altro perchè da sotto proveniva un forte rumore di metallo che sbatacchiava, probabilmente i segni di qualche turno in pista da maiale.
Partendo con cautela e in automatico il doppia frizione ingrana le marce nel giro di pochi secondi, e in scalata non è nemmeno troppo soft (si sente comunque rumore proveniente dal transaxle).
Quando è ora di fare sul serio, sotto la plancia del clima ci sono i tre manettini per il setup di sospensioni, cambio e controlli elettronici. Tirando in su si accendono i tre led rossi con il logo R, e la macchina ha il setup da corsa.
Appena si affonda il gas si vola verso un'altra dimensione. La spinta è brutale, infinita, veemente, adrenalinica, come deve essere su una macchina biturbo di tale cavalleria. In manuale non c'è davvero tempo di uno sternuto ed è già ora di mettere dentro la marcia superiore (che tra l'altro non inserisce da sola quando si arriva a limitatore, per fortuna). Senza utilizzare il launch control (che non ho idea di come funzionasse
Tra le curve, Godzilla è molto meno mastodontica di quello che sembrerebbe: lo sterzo è un rasoio, duro, precisissimo e demoltiplicato. L'ingresso in curva al limite è piuttosto sovrasterzante, il posteriore allarga la traiettoria piacevolmente e in maniera piuttosto prevedibile, senza i controlli elettronici e in mano ad un pilota i sovrasterzi credo vengano piuttosto bene. Se si affonda durante una curva, invece, il sovrasterzo di potenza non arriva subito ma la vettura mette in luce un discreto sottosterzo, ma il passaggio dal sotto al sovra è comunque piuttosto intuitivo. Le curve si affrontano a velocità smodata e il calore che entra in abitacolo ci fa capire che stiamo facendo sul serio... Il cambio, in modalità R, diventa più veloce ma anche più brusco. Le due turbine soffiano come due reattori, anche se purtroppo non si sentono ritorni di fiamma nè in rilascio nè in cambiata.
In generale una supercar che per 90 mila euro vi fa vivere emozioni degne di vetture nostrane che ne costano almeno il doppio, anche se comunque il fascino (ma soprattutto il sound e l'allungo) di una Ferrari o di una Lambo non sono equiparabili.